Uhhhhhh Ohhhh Ohh Ohh Ohh…
I can’t believe the news today
Oh, I can’t close my eyes
And make it go away
How long…
How long must we sing this song?
How long? How long…
‘cause tonight…we can be as one
Tonight…
Broken bottles under children’s feet
Bodies strewn across the dead end street
But I won’t heed the battle call
It puts my back up
Puts my back up against the wall
Sunday, Bloody Sunday
Sunday, Bloody Sunday
Sunday, Bloody Sunday
Sunday, Bloody Sunday
And the battle’s just begun
There’s many lost, but tell me who has won
The trench is dug within our hearts
And mothers, children, brothers, sisters
Torn apart
Sunday, Bloody Sunday
Sunday, Bloody Sunday
How long…
How long must we sing this song?
How long? How long…
‘cause tonight…we can be as one
Tonight… tonight…
tonight… tonight… tonight…
Wipe the tears from your eyes
Wipe your tears away
Oh, wipe your tears away
Oh, wipe your tears away
Oh, wipe your blood shot eyes
Sunday, Bloody Sunday (Sunday, Bloody Sunday)
Sunday, Bloody Sunday (Sunday, Bloody Sunday)
And it’s true we are immune
When fact is fiction and TV reality
And today the millions cry
We eat and drink while tomorrow they die
The real battle just begun
To claim the victory Jesus won
On…
Sunday Bloody Sunday
Sunday Bloody Sunday…
Sunday Bloody Sunday
Sunday Bloody Sunday
Sunday Bloody Sunday
Sunday Bloody Sunday
Sunday Bloody Sunday
Archivio dell'autore: CARLO MANZIONE cogitoergosum1969
Numeri
Cogitoergosum si rallegra!!!!
Voi che ne pensate?
E’ quanto emerge da un progetto del ministro Gelmini.
In pratica, verrebbero raddoppiate le tasse agli studenti fuori corso che non lavorano.
Ecco l’articolo del Corriere della Sera di oggi a pag. 16:
"La riforma Gli studenti in ritardo con gli esami sono il 37% degli iscritti
Ipotesi di raddoppio limitato a chi non dimostra di lavorare
ROMA — Il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini si è sempre detta contraria all’ipotesi di aumentare le tasse universitarie. Anzi, chi merita deve essere aiutato, è la sua linea. E chi invece se la prende comoda, tanto le rette sono abbordabili? Chi scambia l’università per un parcheggio? Per costoro, che sono centinaia di migliaia, è in arrivo un «giro di vite» che potrebbe tradursi proprio in un aumento delle tasse.
La Gelmini ha anticipato un provvedimento sui fuori corso. Non è entrata nei dettagli. Se non per spiegare che lo scopo è quello di ridurre nei limite del possibile — occorre infatti distinguere tra chi non si impegna e chi invece studia e lavora — il numero di quanti si iscrivono ma non danno esami o ne danno pochissimi.
C’è un risvolto etico. Le università, nonostante la scarsità di risorse, fanno pagare la stessa retta a chi è in regola o abbastanza in regola e chi invece costringe la collettività a finanziare i suoi studi per un numero di anni di gran lunga superiore a quello previsto. Il fondo di finanziamento ordinario che alimenta le nostre 75 università è infatti ripartito tenendo conto del numero degli iscritti, in corso o no, a ciascun ateneo.
Una volta, nell’ordinamento, c’era un limite. Negli altri Paesi l’eterno universitario non esiste. Dopo un certo tempo ti buttano fuori. Questo è uno dei possibili modi di intervenire per disincentivare i ritardi. L’altro colpisce il portafoglio. Sei un fuori corso e non puoi dimostrare che lavori?
Dovrai pagare rette più salate.
Al ministero affermano che non c’è alcun provvedimento in fase avanzata di elaborazione. L’ipotesi però è stata avanzata, tra quelle in discussione in questi giorni riguardanti la riforma dell’università. Nessun aumento indiscriminato delle tasse, ma «giro di vite» limitato ai fuori corso. I ritardatari sono 667 mila, un terzo dei quali non lavora. Rappresentano il 37 per cento del totale, 1.800.000 universitari. Per quanto diminuiti negli ultimi anni, sono lì a dimostrare che il nostro sistema non funziona bene.
Un raddoppio delle rette — limitato a quanti non sono in grado di dimostrare che il ritardo dipende da impegni di lavoro — porterebbe nelle casse delle università somme importanti. Difficile fare conti precisi. Ma quelle somme potrebbero essere utilizzate — altra voce trapelata dal ministero — per il diritto allo studio: borse, alloggi, mense e via dicendo. Misure destinate a promuovere la mobilità degli studenti, uno dei punti chiave del programma del ministro Gelmini.
