Mio fratello aviatore (Bertolt Brecht)
Avevo un fratello aviatore.
Un giorno, la cartolina.
Fece i bagagli, e via,
lungo la rotta del sud.
Mio fratello è un conquistatore.
Il popolo nostro ha bisogno
di spazio; e prendersi terre su terre,
da noi, è un vecchio sogno.
E lo spazio che s’è conquistato
è sui monti del Guadarrama.
E’ di lunghezza un metro e ottanta,
uno e cinquanta di profondità.
La poesia risale al 1937, al tempo della guerra civile spagnola. Ben presto si ritrovano coinvolti nel conflitto giovani e meno giovani di altre nazioni europee.
Francia e Russia sostengono il fronte di sinistra, mentre italiani e tedeschi appoggiano la Falange di destra. Il poeta, tedesco esule in Danimarca, immagina di aver lasciato in Germania un fratello che viene, insieme a tanti altri, richiamato dal regime di Hitler alle armi per combattere in Spagna al fianco dei fascisti.
Le autorità tedesche promettono ai soldati in partenza altro spazio vitale e “terre su terre”. Invece, afferma il poeta, lo spazio “conquistato” dal “fratello aviatore” “si estende” per un metro e ottanta di lunghezza ed uno e cinquanta di profondità. Non è, dunque, lo “spazio vitale”, ma lo “spazio mortale”. E’ lo spazio scavato nel terreno per la tomba del soldato morto a causa di una guerra assurda e crudele.
Una chiara condanna politica del nazionalismo, dell’imperialismo e delle guerre in generale.
Una condanna che è molto, ma molto attuale!!!!