Informazione e internet: quattro rivoluzioni informative

  1. Nascita del web 1.0 (dal 1991 fino al 2000)
  2. Citizen Journalism (dal 2000 al 2008)
  3. Social Media (dal 2005 al 2016)
  4. Intelligenza Artificiale (dal 2016 a oggi e …. continua)

1. Con la nascita del web 1.0 chiunque ha avuto la possibilità di diventare fonte informativa, di reperire e scrivere informazioni con grande facilità e diffonderle sulla rete. In precedenza, le fonti informative, quelle dei giornali e delle televisioni erano poche e ben riconosciute. Con l’avvento del web ciascuno di noi può trovarsi addirittura nella possibilità di offrire informazioni agli altri e anche ai giornali. Soprattutto negli ultimi anni, non di rado, quando su un giornale o su un mezzo televisivo è stata riportata una notizia, sono stati citati anche commenti, impressioni e giudizi lasciati dagli utenti sui social. I social diventano, ad opera di cittadini comuni o di personaggi famosi, canale di informazione e strumento di dibattito anche politico.
Un esempio eclatante è proprio quello avvenuto ieri: con un post su X, Elon Musk si è scagliato contro alcuni giudici italiani.
L’informazione cambia e diventa digitale e si verifica un incremento notevole delle fonti informative. Oltre per il digitale, dal 1991 in poi, l’informazione si caratterizza per la notevole pluralità delle fonti e per il fatto che essa è in real time, cioè, avviene in tempo reale, è un continuo work in progress, per cui, ad esempio, i quotidiani cartacei, già a metà della giornata in cui vengono acquistati, risultano rapidamente superati del continuo e più aggiornato flusso di notizie. Questo ha spinto anche i quotidiani ad adeguarsi alla nuova situazione, organizzandosi maggiormente con interviste e con approfondimenti.
Le caratteristiche di questo nuovo modello di informazione furono, in qualche modo, anticipate, il 2 agosto 1990, da un evento straordinario: la prima guerra del Golfo, scoppiata perché l’allora dittatore iracheno Saddam Hussein invase il piccolo Stato del Kuwait. Si formò una coalizione di 35 Stati, formatasi sotto l’egida dell’ONU e guidata dagli Stati Uniti, con l’obiettivo di ristabilire la sovranità del piccolo emirato del Kuwait, dopo che questo era stato invaso e annesso dall’Iraq. Questa coalizione combatté contro Saddam per difendere il piccolo Stato da lui invaso e occupato.
Tra i Paesi che vi presero parte ci furono anche paesi arabi come l’Egitto, l’Arabia Saudita, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti.
La prima guerra del Golfo divenne un evento mediatico senza precedenti e si configurò, a tutti gli effetti, come informazione real time, senza filtri e a ciclo continuo.
Fu un evento mediatico che segnò uno spartiacque nella storia dei media: fu infatti definita «la prima guerra del villaggio globale».
Per la prima volta, fu possibile, ad esempio, vedere i bombardamenti missilistici nello stesso momento in cui essi si verificavano. Grazie alle immagini della CNN, riprese e rilanciate sugli schermi dai media mondiali, entrano per la prima volta, in maniera brutale e diretta, nelle case di tutti i cittadini, le immagini delle bombe e dei crolli. Nascono, così, le emittenti all News, cioè, specializzate solo nelle notizie che vengono trasmesse in tempo reale 24 ore su 24. In questo periodo si affermano anche i telegiornali delle principali emittenti private (TG 5, TG 4 e Studio Aperto).
L’anno successivo, il 12 maggio del 1991, il ricercatore universitario del Cern (Conseil européen pour la recherche nucléaire) di Ginevra Tim Berners Lee inventò il World Wide Web, cioè la rete internet.
Fu un evento straordinario che segnò la prima grande rivoluzione nel mondo dell’informazione che cominciò a diventare digitale, più democratica, multifonte e policentrica. Si aprirono, da questo momento, spazi per nuovi punti di vista e ognuno può aprire pagine web, anche di contenuto informativo e divulgativo.
Così, nel 1996, nacque l’emittente all news Al Jazeera che trasmetteva dal Qatar e che divulgava le notizie del mondo da un punto di vista diverso non filooccidentale, ma,
chiaramente, filoarabo. L’informazione di Al Jazeera si caratterizzava per il linguaggio moderno, aggiornato e per essere in real time, sul modello della CNN.
In quello stesso periodo, inoltre, trovarono ampi spazi di espressione anche movimenti partiti dal basso che difficilmente avrebbero avuto voce in capitolo senza la rivoluzione del web.

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