BASTA GUERRE, BASTA STRAGI DI BAMBINI, BASTA UCCISIONI DI DONNE E UOMINI INERMI!

Un forte anelito di pace e di serenità pervade le letture di oggi, lunedì 2 dicembre 2024. Un desiderio che si fa sempre tanto più intenso, quanto più gravi sono le notizie dei terribili conflitti che giungono dall’Ucraina, dalla Palestina e, ora, anche dalla Siria.

Nella prima lettura di oggi, lunedì 2 dicembre, tratta dal libro del profeta Isaia, leggiamo: “Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà saldo sulla cima dei monti e si innalzerà sopra i colli e ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli” … “Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci. Una nazione non alzerà la spada contro un’altra nazione… Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore”.

Altrettanto grande è la richiesta di pace che traspare nel salmo di oggi, dove leggiamo: “Chiedete pace per Gerusalemme: vivano sicuri quelli che ti amano; sia pace nelle tue mura, sicurezza nei tuoi palazzi. Per i miei fratelli e i miei amici io dirò: «Su di te sia pace!» Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene”.

La pace, frutto anche della redenzione degli uomini, è un bene di tutti i popoli, è un dono di salvezza che il Signore vuole offrire a tutta l’umanità, in ogni angolo della Terra, come traspare chiaramente nel passo odierno del vangelo di Matteo. Qui, in riferimento al centurione romano che si si affida senza alcuna esitazione a lui per la guarigione del suo servo, Gesù afferma: “In verità, io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’Oriente e dall’Occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe”.

La liturgia di oggi, dunque, mette in risalto l’universalità della salvezza attraverso l’universalità della pace e della concordia tra gli uomini. Soprattutto, ci esorta, in questo tempo forte di Avvento, ad inaugurare una nuova era, finalmente caratterizzata dalla pace tra le nazioni e dalla solidarietà tra gli uomini, attraverso la “riconversione” degli strumenti di guerra in “attrezzi di pace“. Possiamo essere anche noi artefici e “fabbri” di questa “riconversione” se sapremo convertire i nostri cuori, le nostre menti e le nostre azioni alla gioia e alla forza del vangelo!

Adoperiamoci, proprio come il centurione del vangelo, per i nostri amici malati, nel fisico o nell’animo, e chiediamo con forza al Signore di donare ad ogni uomo e a ogni donna un cuore nuovo, affinché nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità regnino la concordia, la reciproca solidarietà, la benevolenza fraterna.

Ritroviamo anche noi la fiduciosa speranza del centurione romano nell’aiuto del Signore nelle malattie, nelle afflizioni e in tutte le altre difficoltà della nostra vita. Il Signore, che viene per liberarci, farà risplendere su di noi la gioia del suo volto e noi saremo salvi!!

Cristo vuole innalzarci tutti a sé per riunirci nella concordia e nella pace che preconizzano l’armonia e la beatitudine della Gerusalemme celeste.

Per questo, occorre gridare con forza: BASTA GUERRE, BASTA STRAGI DI BAMBINI, DI UOMINI E DI DONNE INERMI. FERMIAMO LE MANI DI CHI VUOLE CONTINUARE A MACCHIARE IL MONDO CON IL SANGUE DEI PROPRI FRATELLI E DELLE PROPRIE SORELLE!

“Deus vult”: Dio lo vuole! È Dio stesso a chiedercelo, come un Padre che soffre e piange nel vedere i suoi figli soffrire e dilianiarsi tra loro.

Sì, carissimi fratelli e sorelle: Dio, anche su questo, rivolge il suo sguardo vigile e attento su ciascuno di noi!

Il Signore chiede oggi stesso a tutti noi di costruire, insieme con lui, “hic et nunc” (“qui ed ora”), quella “città della pace” che, desideriamo, con sempre maggiore forza e vigore, tutti noi, semplici cittadini delle nazioni e del mondo, sempre più delusi da coloro, in queste nazioni e in questo mondo, continuano a prendere decisioni sulle nostre teste e, troppo spessso, contro le nostre teste.

