appello urgente, urgentissimo!

Un appello urgente
 
 
appello urgente che si prega di inoltrare al più presto ……
 
è questione di vera emergenza!!!
 
Per carità, non perdete altro tempo!!!
 
 
 
Al fine di difendere l’inno di Mameli da eventuali nuovi innalzamenti del dito medio padano,
 
cari professori colleghi del Nord….
 
 
voi che AVETE BOCCIATO IL FIGLIO DI BOSSI…,
 
 
VI PREGHIAMO  IN GINOCCHIO E SOLENNEMENTE:
 
PROMUOVETELO LA PROSSIMA VOLTA!!!
 
ALTRIMENTI PER I poveri fratelli d’Italia non ci sarà più scampo!!!
 
Salvate i fratelli d’Italia promuovendo il figlio di Bossi!!! 
 
Anche il popolo di You tube concorda, vedete qui:
   

emergenza…

Emergenza….
 
 
A volte ritornano!!
 
 
Una volta in Italia, con le leggi razziali, c’era lo Stato di emergenza contro gli Ebrei….
 
 
Oggi, sia pur senza leggi razziali, c’è lo Stato di emergenza, su tutto il territorio nazionale, contro gli immigrati extracomunitari (… ma noi fino a 50 – 60 anni fa non eravamo un popolo di immigrati?)…
 
A volte ritornano…
 
corsi e ricorso storici (Vico docet!!)

Vorrei….

Vorrei…..
 
– trascorrere giornate senza pensare a niente, in mare, 
  non sulla spiaggia, ma in acqua
 
– vivere in un Paese senza continui stati d’emergenza
 
– avere a mia disposizione ciò che possa risultarmi
   sufficiente, non il superfluo
 
– vivere in un mondo senza guerre, senza rancori, senza
   equivoci, senza nessun doppio gioco
 
 

Auguri a tutte quelle che si chiamano Anna

oggi è Sant’Anna…
 
Auguri a tutte quelle che si chiamano Anna o che comunque festeggiano oggi l’onomastico!!!

Lodo Alfano: referendum

Si va verso il referendum abrogativo della legge nota come "Lodo Alfano"!
 
Questo referendum è "veramente cosa buona e giusta" e penso che mi impegnerò personalmente anche con la raccolta delle firme!!!
 
Questa legge va abrogata e cancellata!
 
Tutti i cittadini devono essere uguali di fronte alla legge!
 

“maledetti professori”

 
"Maledetti professori"
 
Ho trovato sul sito http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/bussola-diamanti-25-lugl/bussola-diamanti-25-lugl/bussola-diamanti-25-lugl.html un articolo di Ilvo Diamanti incentrato proprio sul ruolo dei docenti in questa società, nella quale, afferma il giornalista, si vuole insegnare a persone che ritengono di non aver nulla da imparare, in una società in cui "i genitori li criticano … perché non premiano il merito. Presumendo che i loro figli siano sempre meritevoli".
 
E’ un articolo su cui tutti dovremmo riflettere. In parte è colpa dei docenti, ma non solo dei docenti.
 
Ecco l’articolo
 
BUSSOLE

Maledetti professori

di ILVO DIAMANTI

IL "PROFESSORE", ormai, primeggia solo fra le professioni in declino. Che insegni alle medie o alle superiori ma anche all’università: non importa. La sua reputazione non è più quella di un tempo. Anzitutto nel suo ambiente. Nella scuola, nella stessa classe in cui insegna. Gli studenti guardano i professori senza deferenza particolare. E senza timore. In fondo, hanno stipendi da operai specializzati (ma forse nemmeno) e un’immagine sociale senza luce. Non possono essere presi a "modello" dai giovani, nel progettare la carriera futura. Molti genitori hanno redditi e posizione professionale superiori. E poi, la cultura e la conoscenza, oggi, non vanno di moda. E’ almeno da vent’anni che tira un’aria sfavorevole per le professioni intellettuali.

