Sant’Andrea Apostolo (30/11/2024) dal sito:

https://www.santiebeati.it/dettaglio/22000

“Tra gli apostoli è il primo che incontriamo nei Vangeli: il pescatore Andrea, nato a Bethsaida di Galilea, fratello di Simon Pietro. Il Vangelo di Giovanni (cap. 1) ce lo mostra con un amico mentre segue la predicazione del Battista; il quale, vedendo passare Gesù da lui battezzato il giorno prima, esclama: “Ecco l’agnello di Dio!”. Parole che immediatamente spingono Andrea e il suo amico verso Gesù: lo raggiungono, gli parlano e Andrea corre poi a informare il fratello: “Abbiamo trovato il Messia!”. Poco dopo, ecco pure Simone davanti a Gesù; il quale “fissando lo sguardo su di lui, disse: “Tu sei Simone, figlio di Giovanni: ti chiamerai Cefa””. Questa è la presentazione. Poi viene la chiamata. I due fratelli sono tornati al loro lavoro di pescatori sul “mare di Galilea”: ma lasciano tutto di colpo quando arriva Gesù e dice: “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini” (Matteo 4,18-20). Troviamo poi Andrea nel gruppetto – con Pietro, Giacomo e Giovanni – che sul monte degli Ulivi, “in disparte”, interroga Gesù sui segni degli ultimi tempi: e la risposta è nota come il “discorso escatologico” del Signore, che insegna come ci si deve preparare alla venuta del Figlio dell’Uomo “con grande potenza e gloria” (Marco 13). Infine, il nome di Andrea compare nel primo capitolo degli Atti con quelli degli altri apostoli diretti a Gerusalemme dopo l’Ascensione. E poi la Scrittura non dice altro di lui, mentre ne parlano alcuni testi apocrifi, ossia non canonici. Uno di questi, del II secolo, pubblicato nel 1740 da L.A. Muratori, afferma che Andrea ha incoraggiato Giovanni a scrivere il suo Vangelo. E un testo copto contiene questa benedizione di Gesù ad Andrea: “Tu sarai una colonna di luce nel mio regno, in Gerusalemme, la mia città prediletta. Amen”. Lo storico Eusebio di Cesarea (ca. 265-340) scrive che Andrea predica il Vangelo in Asia Minore e nella Russia meridionale. Poi, passato in Grecia, guida i cristiani di Patrasso. E qui subisce il martirio per crocifissione: appeso con funi a testa in giù, secondo una tradizione, a una croce in forma di X; quella detta poi “croce di Sant’Andrea”. Questo accade intorno all’anno 60, un 30 novembre.

Patronato: Pescatori

Etimologia: Andrea = virile, gagliardo, dal greco

Emblema: Croce decussata, Rete da pescatore

Martirologio Romano: Festa di sant’Andrea, Apostolo: nato a Betsaida, fratello di Simon Pietro e pescatore insieme a lui, fu il primo tra i discepoli di Giovanni Battista ad essere chiamato dal Signore Gesù presso il Giordano, lo seguì e condusse da lui anche suo fratello. Dopo la Pentecoste si dice abbia predicato il Vangelo nella regione dell’Acaia in Grecia e subíto la crocifissione a Patrasso. La Chiesa di Costantinopoli lo venera come suo insigne patrono”.

P.s.: carissimi, colgo l’occasione per rivolgere i miei auguri a chi oggi festeggia l’onomastico!