La polis nella Grecia antica

Il Partenone di Atene

Il mondo greco

Sparta e Atene – Alessandro Barberi

La civiltà micenea

Civiltà micenea e inferenze omeriche

La civiltà minoica

I MINOICI

“Cari ragazzi. …” Don Giuseppe Diana

“Cari ragazzi,  nella vita non c’è bisogno di essere eroi. Occorre solo trovare il coraggio di non aver paura, di fare delle scelte e di denunciare quando si subiscono delle ingiustizie, perché oggi non è più tempo di tacere: oggi dobbiamo liberare il nostro futuro!”
(Don Giuseppe Diana ).

Vedere per capire e … riflettere. Ultimatum alla Terra   Robert Wise

Un film di alcuni decenni fa, ma sempre molto attuale.

Ad oggi, infatti, i comportamenti degli esseri umani non sono affatto migliorati!

Ultimatum alla Terra!

 
Ultimatum alla Terra!
 
Buongiorno al nuovo giorno che è iniziato esattamente da un’ora e cinquantotto minuti!!
 
Buongiorno ad una nuova ennesima domenica che si spera sia uguale, ma allo stesso tempo diversa e più speciale delle altre!
 
Il tempo passa e sembra aspirare e portare ogni cosa con sé, come un grande rullo compressore!
 
Non ci fate caso: ho appena finito di vedere il film "Ultimatum alla Terra", remake dell’omonimo del 1951.
 
 
 Un’immagine del film del 1951
 
 
 

     l’Ultimatum alla Terra del 1951: un invito ad unirsi agli alieni per salvare le sorti del pianeta.
 

   Il trailer del film del 2008

 
 
Ed è, forse, proprio la visione di questa nuova versione del film che mi ha ispirato quella frase sul tempo. Il remake del film del 1951 ha messo in luce le differenze notevoli in campo tecnologico ed  informatico che questi "ultimi" 58 anni ci hanno regalato! E la sensazione è stata impressionante. Se non l’avete fatto ancora, provate a vedere l’edizione del film del 1951 e quella del 2008.
 
 
In entrambe le versioni assistiamo alla "discesa" di un alieno sulla Terra per informare i Terrestri del rischio di una imminente catastrofe finale del Pianeta che deriva dal comportamento umano e dall’uso spregiudicato delle risorse e delle armi. Un po’ diverso lo sviluppo della trama nel remake del 2008, in cui alcuni personaggi, come la scienziata Helen Benson, assumono un maggior rilievo ed una maggiore importanza.
 
Entrambe le versioni del film, tuttavia, ci spingono a riflettere sulle sorti del "nostro" Pianeta (ma chi ci dà il diritto di definirlo "nostro"?), sui rischi legati all’impiego delle armi, alle emissioni nocive di gas e ad altre diavolerie distruttive!
 
In entrambi i casi, si può scorgere un ULTIMATUM ALLA TERRA, anzi ai terrestri affinché si allontanino dal baratro in cui stanno cadendo, prima che sia troppo tardi.
 
Nella seconda versione, quella del 2008, sembra esserci un messaggio di speranza, dettato dalla riflessione che gli uomini possono cambiare in modo determinante proprio quando, trovandosi ad un passo dal baratro, si accorgono del pericolo!
 
Speriamo che sia così!

Le due bisacce dei difetti umani

 

 

I nostri e gli altrui difetti… Le due bisacce

Giove ci ha imposto due bisacce: ha collocato quella piena dei propri difetti dietro la schiena. Ha appeso davanti al nostro petto quella carica dei difetti altrui. Perciò non possiamo vedere i nostri mali, ma appena gli altri sbagliano, subito siamo pronti a criticarli.
(Fedro, 4 10)….

 

 

La lirica greca

La lirica greca tra VII e V secolo a.C.

http://www.carlomanzione.net/index.php?option=com_content&view=article&id=62:la-lirica&catid=36:news

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Lingue classiche

Lingue classiche, non lingue morte, ma lingue storicamente compiute che, però, ancora oggi vivono attraverso le tantissime parole ed espressioni che usiamo quotidianamente nella nostra lingua.

Su questo link, strumenti informatici per lo studio delle lingue classiche

http://www.cisi.unito.it/arachne/num1/lana.html