Discussione su YouTube – John Lennon – Happy Christmas/War Is Over

Buon Natale a tutto il mondo

BUON  NATALE  A  TUTTO  IL  MONDO! 

 

 

Afrikaans: Gesëende Kersfees 
Albanese: Gezur Krislinjden 
Arabo: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah 
Armeno: Shenoraavor Nor Dari yev Pari Gaghand 
Azerbaijan: Tezze Iliniz Yahsi Olsun 
Bahasa (Malesia): Selamat Hari Natal 
Basco: Zorionak eta Urte Berri On! 
Bengali: Shuvo Naba Barsha 
Boemo: Vesele Vanoce 
Bretone: Nedeleg laouen na bloavezh mat 
Bulgaro: Tchestita Koleda; Tchestito Rojdestvo Hristovo 
Catalano: Bon Nadal i un Bon Any Nou! 
Ceco: Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok 
Choctaw (Nativi americani, Oklahoma): Yukpa, Nitak Hollo Chito 
Cinese (Cantonese): Gun Tso Sun Tan’Gung Haw Sun 
Cinese (Mandarino): Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan 
Cingalese: Subha nath thalak Vewa. Subha Aluth Awrudhak Vewa 
Coreano: Sung Tan Chuk Ha 
Croato: Sretan Bozic 
Danese: Glædelig Jul 
Dutch (Pennsylvania): En frehlicher Grischtdaag un en hallich Nei Yaahr! 
Eschimese (inupik). Jutdlime pivdluarit ukiortame pivdluaritlo! 
Esperanto: Gajan Kristnaskon 
Estone: Ruumsaid juulup|hi 
Farsi: Cristmas-e-shoma mobarak bashad 
Fiammingo: Zalig Kerstfeest en Gelukkig nieuw jaar 
Filippino: Maligayan Pasko! 
Finlandese: Hyvaa joulua 
Francese: Joyeux Noël 
Frisone: Noflike Krystdagen en in protte Lok en Seine yn it Nije Jier! 
Gaelico: (Scozia) Nollaig chridheil huibh 
Gaelico: Nollaig chridheil agus Bliadhna mhath ùr! 
Gallese: Nadolig Llawen 
Giapponese: Shinnen omedeto. Kurisumasu Omedeto 
Greco: Kala Christouyenna! Hamish 
Hausa: Barka da Kirsimatikuma Barka da Sabuwar Shekara! 
Hawaaiano: Mele Kalikimaka 
Hindi: Shub Naya Baras 
Indonesiano: Selamat Hari Natal 
Inglese: Merry Christmas and Happy New Year 
Iracheno: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah 
Irochese: Ojenyunyat Sungwiyadeson honungradon nagwutut. Ojenyunyat osrasay 
Islandese: Gledileg Jol Isola di Man: Nollick ghennal as blein vie noa 
Latino: Natale hilare et Annum Faustum! 
Latviano: Prieci’gus Ziemsve’tkus un Laimi’gu Jauno Gadu! 
Lituano: Linksmu Kaledu 
Macedone: Sreken Bozhik 
Maltese: LL Milied Lt-tajjeb 
Maori: Meri Kirihimete 
Navajo: Merry Keshmish 
Norvegese: God Jul oppure Gledelig Jul 
Occitano: Pulit nadal e bona annado 
Olandese: Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar! oppure Zalig Kerstfeast 
Papua Nuova Guinea: Bikpela hamamas blong dispela Krismas na Nupela yia i go long yu 
Polacco: Wesolych Swiat Bozego Narodzenia or Boze Narodzenie 
Portoghese (Brasile): Boas Festas e Feliz Ano Novo 
Portoghese: Feliz Natal 
Rapa-Nui (Isola di Pasqua): Mata-Ki-Te-Rangi. Te-Pito-O-Te-Henua 
Rumeno: Sarbatori vesele 
Russo: Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom 
Samoa: La Maunia Le Kilisimasi Ma Le Tausaga Fou 
Serbo: Hristos se rodi 
Slovacco: Sretan Bozic oppure Vesele vianoce 
Sloveno: Vesele Bozicne. Screcno Novo Leto 
Spagnolo: Feliz Navidad 
Svedese: God Jul and (Och) Ett Gott Nytt År 
Tailandese: Sawadee Pee Mai 
Tedesco: Fröhliche Weihnachten 
Turco: Noeliniz Ve Yeni Yiliniz Kutlu Olsun 
Ucraino: Srozhdestvom Kristovym 
Ungherese: Kellemes Karacsonyi unnepeket 
Urdu: Naya Saal Mubarak Ho 
Vietnamita: Chung Mung Giang Sinh 

