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L’aurea mediocritas di Orazio

Verbi greci – conoscenza iniziali

Un’espressione latina proverbiale

Una terribile, ma non sempre incurabile, malattia mortale


Spesso, ci intestardiamo, ci inaridiamo e diventiamo duri nei confronti degli altri, come avviene nel passo odierno del Vangelo di Marco, in cui i Nazareni, ottenebrati dalla loro superbia, non riescono a cogliere la straordinaria novità di cui Gesù si fa portatore.
Quante volte, anche noi, ci ostiniamo a vedere solo il male nelle persone? Quante volte, ancora oggi, l’orgoglio fine a se stesso, il pregiudizio, l’invidia e il rancore offuscano la nostra mente? Quante volte diventiamo ottusi e insensibili, proprio come gli abitanti di Nazaret, che non accolgono Gesù e il suo disegno di salvezza?

Quando ciò avviene, significa che siamo contagiati da una malattia infida e insidiosa, da una “patologia cardiaca” che rischia di ridurci allo stadio di “malati terminali”: la “sclerocardia”, la durezza del cuore, la malattia dell’“impietrimento” mentale e spirituale di coloro che “posseggono un cuore di pietra e la “testa dura” (Papa Francesco). È una malattia interiore che corrode, distrugge e uccide il nostro spirito; un terribile cancro invisibile che attanaglia le “cellule” della nostra anima e si diffonde con “devastanti metastasi” nel nostro cervello, soffocandolo con le sue insormontabili barriere mentali.
Un solo “dottore” potrà curarci da tutto ciò: Cristo, medico dell’anima e del corpo. Se ci affideremo totalmente a lui, saremo salvati, proprio come quei pochi malati che, a Nazaret, credettero veramente in Gesù, e furono da lui guariti (Egli “impose le mani a pochi malati e li guarì”).
Chiediamo con forza allo Spirito Santo di sciogliere il nostro cuore, affinché, affrancati dalla schiavitù dell’orgoglio, del rancore, del pregiudizio e dell’invidia, possiamo finalmente volgere il nostro sguardo verso ciò che veramente conta: Gesù, unica nostra forza, unico nostro motivo di vanto e di orgoglio, unica nostra salvezza, unico nostro e sommo bene! Seguiamo Cristo con spirito libero e umile, affinché possiamo amare gli altri con “il cuore di Dio”.

Foto tratta dal sito https://nicolacostanzo.wordpress.com/2016/08/01/nessuno-e-profeta-in-patria-ancor-piu-se-la-terra-in-questione-si-chiama-sicilia/