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Quisque..
Al fine
Sfigurata perché vuole andare a acuola
Sfigurata dall’acido mentre va a scuola: «Voglio continuare a studiare»
Sei ragazze sono state attaccate da uomini in motocicletta a Kandahar, gravi due sorelle. La zona è una roccaforte dei talebani
KANDAHAR – «Continuerò a studiare anche se cercano di uccidermi. Non smetterò di andare a scuola». Shamsia ha 17 anni ed è in un letto d’ospedale a Kandahar, con il viso sfigurato dall’acido e un occhio in gravi condizioni. Nel letto accanto sua sorella Atefa, di 16 anni, anche lei colpita dall’acido. L’attacco è avvenuto mercoledì scorso nella zona occidentale di Kandahar, la grande città del sud dell’Afghanistan, culla e roccaforte dei taleban. Sei giovani studentesse liceali che stavano andando a scuola sono state attaccate, in diversi episodi, da uomini in motocicletta. Particolarmente gravi le ferite riportate dalle due sorelle: gli aggressori hanno strappato le sciarpe dalla testa delle ragazze e hanno lanciato l’acido mirando al volto, per sfigurarle.
L’AGGRESSIONE – «Eravamo a metà strada verso il liceo quando due uomini in motocicletta si sono fermati vicino a noi. Uno di loro ha gettato dell’acido sul viso di mia sorella, ho cercato di aiutarla e hanno gettato l’acido anche su di me», ha raccontato Atefa. «Abbiamo chiesto aiuto, sono accorse delle persone e gli uomini sono fuggiti. Non sappiamo perché ci abbiano attaccato, la città non è sicura. Ma non possiamo restare chiuse in casa, dobbiamo avere un’istruzione, il governo deve aiutarci». Le due ragazze, che normalmente indossano il velo islamico, appartengono alla minoranza musulmana sciita. Altre quattro ragazze sono stata attaccate nello stesso modo, il giorno dopo, nella stessa zona della città: fortunatamente non sono state ferite in maniera grave.
SCUOLE DISTRUTTE – Non c’è stata alcuna rivendicazione degli attacchi alle studentesse, ma tutto fa pensare a un’azione dei talebani, che nel periodo del loro regime (1996-2001) avevano proibito alle ragazze di frequentare le scuole. Dopo l’11 settembre e la caduta dei talebani, centinaia di scuole nel Paese sono state attaccate e distrutte; insegnanti e responsabili sono stati assassinati, ma finora erano rari gli attacchi agli alunni. L’attacco alle studentesse è stato così grave da avere vasta risonanza anche in una zona così abituata alla violenza.
KARZAI: «NEMICI DELL’EDUCAZIONE» – Il presidente Hamid Karzai ha definito i responsabili «nemici dell’educazione». «Voglio continuare a studiare per aiutare la ricostruzione del mio Paese», ha detto Shamsia dal suo letto d’ospedale, irriconoscibile sotto lo strato di unguento giallo che serve per le ustioni. Ha ricevuto la visita della responsabile del Settore Educazione di Kabul, Najiba Nuristani, che ha dichiarato: «Questi attacchi non possono fermare l’educazione in Afghanistan, specialmente per le ragazze». Il dottore che ha curato Shamsia è ottimista: dovrebbe recuperare l’uso dell’occhio. Se necessario, riceverà cure specialistiche in India.
15 novembre 2008
AUDAX FORTUNA JUVENTUS!!!
JUVENTUS: Manninger; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Marchionni (24′ st Camoranesi), Sissoko, Tiago, Nedved; Amauri (40′ st Iaquinta), Del Piero (42′ st Giovinco).
In panchina: Chimenti, Mellberg, De Ceglie, Marchisio.
Allenatore: Ranieri.
GENOA: Rubinho; Biava (35′ st Papastathopoulos),
Ferrari, Criscito; Potenza (16′ st Bocchetti), Thiago Motta, Juric, Rossi; Gasbarroni (1′ st Sculli), Milito, Palladino.
In panchina: Scarpi, Vanden Borre, Jankovic, Olivera.
Allenatore: Gasperini.
ARBITRO: Rocchi di Firenze.
RETI: 6′ pt Grygera, 26′ pt Amauri, 40′ st Iaquinta, 44′ st Milito (rigore), 47′ st Papastathopoulos (autogol).
Giorno carico di novità
e per i prossimi giorni….
Sarebbe opportuno che….
Ministro Gelmini made in Cortellesi
Sonday, bloody sunday
Uhhhhhh Ohhhh Ohh Ohh Ohh…
I can’t believe the news today
Oh, I can’t close my eyes
And make it go away
How long…
How long must we sing this song?
