Archivio dell'autore: CARLO MANZIONE cogitoergosum1969
chiarimenti sulla “rivoluzione”
forse domani
Lo dicevo io…. Avevo proprio ragione
"L’Italia, da Odoacre (capo degli Eruli) a Teodorico
Nel 476 Odoacre, il capo degli Eruli, aveva deposto Romolo Augustolo, governando per 13 anni in qualità di re dei barbari con il titolo di patrizio… Tuttavia, la sua politica espansionistica nel Norico, in Sicilia e in Dalmazia suscitò la preoccupazione ed il malcontento dello stesso Zenone, il quale consentì al re degli Ostrogoti, Teodorico (che già si era insediato in Pannonia e in Mesia), di marciare verso l’Italia e di dare inizio ad un’opera di conquista che si protrasse dal 488 al 494.
Teodorico riportò la vittoria decisiva su Odoacre nella battaglia di Verona (489) e, dopo un lungo assedio a Ravenna…. "
La vittoria di Teodorico a Verona, dunque, costrinse Odoacre a ritirarsi da quella città e ad arroccarsi a Ravenna.
Sul libro di testo utilizzato a scuola viene riportata la vittoria di Teodorico a Verona, ma senza l’indicazione della data, che invece viene inserita a proposito dei fatti di Ravenna del 493 – 494.
Anzi, per la precisione si legge: " Teodorico nell’estate del 489 varcò le Alpi Giulie e subito riportò due successive vittorie…. Gli occorsero tuttavia quattro anni per vincere Odoacre, che, sconfitto in battaglia presso Verona, venne catturato a Ravenna dopo un lunghissimo assedio e ucciso".
PIENAMENTE COMPRENSIBILE, DUNQUE, LA PERPLESSITA’ DEGLI ALUNNI, DAL MOMENTO CHE SUL LORO LIBRO LA DATAZIONE DELLA BATTAGLIA NON ERA DEL TUTTO CHIARA E SEMBRAVA QUASI COLLOCATA NELL’ANNO 493 E NON NEL 489.
ANZI, CON TUTTA FRANCHEZZA, HO ANCHE APPREZZATO LA RICHIESTA DI CHIARIMENTO, SEGNO DELL’INTERESSE E DELL’ATTENZIONE DIMOSTRATI VERSO L’ARGOMENTO.
Pertanto, con l’umiltà che dovrebbe sempre contraddistinguerci tutti, pur ribadendo che la data del 493 si riferiva ai fatti di Ravenna, posteriori alla battaglia di Verona, combattuta nel 489, ho promesso di ricontrollare le date, nel dubbio che l’errore potessi averlo commesso io.
Invece, la battaglia di Verona è stata effettivamente combattuta, come da me indicato, nel 489, mentre al 493 risalgono i fatti di Ravenna, con l’uccisione di Odoacre.
…. LO DICEVO IO!….
MENO MALE!!
Per dissipare ogni dubbio, riporto quanto scritto nell’opera La Storia pubblicata da la "Biblioteca di Repubblica" (Volume XVI: cronologia universale): 489: Gli Ostrogoti di Teodorico giungono nel Veneto e si accampano sulla sinistra dell’Isonzo: qui sono attaccati (28 VIII) da Odoacre, che viene però respinto e costretto a ritirarsi. Ripresa la marcia, gli Ostrogoti si scontrano nuovamente in battaglia con Odoacre a Verona (28 o 29 IX): di nuovo sconfitto, Odoacre si chiude in Ravenna.
493 (circa)… Dopo tre anni di assedio RAVENNA si arrende a Teodorico a patti onorevoli per Odoacre, confermato nei suoi diritti regali. Ma durante un banchetto Teodorico uccide di propria mano Odoacre, accusandolo di aver tramato per ricuperare il regno (5 III).
The dark side of the Moon, con diversi video dell’ LP
Queste la canzoni presenti nell’ LP
- Speak To Me (Mason)
- Breathe (o Breathe in the Air) (Waters, Gilmour, Wright) – [03:57] – Voce di Gilmour.[1] [2]
- On The Run (Gilmour, Waters) – [03:51] – Strumentale.
- Time (Mason, Waters, Wright, Gilmour) – [05:54] – Voce di Gilmour e Wright. [3] [4]
- The Great Gig In The Sky (Wright) – [04:47] – Voce di Clare Torry.
- Money (Waters) – [06:23] – Voce di Gilmour.
- Us and Them (Waters, Wright) – [07:48] – Voce di Gilmour.
- Any Colour You Like (Gilmour, Mason, Wright) – [03:25] – Strumentale
- Brain Damage (Waters) – [03:50] – Voce di Waters.
