Darwin piccolo

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Viva il Latino

Pubblico volentieri un contributo alla riflessione sull’importanza della lingua latina, inviatomi dalla docente Teresa Apone.

Condivido in pieno quanto da lei scritto in questo articolo e penso che tali riflessioni siano riferibili anche allo studio del Greco.

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VIVA IL LATINO!

a cura di Teresa Apone (docente di Italiano e Latino presso il Liceo delle Scienze Umane “Parmenide” di Vallo della Lucania (Sa)

 

“ Non c’è nulla da obiettare su una buona istruzione tecnico-scientifica….La mia preoccupazione è che altre capacità altrettanto importanti, stiano correndo il rischio di sparire nel vortice della concorrenza….Tali capacità sono associate agli studi umanistici: la capacità di pensare criticamente; la capacità di trascendere i localismi e di affrontare i problemi mondiali come cittadini del mondo; e, infine, la capacità di raffigurarsi simpateticamente la categoria dell’altro..”

 Martha Nussbaum[1]

 

“I nostri giovani leggono i giornali e i libri attraverso la Rete. Cioè leggono notizie e cultura ridotte a poche parole. Il numero delle parole usate è ormai al minimo e poichè tra il pensiero e il linguaggio c’è una interazione, ne deriva che il pensiero si è anchilosato come   il  linguaggio..”

 Eugenio Scalfari [2]

Queste considerazioni, penso, possa condividerle chiunque negli ultimi vent’anni abbia insegnato nella scuola. La mia esperienza personale testimonia una parabola discendente negli anni in merito a capacità lessicali, logiche, riflessive e critiche. I nostri ragazzi, abituati ad una relazione veloce, ad una comunicazione immediata ed essenziale, fanno  sempre più fatica a studiare. Male si abituano ai tempi dello studio che non possono e  non  devono essere frettolosi come quelli della Rete, della chat. Il  linguaggio è “monco” e il numero di vocaboli a disposizione  si limita all’uso parlato o allo slang della chat o dell’SMS .La capacità di riflettere è quasi nulla, quella di giudizio, di fronte ad un problema, si limita a frasi scontate, a luoghi comuni o, peggio, a pregiudizi, a giudizi superficiali ascoltati  con distrazione e inconsapevolezza. Insomma, se la nostra società si misura sulla scuola, il quadro è devastante e allarmante! Certo,  tutto , in questa sede, è misurato alla mia esperienza personale, ma quando parlo con colleghi vicini e lontani, tutti concordano su questo depauperamento discendente del linguaggio e del pensiero in ambito scolastico.

Qualche anno fa la “Riforma Gelmini” ha tagliato in molti  licei le ore di latino.

Questa scelta ha ancor più “abbassato il livello” dei nostri allievi. Cosa vuol dire “abbassare il livello”? Vuol dire  far mancare uno slancio vitale e fondamentale per la formazione dell’individuo. Il latino è l’ossatura del linguaggio e del pensiero. Senza una didattica del latino, senza  l’esercizio” del latino, la qualità della formazione e del sapere cala, la probabilità di formare menti pensanti diminuisce.

 Il latino coinvolge e potenzia mille e multiformi competenze come nessun’altra materia sa fare! Tale disciplina  racchiude, tanto arditamente in sé, mille potenzialità  da sviluppare. In primis studio e applicazione.

Il  latino costringe, infatti, a fermarsi per ore e studiare: non si può studiare questa materia poco e in fretta. Costringe a pensare, a rallentare i ritmi, rieduca il pensiero. Ma  educa e  “allena” l’allievo anche  al sacrifico, allo sforzo, alla pazienza, alla tenacia, qualità fondamentali che si ritroveranno ad affrontare nella vita  da adulti. Richiede, inoltre, una buona dose di concentrazione: si è soli con se stessi di fronte ad un testo da tradurre .Bisogna passare dall’apprendimento all’applicazione, dalla conoscenza alla competenza .Ci vuole dunque, studio, pertanto conoscenza, ma anche riflessione , logica, esercizio.