Intanto, mentre il decreto legge varato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri dovrebbe essere già oggi pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si annuncia una nuova settimana di passione con iniziative di protesta in molte università italiane. Venerdì ci sarà la grande manifestazione di Roma con lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. "
Giulio Benedetti
Voi che ne pensate?
Mussolirinho!!!
Tutti zitti… Tacete
Però, secondo me, non si fa così.
Solo a scuola è consentito farlo, proprio quando è necessario!
Ma anche lì, se si esagera, non c’è sfizio!!!!
Anziché tacere, bisogna parlare e FAR parlare!!
Inter, Napoli Juventus
Domani ecco che cosa….
Figure escrementizie
Come volevasi dimostrare!!
Posto l’articolo dal sito:
http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_08/napoli_rifiuti_arresto_ff7b990e-ad73-11dd-8ab4-00144f02aabc.shtml.Come avevo anche io, da profano ed inesperto, già scritto, il decreto che stabilisce l’arresto per chi abbandona rifiuti ingombranti è incostituzionale in quanto l’arresto è limitato alla sola regione Campania.
Ecco l’articolo:
Onida e Baldassarre: «violato il principio di uguaglianza»
Rifiuti abbandonati, sei arresti a Napoli
I costituzionalisti: decreto discriminatorio
Il primo provvedimento a carico di un uomo di 32 anni nel quartiere Pianura. Che però è stato subito scarcerato
NAPOLI – Cinque persone sono state arrestate a Napoli in base al decreto legge 172/2008 sull’abbandono di rifiuti ingombranti. Tutti sono stati presi in flagranza di reato. L’uomo fermato venerdì è stato rimesso in libertà dal giudice che, convalidato l’arresto, ne ha deciso la scarcerazione. Si tratta dei primi provvedimenti da quando è stato approvato dal governo il decreto legge che disciplina il fenomeno a Napoli e in Campania.
ULTIMI ARRESTI – Tre persone sono finite in manette nel quartiere Poggioreale: Salvatore Zinno, 26 anni, Domenico Manzo, 68 anni, Giovanni Amdoio, 40 anni. Tutti già noti alle forze dell’ordine, sono gestori di due box costruiti abusivamente in via De Roberto: proprio lì i tre sono stati bloccati dai carabinieri mentre depositavano rifiuti speciali, pericolosi e non (scarti di olio motore, pastiglie per freni e altro). I box sono stati sequestrati, gli arrestati sono in attesa del processo per direttissima.
IL PRIMO CASO – Il primo arresto, come anticipato da Il Mattino, è avvenuto venerdì nel quartiere Pianura: fermato dai carabinieri Vitale Varchetta, 32 anni, mentre abbandonava sul selciato rifiuti ingombranti. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, si stava liberando di mobili da cucina, bombole di gas, materiale ferroso arruginito e materiale di risulta di lavori edili, versandoli in un’area non autorizzata. Altri due arresti sono stati eseguiti sabato mattina nel quartiere di Poggioreale, dove i carabinieri hanno bloccato Gennaro Esposito, 39 anni, e Erminio Beato, 62 anni, entrambi della zona in via Brecce a Sant’Erasmo mentre da un furgone scaricavano buste di plastica, ferro, cartone, plastica, lattine, vetro e altri materiali sulla strada.
SUBITO SCARCERATO – Il decreto dovrebbe prevedere il giudizio per direttissima, ma almeno nel caso del primo arrestato, Vitale Varchetta, il pm della Procura di Napoli Valeria Gonzalez ha disposto che si proceda con rito ordinario e non direttissimo stabilendo l’udienza di convalida entro cinque giorni dall’arresto. L’uomo è quindi è a piede libero, nessun provvedimento cautelare è stato adottato nei suoi confronti. «Sembra – commenta l’avvocato Massimo Bruno, che difende Varchetta – un segnale della Procura per la quale probabilmente l’arresto debba essere previsto solo in particolari casi di violazione del decreto legge». «L’uomo è già conosciuto alle forze dell’ordine – ha specificato il capitano della compagnia Rione Traiano, Federico Scarabello -. Si tratta di un rigattiere che raccoglie materiali di scarto. Non sapendo dove gettarli li ha lasciati in questa strada di Pianura, a ridosso del cimitero vicino ai contenitori dell’immondizia». Vitale Varchetta al momento dell’arresto ha detto di non essere a conoscenza del decreto. «Stava aiutando un parente che doveva ristrutturare la casa. Per questo aveva caricato sul triciclo i mobili che sono stati trovati in strada – ha detto la sorella -. Vitale è disoccupato, si arrangia vendendo frutta nel quartiere. Speriamo che non ne facciano un capro espiatorio».