- Eclipse (Waters) – [02:06] Voce di Waters.
Pubblicato nel marzo del 1973, è considerato dai critici "l’insuperato capolavoro" di questo gruppo.
Pubblico da Youtube alcuni spezzoni dei video correlati
Posto questa recensione dal sito http://www.ondarock.it/pietremiliari/pinkfloyd_thedark.htm
E’ risaputo che i Pink Floyd hanno prodotto album migliori di "The Dark Side of the Moon", almeno per ciò che concerne l’aspetto strettamente compositivo. L’argomento-principe su cui ogni critica-rock che si rispetti, quando si ha come "vittima" il combo del periodo di Roger Waters, dovrebbe erigere il suo "epicentro" è la disputa su quale sia stata in realtà la missione musicale intrapresa (e poi egregiamente portata a termine) dai Pink Floyd: verranno ricordati e apprezzati più per le straordinarie innovazioni ed evoluzioni apportate al suono, tanto da meritarsi il titolo di "produttori di cibo per le menti" o per aver saputo coniugare suono, hype, possenti wall-of-sound saturi di colori e distorsioni neo-psichedeliche con superbe melodie, a tutt’oggi considerate archetipi-rock a cui fare riferimento? "The Dark Side of the Moon", insuperato marchio sonico-musicale dei Pink Floyd targati Waters, non scioglie il dubbio.
"The Dark Side of the Moon" si pone, nel contesto della musica popolare del XX° secolo, come un ricco laboratorio di esperimenti post-lisergici, ai confini del più spregiudicato art-rock della prima metà degli anni 70. Padrone incontrastato di questa "rivoluzione del suono" è Roger Waters, che, in qualità di alchimista floydiano, rileva già dal 1968 Syd Barrett alla guida della band, auto-erigendosi a folle, incontrollabile setacciatore di nuove sonorità che renderanno il "Floyd-sound" universale e istantaneamente riconoscibile in ogni parte del globo. Ma non si può fare a meno di stendere elogi e contro-elogi sull’elaboratissimo, maniacale sistema audio-fonico impresso sui solchi del disco, grazie al lavoro di un ingegnere del suono del calibro di Alan Parsons, che costituisce l’autentica perla ed epicentro musicale-ideologico di tutta l’operazione.
Waters, Gilmour, Mason e Wright, orfani del genio anarchico e stralunatissimo di Syd Barrett, proseguono il cammino, dando avvio a un percorso (a partire dal celebre doppio – metà live metà in studio – "Ummagumma") capace di toccare vette di sublime, spesso piacevolmente criptata cerebralità, dando in pasto a un ancora acerbo pubblico le loro ricerche e i loro inusuali connubi di rumori vivisezionati dall’"ingordo" Waters e sapientemente tradotti in accattivanti squarci di quotidianità. Una quotidianita’ in apparente quanto bizzarro contrasto con la complessità, spesso ingovernabile e astrusa, di una mente come quella di Waters, devastata da paranoie e macabre visioni, in eterna oscillazione tra sogno e realtà, schizofrenia e solenni momenti di lucidità.
"The Dark Side of the Moon" viene pubblicato il 24 marzo 1973 e verrà considerato da gran parte della critica come l’insuperato capolavoro musicale dei Pink Floyd. Cio e’ vero solo in parte: il fatto che in esso vengano riunite, impareggiabilmente, tutte le contraddizioni ideologiche e simboliche di Waters non giustifica appieno tale titolo. Volendo staccare i piedi dalla Luna e riposandoli sulla Terra, l’album è e verrà sempre considerato un superbo, inarrivabile rivoluzionario prodotto (nel caso lo intendessimo da un punto di vista strettamente "cerebral-onirico", "sonico/concettuale"), ma al contempo appena discreto nel caso lo riducessimo allo "scheletro", annientandone, cioè, il corpo sonoro e portando alla ribalta le non del tutto ispirate tracce, a cominciare dall’insipida "Money", per poi passare attraverso i trucchi (talvolta ruffiani, talvolta "streganti’ le nostre menti, in perenne cerca di …. "cibo lisergico") di "Speak To Me" e "On The Run", perfette comunque nel rendere lo stato di ansia del nostro protagonista, riuscendo a fondere, tra rumori e soluzioni sonore d’avanguardia, momenti di alto contenuto sonico-spaziale, ponendo le coordinate su cui si poggia il pensiero pessimista di un Waters alquanto disorientato, autentico ambasciatore del tema dell’incomunicabilità, di cui "The Dark Side" risulta un compiuto, drammatico spaccato.
