S’i’ fosse fuoco
S’i’ fosse fuoco, arderei ‘l mondo
s’i’ fosse vento, lo tempesterei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i’ fosse Dio mandereil’en profondo;
s’i’ fosse papa, sare’ allor giocondo,
ché tutti cristiani imbrigherei;
s’i’ fossi ‘mperator, sa’ che farei?
A tutti mozzerei lo capo a tondo.
S’i’ fosse morte, andarei da mio padre;
s’i’ fosse vita, fuggirei da lui:
similemente farìa da mi’ madre.
S’i’ fosse Cecco, com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
e vecchie e laide lasserei altrui.
Poesia dai toni provocatori e burleschi, anche se non sempre condivisibili, del grande poeta senese Cecco Angiolieri, i cui testi, appartenenti al filone della letteratura medievale comico – realistica, si contrappongono alla lirica stilnovistica.
Il grande Fabrizio De Andrè ci ha lasciato una sua versione cantata di
questi versi dell’Angiolieri. La possiamo ascoltare in questo video animato.