Citazione
Un omaggio alla grande Gabriella Ferri!
"Grazie alla vita"
Un triste e malinconico inno alla vita!!
Grazie a te, Gabriella per le belle canzoni che ci hai regalato!!!!!
Citazione
Un omaggio alla grande Gabriella Ferri!
"Grazie alla vita"
Un triste e malinconico inno alla vita!!
Grazie a te, Gabriella per le belle canzoni che ci hai regalato!!!!!
Aggiungo un altro brano storico: I will survive di Gloria Gaynor
Sing it again
Let’s all get up and dance to a song
that was a hit before your mother was born
Though she was born a long, long time ago
Your mother should know
Your mother should know
Lift up your hearts and sing me a song
that was a hit before your mother was born
Though she was born a long, long time ago
Your mother should know
Your mother should know
Your mother should know
Your mother should know
Sing it again
Da da da da da da da da da
da da da da da da da da da da da
Though she was born a long, long time ago
Your mother should know
Your mother should know
Your mother should know
Your mother should know
Your mother should know
Your mother should know
Tua madre dovrebbe conoscerla
Alziamoci tutti quanti e balliamo una canzone
Che era un pezzo di successo prima che tua madre nascesse,
sebbene lei sia nata molto tempo fa
tua madre dovrebbe conoscerla – tua madre dovrebbe conoscerla.
Cantiamola di nuovo
Innalzate i vostri cuori e cantate per me una canzone
Che era un pezzo di successo prima che tua madre nascesse,
sebbene lei sia nata molto tempo fa.
Tua madre dovrebbe conoscerla – tua madre dovrebbe conoscerla.
Innalzate i vostri cuori e cantate per me una canzone
Che era un pezzo di successo prima che tua madre nascesse,
sebbene lei sia nata molto tempo fa.
Tua madre dovrebbe conoscerla – tua madre dovrebbe conoscerla.
Tua madre dovrebbe conoscerla
Tua madre dovrebbe conoscerla
Tua madre dovrebbe conoscerla
Cantiamola di nuovo
Da da da da da da da da da
da da da da da da da da da da da
…. Sebbene lei sia nata molto tempo fa….
Tua madre dovrebbe conoscerla
Tua madre dovrebbe conoscerla
Tua madre dovrebbe conoscerla
Tua madre dovrebbe conoscerla
Tua madre dovrebbe conoscerla
Tua madre dovrebbe conoscerla
Tua madre dovrebbe conoscerla
Day after day, alone on the hill,
The man with the foolish grin is keeping perfectly still.
But nobody wants to know him,
They can see that he’s just a fool.
And he never gives an answer …..
But the fool on the hill,
Sees the sun going down.
And the eyes in his head,
See the world spinning around.
Well on his way, his head in a cloud,
The man of a thousand voices, talking perfectly loud.
But nobody ever hears him,
Or the sound he appears to make.
And he never seems to notice …..
But the fool on the hill,
Sees the sun going down.
And the eyes in his head,
See the world spinning around.
And nobody seems to like him,
They can tell what he wants to do.
And he never shows his feelings,
But the fool on the hill,
Sees the sun going down.
And the eyes in his head,
See the world spinning around.
Lo sciocco sulla collina
Giorno dopo giorno, solo su una collina,
l’uomo col ghigno da sciocco se ne sta perfettamente immobile
ma nessuno lo vuole conoscere, vedono che è solo uno sciocco
e lui non dà mai una risposta.
Ma lo sciocco sulla collina vede il sole tramontare
e con gli occhi della mente vede il mondo girare.
Strada facendo, testa in una nuvola,
l’uomo dalle mille voci parla assolutamente forte
ma nessuno lo sente mai
o sente il suono che pare emettere
e lui non sembra mai accorgersene
Ma lo sciocco sulla collina vede il sole tramontare
e con gli occhi della mente vede il mondo girare.
E non sembra piacere a nessuno,
possono dire cosa vuole fare
e lui non mostra mai i suoi sentimenti
Ma lo sciocco sulla collina vede il sole tramontare
e con gli occhi della mente vede il mondo girare.
Girare e girare e girare e girare e girare.
Lui non li ascolta mai,
sa che sono loro gli sciocchi
a loro lui non piace
Ma lo sciocco sulla collina vede il sole tramontare
e con gli occhi della mente vede il mondo girare.