Non mancano, per la verità, momenti di intenso, assoluto lirismo, come dimostrano "Time", trascinante nella sua felicissima fusione tra testo e musica, un passo in avanti per un non ancora del tutto sviluppato concetto filosofico all’interno dei parametri-rock, superba prova di lucidità mentale e intellettiva da parte del quartetto; il brano si avvale anche di un debordante (inteso in senso strettamente lirico/evocativo), spiazzante assolo di Gilmour alla chitarra: si ha la sensazione che esso voglia accompagnare il viaggio attraverso il tempo di un coraggioso, anarchico esploratore, in continuo stato di ansiosa curiosità. In definitiva: il trionfo della suggestione e uno degli squarci più intensi di tutta la discografia floydiana.
La prima parte del disco si completa con una elegia della pazzia, ma anche, allo stesso tempo, della libertà dell’uomo, schiavo di una società che tende a opprimerlo: "The Great Gig in the Sky", dominata da vocalizzi femminili di derivazione soul-gospel, in grado di fondere fiammante liricità e drammaturgia quasi cinematografica. In questo coinvolgente, straziante frammento della sua vita, l’uomo sembra librarsi verso il cielo, onde aprirsi un varco, grazie al quale potrà regnare indisturbato e solenne, lontano dai rumori e ingiustizie della realtà terrena.
"Us and Them" vorrebbe rievocare "Breathe In the Air", ma la melodia, sebbene pinkfloydiana al 100%, risulta convincente solo se nel contesto dell’album, non certamente come tema isolato. Un discorso che vale un po’ per tutto "The Dark Side of the Moon": ciò che rende immortale quest’opera è il suo inconsueto approccio con l’art-system dell’epoca, qui fotografato in tutte le sue direzioni possibili. Per il rock si tratto’ di un prodigioso balzo verso un’era futuristica prossima a venire, mentre per quel che concerneva il songwriting i Pink Floyd hanno certamente scritto pagine di ben piu’ elevata caratura artistica.
Per "The Dark Side" vale lo stesso parametro adottato per "Sgt. Pepper" dei Beatles: "Sgt. Pepper" non si potra’ mai considerare come il capitolo più felice, musicalmente parlando, dei Beatles: esso comportò una rivoluzione, forse la piu’ significativa e rilevante della storia della musica pop, ma questo non può giustificare appieno alcune "debolezze" compositive insite nel capolavoro di Lennon e soci. Lo stesso dicasi per "The Dark Side of the Moon": come per "Sgt. Pepper", esso costituì, per i Pink Floyd, la definitiva acquisizione di status di "semidei del rock", ma questo grazie più al magniloquente manto sonoro e policromatico, che alla qualità delle canzoni presenti nell’album. E nessuno potrà negare l’importanza avuta nel contesto storico degli anni 70 (un periodo fortemente contraddistinto dalle incessanti, maniacali ricerche di nuove avanguardistiche tecniche all’interno degli studi di registrazione) del "lato oscuro della luna", sinonimo ora piu’ che mai accertato di "studio recording" superiore al "songwriting". In fondo, rock = hype, non vi pare? Ascoltare per credere, in proposito, il buon vecchio Sergente Pepe, con tanto di solco concentrico finale…
Forse avete esagerato
ma soprattutto
ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO
IL CAVALIERE CALVO
La vie en rose! Omaggio a Edith Piaf
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Non, je ne regrette rien
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Non! Rien de rien … Avec mes souvenirs Balayés les amours Non ! Rien de rien … Non ! Rien de rien …
Da youtube posto i video del suo ultimo concerto all’Olympia:
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NON ESAGERATE!!
Numeri scolastici: ANCHE IL NUMERO VUOLE LA SUA PARTE
= [ 7/5 – 3/5 – 4/5 ] : (-4/6) – ( 1/2 – 1/2) =
In matematica il minimo comune multiplo (mcm) di due interi a e b è il più piccolo intero positivo che è multiplo sia di a che di b. Se non esiste un intero positivo con queste proprietà, cioè se a = 0 o b = 0, allora mcm(a, b) è definito uguale a zero.
Il minimo comune multiplo è uno strumento utile per determinare la somma o sottrazione di due frazioni: in questo caso il denominatore della frazione risultante è il minimo comune multiplo delle due date. Ad esempio, nella somma
il denominatore è mcm(21, 6) = 42.
Se a e b non sono entrambi nulli, il minimo comune multiplo può essere calcolato usando il massimo comun divisore (MCD) di a e b e la formula seguente:
Quindi, l’algoritmo di Euclide per il MCD fornisce anche un veloce algoritmo per il calcolo del mcm. Ritornando all’esempio precedente,
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Calcolo efficiente del mcm [modifica]
La formula
è adeguata per calcolare il mcm per piccoli numeri.