 
Guardate con sospetto e sufficienza.
Siamo nell’era del "mito imprenditore" . Dell’uomo di successo che si è fatto da sé. Piccolo ma bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l’artigiano e il commerciante. L’immobiliarista. E’ "l’Italia che produce". Ha conquistato il benessere, anzi: qualcosa di più. Studiando poco. O meglio: senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando conoscenze e competenze che la scuola non dà. Si pensi a quanti, giovanissimi, prima ancora di concludere gli studi, hanno intrapreso una carriera di successo nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie.

Competenze apprese "fuori" da scuola. Così i professori sono scivolati lungo la scala della mobilità sociale. Ai margini del mercato del lavoro. Figure laterali di un sistema – la suola pubblica – divenuto, a sua volta, laterale. Poco rispettati dagli studenti, ma anche dai genitori. I quali li criticano perché non sanno trasmettere certezze e autorità; perché non premiano il merito. Presumendo che i loro figli siano sempre meritevoli.

 
Si pensi all’invettiva contro i "professori meridionali" lanciata da Bossi nei giorni scorsi. Con gli occhi rivolti – anche se non unicamente – alla commissione che ha bocciato "suo figlio" agli esami di maturità. Naturalmente in base a un pregiudizio anti-padano. I più critici e insofferenti nei confronti dei professori sono, peraltro, i genitori che di professione fanno i professori. Pronti a criticare i metodi e la competenza dei loro colleghi, quando si permettono di giudicare negativamente i propri figli. Allora non ci vedono più. Perché loro la scuola e la materia la conoscono. Altro che i professori dei loro figli. Che studino di più, che si preparino meglio. (I professori, naturalmente, non i loro figli).

Va detto che i professori hanno contribuito ad alimentare questo clima. Attraverso i loro sindacati, che hanno ostacolato provvedimenti e riforme volti a promuovere percorsi di verifica e valutazione. A premiare i più presenti, i più attivi, i più aggiornati, i più qualificati. Così è sopravvissuto questo sistema, che penalizza – e scoraggia – i docenti preparati, motivati, capaci, appassionati. Peraltro, molti, moltissimi. La maggioranza. In tanti hanno preferito, piuttosto, investire in altre attività professionali, per integrare il reddito. O per ottenere le soddisfazioni che l’insegnamento, ridotto a routine, non è più in grado di offrire. Sono (siamo) diventati una categoria triste.

Negli ultimi tempi, tuttavia, il declino dei professori è divenuto più rapido. Non solo per inerzia, ma per "progetto" – dichiarato, senza infingimenti e senza giri di parole. Basta valutare le risorse destinate alla scuola e ai docenti dalle finanziarie. Basta ascoltare gli echi dei programmi di governo. Che prevedono riduzioni consistenti (di personale, ma anche di reddito): alle medie, alle superiori, all’università. Meno insegnanti, quindi. Mentre i fondi pubblici destinati alla ricerca e all’insegnamento calano di continuo. Dovrebbe subentrare il privato. Che, però, in generale se ne guarda bene. Ad eccezione delle Fondazioni bancarie. Che tanto private non sono. D’altra parte, chissenefrega. I professori, come tutti gli statali, sono una banda di fannulloni. O almeno: una categoria da tenere sotto controllo, perché spesso disamorati e impreparati. Maledetti professori. Soprattutto del Sud. Soprattutto della scuola pubblica. E – si sa – gran parte dei professori sono statali e meridionali.

Maledetti professori. Responsabili di questa generazione senza qualità e senza cultura. Senza valori. Senza regole. Senza disciplina. Mentre i genitori, le famiglie, i predicatori, i media, gli imprenditori. Loro sì che il buon esempio lo danno quotidianamente. Partecipi e protagonisti di questa società (in)civile. Ordinata, integrata, ispirata da buoni principi e tolleranza reciproca. Per non parlare del ceto politico. Pronto a supplire alle inadempienze e ai limiti della scuola. Guardate la nuova ministra: appena arrivata, ha già deciso di attribuire un ruolo determinante al voto in condotta. Con successo di pubblico e di critica.

