Cristo Signore della Storia e del tempo

Cristo Signore della storia e del tempo (XXXIV domenica del T.O).

Siamo giunti alla XXXIV domenica del tempo ordinario, quella che chiude l’anno liturgico.
La solennità di oggi ci ricorda che Cristo è il Signore della storia e del tempo, l’Alfa e l’Omega, principio e fine di tutte le cose.
Nella prima lettura Daniele profetizza la venuta di Cristo, immaginandolo come un re forte e potente: “ecco venire sulle nubi del cielo uno simile a un figlio d’uomo…” al quale vengono dati potere, gloria e regno.
Il Vangelo, invece, ci presenta Gesù “umiliato” e “sconfitto” secondo la logica umana. Pilato è sconcertato di fronte a Gesù: glielo hanno consegnato affermando che è un elemento pericoloso, ma egli non vede in lui nulla di destabilizzante, piuttosto scorge un uomo indifeso che “pretende” di essere re. Gesù non nega di esserlo, ma anzi afferma con forza la sua regalità, dicendo: “Tu lo dici: io sono re!”. Però subito precisa di essere un re diverso da come Pilato lo immagina e afferma: “Il mio regno non è di questo mondo”.
Gesù non porta una corona regale (porterà, invece, una corona di spine), non ha un trono (il suo trono sarà la croce), non ha un territorio ben delimitato (il suo regno sarà senza collocazione geografica che non farà concorrenza ai regni umani).
Il regno di Gesù, quindi, è un  regno nuovo. … Un regno spirituale che deve realizzarsi anche nel cuore degli uomini che amano Dio e colui che Dio ha mandato. Gesù dice “io sono venuto per questo: per rendere testimonianza alla verità”.
La verità consiste nel conoscere Dio e nel vivere da figli di Dio, consapevoli che Dio è amore, che regnare è servire e che dare la vita non è perderla, ma guadagnarla.
Cristo, dunque, manifesta la sua regalità annunciando la verità e conducendo tutti gli uomini alla Verità suprema fino alla sua immolazione sulla croce.
È veramente per tutti noi Gesù il Signore della nostra vita?
Regna veramente nel nostro cuore?
È veramente Gesù il nostro re?
Ci lasciamo veramente guidare da lui …. dalla sua parola?
Il Vangelo è il manuale della nostra vita?
Se non regnasse Cristo nei nostri cuori, alla nostra vita mancherebbe qualcosa di importante e fondamentale. Senza Cristo la nostra vita sarebbe povera, senza speranza, senza orizzonti a cui guardare.
Non possiamo fare a meno di Gesù, perché lui è il “TU” con cui dobbiamo relazionarci.
Senza di lui, scrive s. Agostino, c’è solo inquietudine e, quindi, uno stato di insoddisfazione che non dà pace: “Fecisti nos ad te et inquietum est cor nostrum donec requiescat in te” (“Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in te”).
Lasciamo quindi che Cristo regni nella nostra vita, che sia lui a dirigerla e a governarla. Solo così la nostra vita sarà davvero bella, luminosa e pienamente realizzata.
Amen

Cristo Re dell’universo: alcune domande per noi

Nella solennità di Cristo Re dell’universo, possiamo e dobbiamo porci delle domande: Gesù regna veramente nel nostro cuore?
È veramente Gesù il nostro re?
Ci lasciamo veramente guidare da lui …. dalla sua parola?
Il Vangelo è il manuale della nostra vita?
Se non regnasse Cristo nei nostri cuori, alla nostra vita mancherebbe qualcosa di importante e fondamentale. Senza Cristo la nostra vita sarebbe povera, senza speranza, senza orizzonti a cui guardare.
Non possiamo fare a meno di Gesù, perché lui è il “TU” con cui dobbiamo relazionarci.
Senza di lui, scrive s. Agostino, c’è solo inquietudine e, quindi, uno stato di insoddisfazione che non dà pace: “Fecisti nos ad te et inquietum est cor nostrum donec requiescat in te” (“Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in te”).
Lasciamo quindi che Cristo regni nella nostra vita, che sia lui a dirigerla e a governarla. Solo così la nostra vita sarà davvero bella, luminosa e pienamente realizzata.