Poiché (ab)/c = a(b/c) = (a/c)b, è possibile calcolare il mcm usando la formula precedente in modo più efficiente, dapprima utilizzando il fatto che b/c o a/c sono più semplici da calcolare rispetto al divisione tra il prodotto ab e c: il fatto che c sia multiplo sia di a che di b consente di semplificare completamente il fattore c dalla frazione a/c oppure da b/c, prima di effettuare il prodotto ab.
Allora il mcm si può calcolare o così:
oppure così:
In questo modo, l’esempio precedente diventa:
Anche se i numeri sono grandi e non sono facilmente scomponibili in fattori, il MCD può essere calcolato velocemente usando l’algoritmo di Euclide.
Come ricordarsi di semplificare prima di moltiplicare [modifica]
Il metodo che segue rende impossibile dimenticarsi di semplificare prima di moltiplicare. Verrà illustrato con un esempio: come trovare il mcm(12, 8).
- Si deve ridurre ai minimi termini la frazione avente come numeratore e denominatore i due numeri di cui si deve trovare il minimo comune multiplo:
- Si esegue la "moltiplicazione a croce":
- Il prodotto 12 × 2 = 8 × 3 è il mcm: 24.
Metodo di calcolo alternativo [modifica]
Il teorema fondamentale dell’aritmetica afferma che ogni intero maggiore di 1 può essere scritto in un modo unico come prodotto di fattori primi. I numeri primi possono essere considerati come "atomi" che, combinati insieme, producono un numero composto.
Per esempio:
Il numero composto 90 è costituito da un atomo uguale al numero primo 2, due atomi uguali al numero primo 3 e un atomo uguale al numero primo 5.
Si può usare questo teorema per trovare facilmente il mcm di un gruppo di numeri.
Per esempio: calcolare il mcm(45, 120, 75).
Il mcm è il numero composto da tutti i fattori primi dei numeri dati, presi una sola volta con il massimo esponente. Quindi
Questo è il metodo che di solito viene insegnato nella scuola italiana.
Esempi
- Calcolo di mcm(3, 5, 7 ):
- i tre numeri sono primi, quindi
- mcm(3,5,7)=3·5·7=105
- Calcolo di mcm(7, 8, 20):
- i numeri non primi devono essere scomposti in fattori primi
- 7=7
- 8=2·2·2=2³
- 20=2·2·5=2²·5
- 8=2·2·2=2³
- allora il mcm risulta
- mcm(7,8,20)=7·2³·5=280.
- il fattore primo 2 è stato preso con esponente massimo 3.
Analogamente si ragiona se si vuole eseguire il mcm tra espressioni algebriche: si procede alla scomposizione in fattori (monomi, binomi, trinomi…, comunque espressioni algebriche non trasformabili in prodotto di espressioni algebriche di grado inferiore) primi tra loro e si ricava il mcm tra le espressioni algebriche applicando la stessa definizione data per i numeri, ricordando che mcm(4a,bc) non è detto che sia 4abc.
Esempio:
- Calcolo di mcm(2np, (p+q)², 4n²(q+p)³).
- Le espressioni sono già indicate come prodotti di espressioni algebriche semplici e allora il loro mcm risulta
- mcm(2np, (p+q)², 4n²(q+p)³)=mcm(4,n²,p,(p+q)³)
- Calcolo di mcm(x³, ab(x²-2x+1), (1-x)).
Si ha che
- x³= x³
- ab(x²-2x+1) = ab(x-1)² = ab(1-x)²
- (1-x)= -(x-1).
- E quindi il mcm in questo caso è
- mcm(x³, ab(x²-2x+1), (1-x))=mcm(ab,x³(1-x)²) =mcm(ab,x³(x-1)²)
GRAVE IL POLIZIOTTO FERITO A PARMA
UN AGENTE DELLA POLIZIA FERITO A PARMA
I SOLITI IGNOBILI TEPPISTI ROVINANO L’ULTIMA GIORNATA DELLA SERIE A
ARTICOLO DAL SITO: http://www.corriere.it/sport/08_maggio_18/tardini_parma_c6b82152-24c3-11dd-80ae-00144f486ba6.shtml
GRAVE IL POLIZIOTTO FERITO A PARMA!!