Tutto torna in latino: la traduzione è come un puzzle. Tutto deve combaciare, ma se la mente non è allenata a questo esercizio di logica, di ragionamento, e non possiede le conoscenze giuste, il gioco  fatto anche di inventiva, non riesce!

Il tutto può trasformarsi ,infatti, proprio in  un  gioco! Tutto è  allo stesso tempo e ,contemporaneamente, anche intuito, intuizione, creatività che si realizzano nell’interpretazione. In questa combinazione di azioni, miracolosamente ci si riappropria anche del lessico. Simultaneamente lo si potenzia! La lingua italiana in questa vecchia lingua “ si risveglia”, rinasce, si arricchisce, si ricompone. Unico limite al gioco , ma anche al duro lavoro: l’eccezione. Ma  la fantasia può arginare e superare anche questo limite!

 In questa girandola di conquiste, intrighi, scoperte, delusioni, meraviglie…. consiste la forza didattica di questa lingua. Lingua che potremmo definire “ vecchia linfa” che   ci permetterà di  non morire. Tale forza potenzierà il pensiero e  sarà capace di coltivare la modernità senza farci sommergere da tutto ciò che di negletto la società ci offre.

 Il latino è come un setaccio, potrà educare a  “ripulire” le nostre menti e potrà continuare a formare coscienze vive, autonome, pensanti, consapevoli, non sottomettibili, determinanti per un futuro migliore.


[1] Martha C.Nussbaum,”Non per profitto”,il Mulino

[2]Eugenio Scalfari,”il vetro soffiatO”IN “l’ESPRESSO”N.3 ANNO LX 23 GENNAIO 2014 

Un ricordo di Maya

Un ricordo di Maya,  vissuta con noi per sedici anni e morta nel marzo dello scorso anno.
Eccola:

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Maya a pochi mesi,  nel lontano 1997!

Attributi e ruolo del potere

Attributi e ruolo del potere

Quali possono essere gli attributi,  le caratteristiche del potere ed il suo ruolo? 
Quali virtù e quali obiettivi spingono alcuni uomini a mettersi al comando e ad esercitare il potere?

Che cosa dovrebbe significare esercitare il potere?
“Esercitare il potere in modo autentico è mostrare un carattere conciliante, usare la collera solo quando è funzionale al ragionamento,  è disprezzare le ricchezze,  è vivere con l’obiettivo del bene comune, è fare ordine nella propria vita”.

Alessandro Magno – Alexander the Great

Good luck, Italia

Buona fortuna, Italia

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Ἐντεῦθεν ὑμῖν ὡσπερεὶ κῆρυξ ὁ νόμος βοᾷ· “δότε τῷ σεσωκότι τὴν πόλιν ἣν βούλεται δωρεάν. Οὕτως ἐπηγγειλάμην τοῖς οὕτως εὐεργετοῦσιν”:

Allora la legge, come un araldo, vi ordinerà a gran voce: “Concedete al salvatore della città il premio che desidera. Così stabilii per i benefattori come lui !” (Choric. Rhetor, 24).

Volendo attualizzare, ci saranno dei benefattori anche per la nostra pòlis, e per la nostra Res publica? A chi potremo dare il premio che un tempo la legge prevedeva per i salvatori dello Stato? 

… Rispondere a domande di questo genere diventa ogni giorno più difficile!

Good luck, Italia!

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VICTOR JARA: CANTORE DELLA LIBERTA’ CONTRO LA DITTATURA

VICTOR JARA morto in difesa della libertà.

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VICTOR  JARA morto in difesa della libertà.

Spesso l’arte e la cultura vengono usate come baluardo per la difesa dei diritti umani.

Così è stato nella situazione di VICTOR LIDIO JARA MARTINEZ, vissuto in Cile tra il 28 settembre del 1932 ed il 16 settembre del 1973.

