L’ANNO LITURGICO SPIEGATO AI BAMBINI👼UN VIAGGIO DI FEDE PER TUTTI I CRIS…

AVVENTO : LA PRIMA DOMENICA

Musica rilassante

Le lunghe mura del Pireo

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La sua Parola

Sic transit gloria mundi! Tutto passa, solo Dio resta

“Tutto passa: il cielo, la terra, e gli anni della nostra vita; ma le tue parole, Signore Gesù, non passeranno mai. Fa’ che viviamo di esse, per essere pronti ad accogliere il tuo Regno. Tu che sei il nostro Salvatore e il nostro Dio per i secoli dei secoli“.

Dal sito https://www.cenacologam.it/messalino-gam/venerdi-29-novembre-2/?fbclid=IwY2xjawG4VndleHRuA2FlbQIxMQABHfhDP9En0aKSi-g7LTvf7QkyqfgaS98B-3d_kXdcRt5KuC5iYr-4u-Y38g_aem_EPFqlR0dNw8lVo8HusJ0Hw

Una vera e propria botta di vita!

Luca, nel passo odierno del vangelo, si rivolge ai cristiani di tutti i tempi. Parla, dunque, anche a noi e ci esorta a vivere nella fede del Signore. Le sue sono parole di consolazione e di speranza, una vera e propria “botta di vita” di fronte alle tribolazioni e alle tristezze della vita.

E, in effetti, proprio quegli avvenimenti che spaventano gli uomini indicheranno ai cristiani che l’ora della salvezza è vicina. Con la sua venuta, il Signore annunci, la nostra redenzione, e l’inizio di una nuova era.

Non sappiamo quando ciò avverrà, dobbiamo pensare che la storia della terra e dell’umanità duri ancora a lungo, fino al consolidamento definitivo del Regno di Dio. Eppure, il vangelo ci mette in guardia contro il pericolo di rilassarsi nel quotidiano, contro il rischio di diventare i pantofolai dell’esistente. Bisogna restare vigili, in preghiera, e chiedere forza, per vivere in pienezza l’attesa gioiosa del Signore che è misericordia e vita nuova.

NIENTE PAURA!

Geremia profetizza la nascita della Chiesa dalla stirpe di Davide: una discendenza numerosissima della quale facciamo parte anche noi. Figlio di Dio e coeredi in Cristo lo siamo diventati per effetto del Battesimo e e continuiamo ad esserlo per mezzo della fede. In quanto fratelli e sorelle in Cristo, abbiamo l’opportunità di guardare chi sta intorno a noi con occhi diversi, con gli occhi dell’amore e della carità.
Proprio sull’amore si sofferma oggi San Paolo nella I Lettera ai Tessalonicesi. L’Apostolo ci chiede di farci trovare, alla venuta del Signore, ben saldi nella fede e radicati nell’amore.

Della parusia si possono già vedere i segni nel sole, nella luna e nelle stelle. Segni ed immagini che, a prima vista, suscitano sbigottimento e terrore. Ma, ancora una volta, Gesù ci invita a non avere paura, a non temere, perché proprio quando le potenze dei cieli saranno sconvolte, allora ci sarà la liberazione dei giusti.
Per questo, non attendiamoci una catastrofe universale, nella quale moriremo tutti. Al contrario, pensiamo che ci salveremo per la nostra fede e che Cristo non permetterà che i suoi eletti abbiano paura. Gli sconvolgimenti annunciati nel testo sacro saranno, in realtà, il preludio della liberazione dell’uomo da tutte le ansie, dalle paure, dagli scandali di questo mondo corrotto. Ci sarà un cambiamento straordinario nei cieli, sulla terra e tutto il creato. Scomparirà la Gerusalemme terrena, ma ci ritroveremo nella Gerusalemme celeste, in quelli che l’Apocalisse definisce “cieli nuovi e terra nuova”.
Non ci resta, dunque, che attendere, con la lanterna della fede sempre accesa, la nuova venuta del Signore, affinché quel giorno non ci colga impreparati. Non sappiamo quando e dove ciò accadrà, ma sappiamo che accadrà. E Gesù ci dice: “siate pronti” (Estote parati”), vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno, né l’ora in cui il Figlio dell’uomo verrà” (Mt. 25, 13-14).