Ricoverato nel reparto di chirurgia d’urgenza in ospedale di Parma per lesioni multiple alla milza
Poliziotto in gravi condizioni a Parma
per gli scontri con gli ultràs interisti
Ma non corre pericolo di vita. Scontri tra supporter nerazzurri e gialloblù e anche con la polizia
PARMA – È ricoverato in gravi condizioni nel reparto di chirurgia d’urgenza dell’ospedale di Parma per lesioni multiple alla milza un poliziotto di 28 anni, rimasto ferito durante gli scontri che hanno preceduto la partita fra Parma e Inter. Per fortuna la sua vita non è in pericolo. Sono due, in tutto, gli agenti rimasti feriti: l’altro, colpito da un sasso che ha sfondato il vetro di un furgone, ha riportato lievi lesioni. Se la caverà in dieci giorni.
TIFOSI – Fra i tifosi feriti, un interista 21enne che si è bucato una mano scavalcando un cancello e tre parmigiani: due di loro , uno di 47 e uno di 34 anni, sono stati colpiti alla testa. Il terzo è stato ferito alle mani. Dopo la partita i tifosi dell’Inter, per festeggiare, hanno devastato l’asilo «Fantasia» in via Pezzani, a fianco dell’ingresso della curva ospiti. Hanno spaccato le finestre, rotto i vetri e divelto alcuni alberi: nello spazio esterno della scuola materna sono state divelte panchine, rotto un gazebo, e spaccato l’impianto di illuminazione. E’ stata anche forzata una finestra.
OPERATORE TV PARMA– E al termine dell’incontro fra Parma e Inter un cameraman di Tv Parma è stato aggredito a calci e pugni da alcuni tifosi nerazzurri. All’esterno dello stadio l’operatore stava iniziando a fare alcune riprese dei festeggiamenti, quando alle spalle è stato raggiunto da alcuni «tifosi» che prima hanno cercato di strappargli dalle mani la telecamera, poi lo hanno aggredito colpendolo anche con dei bastoni. L’operatore è riuscito alla fine a fuggire, grazie anche all’intervento della polizia.
PRIMA DELLA PARTITA – Già prima del fischio d’inizio c’erano stato scontri tra ultrà nerazzurri e la polizia prima di Parma-Inter. Dopo l’arrivo del pullman dell’Inter, quando qualche tifoso nerazzurro ha cercato di entrare nello stadio senza biglietto. Sono volate bottiglie e fumogeni e polizia e carabinieri, sotto un vero e proprio diluvio, hanno risposto con alcune cariche. Alla fine il bilancio è di cinque feriti, compreso un poliziotto che stava guidando un furgone che è stato sfondato. Tutti sono stati portati all’ospedale di Parma per essere medicati, ma nessuno è in gravi condizioni.
PRIMI DISORDINI – Le prime avvisaglie dei disordini si erano avute qualche ora prima quando alcune centinaia di tifosi dell’Inter, circa 500 secondo la polizia, si erano radunati fuori dallo stadio. Un gruppo era riuscito a scavalcare le transenne dello stadio e ad entrare, pur senza biglietto. Mentre alcune migliaia di tifosi interisti avevano incominciato a intonare cori di sostegno alla loro squadra e avevano acceso qualche fumogeno.
SCONTRI TRA TIFOSI – Successivamente uno scontro tra gruppetti di tifosi del Parma e dell’Inter è avvenuto in viale duca Alessandro, a 500 metri dal Tardini. Alcuni supporter nerazzurri che si erano radunati in piazzale Volta, avvicinandosi allo stadio, hanno ingaggiato tafferugli con tifosi gialloblù. La situazione è stata riportata alla normalità dall’intervento di alcune pattuglie della polizia che erano in sosta di fronte al Tardini. Ma ci sono preoccupazioni perchè gli scontri sono avvenuti nelle vicinanze di un cantiere per il ripristino del manto stradale dove alcuni tifosi avrebbero preso dei sassi.
MILLE TIFOSI NERAZZURRI NELLO STADIO – Sono circa mille i tifosi dell’Inter presenti all’interno dello stadio Tardini nonostante il divieto imposto loro dal prefetto di Parma, Paolo Scarpis. Gli ultrà dell’Inter sono radunati nel settore di fianco a quello normalmente destinato alla curva ospite e sono quindi a diretto contatto con il resto degli spettatori dello stadio. Fra le bandiere nerazzurre spunta anche uno striscione con la scritta «Vergogna» e in piccolo «Lega, Figc, Stampa, Tv» firma dei destinatari dello striscione.
CATANIA – Da registrare qualche intemperanza tra i tifosi anche a Catania, dove è in programma l’altra gara decisiva del campionato, quella fra la squadra siciliana contro la Roma, il pullman dei giallorossi è stato danneggiato all’ingresso allo stadio: il finestrino dal lato dell’autista è stato mandato in frantumi.