“Non abbandonerai la mia vita negli inferi, né lascerai che il tuo fedele veda la fossa”! (XXXIII Domenica T.O. – anno B)

Il passo del Vangelo di questa domenica ci preannuncia la nuova venuta del Signore. Non sappiamo quando, se di notte o di giorno. Non sappiamo in quale ora o in quale momento, ma, di certo, egli arriverà.

Il sole si oscurerà, “le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte”. Ma proprio in quel momento, Gesù “verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti”.

D’altronde, se ci pensiamo bene, quante volte nella nostra vita si è oscurato il sole? Quante volte le stelle sono cadute, e anche a grappoli, dal cielo del nostro cuore? Quante volte ci siamo sentiti sconfitti, delusi, vuoti, spaventati per una malattia, per un dolore, per una ingiustizia che abbiamo ricevuto o che, magari, abbiamo inferto ad altri?

Ma, ogni volta, Gesù ci educa alla speranza, ci aiuta a passare dalle tenebre alla luce, ci insegna come uscire dalle “doglie del parto”, per farci assaporare la gioia della nuova vita!

Se resteremo ben radicati nel “Libro della Vita” e ci lasceremo guidare da Cristo, noi potremo, effettivamente, vivere una condizione molto simile a quella di una mamma che sta per dare alla luce un bambino. Nel momento del parto, ella prova dolore, ma, subito dopo, quella sofferenza si trasformerà nella gioia immensa, straordinaria e indescrivibile per la nuova vita che nasce. Quella stessa gioia potremo avvertirla anche noi, quando, assaporeremo la bellezza della nostra nuova vita, la vita eterna, nella Gerusalemme Celeste, in cui ci hanno già preceduto i nostri cari.

Carissimi, Gesù, il terzo giorno, ha rimosso la pietra che chiudeva il sepolcro. Così, anche noi dobbiamo rimuovere la pietra della disperazione che paralizza e blocca il nostro cuore, perché dietro a quel macigno possiamo intravvedere la nostra rinascita e la nostra resurrezione.

Viviamo sempre alla presenza di Dio, vigilando con la preghiera e con le opere buone, per poter andare con gioia incontro al Signore che viene.

Guerre, sofferenze e tribolazioni sono, purtroppo, all’ordine del giorno! Ma non lasciamoci spaventare! Continuiamo a sperare con le splendide parole di Santa Teresa D’Avila: “Nada te turbe, nada te spante: quien a Dios tiene, nada le falta. Todo se pasa, Dios no se muda”.

Sì, a chi ha Dio nel cuore non manca nulla. Tutto passa, solo Dio resta!

E, se anche se “il cielo e la terra passeranno”, la Parola di Cristo non passerà mai!

Se ci rifugeremo in Dio e ci lasceremo “scrivere nel Libro della vita”, il nostro cuore gioirà e la nostra anima esulterà, perché nessuno dei suoi fedeli vedrà la fossa.