La pernice e l’uomo

La pernice e l’uomo
(Esopo, 300)
 
Un cacciatore aveva preso una pernice e stava per ucciderla quando quella lo supplicò dicendo: "Lasciami vivere e io, in cambio di me sola, ti consentirò di prendere molte pernici". "Ma questa è una ragione in più per ucciderti" rispose l’uomo, "giacché vuoi tendere agguati ai tuoi familiari e ai tuoi amici!"
 
Chi medita inganni e trabocchetti a danno dei suoi compagni cadrà anch’egli nelle insidie di qualche pericolo.

I difetti degli altri

I difetti degli altri
(da Fedro)
 
Giove ci impose due bisacce: collocò dietro la schiena quella piena dei propri difetti, davanti al nostro petto appese, invece, quella carica dei difetti altrui.
 
Per questa ragione gli uomini non vedono le proprie magagne, ma appena sbagliano gli altri sono pronti a fare i censori.

Il leone spaventato da un topo e la volpe

Il leone spaventato da un topo e la volpe
(Traduzione di Cecilia Benedetti)
 
Un topo passò di corsa sul corpo di un leone che dormiva e questi, balzato in piedi, si girava di qua e di là alla ricerca di colui che gli era andato addosso. "Tu che sei un leone, ti sei lasciato spaventare da un topo", lo prendeva in giro una volpe che aveva assistito alla scena. E quello rispose: "Non ho avuto paura del topo, ma sono rimasto stupefatto che qualcuno sia stato tanto audace da correre sul corpo di un leone addormentato".
 
La favola insegna che gli uomini saggi tengono in considerazione anche le piccole cose!
 

Il ragazzo e la madre

Il ragazzo e la madre
(Esopo, 296)
 
Un ragazzo rubò dalla scuola la tavoletta che il suo compagno usava per scrivere e la portò alla madre. La donna non solo non lo punì, ma anzi lo riempì di elogi. Così, un’altra volta, il ragazzo rubò un mantello e consegnò alla madre anche questo. La madre raddoppiò gli elogi. Con il passare del tempo il ragazzo, divenuto ormai un giovanotto, si dedicò a furti più consistenti, finché un giorno fu colto sul fatto. Mentre veniva condotto dal carnefice con le mani legate dietro la schiena, la madre lo seguiva battendosi il petto. A un certo punto il prigioniero disse che aveva qualcosa da riferirle in gran segreto, ma, non appena quella gli si fu accostata, le afferrò un orecchio e le diede un morso. "Empio", lo rimproverò la donna, "non contento dei crimini che hai già commesso, fai del male addirittura a tua madre!". E il figlio rispose: "Ma se tu mi avessi punito subito, quando per la prima volta ti portai la tavoletta che avevo rubato, non sarei arrivato al punto di farmi trascinare fino al supplizio".
La favola dimostra che ciò a cui non si pone un freno fin dall’inizio, via via si ingigantisce a dismisura.

La zanzara e il toro

La zanzara e il toro
(Esopo, 189)
 
Una zanzara si posò sul corno di un toro e vi si trattenne a lungo. Al momento di volare via, chiese al toro se aveva voglia che finalmente se ne andasse. E quello: "Non ti ho sentito quando sei arrivata e non ti sentirò se te ne andrai".
Questa favola potrebbe essere usata a proposito di un uomo da poco che, ci sia o non ci sia, non è né di danno, né di utilità.

Il ventre gonfio

Il ventre gonfio della volpe (Esopo, 30)
 
Una volpe affamata vide nella cavità di una quercia dei pezzi di pane e di carne lasciati da alcuni pastori e, dopo essersi insinuata in quel pertugio, se li mangiò. Ma poi si mise a piangere e a lamentarsi, perché il gonfiore del ventre le impediva di uscire. Un’altra volpe, che passava in quei paraggi, udendo i suoi gemiti si avvicinò e gliene chiese la ragione. E, una volta appreso l’accaduto, le disse: "Resta lì finché avrai ripreso le stesse dimensioni che avevi quando sei entrata, così verrai fuori facilmente". La favola dimostra che il tempo dissolve le difficoltà.

I beni e i mali

I  beni e i mali
(Esopo, 1)
 
I beni, che a causa della loro debolezza erano stati scacciati dai mali, salirono al cielo e chiesero a Zeus come dovessero comportarsi con gli esseri umani. Il dio ordinò loro di accostarsi agli uomini non tutti insieme, ma uno alla volta. Ecco perché i mali, che sono vicini, tormentano gli uomini in continuazione, mentre i beni, che scendono dal cielo, arrivano con il contagocce.
 
Nessuno ottiene rapidamente i beni, mentre tutti vengono colpiti dai mali ogni giorno.