i CONTADINI E LA VITA DEGLI UOMINI

I  contadini

Gli dei amano i contadini: infatti, i contadini raccolgono (i) frutti dai campi e li offrono agli dei. Il contadino brucia i frutti sull’altare, volge lo sguardo verso il cielo e dice agli dei: “O dei, la vita del contadino è difficile se non è protetta dagli dei”. Il contadino ordina al figlio di piantare gli alberi e gli alberi sono piantati dal figlio nel campo.

 

La giornata degli uomini

Quando il sole sorge nel cielo, i contadini vanno nei campi spingendo avanti i buoi, gli operai nell’officina affrontano lavori per tutta la giornata. Quando, però, (il sole) tramonta (si immerge) nel mare, (quando) giunge la sera e (il riposo discende sulle attività degli uomini) cala il silenzio sulle attività degli uomini, allora tutti si astengono dalle fatiche e ritornano verso le case. Così gli uomini trascorrono la vita.

…. MODERATA SODDISFAZIONE ….

Moderata soddisfazione ….
 
Esprimo una moderata soddisfazione (scusatemi il linguaggio ermeticamente politichese che qui adopero)….
 
Esprimo una moderata soddisfazione per ….
 
…. la giornata di ieri mattina, di ieri pomeriggio e di oggi…..
 
Una moderata soddisfazione determinata da uno spiraglio di luce che sembra intravvedersi all’orizzonte.
 
Certo, è solo un tenue spiraglio di luce, una fiammella che potrebbe essere spazzata via da un improvviso colpo di vento.
 
Molto si dovrà ancora fare per rendere questa luce più forte e possibilmente fulgente, ma forse si esce dal tunnel…. forse!!!
 
Per questo, nonostante la Juve, esprimo moderata soddisfazione!!
 
A proposito di Juve, è proprio il caso di dire che "se Atene piange, Sparta non ride"!!
 
Infatti, se la Juve è stata sconfitta sonoramente dal Bari, dimostrando di essere in piena crisi, è anche vero che l’Inter oggi NON ha vinto, dimostrando di  non essere in piena forma! 
 
Le distanze sono meno lunghe di quanto potesse prospettarsi ieri sera.
 
Anche per questo, ma non solo per questo, esprimo una moderata soddisfazione!!!!

La donnola nella bottega del fabbro e l’uva irraggiungibile

Scrivo sul blog le traduzioni delle due versioni svolte stamattina in classe… così chi vorrà sapere prima di martedì come è andato il compito potrà farlo!
 
La donnola nella bottega del fabbro
 
Una donnola, desiderosa di cibo ("di preda") trova la porta di una bottega aperta, entra e cerca il cibo all’interno. Mentre esplora tutti i nascondigli della bottega, vede una lima posta su un tavolo e la lecca con la lingua, ma non prova alcun sapore (alcun piacere) e non può saziare la sua fame. Allora la lima deride lo stolto animale (oppure: "si prende gioco dello stolto animale") e dice: "Dimostri una grande stoltezza, o avida donnola: perché, infatti, cerchi il cibo tra le lime in una bottega ed laceri senza motivo la tua lingua (contro) con una lima dura e ruvida? Qui non c’è nessuna abbondanza di cibo e non potrai placare la tua grande fame con le lime".   
 
