TOTÒ – Una lettera? CAFONE- Una lettera de carta, sa… TOTÒ – E perché, le lettere si scrivono di porcellana? CAFONE- Eh, non si può sape’… TOTÒ – Dunque. Lei è ignorante? CAFONE -Io? Si. TOTÒ – Bravo, bravo. Viva l’ignoranza! Tutti così dovrebbero essere… CAFONE -Eh… TOTÒ – E se ha dei figliuoli, non li mandi a scuola, per carità! CAFONE -No, io figli nun tengo… TOTÒ – Li faccia sguazzare nell’ignoranza… CAFONE -No, io tengo nu cumpare nipote: proprio per lui devo scrivere la lettera, sai… TOTÒ – Bravo. A lui? (Prende un pacco di lettere nella scrivania). Quanti anni ha questo compare? CAFONE -Tiene quarantacinque anni… TOTÒ – Quarantacinque? (Fruga tra le lettere e ne estrae una). Eccola qua. Questa va benissimo. CAFONE- E cos’è questa? TOTÒ – No, vede: noi le lettere le scriviamo prima, di modo che, quando viene la persona… CAFONE -None! Tu non sai che debbo scrivere qui dentro! TOTÒ – Va be’, non vuol dire: guadagnamo tempo. CAFONE -E che sai, li fatti miei? TOTÒ – Ma scusi: lei m’ha detto che suo nipote compare ha quarantacinque anni… CAFONE -Eh, quarantacinque anni… TOTÒ – Questa lettera io l’ho scritta tre anni fa per un signore che ne aveva quarantadue. CAFONE -E ‘stu signore che è? Lu cumpare mio? TOTÒ – Non vuol dire! Ma gli va bene… CAFONE -No, paisa’, non me piace… TOTÒ – Ma gli andrà bene… CAFONE -Ma no! TOTÒ – La vuole da capo? CAFONE -Proprio da capo. TOTÒ – Scriviamola da capo. Lo facevo per lei: lei con questa lettera economizzava…La vuole nuova? Facciamola nuova! CAFONE -Bravo. TOTÒ – Siamo qui apposta… Dunque. Vuol dettare, per cortesia? CAFONE -Scriva. TOTÒ – Si… CAFONE -Napole… TOTÒ – Eh… (Mette la penna nel calamaio e spruzza d’inchíostro il cafone). Avanti. Napoli… eccetera eccetera eccetera… Sissignore. CAFONE -(inizia a dettare) Caro Giuseppe cumpare nipote… TOTÒ -Beh… caro Giuseppe… CAFONE -E mio cumpare e mio nipote. TOTÒ – Va be’, vuole che… Beh… Caro… CAFONE -Caro… TOTÒ – … Giuseppe… CAFONE -… cumpare… TOTÒ – … compare nipote… sì… sì… (Lo spruzza ancora d’inchiostro). CAFONE (-asciugandosi) A Napole… a Napole stocio facendo la vita de lu signore TOTÒ – A Napoli… CAFONE -Stocio facendo… TOTÒ – (s’interrompe riflettendo)) Stocio… Stocio… Io stocio, tu stoci… Non esiste questo. CAFONE -Non te piace stocio? TOTÒ – Sto! Io sto! Che me fai scrivere? CAFONE -E più corto, eh… TOTÒ – Me fai scrivere stocio… (Cancella con una mano,e spruzza di nuovo d’inchiostro il cafone)). Ah, santo Iddio, come se fa… come se fa… (Lo spruzza ancora) CAFONE- (asciugandosi il vestito) Paisa’, chistu lu vestito l’hai cumprato io, eh… TOTÒ – Ah, bravo… bravo… Paga sempre lei: bravo! (Ad alta voce rivolto a Peppiniello) Peppiniello! Quelle pizze diventano due! (Al cafone) Dica, dica… CAFONE -Alla sera me ne vaco a lu tabbarene… TOTÒ – Bene. Alla sera me ne vado… CAFONE -… me ne vaco a lu tabbarene… TOTÒ – Me ne vado… CAFONE -… e me ne esco quanti chiode… TOTÒ – Quanti chiodi? (Gli spruzza l’ínchiostro in un occhio). CAFONE -Quanti chiode. Ma che, sta chiovenno ignostro, paisa’? TOTÒ – Quanto chiodo?