OGGI GIORNATA MEMORABILE

 
 
UN SALUTO COMMOSSO AD ENZO BIAGI
 
 
 
All’età di 87 anni si è spento, stamani, il grande giornalista Enzo Biagi, testimone del Novecento e voce libera, tra le poche, nel panorama del giornalismo italiano.
 
E’ stato per tutti un modello ideale, una figura esemplare di giornalista che non ha mai contraffatto la verità ed ha anzi lottato contro chi la verità ha qualche volta cercato di travisarla.
 
La prepotenza del potere politico, la hubris di chi ha governato qualche anno fa, lo ha costretto ad un lungo periodo di silenzio e di assenza dagli schermi televisivi. Attraverso il famigerato "editto" bulgaro di Sofia, un piccolo uomo ha cercato di offuscare un grande uomo. 
 
Con Biagi, giustamente definito dal Presidente della Repubblica Napolitano una "voce libera", scompare un MAESTRO DI GIORNALISMO, un "uomo di genuina ispirazione socialista e cristiana", che per il suo "profondo attaccamento, sempre orgogliosamente rivendicato, alla tradizione dell’antifascismo e della Resistenza", si era sempre schierato "in ogni momento in difesa dei principi e dei valori della Costituzione repubblicana", pagando personalmente quando si è trattato di opporsi alle censure del potere politico ed all’attacco di quest’ultimo alle libertà ed ai principi democratici.
 
Biagi è morto, ma sarà sempre vivo nei cuori dei sinceri democratici e di coloro che amano la verità e la coerenza!!!
 
             COGITOERGOSUM 

Una DEMOCRATICA rivoluzione d’ottobre

 
 
LA NOSTRA GRANDE    DEMOCRATICA E PACIFICA  RIVOLUZIONE D’OTTOBRE
 
 
 
 
QUELLA DI DOMENICA 14 OTTOBRE PUO’ ESSERE SENZ’ALTRO DEFINITA LA NOSTRA DEMOCRATICA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE: SIAMO ANDATI IN PIU’ DI TRE MILIONI A VOTARE PER IL SEGRETARIO DI UN NUOVO PARTITO, RENDENDOCI PROTAGONISTI DI UN CAMBIAMENTO EPOCALE CHE HA CONSENTITO PER LA PRIMA VOLTA IN ASSOLUTO L’ELEZIONE DIRETTA DEL LEADER DI QUELLA CHE SARA’ LA MAGGIORE FORZA POLITICA ITALIANA.
 
AUSPICHIAMO CHE IL NUOVO SEGRETARIO WALTER VELTRONI SAPPIA DARE VOCE CONCRETA ALLE SPERANZE DI RINNOVAMENTO DEI TANTI CITTADINI, DEI TANTI GIOVANI E DEI NUMEROSI IMMIGRATI REGOLARI CHE, ANDANDO IN MASSA ALLE URNE, HANNO CONTRIBUITO  ALLA SUA VITTORIA ED AL SUCCESSO DI QUESTA GRANDE FESTA DELLA DEMOCRAZIA NEL NOSTRO PAESE, DANDO  LA PIU’ EFFICACE RISPOSTA A CHI  VORREBBE SGUAZZARE NELLE ACQUE PALUDOSE E STAGNANTI DELLA COSIDDETTA ANTIPOLITICA.
 
ITALIA  FORZA !!!!
 
 
 

BIRMANIA: NONOSTANTE LE PRIME CREPE, LA REPRESSIONE CONTINUA!!

 
 
 
INONDIAMO L’AMBASCIATA DEL MYANMAR (EX BIRMANIA) IN ITALIA DI PROTESTE E DI SDEGNO PER LA REPRESSIONE DI MONACI BUDDISTI, CITTADINI, STUDENTI E GIORNALISTI STRANIERI!!!
 
L’INDIRIZZO EMAIL DELL’AMBASCIATA BIRMANA IN ITALIA E’ QUESTO
 
 
 
 
 
PRIME  CREPE  NEL REGIME  MILITARE  BIRMANO E NELL’ESERCITO.
 
 
MOLTI SOLDATI NON  SOLO  RIFIUTANO DI  SPARARE  SULLA  FOLLA, MA SI STANNO COALIZZANDO CON I MANIFESTANTI.
 