Maledetti professori. Pretendono di insegnare in una società dove nessuno – o quasi – ritiene di aver qualcosa da imparare. Pretendono di educare in una società dove ogni categoria, ogni gruppo, ogni cellula, ogni molecola ritiene di avere il monopolio dei diritti e dei valori. Pretendono di trasmettere cultura in una società dove più della cultura conta il culturismo. Più delle conoscenze: i muscoli. Più dell’informazione critica: le veline. Una società in cui conti – anzi: esisti – solo se vai in tivù. Dove puoi dire la tua, diventare "opinionista" anche (soprattutto?) se non sai nulla. Se sei una "pupa ignorante", un tronista o un "amico" palestrato, che legge solo i titoli della stampa gossip. Una società dove nessuno ritiene di aver qualcosa da imparare. E non sopporta chi pretende – per professione – di aver qualcosa da insegnare agli altri. Dunque, una società senza "studenti". Perché dovrebbe aver bisogno di docenti?

Maledetti professori. Non servono più a nulla. Meglio abolirli per legge. E mandarli, finalmente, a lavorare.

(25 luglio 2008)

Colpo grosso dell’Inter: soffia il nuovo Pato al Real Madrid!!

Colpo grosso dell’Inter
 
la squadra neroazzurra ha soffiato al Real Madrid Philippe Coutinho, attaccante brasiliano della squadra Vasco de Gama.
 
 

 
 
Dagli esperti viene considerato un nuovo Pato.
 
Coutinho ha 16 anni ed è considerato una delle più "luminose promesse del calcio brasiliano".
 
L’Inter l’ha acquistato per circa 4 milioni di euro, un prezzo non disprezzabile per un giocatore di 16 anni!
 
 
 
 

Urano – Crono

Da Urano a Crono (tratto da Apollodoro, I miti greci)
 
Urano fu il primo signore del mondo. Sposò Gea e generò per primi Briareo, Cotto, Gia, detti Ecatonchiri, aventi cento braccia e cinquanta teste ciascuno. Erano invincibili per forza fisica e insuperabili per statura.
 
Dopo di loro Gea partorisce a Urano i Ciclopi, Arge, Sterope e Bronte, ognuno dei quali aveva un solo occhio in mezzo alla fronte.
 
Urano, però, incatenò i Ciclopi e li gettò nel Tartaro, nell’Ade. Da Gea Urano ha altri figli: Oceano, Ceo, Iperione, Giapeto e, più giovane di tutti, Crono. Questi sono detti Titani. Ebbe anche delle figlie, Thetys, Rea, Temi, Mnemosine, Febe, Dione e Tia, che sono state definite Titanidi.
 
Arrabbiata per la decisione di Urano di gettare i figli nel Tartaro, Gea invita i Titani ad aggredire il padre. Tutti, tranno Oceano, lo assaltano. Crono gli taglia i genitali e li getta in mare. Da questo episodio nacquero le Erinni: Aletto, Tisifone e Megera. Urano viene detronizzato e i Titani riportano alla luce i fratelli gettati nel Tartaro e diedero il potere a Crono. 

Piccole vittime

Piccole vittime delle follie degli adulti
 
Due esempi di bambini vittime delle follie degli adulti:
1) A Roma la piccola Luna è in coma a causa del pestaggio subito dal padre che le ha sbattuto la testa sul marmo… La bambina, francese, ha 4 anni.
 
2) A Bari un bambino nigeriano è morto dissanguato in seguito ad un maldestro tentativo di circoncisione. Il bambino, nigeriano, aveva due mesi e mezzo.
 
Entrambi sono state vittime delle follie degli adulti!
 
Vergogna!

Notizia flash dell’ultima ora

Notizia flash dell’ultima ora!!
 
