Nel vangelo si definisce concretamente e pienamente la regalità di Cristo. Il suo regno non è di questo mondo. Il testo di Giovanni ci presenta Gesù “umiliato” e “sconfitto” secondo la logica umana. Pilato, nel trovarsi al suo cospetto, rimane sconcertato: gli hanno consegnato, perché fosse messo a morte, un uomo considerato come pericoloso, eppure, il governatore non vede nulla di destabilizzante in lui, piuttosto vi scorge un uomo indifeso che “pretende” di essere re. Gesù non nega di esserlo, anzi afferma con forza la sua regalità, dicendo: “Tu lo dici: io sono re”. Ma ecco che, subito dopo, precisa di essere un re diverso da come lo immagina Pilato e aggiunge: “Il mio regno non è di questo mondo”.