L’onnipotente potere dell’amore di Cristo

Gesù è un re che non vuole essere compiaciuto in qualche corte o adulato in qualche assemblea o corrotto con qualche dono. Chi ama, come ama Gesù, riversa il suo amore speciale su tutti, ma soprattutto sui più fragili, così come farebbe un genitore per un figlio malato.
La regalità di Cristo non riguarda un potere qualunque, ma l’onnipotente potere dell’amore. Chi ama può tutto, chi ama ha tutto. Questo porta alla vita eterna, dare spazio all’amore universale. Questo è il re, questo è l’agnello di Dio. Ecco il re che toglie il peccato del mondo. Questo è il re, il Signore dei signori. Il re dell’amore, della pace e della speranza.
La vera Chiesa è come Giovanni Battista: parla, predica, ma alla fine, con il suo dito, indica chiaramente Gesù. Giovanni Battista ci indica il re, colui che dobbiamo seguire.
La Chiesa deve fare come Giovanni Battista: deve indicare il re, il Signore.
La Chiesa deve indicare e deve scegliere il Messia e non più Barabba. Noi siamo quelli che dobbiamo indicare e far conoscere il Re dei Re, colui che toglie i peccati del mondo.

La vera corona e il vero trono del Re dell’universo

Gesù non porta sul capo una corona regale. No, al contrario, egli porterà una corona di spine. Non ha un trono regale e sontuoso! Il suo trono sarà la croce! Non ha un territorio ben delimitato. Il suo regno sarà senza collocazione geografica, sarà sconfinato! Non farà concorrenza agli effimeri regni umani, destinati a cadere ogni volta che Dio decide di rovesciare i potenti dai troni e di rimandare i ricchi a mani vuote!
Quello di Gesù è un regno nuovo! Un regno spirituale che deve realizzarsi anche nel nostro cuore e nel cuore di tutti coloro che amano Dio e colui che egli ha mandato.
È il regno dell’amore e della verità! Gesù dice: “Io sono venuto per questo: per rendere testimonianza alla verità, quella verità che regge la vita, il mondo e l’universo.
Ma che cos’è per noi la verità? La verità consiste nel conoscere Dio e nel vivere da figli di Dio, consapevoli che Dio è amore, che regnare nella logica divina vuol dire servire per amore e che dare la vita non significa perderla, ma guadagnarla. Cristo, dunque, manifesta la sua regalità annunciando la verità e conducendo gli uomini alla verità, per condurre tutti gli uomini alla Verità suprema attraverso la sua immolazione sulla croce.

“Il mio regno non è di questo mondo”: Cristo Signore della Storia e Re dell’universo

Nel vangelo si definisce concretamente e pienamente la regalità di Cristo. Il suo regno non è di questo mondo. Il testo di Giovanni ci presenta Gesù “umiliato” e “sconfitto” secondo la logica umana. Pilato, nel trovarsi al suo cospetto, rimane sconcertato: gli hanno consegnato, perché fosse messo a morte, un uomo considerato come pericoloso, eppure, il governatore non vede nulla di destabilizzante in lui, piuttosto vi scorge un uomo indifeso che “pretende” di essere re. Gesù non nega di esserlo, anzi afferma con forza la sua regalità, dicendo: “Tu lo dici: io sono re”. Ma ecco che, subito dopo, precisa di essere un re diverso da come lo immagina Pilato e aggiunge: “Il mio regno non è di questo mondo”.

“Ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’uomo … il suo regno non sarà mai distrutto!

Daniele, nella prima lettura di oggi, profetizza la signoria di un re forte e potente. Lo vede venire sulle nubi del cielo, simile a un figlio d’uomo al quale vengono dati potere, gloria e regno. È la prefigurazione, davvero efficace e forte della regalità di Cristo che la Chiesa oggi ci fa celebrare con la solennità di Cristo Re dell’universo. La regalità di Cristo viene esaltata anche nel Salmo 92, dove leggiamo che il Signore regna e si riveste di splendore e che con lui il mondo darà stabile per sempre e non potrà vacillare, e nella seconda lettura, tratta dal Libro dell’Apocalisse di San Giovanni Apostolo, in cui, il discepolo prediletto da Gesù ci mostra la sua regalità, il suo essere l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine dell’universo.