Giuseppe Moscati nacque il 25 luglio 1880 a Benevento. Fu il settimo tra i nove figli del magistrato Francesco Moscati e di Rosa De Luca, dei marchesi di Roseto. Fu battezzato il 31 luglio 1880. Si ritiene che la sua decisione di abbracciare la professione medica sia stata determinata dal fatto che negli anni dell’adolescenza Giuseppe si era confrontato, in modo diretto e personale, con il dramma della sofferenza umana. Nel 1893, infatti, suo fratello Alberto, tenente di artiglieria, fu portato a casa dopo aver subito un trauma inguaribile in seguito ad una caduta da cavallo. Per anni Giuseppe gli prodigò le sue cure premurose e, proprio in quella circostanza, sperimentò l’impotenza dei rimedi umani e l’efficacia dei conforti religiosi, che soli possono darci la vera pace e serenità. Fin dalla più giovane età, Giuseppe Moscati dimostra una sensibilità acuta per le sofferenze fisiche altrui; ma il suo sguardo non si ferma ad esse: penetra fino agli ultimi recessi del cuore umano. Vuole guarire o lenire le piaghe del corpo, ma è, al tempo stesso, profondamente convinto che anima e corpo sono tutt’uno e desidera ardentemente di preparare i suoi fratelli sofferenti all’opera salvifica Cristo, medico delle anime e dei corpi.
Con questo spirito, Giuseppe Moscati si comportò da vero apostolo di Gesù, senza mai predicare, ma annunciando, con la carità dimostrata nella sua professione di medico, l’amore di Cristo per i sofferenti, i malati e i bisognosi. In questo modo, condusse a lui, e attraverso di lui a Cristo, gli uomini oppressi e assetati di verità e di bontà. Si racconta che, un giorno, dopo aver guarito un operaio da un ascesso polmonare che era stato scambiato per tisi, poiché questi voleva pagarlo con i pochi risparmi che aveva, Giuseppe gli chiese un “onorario” insolito e straordinario allo stesso tempo, cioè di andare a confessarsi, aggiungendo: “non io, ma Dio ti ha salvato”.
In merito alla carità, egli soleva dire: «Non la scienza, ma la carità ha trasformato il mondo, in alcuni periodi; e solo pochissimi uomini son passati alla storia per la scienza; ma tutti potranno rimanere imperituri, simbolo dell’eternità della vita, in cui la morte non è che una tappa, una metamorfosi per un più alto ascenso, se si dedicheranno al bene».
La sua morte, avvenuta il 12 aprile 1927, a soli 46 anni, colse di sorpresa tutti e la notizia si diffuse di bocca in bocca con le parole: ” È morto il medico santo “.
Giuseppe Moscati fu beatificato da San Paolo VI nel corso dell’Anno Santo, il 16 novembre 1975, ed è stato canonizzato nel 1987 da San Giovanni Paolo II.
Giuseppe Moscati, da Santo, ancora oggi, gode di una grande devozione non solo a Napoli, ma in tutto il mondo.
Preghiera a San Giuseppe Moscati per ottenere una guarigione da una malattia: (dal sito https://blog.editriceshalom.it/i-miracoli-di-san-giuseppe-moscati-medico-del-corpo-e-dellanima/)
O medico santo e compassionevole,
san Giuseppe Moscati,
nessuno più di te
conosce la mia ansia
in questi momenti di sofferenza.
Con la tua intercessione
sostienimi nel sopportare il dolore,
illumina i medici che mi curano,
rendi efficaci i farmaci
che mi prescrivono.
Fa’ che presto, guarito nel corpo
e sereno nello spirito,
possa riprendere il mio lavoro
e dare gioia a coloro che vivono con me.
Mi confortano le tue parole
scritte a un amico ammalato:
«Voglio ancora animare
la vostra speranza
e trasformarla in sicurezza, guarirete!
Iddio poi vi domanderà conto
della vita che vi donerà».
Guarito, voglio sempre lodare il Signore.
Amen.