Io ho carta bianca!…E ci si pulisca il ….!!

Fateci sentire che cosa è accaduto il 24 maggio  

Riedizione della Notte Nazionale del Liceo Classico al Perito Levi … ancora in corso!

Notte Nazionale… A tra poco!!

Notte Nazionale al Liceo Perito Levi

Stasera, dalle 17.00 alle 20.00, proporremo una riedizione della Notte Nazionale del Liceo Classico. Sarà un’importante occasione anche per presentare l’offerta formativa dell’istituto e per apprezzare ancora una volta la professionalità dei docenti, l’impegno, la dinamicità e la creatività degli studenti.

IIS PERITO LEVI, UNA SCUOLA AL PASSO CON I TEMPI!!

Non mancate!!!

Vi aspettiamo stasera!!

Notte Nazionale. IIS PERITO LEVI… UNA SCUOLA AL PASSO CON I TEMPI

Vigili e pronti aspettando il Signore

In questi ultimi giorni che ci avvicinano all’Avvento, la liturgia mette con forza in risalto il tema della vigilanza e dell’attesa della nuova venuta del Signore. Nella prima lettura si sottolinea la vittoria di Cristo sul demonio. Satana viene catturato e inchiodato dall’angelo Michele che discende dal cielo. Satana verrà imprigionato per mille anni, viene rinchiuso nell’abisso e viene posto un sigillo su di lui. Ciò lascia presagire mille anni di relativa pace, in cui le generazioni non saranno tentate dal male. Ma, dopo mille anni satana verrà liberato e questo sarà, forse, un grande “test” per l’umanità, un test attraverso il quale Dio metterà alla prova ogni singolo uomo in merito alla scelta di seguire Cristo o di lasciarsi ammaliare dalle tentazioni di Satana. Ne scaturirà un periodo turbolento e tremendo che terminerà con il Giudizio universale, quando scomparirà il purgatorio e ci saranno solo inferno e paradiso. A quel punto, i corpi risorgeranno e si uniranno alle rispettive anime. I dannati soffriranno tremendamente sia nell’animo che nel corpo. I giusti, invece, saranno presi da una gioia immensa nel contemplare Dio e saranno beati sia nell’anima che nel corpo e vedranno, nella Gerusalemme celeste “un cielo nuovo e una terra nuova”, quando il cielo e la terra di prima scompariranno e non ci sarà più il mare. Costoro risulteranno scritti nel libro della vita e, dunque, non saranno colpiti dalla seconda morte e non saranno gettati nello stagno di fuoco.
Tutto ciò non tarderà a realizzarsi e Gesù, nel vangelo, ci invita con forza a coglierne i segni. Lo fa attraverso la parabola del fico che, quando diventa verde, indica che l’estate è vicina. Il fico rappresenta anche la dolcezza della Parola di Dio che porta frutti veri e duraturi. Ma il fico che rinverdisce, in Gerusalemme, può rappresentare anche il segno del ritorno degli Ebrei a Cristo.
Attraverso questa parabola, Luca ci esorta a comprendere che il Signore sta per venire. Noi non sappiamo se verrà di notte o di giorno, non sappiamo in quale ora o in quale momento arriverà, ma i tempi sono questi, quindi dobbiamo vigilare, mantenere accesa la nostra lampada della fede e non tenere la fiaccola sotto il moggio, testimoniando con entusiasmo e zelo il vangelo di Cristo. E il Signore, inoltre, aggiunge: “non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.
Siamo anche noi la generazione alla quale Gesù si riferisce, perché a ogni uomo, in ogni epoca, viene rivolta questa parola, sempre viva e attuale. Gesù parla anche a noi oggi e ci chiede di fare la differenza la differenza. Allora, non c’è peggior sordo per chi non vuole sentire e peggior cieco per chi non vuole vedere e cogliere i segni che egli ci offre.

Ma noi, carissimi, dobbiamo avere orecchi per sentire e occhi per vedere e, soprattutto, dobbiamo guardare, in prospettiva, non tanto alla fine, ma al fine della nostra vita.