 
DA  NOTIZIE DI ORGANI DI STAMPA  SI  APPRENDE CHE ALCUNI ESPONENTI DELLA GIUNTA MILITARE AL POTERE SIANO IN  NETTO DISACCORDO CON IL NUMERO UNO DEL REGIME, TANG SHWE, SULLA REPRESSIONE E SULLA VOLONTA’ MANIFESTATA DAL FOLLE TANG SHWE DI SPARARE SULLA FOLLA.
 
IL NUMERO DUE DEL REGIME, ANZI, PROPONE DI INCONTRARE LA LEADER DELL’OPPOSIZIONE Aung San Suu Kyi, DA QUASI VENTI  ANNI AGLI ARRESTI DOMICILIARI SOLO PER MOTIVI POLITICI, VINCITRICE DI ELEZIONI POLITICHE POI INVALIDATE DALLA GIUNTA MILITARE.
 
 
INTANTO, SUL FRONTE DELLE NOTIZIE, IL NUMERO DELLE VITTIME DELLA REPRESSIONE MILITARE SAREBBE DI PARECCHIO SUPERIORE ALLE CIFRE UFFICIALI CHE PARLAVANO DI DIECI MORTI.
 
DURANTE UN RAID DEI MILITARI IN UNA SCUOLA TRECENTO STUDENTI SONO STATI BRUTALMENTE PICCHIATI E ARRESTATI.
 
 
I  MILITARI FEDELI AL REGIME NON HANNO ESITATO A SPARARE SU MOLTI BAMBINI DELLA SCUOLA ELEMENTARE CHE ERA OSPITATA NEL MEDESIMO EDIFICIO, COLPENDO SIA I PICCOLI ALUNNI, SIA I GENITORI CHE ERANO ANDATI A PRENDERLI.
 
 
UNA SCUOLA E’ STATA, INOLTRE, ADIBITA A CENTRO DI DETENZIONE PER I MANIFESTANTI ARRESTATI; DI MOLTI DI LORO NON SI HANNO PIU’ NOTIZIE.
 
IL GIAPPONE HA PROTESTATO UFFICIALMENTE PER L’UCCISIONE, DA PARTE DI MILITARI ANTISOMMOSSA, DI UN REPORTER GIAPPONESE, "COLPEVOLE" DI AVER FATTO IL SUO LAVORO, DOCUMENTANDO QUANTO STAVA ACCADENDO.
 
 
 
 
QUESTO E’ L’INDIRIZZO DELLA NOSTRA AMBASCIATA ITALIANA IN BIRMANIA.
 
 
CHIEDIAMO  UNA PIU’ EFFICACE AZIONE PER FERMARE I MASSACRI IN QUESTO PAESE!!!

 

 
 

STOP ALLA REPRESSIONE IN BIRMANIA

IN QUESTE ORE IN BIRMANIA LA GIUNTA MILITARE, CHE DA MOLTI ANNI REGGE IL POTERE IN  MODO DISPOTICO E TIRANNICO, STA ATTUANDO UNA SPIETATA REPRESSIONE CONTRO LE FOLLE SEMPRE PIU’ NUMEROSE DI CITTADINI, MONACI BUDDISTI E GIOVANI STUDENTI CHE PROTESTANO PER AVERE LA LIBERTA’ DA MOLTI ANNI NEGATA E MIGLIORI CONDIZIONI DI VITA!!
 
 
IL REGIME HA GIA’ FATTO SPARARE SUI MANIFESTANTI, PROVOCANDO LA MORTE DI ALCUNI DI LORO, TRA CUI MONACI BUDDISTI  E STUDENTI.
 
ORA SI E’  AGGIUNTA ANCHE LA CACCIA AI GIORNALISTI STRANIERI CHE SI TROVANO LI’  PER INFORMARE LA COMUNITA’  INTERNAZIONALE DELLE NEFANDEZZE DELLA POLITICA REPRESSIVA DELLA GIUNTA MILITARE BIRMANA.
 
TRA I REPORTER STRANIERI NE SAREBBE STATO UCCISO, SECONDO LE AGENZIE DI STAMPA, UNO DI NAZIONALITA’ GIAPPONESE ED UN ALTRO GIORNALISTA STRANIERO SAREBBE STATO GRAVEMENTE FERITO!
 
