Archivio dell'autore: CARLO MANZIONE cogitoergosum1969
Le mie foto della grande manifestazione di Roma
Sei della Campania? Allora puoi essere arrestato!
Lavatrici sui marciapiedi, materassi accanto ai cassonetti della spazzatura: ordinarie fotografie dalla Campania. Ma il Governo annuncia il pugno di ferro, con l’arresto per chi abbandona i rifiuti ingombranti, nonche’ la rimozione dei sindaci inadempienti nella raccolta. Accanto al bastone, anche la carota, con incentivi ai cittadini che riciclano. Le misure sono contenute in un decreto legge in 10 articoli approvato dal Consiglio dei ministri, che prevede anche l’avvio di una campagna informativa per sensibilizzare la popolazione sulla raccolta differenziata.
E adesso siamo arrivati alle leggi “ad regionem”: ovvero, al decreto che vale solo in Campania. Chi abbandona rifiuti ingombranti per strada e viene colto in flagrante può essere arrestato. Ma solo se vive a Napoli, Caserta, Avellino, Benevento o Salerno. In tutto il resto d’Italia si può tranquillamente buttare un materasso o una lavatrice senza paura di finire in galera. "Finora – spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Guido Bertolaso – chi abbandonava a piazza del municipio un materasso o un elettrodomestico rischiava una multa di 25 euro. Con il decreto di oggi si prevede la condanna da sei mesi a 3 anni di reclusione, e con l’arresto in caso di flagranza. Questo però vale solo per la Campania".
Vorrei commentare in questo modo la notizia.
Certamente, lasciare rifiuti ingombranti per strada è un grande segno di inciviltà e può essere rischioso per l’ambiente. Però, mi sembra che tale atti sia un segno di inciviltà e comporti rischi non solo in Campania, ma in tutte le regioni italiane.
Si resta stupiti, dunque, del fatto che un campano possa essere arrestato per tale reato e un marchigiano o un veneto o un lucano non debba essere arrestato allo stesso modo!
Spero che i giornali abbiano riportato male la notizia e che la sanzione dell’arresto, che secondo me non è ingiusta, sia estesa a tutta la Penisola. In caso contrario non tutti i cittadini italiani sarebbero uguali di fronte alla legge!!!
Compiti di latino per lunedì … urgente!
GRAAAAAAANDE!!!
Domani …. grande manifestazione
Ma noi non ci arrendiamo!!
Ripresa la seduta
News dalla protesta… aggiornamento
Bagarre nell’Aula del Senato dove è in corso l’esame e il voto degli emendamenti al dl Gelmini. Oggetto del contendere sono i tempi, con il presidente Renato Schifani fermo nel voler rispettare il calendario che prevede per oggi la conclusione dell’esame di tutti gli emendamenti. Il Pd cerca di prendere tempo, il senatore Giovanni Legnini protesta perché "non è possibile non consentire di spiegare le ragioni del voto sugli emendamenti a un decreto tanto importante, è un precedente grave". I senatori dell’Idv sventolano due cartelli: "La chiamate istruzione ma create distruzione", "L’istruzione costa? Provate con l’ignoranza", e Schifani invita a "ritirarli". Fischi e grida di disappunto dai banchi dell’opposizione.
"Ritirate il decreto Gelmini e tornate ad ascoltare l’Italia. Il mio gruppo, il mio partito vi chiedono questo, di ritirare il decreto sulla scuola". Lo ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, parlando nell’aula di Palazzo Madama impegnata nell’esame del decreto sulla scuola.
Saranno sospese le lezioni nella giornata di domani alla Facoltà di Agraria a Portici. La decisione è stata presa oggi dal preside che ha decretato la sospensione di tutte le attività didattiche per consentire agli studenti di partecipare alla manifestazione in programma a Napoli contro la riforma Gelmini. Intanto, oggi in facoltà, all’interno dell’aula ‘Rossi Doria’, si è svolta un’assemblea di studenti, professori, ricercatori, dottorandi e assegnisti sulle iniziative contro la riforma.
Per protestare contro il decreto del ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini e i tagli alla scuola previsti dalla legge 133, a Terracina, in provincia di Latina, alcuni docenti e membri del personale Ata del liceo scientifico ‘Leonardo da Vinci’ hanno deciso di occupare ad oltranza, giorno e notte, le classi dell’istituto superiore.