E’ stato finalmente arrestato, su mandato del Tribunale Internazionale dell’Aja, Radovan Karadzic, leader serbo accusato di gravi ed efferati crimini di guerra, nonché di genocidio e di strage per essersi macchiato, durante la guerra dei Balcani, della morte di circa ventimila persone.
 
Era latitante dal 1997.
 
Inserisco qui sotto la foto di questo nefando personaggio
 
 
Che la giustizia ora faccia il suo corso!!
 

E’ tutta un’altra cosa!!!

 
E’ tutta un’altra cosa!! Anzi, è tutta un’altra musica!!
 
Il grande Thorens td 190 è arrivato
 
Si tratta di un giradischi nuovo di zecca prodotto da un marchio di qualità e da una casa che in passato è stata una garanzia in questo settore e continua ad esserlo ancora oggi.
 
Un giradischi dotato di tutte e tre le velocità (33 – 45 – 78 giri) pensato per consentire ai patiti della musica e del disco, di rivivere, in toto e senza esclusioni alcune, il magico suono del vinile, nei suoi tre diversi formati.
 
Scontata la bontà del suono con i 33 giri, avevo qualche perplessità per i 78 giri, a causa della puntina che, credevo, dovesse essere cambiata. Ma, con mia grande sorpresa, anche la perfomance con il 78 giri è stata eccezionale!
 
E’ proprio vero: con un buon giradischi e con dei dischi ben tenuti, la musica assume tutto un altro aspetto e, al confronto, il cd e la musica digitale non possono far altro che chinare il capo e scomparire.
 
Questa è una foto del giradischi
 
 
Vi assicuro che sentire così la musica è tutta un’altra cosa!!
 
 
 
 
 

La mano de Dios (la mano di Dio)

La mano de Dios
 
E’ la parte finale del titolo del film di Marco Risi sul grande giocatore Diego Armando Maradona.
 
Fu lo stesso calciatore ad usare questa espressione che, in italiano, vuol dire "la mano di Dio" durante una partita del mondiale del 1986 contro l’Inghilterra (se non ricordo male).
 
In quella circostanza, infatti, il grande giocatore argentino, partenopeo di "adozione", segnò l’ennesimo suo gol strabiliante, aiutandosi, però, nel corso dell’azione, con una mano e commettendo un fallo non segnalato dall’arbitro.
 
A chi gli avesse chiesto spiegazioni su quella mano nel corso dell’azione, il giocatore rispose che era stata la mano de Dios.
 
In quel periodo Argentina e Inghilterra erano divise da una rivalità non solo calcistica, ma anche politica e militare a causa del conflitto scoppiato tra i due Paesi per le isole Malvine (o Falklands in inglese) negli anni precedenti.
 
Ebbene, Dieguito rispose che lo stesso Dio aveva voluto la vittoria del suo Paese.
 
Ma che cosa possiamo dire sull’uomo Maradona? 
 
Un personaggio controverso senza alcun dubbio: molto legato alla sua famiglia e alle sue umili origini, ma, proprio per questo, vittima del suo stesso successo e della sua stessa fama che lo avevano indotto a compiere spesso azioni spropositate e a fare uso di droga.
 
Quella del grande Diego è la parabola di tutti grandi personaggi che, come si sa, non sempre sono in grado di gestire il successo e la notorietà.
 
La parabola di un giovanissimo calciatore argentino che, all’età di sedici anni, viene già convocato a giocare in serie A nel suo Paese. Poi il contratto con il Barcellona e, infine, l’impegno calcistico con il Napoli, protrattosi fino agli inizi degli anni ’90.
 
Con lui il Napoli diventò il GRANDE NAPOLI, vincitore dello scudetto e artefice di successi sempre più straordinari.
 
Sembrava che per Maradona dovesse aprirsi addirittura un processo di santificazione per "direttissima"!.
 
Ma il tunnel della droga e gli investimenti economici non sempre favorevoli, associati ad uno scontro via via crescente con la squadra dei  Partenopei, segnarono il declino di Maradona.
 
Siamo nel periodo immediatamente successivo ad Italia ’90.
 