 
FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE, ANCHE AL NOSTRO GOVERNO, AFFINCHE’ LA COMUNITA’ INTERNAZIONALE SI IMPEGNI A PRENDERE PROVVEDIMENTI EFFICACI CONTRO LA GIUNTA MILITARE BIRMANA CHE DA ANNI TIENE AGLI ARRESTI I PRINCIPALI ESPONENTI POLITICI DELL’OPPOSIZIONE.
 
LA BIRMANIA, FORSE, NON SARA’ L’IRAK, CON GLI INTRINSECI INTERESSI ECONOMICI DI QUESTO PAESE MEDIO – ORIENTALE, PERO’ NON PER QUESTO LA SUA POPOLAZIONE DEVE ESSERE ABBANDONATA AL SUO DESTINO!!!! 

strategia antitasse

 
 
"Non  vuoi  pagare  le tasse?  Prendi il fucile e spara!!!" Questo potrebbe pensare qualcuno dopo quanto dichiarato dal leader della Lega, Umberto Bossi, nella giornata di ieri, domenica 26 agosto.
 
Egli ha infatti proclamato: "A Roma pensano: al Nord sono un po’ pirla, parlano, ma poi pagano. Finora gli è andata bene e non abbiamo mai tirato il fucile, ma c’è sempre una prima volta".
 
Una vera e propria dichiarazione di fuoco!!  (non c’è ironia in quello che scrivo). Un parlamentare della nostra Repubblica arriva a minacciare, sia pur, crediamo, solo verbalmente,  scenari apocalittici di  scontri (non voglio usare parole grosse)  contro chi vuol far pagare a tutti le tasse, in modo da farne pagare di meno.
 
Per carità, il Senatur è un rappresentante dell’opposizione politica ad un governo che, da un lato sta ottenendo dei buoni risultati in campo economico, ma, dall’altro, è caratterizzato  da una eccessiva litigiosità interna ai partiti che lo sostengono.
 
In quanto esponente dell’opposizione, il leader della Lega ha il diritto – dovere di esprimere le sue opinioni e di manifestare il proprio dissenso rispetto al governo in carica. Questo rientra nel "mestiere dell’opposizione"  e fa parte delle regole della democrazia e guai se non fosse così. Ma su un punto restiamo molto perplessi e dubbiosi: può un leader di partito  minacciare l’uso delle armi contro la politica fiscale di un governo, qualunque esso sia?
 
E’ indice di responsabilità politica ed istituzionale fare affermazioni che, magari sono destinate a rimanere solo parole al vento, ma possono essere "prese sul serio"  da qualcuno?  E’ lecito inasprire i toni dello scontro  politico  fino a lanciare tali minacce?  E’ inoltre davvero opportuno che la coalizione della quale questo leader politico fa parte  minimizzi  queste parole  per evitare dissapori con un alleato così battagliero? 
Infine,  stando così le cose, è possibile dire che viviamo in un Paese normale?
 
 

2 agosto 1980: 85 morti a Bologna

 
Questo 2 agosto, è destinato a rimanere nella storia per il suo valore fortemente simbolico.
 
Il 2 agosto di 27 anni or sono, cioé del 1980, alle ore 10.25, fu compiuta una grave strage terroristica alla stazione di Bologna.
Atto eversivo, costato la vita ad ottantacinque persone, teso a scardinare l’assetto democratico del nostro Paese, su cui ancora restano punti oscuri.
 
Per la prima volta, dopo sette anni, un presidente del consiglio partecipa alla cerimonia del ricordo della strage. Forse ora, dopo molti anni, verrà cancellato il segreto di stato su tutti i reati di strage.
 
Speriamo che sia davvero così: in ogni caso, non bisogna mai dimenticare. La nostra memoria storica, dei fatti recenti e di quelli meno recenti, deve sempre restare viva e deve servire da monito affinché le tragedie del passato non abbiano più a ripetersi.
 
Ricordare, in questo caso, infatti, significa liberarsi dall’ignoranza.
Ricordare significa difendersi da ogni possibile rigurgito di terrore e di violenza.
Ricordare significa avere consapevolezza del proprio presente e prendere coscienza del proprio futuro.