Giornata di mobilitazione presso l’Università politecnica delle Marche. "Alle 8.30 – fa sapere l’Udu – si è riunita presso la facoltà di Ingegneria un’assemblea di 1000 persone convocata dall’"Assemblea no 133", comitato costituito dalle assemblee organizzate dal Gulliver-Udu Ancona. L’assemblea ha dato vita ad un corteo interno alla facoltà, ed al termine del corteo gli studenti hanno occupato l’intera facoltà".
Corteo nel salernitano Corteo di studenti questa mattina anche lungo le strade di Polla, in provincia di Salerno, per protestare contro il decreto del ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini. Provenienti dai vari istituti scolastici del Vallo di Diano, gli studenti hanno dato vita ad una vivace quanto civile manifestazione. In serata è in programma una fiaccolata a Sala Consilina. Lungo uno dei marciapiedi della piazza, sarà realizzata con lumini e candele la scritta ‘Fermatevi’, indirizzata al governo ed in particolare al ministro Gelmini.
Il liceo classico di Capri, uno dei tre istituti del comprensivo scolastico Axel Munthe che conta poco più di 400 alunni, è entrato oggi in autogestione. Gli studenti, che hanno elaborato e proposto al preside Gennaro Canfora un programma di iniziative da svolgere nelle diverse aule dell’istituto, incontreranno esperti e giuristi per affrontare i problemi della riforma Gelmini e parteciperanno a sperimentazioni cinematografiche e musicali.
L’autogestione terminerà il 30 ottobre con un corteo.
Arroganza punita: seduta Dl Gelmini SOSPESA ancora una volta!!!
Padroni del vapore sempre più arroganti
Padroni del vapore sempre più arroganti
Non viene concessa, in Senato, dove si discute il Dl Gelmini, la possibilità agli eletti di esprimere la propria proposta di voto, in nome di una sorta di "giurisprudenza non giustificata"!!
Vanno di fretta. Stile vergognosamente tirannico dei padroni del vapore!!
Agli arroganti padroni del vapore
Terminare autogestione
News dal mondo del dissenso
E’ attesa per il pomeriggio una fiaccolata che da piazza Cordusio attraverserà le vie del centro di Milano. Al corteo parteciperanno alcune maestre di scuola elementare e gli studenti di diversi licei milanesi. Fra questi anche il liceo classico Manzoni che da questa mattina ha dato il via all’occupazione dell’istituto.
Rinunciare ai decreti e affrontare il problema della scuola con "una grande discussione con un metodo di larga condivisione": è la richiesta di un gruppo di associazioni – tra le quali Acli, Arci e Legambiente – che propongono al governo un forum nazionale per la scuola. "Pensiamo sia arrivato il momento di chiedersi quale sia il compito che l’italia vuole affidare alla scuola, quale sia la sua responsabilità sociale", si legge in un comunicato
L’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tre non ha contenuto i circa duemila studenti che alle 12 hanno partecipato ad una affollata assemblea con il rettore Guido Fabiani. Molti studenti hanno dovuto seguire l’assemblea attraverso maxischermi in altre aule della Facoltà. "Dobbiamo costruire il futuro di questo Paese – ha detto il rettore agli studenti – tra dieci anni sarete voi la nostra classe dirigente. Dovete lottare per far capire anche ai vostri colleghi che oggi stanno facendo lezione che cosa vuol dire fare questa battaglia".
Il furgone degli studenti di sinistra a fianco di quello dei giovani di destra. È Questa la nuova configurazione del presidio degli studenti di fronte al Senato. Anche i più riottosi tra i membri dell’unione degli studenti non hanno potuto resistere all’invito all’unità rivolto dal blocco studentesco e dopo una mezz’ora di pressing si sono lasciati convincere. Già molti dei ragazzi vicini all’area di sinistra si erano spostati in avanti finché uno non è salito sul furgone del blocco studentesco, si è fatto passare il microfono e ha urlato: "né rossi né neri ma liberi pensieri". Irretiti da questo slogan, anche i più reticenti si sono lasciati convincere. Risultato, dal furgone del blocco studentesco si urla "se non cambierà lotta dura sarà", mentre il furgone dell’Uds ha spento la musica.