Riflessioni …. 30 novembre 2024

San Paolo afferma che la fede è superiore alla Legge. Ci si salva per fede. La prima chiesa ebraica è una Chiesa in uscita. In questo passo, Paolo introduce il concetto dell’universalità della Chiesa e della salvezza. Viene poi sottolineata la negligenza di quanti, nel popolo di Israele, rifiuta di credere nel Signore.
Non tutti hanno obbedito al vangelo. Non si può invocare il nome del Signore se non si crede in lui; non si può credere in Cristo se nessuno lo annuncia e nessuno lo annuncia se non viene inviato.
E, per questo, Gesù chiama i suoi discepoli, chiama anche noi per farci pescatori di uomini.
Gesù ha bisogno di noi, ha bisogno di persone semplici e sinceri che nella loro quotidianità esprimano e testimonino quei valori e quel modo di agire che Gesù ci ha sempre insegnato.
Ecco che proprio uno studente, un operaio, in docente, un medico, insomma ciascuno di noi, può trasformarsi in una pagina vivente e vivificante del vangelo nel momento in cui ne incarna i contenuti.
A noi, persone normali, Dio ha un dono particolare: chi ha la capacità di parlare e convincere chi lo ascolta, chi ha la capacità di scrivere rapire l’attenzione del lettore, chi ha la capacità di curare determinate malattie, chi ha la capacità di amare anche nelle situazione più difficili, chi ha la capacità di perdonare… Qualsiasi sia il seme che Dio ha piantato in noi, noi abbiamo il dovere di farlo germogliare, crescere e fruttificare.
Anche oggi, come 2000 anni fa, ci sono persone inviate da Dio. Noi siamo i profeti di oggi. Anche oggi ci sono la Legge e i profeti. La Legge è la Parola di Dio e i profeti siamo noi che possiamo e dobbiamo annunciare la buona novella, non solo predicando, ma anche agendo.
Con le nostre azioni, con il nostro vivere comune, noi possiamo breccia anche nel cuore di chi vive lontano da Dio.
Fratelli e sorelle carissimi, vogliamo essere anche noi pronti a diventare pescatori di uomini come San Pietro, come San Giacomo, come S. Andrea, di cui oggi la Chiesa celebra la festa?
Chiediamo al Signore di aprire i nostri occhi per vedere la sua presenza tra noi, di aprire i nostri orecchi per sentire la sua voce che ci chiama e di aprire il nostro cuore per rispondere con slancio e amore: “Eccomi”.

Laudate Dominum

Yesterday in … latino

Io ho carta bianca!…E ci si pulisca il ….!!

Fateci sentire che cosa è accaduto il 24 maggio  

Riedizione della Notte Nazionale del Liceo Classico al Perito Levi … ancora in corso!

Notte Nazionale… A tra poco!!

Notte Nazionale al Liceo Perito Levi

Stasera, dalle 17.00 alle 20.00, proporremo una riedizione della Notte Nazionale del Liceo Classico. Sarà un’importante occasione anche per presentare l’offerta formativa dell’istituto e per apprezzare ancora una volta la professionalità dei docenti, l’impegno, la dinamicità e la creatività degli studenti.

IIS PERITO LEVI, UNA SCUOLA AL PASSO CON I TEMPI!!

Non mancate!!!

Vi aspettiamo stasera!!

Notte Nazionale. IIS PERITO LEVI… UNA SCUOLA AL PASSO CON I TEMPI

Vigili e pronti aspettando il Signore

In questi ultimi giorni che ci avvicinano all’Avvento, la liturgia mette con forza in risalto il tema della vigilanza e dell’attesa della nuova venuta del Signore. Nella prima lettura si sottolinea la vittoria di Cristo sul demonio. Satana viene catturato e inchiodato dall’angelo Michele che discende dal cielo. Satana verrà imprigionato per mille anni, viene rinchiuso nell’abisso e viene posto un sigillo su di lui. Ciò lascia presagire mille anni di relativa pace, in cui le generazioni non saranno tentate dal male. Ma, dopo mille anni satana verrà liberato e questo sarà, forse, un grande “test” per l’umanità, un test attraverso il quale Dio metterà alla prova ogni singolo uomo in merito alla scelta di seguire Cristo o di lasciarsi ammaliare dalle tentazioni di Satana. Ne scaturirà un periodo turbolento e tremendo che terminerà con il Giudizio universale, quando scomparirà il purgatorio e ci saranno solo inferno e paradiso. A quel punto, i corpi risorgeranno e si uniranno alle rispettive anime. I dannati soffriranno tremendamente sia nell’animo che nel corpo. I giusti, invece, saranno presi da una gioia immensa nel contemplare Dio e saranno beati sia nell’anima che nel corpo e vedranno, nella Gerusalemme celeste “un cielo nuovo e una terra nuova”, quando il cielo e la terra di prima scompariranno e non ci sarà più il mare. Costoro risulteranno scritti nel libro della vita e, dunque, non saranno colpiti dalla seconda morte e non saranno gettati nello stagno di fuoco.
Tutto ciò non tarderà a realizzarsi e Gesù, nel vangelo, ci invita con forza a coglierne i segni. Lo fa attraverso la parabola del fico che, quando diventa verde, indica che l’estate è vicina. Il fico rappresenta anche la dolcezza della Parola di Dio che porta frutti veri e duraturi. Ma il fico che rinverdisce, in Gerusalemme, può rappresentare anche il segno del ritorno degli Ebrei a Cristo.
Attraverso questa parabola, Luca ci esorta a comprendere che il Signore sta per venire. Noi non sappiamo se verrà di notte o di giorno, non sappiamo in quale ora o in quale momento arriverà, ma i tempi sono questi, quindi dobbiamo vigilare, mantenere accesa la nostra lampada della fede e non tenere la fiaccola sotto il moggio, testimoniando con entusiasmo e zelo il vangelo di Cristo. E il Signore, inoltre, aggiunge: “non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.
Siamo anche noi la generazione alla quale Gesù si riferisce, perché a ogni uomo, in ogni epoca, viene rivolta questa parola, sempre viva e attuale. Gesù parla anche a noi oggi e ci chiede di fare la differenza la differenza. Allora, non c’è peggior sordo per chi non vuole sentire e peggior cieco per chi non vuole vedere e cogliere i segni che egli ci offre.