La sua era una famiglia di umili origini, una famiglia contadina, ma Jara divenne ben presto un punto di riferimento nazionale, e non solo, delle battaglie per la difesa dei diritti umani.

Oltre che musicista e cantautore, Jara era anche un regista teatrale. Nel 1970 si impegna attivamente nella campagna elettorale al fianco della formazione politica di sinistra UNIDAD POPULAR, portata da Salvador Allende alla vittoria alle elezioni politiche generali.

Ma Victor Jara pagò con la vita la sua militanza ed il suo impegno civile.

La presenza di un governo democratico e, soprattutto, socialista nel continente americano infastidiva non poco gli Stati Uniti d’America, che non…

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Quando l’amore brucia l’anima

Quando l’amore brucia l’anima!

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Quando l’amore brucia l’anima

Johnny Cash quando l’amore brucia l’anima

“Quando l’amore brucia l’anima” è il titolo del bel film del 2005.

Un film biografico incentrato sulla vita del famoso cantante americano Johnny Cash.In questo lungometraggio vengono ripercorse magistralmente le fasi salienti della vita di questo artista, dall’infanzia, travagliata dai cattivi rapporti con il padre, peggiorati dopo la tragica morte del fratellino Jack, agli anni dei suoi primi successi discografici, con l’incisione, nel 1955, del suo primo disco: Cry,Cry, Cry e, poco dopo, della canzone Folsom prison blues. Per molti anni, anche a causa dei non buoni rapporti con la prima moglie, sprofondò nel tragico abisso della droga, da cui sarebbe uscito solo nel 1967, grazie all’aiuto della sua partner musicale June Carter, poi diventata la sua seconda moglie , insieme alla quale aveva già scritto la canzone Ring of fire. La sua abitudine di vestirsi sempre di nero gli fece…

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Darwin. Il riposo del guerriero

Darwin, il riposo del guerriero! !

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Ma è stato di breve durata!

30 gennaio 1969 …. Ultimo concerto dei Beatles sul tetto della APPLE

30 gennaio 1969 ….

Ultimo concerto dei BEATLES sul tetto della APPLE

 

Toldo, gattina speciale con una grande anima

Toldo, una gattina con un’anima davvero speciale

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Anche  gli animali hanno un’anima.

Se pensiamo alle continue storie di maltrattamenti contro gli animali, potremmo ritenere che a non avere un’anima alcune volte sono gli uomini.

Ma in questa storia che mi accingo a riportare, ad avere un’anima sono sia gli animali sia gli uomini! E che anima!

È la storia della gatta Toldo, del suo padrone che l’aveva prelevata da piccola in  una colonia felina, ma soprattutto  di un grande amore tra uomini e animali che supera i confini della vita e della morte, dando un’insolita, ma commovente dimostrazione di ciò che il grande poeta Ugo Foscolo definiva  una “corrispondenza d’amorosi sensi”.

La vicenda possiamo leggerla sul sito

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2012/28-dicembre-2012/gatto-visita-tomba-padrone-ogni-giorno-un-piccolo-dono-2113334883026.shtml

Posto l’articolo anche qui sul mio blog:

Gatto visita tomba del padrone,
ogni giorno con un piccolo dono
Porta foglie, stecchi e rametti, bicchieri di plastica o fazzoletti di carta: incredibile se non ci fossero così tanti testimoni

