PERSONAGGIO STORICO ITALIANO
GENERALE UMBERTO NOBILE
Del Generale dell’ Aeronautica Ing. Umberto Nobile è famosa la spedizione polare sul Polo Nord avvenuta circa ottanta anni fa, e per la precisione il 24 maggio 1928.
Nato a Lauro, in provincia di Avellino, il 21 gennaio 1885, da Vincenzo Nobile e da Maria La Torraca, di Eboli, Umberto Nobile si laurea in Ingegneria industriale meccanica col massimo dei voti, all’ Università di Napoli, nel 1908. Sempre nello stesso anno consegue la specializzazione in elettrotecnica.
Tre anni più tardi, vincitore di un concorso, è ammesso a frequentare un corso di costruzioni aeronautiche, presso il battaglione del genio militare, a Roma. Nel 1915, durante il periodo bellico, viene assegnato allo stabilimento militare di costruzioni aeronautiche, e un anno dopo progetta un nuovo dirigibile, denominato O, utilizzato per esplorazioni marine. Dal 1919 al 1927 è direttore dello stabilimento in cui presta servizio. E’ proprio nel 1927 che egli perfezionerà la progettazione dei dirigibili semirigidi.
Nel 1923 progetta e realizza il nuovo dirigibile N1, modello negli anni a seguire utilizzato nella prima trasvolata sul Polo.
Nel 1925 stabilisce i primi contatti col famoso esploratore norvegese, suo compagno di avventura nella trasvolata del 1926, Roald Amundsen.
Ma veniamo alla prima spedizione polare. Come dicevamo prima, a bordo del dirigibile N1, chiamato Norge, proprio in onore di Amundsen, l’ 11 maggio del 1926 parte da Roma, volando sopra il Polo ed atterrando in Alaska due giorni dopo, compiendo una traversata di ben 5300 km. Di volo ininterrotto.
In questo viaggio sorgono disappunti tra il generale Nobile ed Amundsen, sul merito e credito della iniziativa al punto di doversi accontentare quest’ ultimo, per tutta la durata del viaggio, del ruolo di un malcontento passeggero. Poi vedremo come la stima per il generale Nobile ed il suo grande senso di solidarietà porterà quest’ultimo, in occasione delle operazioni di soccorso e di salvataggio dei superstiti della seconda spedizione, a bordo di un aeroplano, a recarsi sui ghiacci nel tentativo di salvarlo.
Ma veniamo, a questo punto, alla seconda trasvolata sui ghiacci del Polo Nord.
Nobile ritorna al Polo Nord come comandante del dirigibile ITALIA. Questa nuova spedizione, dal carattere marcatamente scientifico, ha inizio il 15 aprile 1928, da Milano. Alla spedizione partecipa anche un gruppo di alpini al comando del capitano Gennaro Sora, che avrebbe poi preso parte alle operazioni di soccorso conseguenti il disastro del dirigibile.
Dopo aver attraversato le Alpi, l’ Austria, la Cecoslovacchia, la Germania e la Svezia, l’ ITALIA raggiunge Kingsbay (un borgo di minatori e base militare della spedizione), nelle isole Svalbard. Dopo aver effettuato un primo viaggio di esplorazione a oriente delle Svalbard l’ ITALIA parte per il Polo il 23 maggio del 1928. L’obiettivo geografico viene raggiunto il 24 maggio alle ore 00:24. All’arrivo vengono lanciate una croce, benedetta da Papa Pio XI, ed una bandiera italiana. Il dirigibile, a questo punto, dovrebbe effettuare un atterraggio per effettuare dei rilievi, ma non può farlo a causa delle avverse condizioni atmosferiche. Dopo circa due ore di volo sopra il Polo la spedizione è costretta a rientrare alla base. Durante la fase di rientro, quando erano oramai poco distanti dalle Svalbard, l’ITALIA è protagonista di un terribile schianto sul pack, durante la violenta tempesta. Del gruppo dieci uomini (il generale Nobile, il capitano Zappi, Mariano, Viglieri, il radiotelegrafista Biagi, Behounek, il meteorologo Malmgren, Cecioni, Troiani e Pomella, poi deceduto nell’impatto, nonché la celeberrima cagnetta del generale Titina) vengono sbalzati dall’urto sul ghiaccio, mentre il dirigibile riprendeva quota portando con se gli altri membri dell’equipaggio, di cui non si è saputo più nulla (Pontremoli, Arduino, Ciocca, Lago, Alessandrini e Caratti).
