Conosco
alcuni padri che, per l’eccessivo amore sono responsabili della rovina dei
figli. Che cos’è ciò che voglio dire? In effetti, sollecitando i figli a
primeggiare rapidamente in tutte le cose, impongono loro sforzi smisurati, ma i
figli, oppressi dalle angustie, non accettano volentieri l’apprendimento. Come,
infatti, le piante crescono con moderate quantità di acqua, ma sono soffocate
da (quelle) eccessive, allo stesso modo la mente (del fanciullo) compie progressi con gli sforzi
proporzionati, ma è soffocata da quelli eccessivi. Dunque, i padri devono
concedere ai figli una pausa dalle continue fatiche, riflettendo sul fatto che
tutta la nostra vita (si divide in) consta di svago e di impegno: perciò non esiste
solo l’essere svegli, ma anche il sonno, e non vi sono soltanto le attività
operose, ma anche i divertimenti.
A Delfi c’è un antico santuario di Apollo e un oracolo molto venerato presso i Greci. Giungono lì (dalla Grecia) da ogni parte della Grecia uomini con doni (letter. = "portando doni") e consultano l’oracolo. Il dio risponde agli uomini attraverso la Pizia. Nel tempio vi è abbondanza di offerte votive (vi sono) belle statue e crateri d’oro e splendide armi. (In) molti vanno a Delfi, sia re sia uomini saggi. Anche Creso, il sovrano dei Lidi, assai potente e ricco, volendo combattere contro i Persiani, consultava l’oracolo presso il dio a Delfi: ma il responso di Apollo era ambiguo. Però, tuttavia, Creso preparava la spedizione militare deciso a (volendo…) rovesciare la grande potenza di Ciro: non più (lui) Creso, ma Ciro (regnava) regnò sui Lidi.
Domani, dunque, si riprende la vita normale: il solito tran tran della vita quotidiana, i soliti problemi, le solite, numerose, verifiche scritte e orali, ma finalmente si esce della monotonia delle giornata trascorse in casa!
E domani, tra l’altro, si ricomincia alla grande, per l’intera mattinata!
Si chiama Carmela Mileo, classe 1899, ma tutti la chiamano "Zia
Vincenzina". Ha compiuto 109 anni il 27 novembre, ma solo ieri li ha
festeggiati ufficialmente, a Cropalati, il paesino della presila dello
ionio cosentino dove e’ nata ed e’ sempre vissuto. E’ la perona piu’
longeva della Calabria e dovrebbe essere anche la seconda donna piu’
anziana d’Italia, dopo una coetanea di Sondrio, nata nove mesi prima.
Zia Vincenzina, fatta salva qualche difficolta’ a camminare, sta
benissimo: ci sente, ci vede ed e’ perfettamente lucida. Dorme da sola
in casa e risponde tranquillamente al telefono. E’ la "zia" di tutti,
quella che racconta le storie dei tempi passati, di quando lavorava nei
campi e c’erano ancora i suoi tanti fratelli e il suo unico figlio,
perso all’eta’ di 3 anni. Mangia poco, ma di tutto e quasi mai la sera.
"Si mangiava solo una volta al giorno, quando ero giovane", dice
all’Agi parlando un po’ in italiano e un po’ nello stretto dialetto.
Non si nega un bicchiere di vino e assaggia anche la torta del suo
compleanno. Una festa sobria, con i parenti, i vicini, il sindaco e il
parroco. In regalo un’immagine d’argento della Madonna cui zia
Vincenzina e’ molto legata: per tutto il giorno recita le "devozioni",
come dice lei. E poi tanti dolci, tutti fatti in casa, mentre in strada
vi sono i fuochi d’artificio. Il sindaco, Fabrizio Grillo: "Quest’anno
abbiamo festeggiato altri due ultracentenari. Da noi si vive bene,
sara’ il clima, l’aria buona e il calore e la cordialita’ della gente".
My friend came to me, with sadness in his eyes He told me that he wanted help Before his country dies
Although I couldn’t feel the pain, I knew I had to try Now I’m asking all of you To help us save some lives
Bangla Desh, Bangla Desh Where so many people are dying fast And it sure looks like a mess I’ve never seen such distress Now won’t you lend your hand and understand Relieve the people of Bangla Desh
Bangla Desh, Bangla Desh Such a great disaster – I don’t understand But it sure looks like a mess I’ve never known such distress Now please don’t turn away, I want to hear you say Relieve the people of Bangla Desh Relieve Bangla Desh
Bangla Desh, Bangla Desh Now it may seem so far from where we all are It’s something we can’t neglect It’s something I can’t neglect Now won’t you give some bread to get the starving fed We’ve got to relieve Bangla Desh Relieve the people of Bangla Desh We’ve got to relieve Bangla Desh Relieve the people of Bangla Desh
Canzone cantata da Harrison nel 1971 nel famoso e storico concerto organizzato in beneficenza in aiuto delle popolazioni profughe dal Pakistan, colpite dalla guerra civile che portò poi alla nascita del Bangladesh.
Posto le notizie dal sito di wikipedia
The Concert for Bangla Desh è un triplo album ricavato dal concerto di beneficenza per il Bangladesh, tenutosi al Madison Square Garden di New York il 1° agosto1971
Per l’impegno profuso, il forte coinvolgimento e l’intestazione "George
Harrison and Friends", si può a ragione considerare il quarto album
della carriera solista di George Harrison.
Essendo stato messo al corrente dall’amico Ravi Shankar a proposito della gravità delle condizioni delle popolazioni del Bangladesh,
George Harrison organizzò in fretta un evento senza precedenti: un
concerto di beneficenza con la partecipazione di varie rock star.
L’impegno profuso da Harrison nell’organizzazione in prima persona
dell’evento fu enorme e frenetico. Dopo i rifiuti di Paul McCartney (per questioni legate al management dei componenti dei Beatles) e di John Lennon (per il rifiuto da parte di Harrison di un’esibizione in coppia con la moglie Yoko Ono), le star partecipanti furono: George Harrison, Ringo Starr, Ravi Shankar, Leon Russell, Billy Preston, Eric Clapton e Bob Dylan.
Riguardo a quest’ultimo (all’epoca in condizioni quasi d’esilio) la
partecipazione fu in bilico fino all’ultimo, e solo l’amicizia con
Harrison riuscì a dissipare le sue paure.
Il concerto, l’album e il film ricavato, furono un enorme successo. Bob Geldof ha dichiarato che il concerto per il Bangladesh fu il pioniere dei concerti di beneficenza, compreso il Live Aid da lui organizzato. Nel tempo molti altri personaggi anno elogiato il ruolo di George Harrison in questo progetto umanitario, primo tra tutti Kofi Annan, ex segretario generale delle Nazioni Unite.
Bisogna ammetterlo, tra Samuel, Ibrahimovic ed il povero Diakitè, autore di un clamoroso autogol, l’Inter ha piegato gli avversari della Lazio, registrando un rotondo e convincente 3 – 0. Queste, nell’ordine, le reti: al secondo minuto del primo tempo gol di Samuel, al 48 del primo tempo autogol di Diakitè, al decimo della ripresa, infine, l’immancabile gol di Ibrahimovic. Complimenti all’Inter!