Ma noi, carissimi, dobbiamo avere orecchi per sentire e occhi per vedere e, soprattutto, dobbiamo guardare, in prospettiva, non tanto alla fine, ma al fine della nostra vita.

Restiamo sempre alla presenza di Dio, non allontaniamoci mai da lui e vigiliamo con la preghiera, con laa fede e con le nostre opere buone, per poter andare con gioia incontro al Signore che viene.
Guerre, sofferenze e tribolazioni sono, purtroppo, all’ordine del giorno! Ma non lasciamoci spaventare! Anche se anche se “il cielo e la terra passeranno”, la Parola di Cristo non passerà mai!
Lasciamoci ispirare dallo Spirito Santo, affinché noi possiamo nutrirci sempre di più della Parola per accogliere il Signore nel nostro cuore, nella nostra mente e nelle nostre azioni.

Arrivederci, Napoli… Città dai mille volti e dai mille colori!

Un Medico: Giuseppe Moscati parte 2°

Un Medico: Giuseppe Moscati prima parte

La vostra liberazione è vicina!

Le letture di oggi, giovedì 28 novembre 2024, ripropongono il tema dell’attesa, della fine dei tempi, della venuta del Signore, della punizione per i malvagi e del premio spettante ai giusti che loderanno Dio, intonando con le cetre i loro canti divini.

Il giudizio su Gerusalemme, che leggiamo nel passo del Vangelo di oggi, rievoca il tema della distruzione di Babilonia di cui Giovanni parla nella prima lettura, tratta dal Libro dell’Apocalisse.

Gerusalemme “sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti”. Uno scenario da fine del mondo, dunque, è quello che ci propone la liturgia oggi, ma esso prefigura il ritorno della luce del Figlio di Dio. Anche se adesso buio e tenebre sembrano spadroneggiare, la luce tornerà a risplendere. E, così, nell’ultimo versetto del vangelo di oggi, Gesù ci conforta, ci invita a non avere paura e ci dice a chiare lettere: “quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.
Oggi, cari fratelli e sorelle, ci sembra di vivere un momento assai cupo della storia dell’umanità e della nostra vita. Ci sembra di essere immersi nel momento più buio e tenebroso della notte. Ma Gesù vuol farci capire che proprio dopo questo momento, si avvicina e comincia a risplendere la luce dell’alba, il sole del nuovo giorno. Il cristiano, d’altronde, sa che la morte non è la fine di tutto, ma un nuovo inizio. Cieli nuovi e terre nuove ci attendono nella Gerusalemme celeste.

Pensiamo a Cristo: quando tutti lo credevano ormai morto, quando le speranze, anche dei più audaci e dei più ottimisti, si erano infrante contro quel macigno che sigillava l’ingresso del sepolcro, ecco che, proprio dietro a quella pietra, dove tutto prefigurava la morte, sfolgorava la luce più viva e più intensa che l’uomo abbia mai immaginato e abbia mai potuto vedere: quella della resurrezione di nostro Signore.
Badate bene, cari fratelli e sorelle, non c’è peccato così buio, non c’è momento così oscuro e tenebroso che la luce del risorto non possa spazzare via con il suo fulgore.
Cari fratelli e sorelle, la scintilla di Gesù, che brilla il vostro cuore, illumini sempre il vostro cammino e rischiari quello di chi vi sta accanto. Forti di questa scintilla, abbandoniamoci fiduciosi a Cristo, affinché l’attesa dei nuovi cieli e della nuova terra allontani da noi ogni trepidazione e ogni paura.

Padre santo,
che mantieni nei secoli le tue promesse,
rialza il capo dell’umanità oppressa dal male
e apri i nostri cuori alla speranza,
perché attendiamo vigilanti la venuta gloriosa di Cristo,
giudice e salvatore.
Preghiera tratta dal sito https://www.fraticanepanova.it/33-formazione/lectio-divina/469-la-vostra-liberazione-e-vicina.html