 
 
La volpe e l’uva irraggiungibile
 
 
Spesso i nostri desideri sono irrealizzabili, come racconta la favola del poeta greco Esopo sulla volpe e l’uva. Una piccola volpe guardava da lontano dell’uva bianca (pallida) sulla vigna e desiderava afferrare e divorare i grossi acini. Si avvicina  cautamente e silenziosamente alla vigna e cerca di prendere i grappoli più vicini. Ma salta invano, infatti la vigna è alta  e i grappoli pendono  dai rami più alti. La povera volpe cerca di arrampicarsi più volte, ma non raggiunge l’uva da lei tanto desiderata (letteralmente: "desiderio della sua gola"). Allora, triste, si allontana dal luogo ed esclama: "L’uva non è ancora matura, non voglio coglierla (o "mangiarla") acerba".

digitale terrestre: una nuova era anche ad Eboli

Digitale terrestre: una nuova era anche ad Eboli
 
4/12/2009….
 
Ieri è partita anche ad Eboli (Sa) l’era del digitale terrestre che ha mandato in soffitta la vecchia ricezione analogica dei canali.
 
Gia nella primissima mattinata non erano più visibili sullo schermo i vecchi canali analogici, sostituiti dai canali ricevuti attraverso il digitale terrestre.
 
Non sono mancate difficoltà, a livello di stabilità del segnale di alcune emittenti, ma si può senz’altro dire che la ricezione del digitale terrestre ad Eboli è partita alla grande, con una serie di canali in più che si sono aggiunti ai sei canali RAI e MEDIASET, tutti visibili con qualità nettamente superiore rispetto al passato.
 
Occorrerà effettuare ulteriori risintonizzazioni anche nei prossimi giorni, in quanto mancano all’appello ancora alcune emittenti. Entro il 15 dicembre, però, il prospetto delle emittenti ricevibili dovrebbe essere completo!

vergogne italiane

Vergogne italiane!
L’Italia come le dittature fasciste e / o comuniste?

Quello che è successo a Stefano Cucchi succede nelle prigioni delle dittature fasciste e / o comuniste!

Questa è la vera riforma della giustizia da realizzare, non le leggi di cui siamo costretti ad occuparci in questi giorni!!!

 
 
 
 
 

Traduzione delle versioni

La gloria dell’antica Grecia (14 / 11/ 2009)
 
La Grecia è una piccola regione dell’Europa, ma la fama ha percorso tutto il mondo e noi siamo realmente figli della Grecia. L’operosità era un grandissimo vanto dei Greci e, poiché non avevano terra fertile, praticavano soprattutto i traffici marittimi ed erano dediti al commercio. Corinto, città della Grecia, posta sull’Istmo, era nota per il grande numero di navi e di marinai. I marinai greci solcavano con coraggio il mare e non temevano le insidie o i pericoli delle tempeste, ma navigavano fino alle terre più lontane. Tra i Greci, gli Spartani prediligevano soprattutto le armi, i combattimenti, le guerre, invece gli abitanti di Atene veneravano soprattutto le Muse. La dimora degli dei era l’Olimpo. Ancora oggi in Grecia è possibile visitare antichi monumenti e reliquie (famose)  importanti.
 
 
 
La Campania
 
La Campania è una regione bella e ridente: ha un clima gradevole e la terra offre frutti due volte all’anno. Presso le coste marittime vi sono città famose e floride: Gaeta, Miseno, Baia, Lucrino dove i marinai stanchi trovano riposo e non si preoccupano dei pirati e delle tempeste. I pendii montani offrono bei grappoli d’uva e gli abitanti producono il Falerno ed il Massico, vini pregiati. In Campania vivevano i Sanniti. In passato (letteralmente: "un tempo") il popolo romano portò (letteralmente:"porta") guerra contro i Sanniti, poiché desideravano il dominio della Campania. I Sanniti erano uomini (selvaggi) bellicosi e ricchi, avevano armi d’oro e d’argento. In battaglia procurano grandi danni (sciagure) ai Romani e fanno passare i Romani sotto il giogo presso le Forche Caudine. Ma i Romani non trascurano la guerra poiché non temono le insidie dei Sanniti: combattono coraggiosamente e puniscono l’arroganza dei nemici. Papirio, infine, vendica l’offesa, conquista la Campania con le armi e sottomette i Sanniti (letteralmente:"fanno passare i Sanniti sotto il giogo").
 