Girare e girare e girare …
Pag. 1/1 Sessione ordinaria 2009
Seconda prova scritta
M490 – ESAME DI STATO DI LICEO CLASSICO
CORSO DI ORDINAMENTO
Versione dal LATINO
Clemenza e severità
Nec vero audiendi qui graviter inimicis irascendum putabunt idque magnanimi et fortisviri esse censebunt; nihil enim laudabilius, nihil magno et praeclaro viro dignius placabiliate atque clementia. In liberis vero populis et in iuris aequabilitate exercenda etiam est facilitas et altitudo animi quae dicitur, ne si irascamur aut intempestive accedentibus aut impudenter rogantibus in morositatem inutilem et odiosam incidamus. Et tamen ita probanda est mansuetudo atque clementia, ut adhibeatur reipublicae causa severitas, sine qua administrari civitas non potest. Omnis autem et animadversio et castigatio contumelia vacare debet, neque ad eius qui punitur aliquem aut verbis castigat sed ad reipublicae utilitatem referri. Cavendum est etiam ne maior poena quam culpa sit, et ne isdem de causis alii plectantur, alii ne appellentur quidem. Prohibenda autem maxime est ira puniendo; numquam enim iratus qui accedet ad poenam mediocritatem illam tenebit quae est inter nimium et parum, quae placet Peripateticis, et recte placet, modo ne laudarent iracundiam et dicerent utiliter a natura datam. Illa vero omnibus in rebus repudianda est, optandumque ut ii qui praesunt reipublicae legum similes sint, quae ad puniendum non iracundia sed aequitate ducuntur.
Cicerone
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La traduzione pubblicata da http://www.corriere.it
E non dovranno davvero essere ascoltati quelli che penseranno necessario adirarsi duramente con gli avversari e che riterranno che ciò sia degno dell’uomo magnanimo e forte; niente infatti è più lodevole, niente è più degno dell’uomo grande e illustre dell’indulgenza e della clemenza.
In verità presso popoli liberi e nell’equità del diritto, si deve esercitare anche l’affabilità e quella che si dice imperscrutabilità dell’animo affinché, se ci adiriamo o con coloro che ci avvicinano in un momento inopportuno o ci fanno richieste in modo sfrontato, non cadiamo in una intrattabilità inutile e detestabile. E d’altra parte si deve lodare la mitezza e clemenza in modo tale che però, per il bene dello Stato, sia usata la severità, senza la quale una comunità non può essere amministrata. Ogni provvedimento e ogni rimprovero deve poi essere privo di offesa e non deve essere rapportato all’interesse di colui che punisce qualcuno o lo rimprovera a parole, ma a quello dello Stato. Bisogna anche evitare che la punizione sia maggiore della colpa e che, per le medesime imputazioni, alcuni siano puniti, altri neppure chiamati in giudizio.
Soprattutto poi si deve tener lontana l’ira dal punire; mai infatti chi si accosterà irato a comminare la pena manterrà quella via di mezzo che sta tra il troppo e il troppo poco, che piace ai Peripatetici -e giustamente piace- a condizione di non lodare l’iracondia e non dire che utilmente essa ci sia stata fornita dalla natura . Quella anzi deve essere respinta in tutti i campi e si deve desiderare che coloro che sono a capo dello Stato siano in tutto simili alle leggi, le quali sono condotte a punire non dall’iracondia, ma dal senso di giustizia.
Giorgio Sturaro e Laura Pizzetti
(Liceo Classico Setti Carraro)
Qui sotto potete leggere la traduzione tratta dal sito:
http://www.studenti.it/superiori/maturita/prove_svolte/2009_versione_latino.php
Non bisogna ascoltare coloro i quali credono che dobbiamo adirarci fieramente con i nostri nemici e anzi vedono appunto nell’adirarsi il carattere distintivo dell’uomo magnanimo e forte: no, le virtù più belle, le virtù più degne di un uomo grande e nobile sono la mitezza e la clemenza. Negli Stati liberi in cui regna l’uguaglianza del diritto bisogna anche dare prova di una certa arrendevolezza e di quella che è solita chiamarsi padronanza di sé per non incorrere nell’accusa di inutile e odiosa scontrosità se ci capita di adirarci con visitatori inopportuni o con sollecitatori sfrontati. E tuttavia la mite e mansueta clemenza è degna di lode solo a patto che per il bene superiore dello Stato si adoperi anche la severità senza la quale non esisterebbe nessun governo. Ogni punizione e ogni rimprovero però, devono essere privi di offesa e mirare non alla soddisfazione di colui che punisce o rimprovera, ma solo al vantaggio dello Stato.
Bisogna anche stare attenti che la pena non sia maggiore della colpa e che non avvenga che per le medesime ragioni alcuni siano duramente puniti, altri neppure richiamati al dovere. E’ da evitare soprattutto la collera nell’atto stesso del punire: chi si accinge al castigo in preda alla collera non manterrà mai quella giusta via di mezzo che intercorre fra il troppo e il poco, metodo che piace tanto ai Peripatetici ed è giustamente gradito, ma poi non dovrebbero lodare l’ira dicendo che essa è un utile dono della natura. No, l’ira deve essere tenuta lontana in tutte le cose e bisogna fare in modo che i governatori dello Stato assomiglino alle leggi che sono spinte a punire non per impeto d’ira, ma per dovere di giustizia.
In bocca al lupo per la terza prova!!!