Restiamo sempre alla presenza di Dio, non allontaniamoci mai da lui e vigiliamo con la preghiera, con laa fede e con le nostre opere buone, per poter andare con gioia incontro al Signore che viene.
Guerre, sofferenze e tribolazioni sono, purtroppo, all’ordine del giorno! Ma non lasciamoci spaventare! Anche se anche se “il cielo e la terra passeranno”, la Parola di Cristo non passerà mai!
Lasciamoci ispirare dallo Spirito Santo, affinché noi possiamo nutrirci sempre di più della Parola per accogliere il Signore nel nostro cuore, nella nostra mente e nelle nostre azioni.

Arrivederci, Napoli… Città dai mille volti e dai mille colori!

Un Medico: Giuseppe Moscati parte 2°

Un Medico: Giuseppe Moscati prima parte

La vostra liberazione è vicina!

Le letture di oggi, giovedì 28 novembre 2024, ripropongono il tema dell’attesa, della fine dei tempi, della venuta del Signore, della punizione per i malvagi e del premio spettante ai giusti che loderanno Dio, intonando con le cetre i loro canti divini.

Il giudizio su Gerusalemme, che leggiamo nel passo del Vangelo di oggi, rievoca il tema della distruzione di Babilonia di cui Giovanni parla nella prima lettura, tratta dal Libro dell’Apocalisse.

Gerusalemme “sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti”. Uno scenario da fine del mondo, dunque, è quello che ci propone la liturgia oggi, ma esso prefigura il ritorno della luce del Figlio di Dio. Anche se adesso buio e tenebre sembrano spadroneggiare, la luce tornerà a risplendere. E, così, nell’ultimo versetto del vangelo di oggi, Gesù ci conforta, ci invita a non avere paura e ci dice a chiare lettere: “quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.
Oggi, cari fratelli e sorelle, ci sembra di vivere un momento assai cupo della storia dell’umanità e della nostra vita. Ci sembra di essere immersi nel momento più buio e tenebroso della notte. Ma Gesù vuol farci capire che proprio dopo questo momento, si avvicina e comincia a risplendere la luce dell’alba, il sole del nuovo giorno. Il cristiano, d’altronde, sa che la morte non è la fine di tutto, ma un nuovo inizio. Cieli nuovi e terre nuove ci attendono nella Gerusalemme celeste.

Pensiamo a Cristo: quando tutti lo credevano ormai morto, quando le speranze, anche dei più audaci e dei più ottimisti, si erano infrante contro quel macigno che sigillava l’ingresso del sepolcro, ecco che, proprio dietro a quella pietra, dove tutto prefigurava la morte, sfolgorava la luce più viva e più intensa che l’uomo abbia mai immaginato e abbia mai potuto vedere: quella della resurrezione di nostro Signore.
Badate bene, cari fratelli e sorelle, non c’è peccato così buio, non c’è momento così oscuro e tenebroso che la luce del risorto non possa spazzare via con il suo fulgore.
Cari fratelli e sorelle, la scintilla di Gesù, che brilla il vostro cuore, illumini sempre il vostro cammino e rischiari quello di chi vi sta accanto. Forti di questa scintilla, abbandoniamoci fiduciosi a Cristo, affinché l’attesa dei nuovi cieli e della nuova terra allontani da noi ogni trepidazione e ogni paura.

Padre santo,
che mantieni nei secoli le tue promesse,
rialza il capo dell’umanità oppressa dal male
e apri i nostri cuori alla speranza,
perché attendiamo vigilanti la venuta gloriosa di Cristo,
giudice e salvatore.
Preghiera tratta dal sito https://www.fraticanepanova.it/33-formazione/lectio-divina/469-la-vostra-liberazione-e-vicina.html