 
L’amicizia
 
La vita con gli amici è serena e piacevole, senza amici, invece, è dolorosa e piena di affanni. Gli amici si rallegrano della felicità degli amici, si addolorano per la (loro) tristezza, condividono gioie ed affanni; inoltre offrono conforto nelle malattie, consiglio e aiuto nelle afflizioni; perciò giustamente riteniamo l’amicizia un presidio della vita. Dovete scegliere, o fanciulli, con prudenza gli amici, (dovete) distinguere le amicizie giuste da quelle cattive, ma, dopo averne fatto la prova, onorate gli amici ed amateli come le vostre anime. Offrite aiuto agli amici, lodate ed apprezzate i consigli degli amici. L’invidia è il veleno dell’amicizia, la rovina dell’affetto, perciò frequentate gli amici senza invidia se desiderate mantenere amicizie durature. L’amicizia è più necessaria dell’acqua e dell’aria, le vere amicizie, poi, non finiscono mai, ma sono eterne; inoltre, i poeti ritengono le amicizie un dono degli dei. Giustamente, dunque, il proverbio dice: "chi trova un amico trova un tesoro".
 

Discussione su YouTube – Franco Franchi Ciccio Ingrassia – Al Ristorante chi paga?

Juventus – Napoli

Juventus – Napoli
 
Delusione Juventus nella partita di oggi, sabato 31/10/2009!
 
Una Juve in vantaggio per 2 – 0 si fa raggiungere dal Napoli in pochi minuti e poi si fa superare per 3 – 2!!
 
Una grande delusione!!

Precari della scuola e prepensionamenti

Insegnanti precari e prepensionamenti!

dal sito: http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_12/scuola_professori_emendamento_prepensionamenti_56059fd8-b73f-11de-b239-00144f02aabc.shtml

 

INSEGNANTI

Precari della scuola, proposta del Pdl:
favorire i pre-pensionamenti dei prof

Emendamento alla finanziaria del senatore Valditara: «L’obiettivo è liberare nuovi posti di lavoro»

Un presidio di insegnanti precari (Infophoto)

ROMA – Uno "scivolo" di due anni da accordare ai docenti alle soglie della pensione: è questa l’idea su cui stanno lavorando alcuni esponenti della maggioranza per favorire, al termine di questo anno scolastico, il pensionamento anticipato di un alto numero di insegnanti di ruolo al fine di evitare che anche nel 2010 rimangano disoccupati diverse migliaia di precari "storici". La proposta sarebbe stata già formalizzata attraverso un emendamento alla finanziaria del senatore Giuseppe Valditara (Pdl): «Si tratta – ha spiegato Valditara – di un emendamento per incentivare il pensionamento dei docenti attraverso l’abbuono di due anni di contributi figurativi per arrivare a una soglia di pensione prima del previsto. L’obiettivo è chiaramente liberare nuovi posti di lavoro nel mondo della scuola».

PRECARI – L’emendamento non vuole però essere una bocciatura dell’emendamento salva-precari approvato nei giorni scorsi dal Governo al fine di assegnare, per la prima volta ai dipendenti a tempo determinato della scuola, una sorta di ammortizzatori sociali: gli assegni andranno corrisposti a tutti quei precari che lo scorso anno svolsero supplenze di lunga durata, ma quest’anno, a seguito dei tagli agli organici, sono rimasti senza contratto. «Credo che in questa situazione di crisi – ha fatto sapere il senatore del Pdl – non si sarebbe potuto fare di meglio».

