
Le letture di oggi, giovedì 28 novembre 2024, ripropongono il tema dell’attesa, della fine dei tempi, della venuta del Signore, della punizione per i malvagi e del premio spettante ai giusti che loderanno Dio, intonando con le cetre i loro canti divini.
Il giudizio su Gerusalemme, che leggiamo nel passo del Vangelo di oggi, rievoca il tema della distruzione di Babilonia di cui Giovanni parla nella prima lettura, tratta dal Libro dell’Apocalisse.
Gerusalemme “sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti”. Uno scenario da fine del mondo, dunque, è quello che ci propone la liturgia oggi, ma esso prefigura il ritorno della luce del Figlio di Dio. Anche se adesso buio e tenebre sembrano spadroneggiare, la luce tornerà a risplendere. E, così, nell’ultimo versetto del vangelo di oggi, Gesù ci conforta, ci invita a non avere paura e ci dice a chiare lettere: “quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.
Oggi, cari fratelli e sorelle, ci sembra di vivere un momento assai cupo della storia dell’umanità e della nostra vita. Ci sembra di essere immersi nel momento più buio e tenebroso della notte. Ma Gesù vuol farci capire che proprio dopo questo momento, si avvicina e comincia a risplendere la luce dell’alba, il sole del nuovo giorno. Il cristiano, d’altronde, sa che la morte non è la fine di tutto, ma un nuovo inizio. Cieli nuovi e terre nuove ci attendono nella Gerusalemme celeste.
Pensiamo a Cristo: quando tutti lo credevano ormai morto, quando le speranze, anche dei più audaci e dei più ottimisti, si erano infrante contro quel macigno che sigillava l’ingresso del sepolcro, ecco che, proprio dietro a quella pietra, dove tutto prefigurava la morte, sfolgorava la luce più viva e più intensa che l’uomo abbia mai immaginato e abbia mai potuto vedere: quella della resurrezione di nostro Signore.
Badate bene, cari fratelli e sorelle, non c’è peccato così buio, non c’è momento così oscuro e tenebroso che la luce del risorto non possa spazzare via con il suo fulgore.
Cari fratelli e sorelle, la scintilla di Gesù, che brilla il vostro cuore, illumini sempre il vostro cammino e rischiari quello di chi vi sta accanto. Forti di questa scintilla, abbandoniamoci fiduciosi a Cristo, affinché l’attesa dei nuovi cieli e della nuova terra allontani da noi ogni trepidazione e ogni paura.
Padre santo,
che mantieni nei secoli le tue promesse,
rialza il capo dell’umanità oppressa dal male
e apri i nostri cuori alla speranza,
perché attendiamo vigilanti la venuta gloriosa di Cristo,
giudice e salvatore.
Preghiera tratta dal sito https://www.fraticanepanova.it/33-formazione/lectio-divina/469-la-vostra-liberazione-e-vicina.html