Nel ’91 il giocatore argentino lascia il Napoli. Poco dopo viene arrestato nel suo Paese per detenzione di droga e, quindi, rimesso in  libertà in cambio dell’impegno di seguire un programma di disintossicazione. Infine, nel 1994, con i Mondiali statunitensi per Dieguito si apre, a 33 anni di età, una nuova possibilità di riscatto morale, con questa ennesima partecipazione al massimo campionato di calcio.
 
Ma l’assunzione di una sostanza proibita (peraltro, pare, non volontaria e scaturita da un mero errore) costa all’ex pupillo del Napoli l’espulsione da U.S.A. ’94.
 
Questo ed altro nel film di Marco Risi su Maradona. 
 
Del Pibe de oro viene messa in risalto l’umanità che traspare nettamente anche dalla debolezza del suo carattere, soprattutto nelle circostanze in cui gli è richiesto di uscire dal tunnel della droga e della dipendenza da sostanze illecite.
 
Campeggia, però, accanto alla sua, la figura della moglie, sempre disposta, nonostante le frequenti e cocenti delusioni, a seguire el pibe de oro, ad appoggiarlo e a sostenerlo!
 
Quello di Marco Risi è davvero un bel film da vedere.
 
la vicenda di Diego Armando Maradona, a sua volta, ha molto da insegnare a tutti!   
 
 

Bossi, i professori “terroni” e il figlio bocciato!

Bossi, i professori "terroni" ed il figlio (Renzo Bossi) bocciato
 
 
ecco l’articolo
 
POLITICA

 
 

In molti hanno pensato che il riferimento del Senatùr fosse al figlio
Dalla scuola confermano l’argomento ma precisano: "Una tesina vale pochi punti…"

Bossi e i prof, il figlio bocciato
portava una tesi su Cattaneo

Coincidenze. Umberto Bossi non ha fornito ulteriori dettagli ma, quando ha attaccato i professori del Sud, ha citato anche l’episodio di un ragazzo stangato perché ha presentato una tesina su Cattaneo. Niente nomi e niente cognomi, salvo quello del nume tutelare del federalismo lumbard.

La coincidenza: Renzo Bossi, figlio del leader leghista, pochi giorni fa è stato bocciato (per la seconda volta) alla maturità scientifica: "La valorizzazione romantica dell’appartenenza e delle identità", era il titolo della tesina presentata, ispirata proprio al pensiero di Cattaneo, come lo stesso Renzo Bossi aveva confermato ai quotidiani locali.

Fermo restando che quel giovane ‘stangato’ evocato oggi potrebbe essere chiunque altro, è il rettore del Bentivoglio di Tradate, l’istituto religioso presso il quale il figlio di Bossi ha sostenuto da privatista l’esame di maturità scientifica, a chiarire che comunque, nel caso del maturando Bossi, quella tesina non ha creato problemi ideologici. E che le commissioni d’esame non hanno colore, nè politico nè regionale.

"Allora, come per tutti i privatisti – spiega al cronista don Gaetano Caracciolo – l’esame di maturità si compone di un tema, un compito di matematica, un test su quattro materie e poi c’è l’orale, del quale fa parte la tesina che ne è l’introduzione". Appunto, la tesina: "Non conosco il dettaglio di quella prova d’esame ma comunque il punteggio dell’orale, di cui fa parte la tesina e solo come avvio del colloquio, pesa per 35 punti rispetto ai 45 delle altre prove". Come a dire che anche una tesina eccellente non può ribaltare eventuali altre defaillance.

Per curiosità, come era composta quella commissione d’esame? Neanche don Gaetano entra in dettagli ma spiega che "è composta da 3 docenti interni, tre esterni e un presidente, esterno anch’egli. Se proprio ci tenete, i tre interni sono settentrionali mentre per il resto – dice con un filo d’ironia – la composizione è mista in tutti i sensi, ma i professori – e qui la voce del religioso torna seria – non hanno regione nè parte politica. Fanno il loro lavoro di educatori. E questo lo sa anche ogni cuore di papà".