12 ottobre 2009

Roma: le prime battaglie fino allo scontro con i Galli di Brenno

 

Roma: le prime battaglie fino allo scontro con i Galli di Brenno

 

508 a.C.: Il primo trattato con Cartagine

Il ruolo e l’importanza di Roma dovettero apparire ben chiari fin dal 508 a. C, dalmomento che la città tiberina stipulò un trattato con la grande potenza del Mediterraneo, Cartagine. Questo trattato, condiviso e controfirmato dalla città fenicia, stabiliva le sfere di influenza delle due città. Questo il testo riportato da Polibio:

«  ἐπὶ τοῖσδε φιλίαν εἶναι Ῥωμαίοις καὶ τοῖς Ῥωμαίων σύμμαχοις καὶ Καρχηδονίοις καὶ τοῖς Καρχηδονίων σύμμαχοις μὴ πλεῖν ‘Ρωμαίους μηδὲ τοὺς Ῥωμαίων συμμάχους ἐπέκεινα τοῦ Καλοῦ ἀκρωτερίου, ἐὰν μὴ ὑπὸ χειμῶνος ἢ πολεμίων ἀναγχασθῶσιν ἐὰν δέ τις βίᾳ κατενεχθῇ, μὴ ἐξέστω αὐτῷ μηδὲν ἀγοράζειν μηδὲ λαμβάνειν πλὴν ὅσα πρὸς πλοίου ἐπισκευὴν ἢ πρὸς ἱερά, ἐν πέντε δ’ἡμέραις ἀποτρεχέτω. Τοῖς δὲ κατ’ἐμπορίαν παραγινομένοις μηδὲν ἔστω τέλος πλὴν ἐπὶ κήρκι ἢ γραμματεῖ. Ὅσα δ’ ἂν τούτων παρόντων πραθῇ, δημοσίᾳ πίστει ὀφειλέσθω τῷ ἀποδομένῳ, ὅσα δ΄ἂν ἢ ἐν Λιβύῃ ἢ ἐν Σαρδόνι πραθῇ. Ἐὰν Ῥωμαίων τις εἰς Σικελίαν παραγίγνεται, ἧς Καρχηδονίοι ἐπάρχουσι, ἴσα ἔστω τὰ Ῥωμαίων πάντα. Καρχηδόνιοι δὲ μὴ άδικείτωσαν δῆμον Ἀρδεατῶν, Ἀντιατῶν, Λαρεντίνων, Κιρκαιιτῶν, Ταρρακινιτῶν, μηδ’ἄλλον μηδένα Λατίνων, ὅσοι ἂν ὑπήκοοι ἐὰν ὡς πολέμιοι εἰς τὴν χώραν εἰσελθῶσιν, ἐν τῇ χώρᾳ μὴ ἐννυκτερευέτωσαν. »

« A queste condizioni ci sia amicizia fra i Romani e gli alleati dei Romani e i Cartaginesi e gli alleati dei Cartaginesi: né i Romani né gli alleati dei Romani navighino al di là del promontorio Bello, a meno che non vi siano costretti da una tempesta o da nemici. Qualora uno vi sia trasportato a forza, non gli sia permesso di comprare né prendere nulla tranne quanto gli occorre per riparare l’imbarcazione o per compiere sacrifici, e si allontani entro cinque giorni. A quelli che giungono per commercio non sia possibile portare a termine nessuna transazione se non in presenza di un araldo o di un cancelliere. Quanto sia venduto alla presenza di costoro, se venduto in Libia o in Sardegna sia pagato al venditore sotto la garanzia dello stato. Qualora un Romano giunga in Sicilia, nella parte controllata dai Cartaginesi, siano uguali tutti i diritti dei Romani. I Cartaginesi non commettano torti ai danni degli abitanti di Ardea, Anzio, Laurento, Circei, Terracina, né di alcun altro dei Latini, quanti sono soggetti; nel caso che quelli non soggetti si tengano lontani dalle loro città: ciò che prendano, restituiscano ai Romani intatto. Non costruiscano fortezze nel Lazio. Qualora penetrino da nemici nella regione, non passino la notte nella regione. »

Ai Romani, dunque, non era consentito superare il Promontorio Bello. Questo promontorio delimitava il golfo di Cartagine e corrispondeva o al Capo Bon (ad est di Cartagine, in Tunisia, che era collegato molte migliaia di anni fa alla Sicilia e che fungeva da collegamento e da ponte tra Europa ed Africa) o al Capo Farina (a nord -ovest di Cartagine). Non era loro consentito neppure condurre affari commerciali in Africa e in Sardegna senza la presenza di un funzionario della città punica.