… CAFONE -Chiodo, si: chiodono li porte, va… TOTÒ – Ah. quando chiude! CAFONE -Finisci! Finisci! TOTÒ – Eh, dice chiodo… Chiude, chiude! CAFONE – E per questo… TOTÒ – E per questo… CAFONE -… mandame… TOTÒ … mandami… CAFONE -… nu poco de soldi… TOTÒ – … per questo mandami un po’ di so… (rimane di sasso) CAFONE -… perché nun tengo nemmeno li soldi per pagare la lettera a lu scrivano che me sta scrivendo la lettera presente… TOTÒ – (smette di scrivere) E poi? CAFONE – E poi… Mettece li saluti… Ponto. TOTÒ – Ma ch’e saluti e saluti!? (Si alza e straccia la lettera). CAFONE -(si alza anche lui, spaventato) E che? TOTÒ – Ma che saluti e saluti!? Vai via, mascalzone! Vai via! CAFONE- … TOTÒ – (lo minaccia col calamaio) E ringrazia Dio che non tiro il calamaio perché mi serve CAFONE- E che… (Allontanandosi). TOTÒ – (fra sè) Chiodo… ponto… stace… Mi fa perdere del tempo inutilmente PEPPINIELLO -(Che arriva tutto contento) Papà, le pizze sono pronte: dammi i soldi. TOTÒ – E che soldi e soldi? E che pizze e pizze? M’è passato l’appetito… Non voglio mangia’ più(Torna a sedersi, amareggiato).
Altre famose battute:
Io ho carta bianca!!!..e ci si pulisca il culo!!!!
Lei e’ un paziente che non ha pazienza!!
Signori si nasce
Ma mi faccia il piacere
Soldati, richiamati, riformati….vi ho radunato in questo pubblico deserto…
Io sono un uomo di mondo…
Parli come badi
Bazzecole, quisquilie, pinzellacchere
Ezia e Anzio
Siamo uomini o caporali ?
Signora sono a sua completa disposizione, corpo, anima e frattaglie.
Chiedo l’annullamento del matrimonio alla Sacra Ruota, anzi per tutte le ruote.
Io non faccio il cascamorto, se casco,casco morto per la fame.
Io non rubo integro.D’altra parte in Italia chi e’ che non integra?
Adesso che siamo a Milano, andiamo a vedere il famoso Colosseo.
Il napoletano lo si capisce subito da come si comporta,da come riesce a vivere senza una lira.
Caporali si nasce,non si diventa.
Queta mappa e’ piccola,e’ troppo piccola,e’ una mappina.
Elena di Troia…Troia…Troia:questo nome non mi e’ nuovo.
Non mi guardi con quegli occhiacci…Lei con quegli occhi mi spoglia…Spogliatoio!
Chi dice bugie va all’inferno con le palle di fuoco in bocca.
Alla faccia di Cartagine e di tutti i Cartaginesi.
Lei e’ un cretino, s’informi.
A proposito di politica,ci sarebbe qualche cosarellina da mangiare?
Credevo che mia moglie fosse una carogna,finche’ non ho visto la sua.
Non sono ancora cavaliere,ma non dispero.Checche’…
Era un uomo cosi’ antipatico che dopo la sua morte i parenti chiedevano il bis.
E’ la somma che fa il totale
Io sono parte nopeo e parte napoletano
Checche’
Mi scompiscio dalle risate
Ammesso e non concesso
Lei non sa chi sono io
A prescindere
Ogni limite ha una pazienza
Se na vada!
Non sono mica fiaschi che si abboffano
I suoi modi sono interurbani
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che grande film….grande professore!!!!!
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