“Magical Mystery Tour” Video originale dei Beatles‼
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GRANDE‼! Concert For Bangladesh ( George Harrison and his friends)
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La guerra del Peloponneso
Nonostante la “pace trentennale” conclusa tra Atene e Sparta nel 446 a. C., il conflitto tra le due grandi poleis del mondo greco non potè essere evitato. Esso scoppiò in tutta la sua devastante violenza nel 431 a. C. e, fatta eccezione per una breve tregua, nota come “pace di Nicia”, si protrasse fino al 404 a.C. .
Ebbe, dunque, una durata di circa venticinque anni, periodo durante il quale un’intera generazione nacque, crebbe e divenne adulta convivendo con la cupa atmosfera di un conflitto dalla portata eccezionale.
Il primo grande scrittore che ne comprese subito l’eccezionalità fu Tucidide, storico, ma anche generale e uomo politico ateniese. Egli, nella…
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dal passato al presente: riflessioni sulla pericolosità del potere politico!
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La lirica greca tra VII e V secolo a.C.
http://www.carlomanzione.net/index.php?option=com_content&view=article&id=62:la-lirica&catid=36:news
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trimetro giambico con esempio di lettura (da “latino vivo”)
Trimetro giambico (senario giambico):
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La forma pura, costituita da sei giambi, è piuttosto rara; al posto del giambo possiamo trovare alcune soluzioni metriche: lo spondeo, il trìbraco, l’anapesto, il dattilo e perfino il rarissimo proceleusmàtico (successione di quattro brevi).
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= giambo |
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= spondèo |
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= trìbraco |
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= dàttilo |
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= anapesto |
N.B.: alcuni metricologi accentano tutti e sei i “piedi” giambici: ne risulta una pronuncia tipo “papà, papà, papà, papà, papà, papà”. Poiché però l’unità di misura è costituita dalla coppia di giambi (da cui il nome greco di “trìmetro”), altri propongono di accentare solo i “piedi” pari (da cui una pronuncia tipo “venite giù, venite giù, venite giù”); la pronuncia più diffusa è però quella che accenta solo i tre “piedi” dispari (pronuncia tipo “facèvano, facèvano, facèvano”), come pare preferibile.
Joyce (Daedalus): la poesia lirica è “il rivestimento verbale di un istante di emozione” , “un grido ritmico”
Hegel: il lirismo nasce “quando l’io individuale si separa dal tutto sostanziale della nazione”
B. Snell (la scoperta dello spirito): la lirica greca è “l’emergere dell’individuo” nella poesia
Continua la guerra delle primarie nel PD di Palermo.
La Borsellino annuncia ricorso!
Lady Madonna … The Beatles
http://thebeatlesvideo.blogspot.com/2010/02/beatles-lady-madonna-hd.html
L’aurea mediocritas di Orazio
L’ideale dell’ “Aurea mediocritas”, nel senso positivo del termine, cioé dell’ “ottimale moderazione”, del tenersi lontano da ogni forma di eccesso, rispettando sempre il “giusto mezzo”. La giusta moderazione ed il giusto equilibrio, che invitano l’uomo ad appagarsi serenamente di quanto offre la vita comune, evitando ogni ambizione eccessiva. Eccone un esempio oraziano:
Rectius vives, Licini, neque altum
semper urgendo neque, dum procellas
cautus horrescis, nimium premendo
litus iniquum.
Auream quisquis mediocritatem
diligit, tutus caret obsoleti
sordibus tecti, caret invidenda
sobrius aula.
Saepius ventis agitatur ingens
pinus et celsae graviore casu
decidunt turres feriuntque summos
fulgura montis.
Sperat infestis, metuit secundis
alteram sortem bene praeparatum
pectus: informis hiemes reducit
Iuppiter, idem
submovet. Non, si male nunc, et olim
sic erit: quondam cithara tacentem
suscitat Musam neque semper arcum
tendit Apollo.
Rebus angustis animosus atque
fortis appare; sapienter idem
contrahes vento nimium secundo
turgida vela.
”Vivrai meglio, o Licinio, non spingendoti
sempre in alto mare né rasentando troppo
la costa insidiosa mentre prudente temi
le tempeste.
Chiunque segue l’aureo principio del giusto mezzo,
sta lontano al sicuro dagli squallori
di una casa decadente, e sta lontano, sobrio,
da un palazzo che suscita invidia. Più frequentemente i venti agitano il grande pino,
le alte torri crollano con maggior rovina
e i fulmini colpiscono le cime dei monti.
Un cuore opportunamente predisposto attende
situazioni minacciose, nelle situazioni felici ha paura
del destino avverso: Giove riporta gli inverni
che rendono brutte le cose,
ed egli stesso li allontana. Se ora le cose vanno male,
non sarà così in futuro: Apollo sveglia con la cetra
la Musa silenziosa e non tende sempre l’arco.
Nei momenti difficili mostrati corraggioso
e forte; allo stesso tempo tu ammainerai
sapientemente la vela gonfiata da un vento
troppo vigoroso”.