Nella Sicilia cartaginese, tuttavia, Roma e Cartagine avevano gli stessi diritti.

Cartagine rivendicava a sé, in Italia, la Sardegna e la Sicilia occidentale. Si impegnava, tuttavia, a non danneggiare le popolazioni del Lazio e a non intaccare gli interessi romani in questa regione. In tal modo, Roma vide riconosciuta la sua posizione nel Lazio in cambio dell’impegno a rispettare l’impero commerciale di Cartagine nel Mediterraneo. Questo trattato, rinnovato nei secoli successivi, dimostra che Roma giocò fin dall’inizio un ruolo importante sullo scenario internazionale.

Guerre difensive

In concomitanza con gli scontri sociali interni tra patrizi e plebei, Roma dovette affrontare dure prove militari contro le città del Lazio e dell’Italia centrale.

  1. Gli etruschi della città di Chiusi (Chiusi in lat. Clusium, in etrusco Clevsi, attualmente in provincia di Siena, fondata da Cluso, figlio di Tirreno.) governati dal re Porsenna, occuparono per breve tempo la città di Roma. Alcuni fanno risalire lo scontro al principio del V secolo, altri al 506 a.C..

  2. Più impegnativo fu lo scontro con i Latini delle città di Tuscolo, Aricia e Lanuvio, coalizzate in una Lega. Queste cercarono di ostacolare l’espansione di Roma nella regione. Lo scontro frontale si ebbe nel 496 a.C. presso il Lago Regillo. La vittoria di Roma fu ratificata, nel 493 a.C., dal foedus Cassianum (così chiamato dal nome del console romano Spurio Cassio firmatario dell’accordo), che spingeva le città latine all’accordo con Roma e sanciva di fatto l’entrata di Roma nella Lega Latina. Questa Lega Latina sarà sciolta dai Romani nel 338 a.C. Dopo la prima guerra sannitica e dopo la cosiddetta guerra latina.

  3. Un altro scontro si ebbe con gli Equi, i Sabini ed i Volsci, che avevano più volte minacciato Roma. Anche in questo caso, Roma prevalse e sconfisse i nemici presso il Monte Algido, vicino a Tuscolo, nel 431 a. C..

  4. Lo scontro con Veio

    Di fondamentale importanza fu lo scontro con la città etrusca di Veio. La sua posizione geografica era importantissima: essa controllava tutta la riva destra del Tevere e i giacimenti di sale che ivi si trovavano. Inoltre fungeva da collegamento tra il Lazio, la Campania e l’Etruria.

    Lo scontro decisivo si ebbe tra il 405 ed il 396. Veio fu conquistata da Roma soltanto dopo dieci anni di assedio e con un inganno ordito dal dittatore Marco Furio Camillo. I Romani, comandati dal dittatore Furio Camillo, avevano scoperto l’esistenza di un vecchio pozzo che passava sotto la città e dopo averlo sgombrato l’utilizzarono per attaccare i nemici alle spalle. Dopo la caduta di Veio il dittatore autorizzò il saccheggio: furono depredate di ogni bene le case private, i palazzi, i templi e gli edifici pubblici. Il dittatore fece vendere all’asta tutti i veienti e si impadronì degli oggetti d’oro di notevole pregio, nonché delle pesanti porte di bronzo della città. Le splendide terrecotte che ornavano il tetto del tempio di Veio (tra cui menzioniamo il famoso Apollo), furono abbattute o distrutte dai legionari romani, ma risparmiate dal saccheggio perché di scarso valore economico. La caduta di Veio provocò, come scrive Livio, un indicibile entusiasmo nella città di Roma.