L’immagine, tratta dal sito https://www.scuola-e-cultura.it/frasi-celebri-modi-dire/estote-parati.htm, è Mosaico raffigurante il discorso della montagna (Chiesa di San Venceslao, Praga)

Una gioiosa attesa per tutti noi!

Immagine dal sito https://www.google.com/imgres?imgurl=http://www.nondisolopane.it/wp-content/uploads/2018/11/felicita-dio.jpg&tbnid=RqnaiF_pOxH52M&vet=1&imgrefurl=https://www.nondisolopane.it/commento-al-vangelo-del-giorno-29-novembre-2018-levate-il-capo/&docid=2GRq0Z6q9ozbkM&w=700&h=525&itg=1&hl=it-IT&source=sh/x/im/m6/4&kgs=42f179eec57164cd&shem=abme,trie

Siamo ormai entrati nel tempo liturgico dell’Avvento. Un tempo di grazia, di attesa e di vigilanza, nel segno della Vergine Maria. Nel passo del vangelo di questa prima domenica di Avvento Gesù ci esorta a risollevarci perché la sua venuta coinciderà con la nostra liberazione. Ma, nello stesso tempo, ci invita anche a non appesantire i nostri cuori con dissipazioni, affanni e preoccupazioni inutili. La nostra anima deve rimanere leggera e restare ancorata a Cristo. Non deve lasciarsi prendere da distrazioni futili che sono delle vere e proprie zavorre ingombranti che ci ostacolano nel nostro cammino verso il Signore che viene e ci fa addormentare come le vergini stolte. Non lasciamo che il nostro cuore sia appesantito dal male e dagli affanni. Ogni volta che ci sentiamo tristi, risolleviamoci e alziamo il capo perché con la venuta del Signore la nostra liberazione è vicina. Che questo Avvento sia veramente un tempo forte di gioiosa attesa per la venuta del Signore. Predisponiamoci ad accogliere nel nostro cuore il Figlio di Dio e innalziamo al Signore l’anima nostra. Dal germoglio di Davide verrà colui che “eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra.

Buon cammino di Avvento a tutti!

Una scuola al passo con i tempi!!

Testimoni di carità

Sant’Andrea Apostolo (30/11/2024) dal sito:

https://www.santiebeati.it/dettaglio/22000

“Tra gli apostoli è il primo che incontriamo nei Vangeli: il pescatore Andrea, nato a Bethsaida di Galilea, fratello di Simon Pietro. Il Vangelo di Giovanni (cap. 1) ce lo mostra con un amico mentre segue la predicazione del Battista; il quale, vedendo passare Gesù da lui battezzato il giorno prima, esclama: “Ecco l’agnello di Dio!”. Parole che immediatamente spingono Andrea e il suo amico verso Gesù: lo raggiungono, gli parlano e Andrea corre poi a informare il fratello: “Abbiamo trovato il Messia!”. Poco dopo, ecco pure Simone davanti a Gesù; il quale “fissando lo sguardo su di lui, disse: “Tu sei Simone, figlio di Giovanni: ti chiamerai Cefa””. Questa è la presentazione. Poi viene la chiamata. I due fratelli sono tornati al loro lavoro di pescatori sul “mare di Galilea”: ma lasciano tutto di colpo quando arriva Gesù e dice: “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini” (Matteo 4,18-20). Troviamo poi Andrea nel gruppetto – con Pietro, Giacomo e Giovanni – che sul monte degli Ulivi, “in disparte”, interroga Gesù sui segni degli ultimi tempi: e la risposta è nota come il “discorso escatologico” del Signore, che insegna come ci si deve preparare alla venuta del Figlio dell’Uomo “con grande potenza e gloria” (Marco 13). Infine, il nome di Andrea compare nel primo capitolo degli Atti con quelli degli altri apostoli diretti a Gerusalemme dopo l’Ascensione. E poi la Scrittura non dice altro di lui, mentre ne parlano alcuni testi apocrifi, ossia non canonici. Uno di questi, del II secolo, pubblicato nel 1740 da L.A. Muratori, afferma che Andrea ha incoraggiato Giovanni a scrivere il suo Vangelo. E un testo copto contiene questa benedizione di Gesù ad Andrea: “Tu sarai una colonna di luce nel mio regno, in Gerusalemme, la mia città prediletta. Amen”. Lo storico Eusebio di Cesarea (ca. 265-340) scrive che Andrea predica il Vangelo in Asia Minore e nella Russia meridionale. Poi, passato in Grecia, guida i cristiani di Patrasso. E qui subisce il martirio per crocifissione: appeso con funi a testa in giù, secondo una tradizione, a una croce in forma di X; quella detta poi “croce di Sant’Andrea”. Questo accade intorno all’anno 60, un 30 novembre.