Centinaia di studenti universitari e delle scuole medie e superiori stanno, da un paio d’ore, bloccando il traffico in varie zone della città protestando contro il decreto Gelmini. Circa 300 ragazzi stanno sfilando nella zona dei Quattro Canti, all’altezza della facoltà di Giurisprudenza; altri 500 stanno manifestando in via Notarbartolo e in via Libertà.
"Il decreto Gelmini verrà approvato perchè non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…ma questo sarà il primo passo del governo verso la sconfitta". Lo ha detto il leader dell’Italia dei Valori, Antonio di Pietro. "Gli studenti – ha aggiunto – non hanno colore politico e questo sarà il primo passo verso una rivalutazione di questo governo che non ascolta i cittadini, non fa gli interessi del Paese ma solo i propri".
Stop ai cortei anti-Gelmini da parte degli studenti del Liceo Scientifico "A. Gatto" di Agropoli, che questa mattina, dopo cinque giorni di manifestazioni e iniziative per le strade della cittadina cilentana, sono regolarmente entrati in aula per fare lezione. Gli allievi del "Gatto", però, non hanno rinunciato a proseguire la protesta. Gli studenti, infatti, indossano sul braccio una fascia che reca la scritta "Studio, ma protesto".
"Una delegazione di 9 studenti dell’estrema destra è da poco salita al senato per essere ricevuta". Lo fa sapere l’Unione degli studenti, che "continua a proclamare la sua contrarietà davanti all’ipocrisia di un dialogo tardivo, fittizio e ininfluente ai fini del ritiro del decreto". Secondo Uds, "l’unico vero presupposto per un dialogo è ancora una volta il ritiro immediato del decreto 137". Dunque, concludono, "finché questo non avverrà non fermeremo la protesta e non ci sederemo a nessun tavolo".
"Se il governo non cambierà strada, convocando i rettori, ritirando tagli insostenibili e aprendo la via a una seria riforma delle università, non potrò che dimettermi insieme agli altri rettori italiani. Ne abbiamo parlato tutti, siamo tutti d’accordo". A parlare è il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, che, in un’intervista alla ‘Stampa’. Secondo Profumo, a livello nazionale i tagli ammontano a "un miliardo e 450 milioni nel 2013". Al Politecnico "il fondo di finanziamento ordinario calerà a 103 milioni nel 2010, 92 nel 2011 e 90 nel 2012". In pratica per l’ateneo diretto da Profumo significa che "perderemo – dice il rettore – 150 professori e faremo 12 mila ore in meno di lezione".
Circa un migliaio di zaini sono stati lasciati stamani appesi alle ringhiere del cortile esterno del liceo scientifico "Galileo Galilei" di Potenza, "simbolo della nostra protesta e del nostro strumento quotidiano di apprendimento, lasciato fuori dalla scuola": gli studenti, invece, sono entrati "solo per eleggere – hanno spiegato – i rappresentanti alla Consulta provinciale". La forma di protesta è stata attuata alle ore 8.30, al suono della campanella. Stamani, inoltre, è stato organizzato un altro corteo per le vie di Potenza. Nel centro storico, invece, si svolgeranno lezioni all’aperto. Nell’aula magna del Campus universitario di Macchia Romana è prevista un’assemblea con studenti, docenti e famiglie.
Prosegue l’opposizione dell’Unione degli Universitari (Udu) alla legge 133 ed invita il ministro Gelmini a ripensare la posizione di chiusura rispetto l’ abrogazione degli articoli 16 e 66 del provvedimento, unico per fermare la protesta.
Ottima iniziativa degli studenti!!
Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Art. 33.
L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.
Art. 34.
La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
Ogni provvedimento che mirasse all’abrogazione del diritto al lavoro per i cittadini, secondo le proprie possibilità e le proprie scelte, all’ "omicidio"della ricerca e della cultura, alla limitazione della libertà di insegnamento, all’obbligatorietà e alla gratuità dell’Istruzione PUBBLICA si porrebbe al di fuori della Costituzione e sarebbe, pertanto, incostituzionale!