    Per la durata e le modalità dell’assedio, Veio fu definita la Troia degli Etruschi. A Roma affluì l’imponente bottino di guerra che servì, poi, a placare l’orda dei Galli che si riversò a Roma dopo aver messo in rotta l’esercito romano presso il fiume Allia, che scorreva lungo la via Salaria, nel 390 a.C.. Con la distruzione della città, qualcuno suggerì che sarebbe stato opportuno ritirarsi a Veio, ma fu la tenacia di Camillo ad impedire l’esodo e ad esortare i Romani a ricostruire la loro città.

  5. Il metus Gallicus

    Non c’era neppure stato il tempo di celebrare il trionfo che Roma dovette affrontare l’arrivo dei Celti o Galli, di provenienza incerta (Alcuni la riconducono all’area compresa tra Germania, Francia, Austria e Svizzera). Nel 390 a.C., una tribù di Galli Sènoni, comandata da Brenno occupò Roma, dopo aver devastato l’Etruria.

    Roma fu incendiata e soltanto un compromesso, fondato sul pagamento di un ricco riscatto, evitò la distruzione completa della città. La tradizione romana afferma che i nemici furono sconfitti dal coraggio dei Romani guidati ancora una volta da Furio Camillo. Ma, in realtà, il pagamento di un elevato compenso sembra cosa acclarata.

Italia qualificata

Mondiali
 
Italia qualificata con un turno di anticipo ai prossimi campionati mondiali!!
 
 
Altre due volte l’Italia si è qualificata con un turno di anticipo: nel 1982 e nel 2006!!
Senz’altro un buon augurio!
Sognare non costa niente!!!

Il TAR commissaria la Gelmini ed il Ministero dell’Istruzione!!

Clamoroso!!!
 
 
SCUOLA & GIOVANI
 

Provvedimento inedito in seguito ai ricorsi dei supplenti penalizzati
Il Tribunale del Lazio dà 30 giorni di tempo al ministero per eseguire le ordinanze

Graduatorie dei precari
il Tar commissaria la Gelmini

di SALVO INTRAVAIA

Mariastella Gelmini

Il Tar Lazio commissaria il ministro Gelmini sulle graduatorie dei precari. E’ la prima volta che accade, ne dà notizia l’Anief che ha patrocinato i ricorsi dei supplenti inseriti "in coda", anziché "a pettine", nell’ultimo aggiornamento delle liste dei supplenti. Se entro 30 giorni il ministero non darà esecuzione alle ordinanze del tribunale amministrativo a viale Trastevere arriverà un commissario che si dovrà occupare della questione. Intanto, sulla vicenda il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato l’emanazione di un provvedimento ad hoc che "sana" l’intera questione. Ma il Tar ricorda che eludendo le ordinanze cautelari il ministero ha aggirato la Costituzione e lo ha condannato al pagamento delle spese a favore degli insegnanti danneggiati.

Il braccio di ferro sulle graduatorie dei precari della scuola, che interessano 500 mila insegnanti, rischia di fare scoppiare l’ennesimo caso politico sulla scuola. E di fare precipitare nel caos l’avvio dell’anno scolastico. Alla luce dei provvedimenti del Tar e del Consiglio di stato, parte degli 8 mila docenti che hanno ottenuto l’immissione in ruolo ad agosto potrebbero vedersela revocata a favore dei colleghi con più punteggio.

Stesso discorso per gli oltre 100 mila supplenti nominati alcune settimane fa, prima della riapertura dei portoni. Il numero di coloro che, ritenendo ingiusto l’inserimento in coda in altre province, si sono rivolti alla giustizia amministrativa è infatti altissimo: 7 mila e 500, fa sapere Marcello Pacifico, presidente dell’Anief (l’Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione), ed altrettanti che si sono rivolti alò Presidente della Repubblica perché i termini per il ricorso al Tar erano scaduti. In totale, 15 mila insegnanti che potrebbero sovvertire tutte le nomine effettuate due mesi fa.