(20 luglio 2008)

Eboli: Monnezza e porcilaio a San Cataldo, le foto dello scandalo!

Eboli: porcilaio e munnezza a San Cataldo, le foto dello scandalo!!
 
"munnezza" e porcilaio a San Cataldo…
 
Alcune rifiuti giacciono negletti da diversi giorni, altri sono "freschi" di giornata!
 
Ecco le foto (oggi è il 20 luglio 2008…)
 
 
L’ultima foto riguarda alcuni mobili che avrebbero dovuto essere ritirati da tempo (infatti, giacciono davanti al cancello da almeno una decina di giorni).
 
Le altre foto riguardano un’altra zona di via San Cataldo, quella iniziale, a venire dalla Nazionale. 
 
Sembrano datate al periodo in cui la raccolta differenziata ancora non esisteva, invece sono state scattate oggi pomeriggio.
 
Evidentemente, c’è qualche cittadino incivile che di raccolta indifferenziata proprio non vuole saperne (o forse vuole addirittura boiccottarla)!!
 
Allora, che aspettiamo a controllare meglio le strade per questa e anche per altre ragioni?
 
A proposito, quel materasso vicino al contenitore per gli indumenti usati, "alberga" lì da diversi giorni!!
 
 
 
 
 

Stalin “santo subito” ?

"Una richiesta mostruosa"
 
 
Non sono parole inventate, ma è la citazione testuale della reazione del Patriarcato di Mosca alla richiesta di Sergej Malinkovich, il presidente della sezione interregionale dei comunisti di Pietroburgo.
 
 
Nessuno potrebbe mai neppure immaginare che cosa abbia chiesto questo dirigente politico alla Chiesa Ortodossa della Russia!!
Siccome non potreste mai trovare la risposta, allora ve lo dico io: il signor Malinkovich ha chiesto alla Chiesa Russa  di santificare Stalin, avviando un processo di canonizzazione del dittatore comunista sovietico!
 
Malinkovich ha anche minacciaro che "Se la Chiesa si rifiutasse, allora al suo interno comparirà, non senza la partecipazione delle forze patriottiche, una tendenza di rinnovamento, una chiesa ortodossa popolare orientata in modo sociale, intollerante nei confronti dell’opulenza e dell’ostentata religiosità dei burocrati. Sarà questa chiesa rinnovata a canonizzare il grande Stalin, primo passo dell’unione del movimento di liberazione nazionale e dell’ortodossia popolare. Alla fine del XXI secolo le icone con l’immagine del Santo Josif Stalin compariranno in ogni casa ortodossa". Ha, in pratica, minacciato lo scisma all’interno della Chiesa russa.
 
 
Questa la risposta della Chiesa russa: "È una richiesta mostruosa", ha replicato ieri ai microfoni di Radio Eko di Mosca Vladimir Vigiljanskij, portavoce del Patriarcato: "Stalin e i suoi furono colpevoli della totale distruzione della Chiesa Ortodossa Russa. Nell’epoca staliniana subirono morte violenta circa 200mila sacerdoti. Canonizzare uno colpevole di banditismo e terrorismo di stato è un sacrilegio terribile".
 
Quindi la controreplica dei comunisti è stata:  "La posizione del Patriarcato è dettata dalla pressione delle autorità laiche, non riflette l’opinione di tutto il clero, soprattutto dei pope della grande maggioranza delle piccole città russe e della campagna"

D’altra parte, la Chiesa ortodossa inviò a Stalin il 21 dicembre del 1949 il seguente telegramma: "Caro Josif Vissarionovich, nel giorno del suo 70esimo compleanno, le esprimiamo la nostra profonda riconoscenza. preghiamo per il rafforzamento del Suo vigore e benedicendo il Suo eroismo ce ne ispiriamo noi stessi". 

 

Certo che ci vuole un bel coraggio a chiedere la canonizzazione di uno come Stalin!