I superstiti, fortunatamente, si trovano circondati di materiale caduto dall’aeronave, tra cui cibo, una tenda da campo (la famosa Tenda Rossa che in origine era di colore grigio chiaro e che poi venne pitturata di rosso con l’anilina utilizzata per le rilevazioni altimetriche), e la benedetta radio trasmittente che usata sapientemente da Biagi consente i sopravvissuti di lanciare gli SOS che li porteranno, dopo sette settimane, alla salvezza.
La radio, dopo essere stata riparata a causa della rottura di un condensatore, viene messa subito in funzione da Giuseppe Biagi, che lancia immediatamente i primi SOS. Ma inizialmente, trovandosi la tenda rossa in una zona d’ombra (poi vedremo come il fenomeno della deriva dei ghiacci porterà il gruppo ad un naturale graduale spostamento dal punto iniziale in cui si trovavano) i messaggi non vengono recepiti dalla Città di Milano, la nave appoggio della marina militare, in pianta stabile a Kingsbay, e comandata dal capitano Romagna. Un SOS viene captato da un radioamatore russo che, comunicatone il contenuto alle autorità militari, determinerà il primo viaggio della nave rompighiaccio denominata Krassin.
Contemporaneamente altre operazioni di soccorso partono da Kingsbay: aerei svedesi, inglesi, italiani, norvegesi, con uomini coraggiosi tutti uniti dallo stesso obiettivo, salvare i sopravvissuti e porre fine a questa tragedia.
Tra gli eroi, a questo punto, è doveroso ricordare proprio Roald Amundsen, che fattosi convincere – come si vede nel film – dalla fidanzata di Malmgren, parte alla volta del Polo per salvare Nobile e i suoi uomini. Ma, sfortunatamente, rimane vittima di un incidente, in quanto l’aeroplano a causa delle cattive condizioni climatiche precipita. Nel film si nota che egli non muore nell’impatto, ne esce illeso, ma rimanendo solo sui ghiacci non sopravvive a lungo al freddo ed alla fame e lì finirà poco dopo i suoi giorni.
Intanto la tenda rossa viene raggiunta dal pilota svedese Ljundborg. Nobile non vuole essere salvato per primo e chiede di portare prioritariamente altre persone che versano in precarie condizioni di salute, tra cui Cecioni con una gamba ferita. Il pilota svedese a questa richiesta si rifiuta e minaccia di ritornare da solo alla base. A questo punto il generale, anche esortato dagli altri, parte verso la Città di Milano, dove lo attendeva un bel bagno caldo – così nel film, in un dialogo virtuale con Amundsen, frutto dell’immaginazione di Nobile, durante le sue frequenti pause riflessive, dove Amundsen dice al generale che a Kingsbay lo attendeva, tra le autorità militari e politiche, la stampa, le accuse, e quant’altro, un bel bagno caldo e rilassante.
E’ solo dopo sette settimane, e precisamente il 12 luglio 1928 che il Krassin raggiunge i superstiti e li trae in salvo.
Il Generale Nobile fu accusato di aver abbandonato i suoi uomini e fu costretto a dimettersi. Il governo fascista dell’epoca non fece nulla per riabilitare la figura di Nobile, abbandonandolo al suo destino. Solo dopo la fine della seconda Guerra Mondiale il giudizio della commissione di inchiesta fu sovvertito e Nobile venne riabilitato col grado di Generale.
Ricordiamo ai lettori che di questa meravigliosa ed allo stesso tempo tragica impresa fu dedicato un film intitolato “La Tenda Rossa”, una produzione italo-russa.. Prodotto nel 1971 da Franco Cristalli, e diretto dal regista russo Kalatozov, il film è interpretato da attori del calibro di Sean Connery, nel ruolo Di Amundsen, Peter Finch, nel ruolo del generale Nobile, e così via. Nel cast è presente anche una figura femminile, l’infermiera dell’ospedale di Kingsbay, Valeria, innamorata dello scienziato Malmgren, interpretata da una giovane Claudia Cardinale.
Restituito alla storia come un grande eroe ed un uomo di grande personalità ed umanità, Umberto Nobile viene eletto deputato alla Costituente nelle fila del Partito Comunista Italiano, come indipendente. E’ docente universitario e successivamente preside della Facoltà di Ingegneria Aeronautica dell’ Università di Napoli.
Tra le sue opere ricordiamo “L’Italia al Polo Nord”, “La Tenda Rossa. Memorie di neve e di fuoco”, “Ali sul Polo”.
Muore a Roma il 30 luglio del 1978.