Lo scorso mese di aprile, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha emanato il decreto per l’aggiornamento delle graduatorie dei precari, ma con una novità: graduatorie bloccate (nella sostanza) per due anni e possibilità di inserimento, ma soltanto in coda, in tre province oltre quella di appartenenza. Anche se nessuno lo ha mai detto a chiare lettere, il provvedimento mirava a tutelare i precari delle regioni settentrionali spesso scalzati nelle immissioni in ruolo e nell’attribuzione delle supplenze dai colleghi meridionali, con più anni di precariato e con più punti. Non potendosi spostare in un’altra provincia i precari meridionali, collocati soltanto in coda anche se con più punti, vengono nominati soltanto dopo i colleghi autoctoni.

Rilevata l’incongruenza, l’Anief si era subito rivolta al Tar, che in più occasioni si è pronunciato a favore di questa tesi, per ottenere l’inserimento dei precari "a pettine": cioè, in base al punteggio e non in coda. Ma il ministero dell’Istruzione, spiegano gli interessati, "lo scorso luglio ha emanato una nota invitando gli Uffici scolastici provinciali e regionali a non adeguarsi alle ordinanze della magistratura amministrativa procedendo, in attesa dell’udienza del Consiglio di Stato, alle assegnazioni delle immissioni in ruolo e delle supplenza annuali" secondo le graduatorie "principali" e pescando solo successivamente dalle "code", "in spregio a ogni principio meritocratico". Sentenza, quella del Consiglio di stato, che poco più di una settimana fa ha confermato la linea del Tar Lazio.

Solo dopo il pronunciamento del Consiglio di stato, lo scorso 5 ottobre, il ministero ha inviato una nota agli Uffici scolastici provinciali e regionali in cui invita i dirigenti ad inserire i ricorrenti "a pettine" ma, vista la natura cautelare dei provvedimenti, "con riserva" e senza rivoluzionare le nomine in ruolo e dei supplenti. Ma nel giudizio di ottemperanza del Tar Lazio di ieri questo modo di procedere di viale Trastevere configura, a parere dei giudici, "lo sviamento di potere per elusione della misura cautelare accordata" ai ricorrenti. "Atteso infatti – proseguono i giudici – che, in applicazione dei principi costituzionali di effettività della tutela giurisdizionale affermati dagli articoli 24 e 113 della Costituzione, l’amministrazione scolastica era (ed è) tenuta a dare tempestiva e puntuale esecuzione alla precitata decisione cautelare". E "assegna 30 giorni di tempo per "dare puntuale esecuzione all’ordinanza medesima mediante istruzioni agli uffici scolastici periferici di disporre l’inserimento ‘a pettinè dei ricorrenti nelle graduatorie provinciali, inserendoli nella fascia d’appartenenza e con il punteggio acquisito e aggiornato nella graduatoria provinciale di attuale iscrizione". Ma non solo: "in caso di non ottemperanza alla esecuzione della presente ordinanza collegiale, nomina sin da ora un commissario ad actus nella persona del dottor Luciano Cannerozzi de Grazia, dirigente generale della Funzione Pubblica, il quale – decorso vanamente l’indicato termine di trenta giorni – provvederà in via sostituiva ad adempiere al dictum giudiziale (…), predisponendo in proposito apposita relazione sulle attività svolte in esecuzione dell’incarico"-. E condanna l’amministrazione "al pagamento in favore dei ricorrenti delle spese di questa fase cautelare, che vengono liquidate in complessive euro 5 mila euro".

Ma il governo sembra cercare l’escamotage: un emendamento che il ministro Mariastella Gelmini presenterà in occasione della conversione in legge del decreto-legge salva-precari in discussione nei prossimi giorni. Anche l’Anief è intenzionata a non mollare. "La giustizia ancora vige nei tribunali – dichiara Marcello Pacifico – speriamo che il Parlamento non intervenga perché, altrimenti, dovrà intervenire il giudice delle leggi, la Corte costituzionale per mettere la parola fine alla vicenda".
(10 ottobre 2009)

L’articolo 3 della Costituzione spazza via il Lodo Alfano!

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Costituzione della Repubblica italiana, Articolo 3