MONTAGNANA (Pistoia) — Da quando è morto il suo padrone, poco più di un anno fa, Toldo, gatto bianco e grigio di tre anni, ogni giorno si reca sulla sua tomba. Porta con sé foglie, stecchi e rametti, bicchieri di plastica o fazzoletti di carta e li lascia, come piccoli doni, sulla lapide di Renzo Iozzelli, morto il 22 settembre del 2011, a 71 anni. Renzo era molto legato a Toldo, lo aveva preso in una colonia felina quando aveva tre mesi.
Se non ci fossero tanti testimoni che quotidianamente notano il felino aggirarsi tra le tombe, spesso seduto sulla lapide di Renzo, parrebbe una storia uscita dall’immaginazione di Walt Disney. Invece è tutto vero. Lo racconta la vedova di Iozzelli, la signora Ada, e lo confermano in molti fra quelli che notano da mesi questo gattino aggirarsi intorno al cimitero, più volte al giorno. «Anche oggi — ci racconta la signora Ada — sono andata al camposanto e Toldo mi è venuto dietro. Per strada una persona che conosco mi ha detto che stamani, di buon’ora, il gatto era già stato lì».

Quello di Toldo a Montagnana, piccolo paese in collina, poco fuori Pistoia, è davvero un caso singolare. Così particolare da attirare l’attenzione dei media. «Mi hanno telefonato per venire a fare delle riprese e intervistarmi per la trasmissione televisiva La vita in diretta — ci spiega Ada — ma ho detto che non me la sento». Tutto è iniziato il giorno stesso del funerale di Renzo Iozzelli: anche Toldo seguì il feretro fino al camposanto, ma la cosa non destò particolare stupore. Dal giorno successivo, però, ecco il primo segnale che stava accadendo qualcosa di insolito. «Andammo al cimitero con mia figlia e trovammo sulla tomba un rametto di acacia. Io pensai subito che fosse stato il gatto, ma mia figlia era convinta che lo dicessi solo per lo stato emotivo in cui mi trovavo in quei momenti». E non è tutto. La sera, fu il genero a recarsi al cimitero, e trovò Toldo proprio lì, a fare la «guardia» al suo padrone. «Da allora la storia è continuata. In paese lo sanno tutti. L’hanno visto tante persone — conferma la vedova — Non viene solo con me, va spessissimo da solo. Mah, non so che dire. Mio marito era molto affettuoso con lui. Renzo amava gli animali. È quasi come se Toldo volesse essergli riconoscente. È un gatto speciale, non si può che volergli bene».
Paolo Vannini

 

 

 

Testimonianze dai lager nazisti – per non dimenticare

Testimonianze dai lager nazisti – per non dimenticare

Jaroslav Vyskocil e Vojteck Mertl, deportati politici cecoslovacchi dal 1941 al 1945

Durante la nostra detenzione abbiamo osservato i seguenti delitti, commessi dagli ufficiali SS di Mauthausen e dal Kommando dipendente di Gusen

Il comandante in capo del Lager, colonnello Ziereis, lo si può definire un sadico che, a causa del suo comportamento bestiale, è stato promosso due volte. (…) Si verificarono parecchi tentativi di fuga; gli evasi erano sempre o quasi catturati e Ziereis li faceva impiccare in presenza di tutti gli altri deportati che dovevano assistere. (…) Alla fine dell’esecuzione dovevamo sfilare davanti agli impiccati e guardare bene il loro sacrificio. Chi non lo faceva era picchiato sul posto. (…) Oltre agli adulti, uomini e donne, abbiamo visto impiccare e fucilare anche bambini. (…).

Il sottotenente Streitwieser era uno dei più fidati aiutanti   di Bachmayer (un capitano nazista). Gli piaceva far sbranare i deportati dai cani, uccidere uomini e inzuppare i deportati con acqua fredda, fino a ce morivano…

(cfr. “Nei lager c’ero anch’io”, a cura di Vincenzo Pappalettera, Mursia, 1973 – pp. 104 – 105)

Maria Rolnikaite, deportata sovietica

Dal campo hanno condotto via molti uomini. Si dice che li porteranno a rastrellare mine  nelle strade e nei campi. Ho chiesto alla mia vicina di cuccetta come si fa. Me lo ha poi spiegato Lisa:gli uomini devono semplicemente camminare per il campofinché non passeranno su una minba e salteranno in aria dilaniati.

