Ed è subito sera (S. Quasimodo)
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole
ed è subito sera.
Tre versi, questi di Quasimodo, dedicati alla caducità della vita e caratterizzati da un profondo pessimismo che ruota attorno alla sensazione della solitudine e della incomunicabilità.
Nel v.1 il pronome ognuno e l’espressione al cuor della terra alludono ad una condizione universale, oltre le singole esperienze e la specifica situazione storica. L’uomo, infatti, crede di trovarsi al centro della terra, ma, in realtà, acquisisce subito la consapevolezza della caducità della vita umana e del suo destino di solitudine.
Nel v.2, l’espressione trafitto da un raggio di sole contiene una metafora: quella dell’uomo illuminato, ma anche trafitto, quindi ferito, da un raggio di sole, cioè da uno spiraglio di luce che, però, subito svanisce, rendendo ancora più evidente il senso della caducità della vita. Anche per questo motivo, il sole non illumina e non riscalda, ma trafigge e ferisce!
Nel v. 3, l’espressione ed è subito sera contiene la metafora della sera della vita, cioè della morte.
Spicca nella breve poesia il contrasto, da un lato, tra la dilatazione dello spazio e del tempo, che rappresentano la condizione universale della vita umana, e la rapidità, dall’altro, con cui, fulminea, giunge la "sera".
Accentuano questo contrasto le allitterazioni nelle parole sta solo (seguito da due parole monosillabiche "sul" – "cuor") sul e le somiglianze foniche (e, nel secondo esempio qui citato, una vera e propria assonanze) solo sole / terra sera.
Uno scenario, quello evocato dalla trama fono – simbolica di questo testo, in cui il poeta constata amaramente che tutto passa velocemente e che, pertanto, è subito sera.