San Giuseppe Moscati – il medico santo

Giuseppe Moscati nacque il 25 luglio 1880 a Benevento. Fu il settimo tra i nove figli del magistrato Francesco Moscati e di Rosa De Luca, dei marchesi di Roseto. Fu battezzato il 31 luglio 1880. Si ritiene che la sua decisione di abbracciare la professione medica sia stata determinata dal fatto che negli anni dell’adolescenza Giuseppe si era confrontato, in modo diretto e personale, con il dramma della sofferenza umana. Nel 1893, infatti, suo fratello Alberto, tenente di artiglieria, fu portato a casa dopo aver subito un trauma inguaribile in seguito ad una caduta da cavallo. Per anni Giuseppe gli prodigò le sue cure premurose e, proprio in quella circostanza, sperimentò l’impotenza dei rimedi umani e l’efficacia dei conforti religiosi, che soli possono darci la vera pace e serenità. Fin dalla più giovane età, Giuseppe Moscati dimostra una sensibilità acuta per le sofferenze fisiche altrui; ma il suo sguardo non si ferma ad esse: penetra fino agli ultimi recessi del cuore umano. Vuole guarire o lenire le piaghe del corpo, ma è, al tempo stesso, profondamente convinto che anima e corpo sono tutt’uno e desidera ardentemente di preparare i suoi fratelli sofferenti all’opera salvifica Cristo, medico delle anime e dei corpi.

Con questo spirito, Giuseppe Moscati si comportò da vero apostolo di Gesù, senza mai predicare, ma annunciando, con la carità dimostrata nella sua professione di medico, l’amore di Cristo per i sofferenti, i malati e i bisognosi. In questo modo, condusse a lui, e attraverso di lui a Cristo, gli uomini oppressi e assetati di verità e di bontà. Si racconta che, un giorno, dopo aver guarito un operaio da un ascesso polmonare che era stato scambiato per tisi, poiché questi voleva pagarlo con i pochi risparmi che aveva, Giuseppe gli chiese un “onorario” insolito e straordinario allo stesso tempo, cioè di andare a confessarsi, aggiungendo: “non io, ma Dio ti ha salvato”.

In merito alla carità, egli soleva dire: «Non la scienza, ma la carità ha trasformato il mondo, in alcuni periodi; e solo pochissimi uomini son passati alla storia per la scienza; ma tutti potranno rimanere imperituri, simbolo dell’eternità della vita, in cui la morte non è che una tappa, una metamorfosi per un più alto ascenso, se si dedicheranno al bene».

La sua morte, avvenuta il 12 aprile 1927, a soli 46 anni, colse di sorpresa tutti e la notizia si diffuse di bocca in bocca con le parole: ” È morto il medico santo “.

Giuseppe Moscati fu beatificato da San Paolo VI nel corso dell’Anno Santo, il 16 novembre 1975, ed è stato canonizzato nel 1987 da San Giovanni Paolo II.

Giuseppe Moscati, da Santo, ancora oggi, gode di una grande devozione non solo a Napoli, ma in tutto il mondo.

Preghiera a San Giuseppe Moscati per ottenere una guarigione da una malattia: (dal sito https://blog.editriceshalom.it/i-miracoli-di-san-giuseppe-moscati-medico-del-corpo-e-dellanima/)

O medico santo e compassionevole,
san Giuseppe Moscati,
nessuno più di te
conosce la mia ansia
in questi momenti di sofferenza.
Con la tua intercessione
sostienimi nel sopportare il dolore,
illumina i medici che mi curano,
rendi efficaci i farmaci
che mi prescrivono.
Fa’ che presto, guarito nel corpo
e sereno nello spirito,
possa riprendere il mio lavoro
e dare gioia a coloro che vivono con me.
Mi confortano le tue parole
scritte a un amico ammalato:
«Voglio ancora animare
la vostra speranza
e trasformarla in sicurezza, guarirete!
Iddio poi vi domanderà conto
della vita che vi donerà».
Guarito, voglio sempre lodare il Signore.
Amen.

Il sogno di Nabucodonosor (Daniele 2, 35-41)

Pillole di Storia: Clistene e la sua riforma

La nascita della democrazia ateniese: Clistene e la riorganizzazione “decimale” della città   immagine dal sito http://www.slideshare.net/profmarista/storia-1liceogrecia Clistene fu, insieme a Solone, anche se per ragioni diverse, il padre della democrazia ateniese. Apparteneva alla famiglia aristocratica degli Alcmeonidi e fu eletto per la prima volta arconte nel 525 – 524. Fu, tuttavia, esiliato nella fase finale […]

Pillole di Storia: Clistene e la sua riforma

MISSION (IM)POSSIBLE