Interminati spazi…

 
Giunti al terzo giorno di vita del blog, una riflessione, però breve, data l’ora e l’afa, sul suo titolo si impone, o quanto meno, se non si impone, non sembra comunque inopportuna.
 
"INTERMINATI SPAZI …. E SOVRUMANI SILENZI E PROFONDISSIMA QUIETE IO NEL PENSIER MI FINGO ",  costituiscono, come è noto, i versi 4-7 dell’idillio leopardiano "L’infinito ". Un componimento che evidenzia non solo la grande sensibilità del poeta di Recanati, ma anche la capacità di immaginare un infinito, sia spaziale che temporale che coinvolge in particolare i sensi della vista e dell’udito, e di concepirlo come un grande mare nel quale al poeta risulta dolce   naufragare.  Egli riesce, così, ad "evadere" dalla realtà, immaginando con l’animo e la mente quel che con la vista non riesce a vedere, dando libero sfogo alla sua fantasia e riuscendo a trovare quel piacere infinito  che il mondo reale e, soprattutto, l’angusta realtà del suo natio borgo selvaggio  non possono offrirgli. E’, questo, un modo chiaro e netto per rifiutare i ristretti margini della "sua vita presente".
 
E una sorta di mare magnum è,oggi, la rete. Le risorse del web, e tra queste anche i blog, ci consentono di ampliare a dismisura ed in un solo attimo i confini delle nostra conoscenza, di comunicare con tutti a qualunque latitudine del mondo. E’, insomma, un modo per uscire dagli angusti steccati della realtà che che ci circonda e per viaggiare, oltre che attraverso il computer, anche con la mente e con l’immaginazione. Un altro motivo per cui ho scelto di citare questi versi è perché questo componimento è, secondo me, uno dei più belli della nostra letteratura.
  
Infine, Leopardi, come Foscolo ed altri scrittori dell’Ottocento e del Novecento, è un grande!!!
 
 
 
 
 

2 pensieri su “Interminati spazi…

  1. Non amo nè Leopardi nè Foscolo come poeti ottocenteschi.. li trovo troppo "uomini del loro tempo", poco lucidi e consapevoli e allo stesso tempo freddi, non per i contenuti ma per il modo di scrivere.. poco visionari anche.. preferisco di gran lunga i romantici inglesi come Byron, quelli dello Sturm and Drung come Goethe e i Decadentisti..
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  2. In effetti, Goethe  è stato un autore fondamentale anche per l\’Italia. Nell\’Ortis di Foscolo, però, c\’è la componente politica che manca nel Werther di Goethe. Di Foscolo mi piace un po\’ meno l\’aspetto neoclassico della sua poetica. 
    Dei Decadentisti, apprezzo i poeti "veggenti" francesi, e, per gli italiani,  qualche aspetto della poesia di D\’Annunzio. Poi degli scrittori del primo Novecento, mi piace molto Pirandello . 

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