Scacciamo i mercanti dal tempio del nostro cuore

Oggi la liturgia ci ha invitato a nutrirci della Parola di Dio, a trasformarla in preghiera e in azione viva e concreta.
Nella prima lettura S. Giovanni Apostolo ci parla della dolcezza della Parola di Dio, ma anche dell’amarezza che essa procura a chi deve proclamarla di fronte a chi non è disposto ad accoglierla.
E, invece, proprio dalla parola di Dio dobbiamo attingere il nutrimento della nostra anima e della nostra vita. Anche per noi, come per il salmista, le promesse di Dio devono essere dolci al nostro palato e gli insegnamenti del Signore devono essere la vera ricchezza e la vera eredità.
Eppure, oggi, troppo spesso, si rivolge lo sguardo ad altre ricchezze, ad altre eredità! Così, non sono pochi coloro che si lasciano invischiare in logiche materiali e terrene, rischiando di allontanarsi dall’unico vero bene che è Cristo.
Non a caso il vangelo di Luca ci presenta Gesù che scaccia i mercanti dal tempio. È insolito, per noi, vedere Gesù che si arrabbia, che irrompe nel tempio, che rovescia con impeto e con violenza i banchi con tutto quanto vi è sopra. Ma egli lo fa perché il tempio di Dio è casa di preghiera e non può diventare un “covo di ladri”. È uno spazio sacro in cui l’uomo deve elevarsi al Signore e non può esserci spazio per interessi materiali e logiche di guadagno.
Carissimi, a questo punto, una domanda nasce spontanea: la casa di Dio, il tempio di Dio, è solo l’edificio in cui entriamo per pregare? È sicuramente anche questo. Ma non basta! Tempio di Dio siamo anche noi, che siamo stati creati a sua immagine e somiglianza e che siamo diventati, per effetto del Battesimo, dimora dello Spirito Santo.
Allora, per custodire la purezza del tempio di Dio, dobbiamo preservare la purezza del nostro corpo, del nostro cuore, dei nostri pensieri e delle nostre azioni.
Giustamente, p. Pio diede, nel 1915, ad una sua figlia spirituale disse: “Tra le altre devote considerazioni, pensa che l’anima nostra è tempio di Dio, e come tale dobbiamo conservarla pura e monda davanti a Dio ed agli angioli suoi e copriamoci il volto di rossore per aver dato tante volte adito al demonio con le sue insidie, con le sue lusinghe al mondo, con i suoi fasti, alla carne con il non aver saputo tener puro il nostro cuore e casto il nostro corpo, per aver dato, dico, adito ai nostri nemici di insinuarsi nei nostri cuori, profanando in tal guisa il tempio di Dio, quale noi diveniamo per il santo Battesimo”.

Nel cammino della nostra vita ci vorrebbe una vera e propria “inversione ad u”, un cambio di passo deciso e sicuro, una conversione!
Possiamo approfittare del prossimo tempo di Avvento per predisporci ad accogliere il Signore che viene, rovesciando, con il suo aiuto, i banchi di vendita che portiamo nel nostro cuore e che troppo spesso lo appesantiscono e lo paralizzano. Dio non vuole grandi ricchezze, non vuole grandi offerte. Gli basta un cuore semplice e puro, proprio come quello di Santa Cecilia, la santa della bellezza spirituale, di cui oggi celebriamo la memoria; un cuore disposto sempre a riconoscere e ad accogliere la carezza del grande e smisurato amore di Dio. Attingiamo a questo amore, facciamolo nostro e riversiamolo sugli altri, andando a trovare un amico o un parente malato, facendo pace con quel fratello da cui ci eravamo allontanati, compiendo azioni caritatevoli, aiutando qualcuno a gustare la dolcezza della Parola di Dio, facendo ogni sforzo per instillare sentimenti di fraternità, di umanità e di pace in un mondo sempre più disumano e lacerato da guerre e conflitti.
Purifichiamo il tempio del nostro cuore, non sottraiamo il tempo della nostra vita ai veri affetti, alla famiglia, ai nostri cari, alle opere di misericordia e alla riconciliazione con il Signore. Non esitiamo, dunque, a fare “il bucato dell’anima” con un’attenta e scrupolosa confessione. Non sprechiamo la nostra esistenza congestionandola di mille impegni, magari pensando solo al lavoro, agli affari, al successo e al prestigio, all’apparire.

Padre Pio ci ha fatto capire che il rapporto con Dio va curato e coltivato giorno per giorno con la preghiera, ma anche con le azioni concrete. Il tempo di Avvento in cui stiamo entrando può essere un’occasione stupenda per riscoprire tutto ciò, anche attraverso il sentimento dell’attesa che ci ispira: l’attesa di Gesù che bussa alla porta del nostro cuore, che entra in noi, che fa festa con noi e che diventa veramente l’Emmanuele, il Dio con noi.
Ma questo può avvenire solo se lasciamo che egli scacci dal tempio del nostro cuore i “mercanti” che lo affliggono, cioè, le tentazioni, le ansie, le preoccupazioni inutili, gli affanni che ci impediscono di ritornare a lui.

Sì, carissimi fratelli e sorelle, anche noi abbiamo i nostri mercanti del tempio da scacciare!

Facciamolo, finché siamo in tempo! Non dimentichiamo mai di accogliere e di benedire l’amore che Dio offre, quotidianamente e senza distinzioni, a ciascuno di noi.

Signore, aiutaci affinché in noi la tua Parola possa “sprigionare” tutta la carità spirituale di cui oggi c’è bisogno e diventi preghiera, ma anche fonte di azione viva e concreta!

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