How long? How long…
‘cause tonight…we can be as one
Tonight…
Broken bottles under children’s feet
Bodies strewn across the dead end street
But I won’t heed the battle call
It puts my back up
Puts my back up against the wall
Sunday, Bloody Sunday
Sunday, Bloody Sunday
Sunday, Bloody Sunday
Sunday, Bloody Sunday
And the battle’s just begun
There’s many lost, but tell me who has won
The trench is dug within our hearts
And mothers, children, brothers, sisters
Torn apart
Sunday, Bloody Sunday
Sunday, Bloody Sunday
How long…
How long must we sing this song?
How long? How long…
‘cause tonight…we can be as one
Tonight… tonight…
tonight… tonight… tonight…
Wipe the tears from your eyes
Wipe your tears away
Oh, wipe your tears away
Oh, wipe your tears away
Oh, wipe your blood shot eyes
Sunday, Bloody Sunday (Sunday, Bloody Sunday)
Sunday, Bloody Sunday (Sunday, Bloody Sunday)
And it’s true we are immune
When fact is fiction and TV reality
And today the millions cry
We eat and drink while tomorrow they die
The real battle just begun
To claim the victory Jesus won
On…
Sunday Bloody Sunday
Sunday Bloody Sunday…
Sunday Bloody Sunday
Sunday Bloody Sunday
Sunday Bloody Sunday
Sunday Bloody Sunday
Sunday Bloody Sunday
Numeri
Cogitoergosum si rallegra!!!!
Voi che ne pensate?
E’ quanto emerge da un progetto del ministro Gelmini.
In pratica, verrebbero raddoppiate le tasse agli studenti fuori corso che non lavorano.
Ecco l’articolo del Corriere della Sera di oggi a pag. 16:
"La riforma Gli studenti in ritardo con gli esami sono il 37% degli iscritti
Ipotesi di raddoppio limitato a chi non dimostra di lavorare
ROMA — Il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini si è sempre detta contraria all’ipotesi di aumentare le tasse universitarie. Anzi, chi merita deve essere aiutato, è la sua linea. E chi invece se la prende comoda, tanto le rette sono abbordabili? Chi scambia l’università per un parcheggio? Per costoro, che sono centinaia di migliaia, è in arrivo un «giro di vite» che potrebbe tradursi proprio in un aumento delle tasse.
La Gelmini ha anticipato un provvedimento sui fuori corso. Non è entrata nei dettagli. Se non per spiegare che lo scopo è quello di ridurre nei limite del possibile — occorre infatti distinguere tra chi non si impegna e chi invece studia e lavora — il numero di quanti si iscrivono ma non danno esami o ne danno pochissimi.
C’è un risvolto etico. Le università, nonostante la scarsità di risorse, fanno pagare la stessa retta a chi è in regola o abbastanza in regola e chi invece costringe la collettività a finanziare i suoi studi per un numero di anni di gran lunga superiore a quello previsto. Il fondo di finanziamento ordinario che alimenta le nostre 75 università è infatti ripartito tenendo conto del numero degli iscritti, in corso o no, a ciascun ateneo.
Una volta, nell’ordinamento, c’era un limite. Negli altri Paesi l’eterno universitario non esiste. Dopo un certo tempo ti buttano fuori. Questo è uno dei possibili modi di intervenire per disincentivare i ritardi. L’altro colpisce il portafoglio. Sei un fuori corso e non puoi dimostrare che lavori?
Dovrai pagare rette più salate.
Al ministero affermano che non c’è alcun provvedimento in fase avanzata di elaborazione. L’ipotesi però è stata avanzata, tra quelle in discussione in questi giorni riguardanti la riforma dell’università. Nessun aumento indiscriminato delle tasse, ma «giro di vite» limitato ai fuori corso. I ritardatari sono 667 mila, un terzo dei quali non lavora. Rappresentano il 37 per cento del totale, 1.800.000 universitari. Per quanto diminuiti negli ultimi anni, sono lì a dimostrare che il nostro sistema non funziona bene.
Un raddoppio delle rette — limitato a quanti non sono in grado di dimostrare che il ritardo dipende da impegni di lavoro — porterebbe nelle casse delle università somme importanti. Difficile fare conti precisi. Ma quelle somme potrebbero essere utilizzate — altra voce trapelata dal ministero — per il diritto allo studio: borse, alloggi, mense e via dicendo. Misure destinate a promuovere la mobilità degli studenti, uno dei punti chiave del programma del ministro Gelmini.
Intanto, mentre il decreto legge varato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri dovrebbe essere già oggi pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si annuncia una nuova settimana di passione con iniziative di protesta in molte università italiane. Venerdì ci sarà la grande manifestazione di Roma con lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. "
Giulio Benedetti
Voi che ne pensate?
Mussolirinho!!!
Tutti zitti… Tacete
Però, secondo me, non si fa così.
Solo a scuola è consentito farlo, proprio quando è necessario!
Ma anche lì, se si esagera, non c’è sfizio!!!!
Anziché tacere, bisogna parlare e FAR parlare!!