Patronato: Pescatori

Etimologia: Andrea = virile, gagliardo, dal greco

Emblema: Croce decussata, Rete da pescatore

Martirologio Romano: Festa di sant’Andrea, Apostolo: nato a Betsaida, fratello di Simon Pietro e pescatore insieme a lui, fu il primo tra i discepoli di Giovanni Battista ad essere chiamato dal Signore Gesù presso il Giordano, lo seguì e condusse da lui anche suo fratello. Dopo la Pentecoste si dice abbia predicato il Vangelo nella regione dell’Acaia in Grecia e subíto la crocifissione a Patrasso. La Chiesa di Costantinopoli lo venera come suo insigne patrono”.

P.s.: carissimi, colgo l’occasione per rivolgere i miei auguri a chi oggi festeggia l’onomastico!

Riflessioni …. 30 novembre 2024

San Paolo afferma che la fede è superiore alla Legge. Ci si salva per fede. La prima chiesa ebraica è una Chiesa in uscita. In questo passo, Paolo introduce il concetto dell’universalità della Chiesa e della salvezza. Viene poi sottolineata la negligenza di quanti, nel popolo di Israele, rifiuta di credere nel Signore.
Non tutti hanno obbedito al vangelo. Non si può invocare il nome del Signore se non si crede in lui; non si può credere in Cristo se nessuno lo annuncia e nessuno lo annuncia se non viene inviato.
E, per questo, Gesù chiama i suoi discepoli, chiama anche noi per farci pescatori di uomini.
Gesù ha bisogno di noi, ha bisogno di persone semplici e sinceri che nella loro quotidianità esprimano e testimonino quei valori e quel modo di agire che Gesù ci ha sempre insegnato.
Ecco che proprio uno studente, un operaio, in docente, un medico, insomma ciascuno di noi, può trasformarsi in una pagina vivente e vivificante del vangelo nel momento in cui ne incarna i contenuti.
A noi, persone normali, Dio ha un dono particolare: chi ha la capacità di parlare e convincere chi lo ascolta, chi ha la capacità di scrivere rapire l’attenzione del lettore, chi ha la capacità di curare determinate malattie, chi ha la capacità di amare anche nelle situazione più difficili, chi ha la capacità di perdonare… Qualsiasi sia il seme che Dio ha piantato in noi, noi abbiamo il dovere di farlo germogliare, crescere e fruttificare.
Anche oggi, come 2000 anni fa, ci sono persone inviate da Dio. Noi siamo i profeti di oggi. Anche oggi ci sono la Legge e i profeti. La Legge è la Parola di Dio e i profeti siamo noi che possiamo e dobbiamo annunciare la buona novella, non solo predicando, ma anche agendo.
Con le nostre azioni, con il nostro vivere comune, noi possiamo breccia anche nel cuore di chi vive lontano da Dio.
Fratelli e sorelle carissimi, vogliamo essere anche noi pronti a diventare pescatori di uomini come San Pietro, come San Giacomo, come S. Andrea, di cui oggi la Chiesa celebra la festa?
Chiediamo al Signore di aprire i nostri occhi per vedere la sua presenza tra noi, di aprire i nostri orecchi per sentire la sua voce che ci chiama e di aprire il nostro cuore per rispondere con slancio e amore: “Eccomi”.

Laudate Dominum

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