(cfr. op. cit, pag. 188)

Dante Rosso, internato militare italiano

Che cosa ho visto a Dora (campo di concentramento di Dora-Mittelbau, in Germania)

Nella mia qualità di muratore al campo di Dora, dove sono arrivato il 17 ottobre 1943 e vi sono rimasto fino al 3 aprile 1945, ho avuto modo di vedere quello che non era concesso a tutti gli altri detenuti. Ho sofferto le spoliazioni, i disagi di un lavoro lungo ed estenuante con sole tre o quattro ore di riposo al giorno, la denutrizione, le bastonature dei nostri capi polacchi e tedeschi (…).

Chi cercava di fuggire o commetteva qualche mancanza anche lieve veniva portato nelle prigioni e frustato sopra una panca, disteso; (…) quasi sempre il colpito sveniva prima della fine della punizione e alcuni sono deceduti sotto i colpi (….).

(cfr. Op. cit. pp. 83 – 84)

Mi  fermo qui, ma si potrebbero citare tante altre testimonianze!

Mi limito a riportare, qui di seguito, i versi di Primo Levi, utili per farci riflettere su ciò che è stato!

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri

nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango

che non conosce pace

che lotta per mezzo pane

che muore per un si o per un no.

Considerate se questa è una donna,

senza capelli e senza nome

senza più forza di ricordare

vuoti gli occhi e freddo il grembo

come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

stando in casa andando per via,

coricandovi, alzandovi.

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

la malattia vi impedisca,

i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

Giornata della memoria

Oggi, 27 gennaio, è la Giornata della memoria in ricordo delle vittime del nazismo.

In questo giorno si celebra la liberazione dal terribile campo di concentramento di Auschwitz,  il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.

Una data da ricordare, affinché le tragedie del passato non abbiano più a ripetersi.

Saremo artefici del nostro futuro solo se riusciremo ad essere custodi del nostro passato e della nostra memoria.

E a voi giovanissimi, a voi che sarete le classi dirigenti del futuro in Italia e nel mondo, non possiamo fare altro che dire questo: “affinché non si ripeta ancora una cosa del genere, tenete sempre in mente due parole: MAI PIÙ.

…. Ricordiamoci che questo è stato. ..

Piccole gocce nel grande mare

“Qualunque cosa tu stia facendo, per quanto piccola sia, è un passo in avanti nel tuo cammino. Realizza a perfezione e con amore tutti i tuoi compiti come se da essi dipendesse, come in realtà dipende, tutto il tuo futuro” . (Carlos Torres Pastorino Religioso brasiliano, scrittore, filosofo, poeta e compositore musicale )

Queste parole sono molto attuali e, soprattutto, sono da imitare! Qualunque cosa buona facciamo, anche se piccola e apparentemente insignificante, è un grande passo avanti nel nostro cammino.

Con piccole azioni, che possono sembrare gocce insignificanti in un immenso oceano, si possono realizzare grandi traguardi. Non da soli, probabilmente, ma insieme agli altri. Ed è questa la ragione per la quale, nel perseguimento di grandi obiettivi non ci si deve dividere, bisogna cercare di marciare il più possibile uniti e nella stessa direzione.

Ciascuno di noi, con i suoi punti di forza, ma anche con le sue fragilità, può contribuire alla generale rinascita. 

Se l’esperienza ci insegna qualcosa, ci insegna che in ogni epoca le divisioni hanno sempre portato frammentazioni, rancori, odi e scontri religiosi, sociali, politici e civili.

Grandi amici, anzi amiconi!! Anche oggi, domenica 26 gennaio 2014 la mostra continua!

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Grandi amici, anzi amiconi!!

Una giornata, quella di ieri, trascorsa con grandi amici, anzi con degli amiconi…

E domani si replica! La mostra, infatti, continua anche domenica 26 gennaio 2014! Non mancate! Sono dei cani splendidi! Cliccare sulle singole foto per vederle meglio!

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