IL DECRETO – Gli arresti sono stati eseguiti in base a quanto previsto dall’art. 6 del decreto legge 172/2008. «Chiunque in modo incontrollato o presso siti non autorizzati – si legge sul testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo o immette nelle acque superficiali o sotterranee rifiuti pericolosi, speciali ovvero rifiuti ingombranti domestici e non, di volume pari ad almeno 0,5 metri cubi e con almeno due delle dimensioni di altezza, lunghezza o larghezza superiori a cinquanta centimetri, è punito con la reclusione fino a tre anni e sei mesi; se l’abbandono, lo sversamento, il deposito o l’immissione nelle acque superficiali o sotterranee riguarda rifiuti diversi, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da cento euro a seicento euro».
«DISCRIMINATORIO» – L’aver limitato alla sola Campania l’arresto per chi abbandona rifiuti ingombranti in strada è una violazione del principio di uguaglianza: due presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Valerio Onida e Antonio Baldassarre, dubitano della legittimità dell’ultimo decreto rifiuti. Se la questione verrà sollevata dinanzi alla Consulta, la norma – a detta di entrambi – rischia di subire una sonora bocciatura. «Non ci vuole molto per ravvisarne la illegittimità – esordisce Baldassarre -. Limitare l’arresto a una sola regione è una violazione dell’art. 3 della Costituzione. Se fosse un provvedimento esteso a tutta l’Italia personalmente sarei anche d’accordo. Poi però è tutto da vedere se i tre anni e sei mesi previsti vengono veramente scontati: da noi la punizione è teorica». Norma a rischio illegittimità anche per Valerio Onida: «La limitazione territoriale è un problema. Anche perché l’abbandono di un frigo o di un mobile arreca lo stesso pregiudizio all’ambiente in qualsiasi regione d’Italia. Il fatto che in Campania ci sia un’emergenza rifiuti mi sembra una considerazione un po’ debole».
08 novembre 2008
A dirlo non sono due pericolosi estremisti bolscevichi di sinistra, ma due costituzionalisti importanti, neanche completamente ascrivibili all’area del centro sinistra.
Io continuo a pensare, come ho già scritto alcuni giorni fa, che la pena dell’arresto è giustissima, ma deve essere estesa a tutta l’Italia, perché la Costituzione stabilisce che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.
E’ un peccato che non si sappiano fare neppure i decreti.
Posto, sul medesimo argomento, un articolo tratto dal sito dell’Ansa: http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_815934255.html
Costituzionalisti: decreto legge illegittimo
ROMA – L’aver limitato alla sola Campania l’arresto per chi abbandona rifiuti ingombranti in strada è una violazione del principio di uguaglianza: due presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Valerio Onida e Antonio Baldassarre, dubitano della legittimità dell’ultimo decreto rifiuti. Se la questione verrà sollevata dinanzi alla Consulta, la norma – a detta di entrambi – rischia di subire una sonora bocciatura. "Non ci vuole molto per ravvisarne la illegittimità – esordisce Baldassarre -. Limitare l’arresto a una sola regione é una violazione dell’art.3 della Costituzione. Se fosse un provvedimento esteso a tutta l’Italia personalmente sarei anche d’accordo: faccio jogging ed è scandaloso trovare frigo e tv abbandonati in mezzo al verde. Poi però è tutto da vedere se i tre anni e sei mesi previsti vengono veramente scontati: da noi la punizione è teorica. Anzi, per me le leggi in Italia sono da Stato incivile, perché nel momento in cui la pena non viene effettivamente irrogata è un incentivo alla delinquenza". Norma a rischio illegittimità anche per Valerio Onida: "La limitazione territoriale è un problema. Anche perché – osserva – l’abbandono di un frigo o di un mobile arreca lo stesso pregiudizio all’ambiente in qualsiasi regione d’Italia. Il fatto che in Campania ci sia un’emergenza rifiuti mi sembra una considerazione un po’ debole. Se in una località ci fossero più furti che altrove sarebbero giustificate pene più severe? No di certo".
Stamattina, lunedì: il sole e il termometro!!
Oggi…
Speriamo che mantenga!!!