13360 grazie

Grazie!!!
 
13360  grazie  a tutti gli amici ed ai visitatori del blog!!!
 
 
Venite sempre più numerosi!!
 
Saranno graditi i commenti aggiunti al guestbook o ai singoli post!!
 
 
 
 
 

criticate, ma non offendete please!

 
 
Molto tempo
 
E’ molto tempo che non aggiorno il blog…. si fa per dire, ovviamente.
 
Infatti, cerco di scrivere più di un intervento al giorno, qualche volta su argomenti più seri, altre volte su contenuti più scherzosi e, comunque, meno impegnativi.
 
Se i post inseriti fossero tutti seri, questo blog sarebbe una vera e propria palla!!!!
 
 
Cmq, un intervento serio è proprio quello che sto scrivendo in questo momento e riguarda l’abitudine di alcuni visitatori che in forma anonima lasciano commenti offensivi sui blog altrui.
 
Anche io, in passato, ne ho ricevuto alcuni e ho ritenuto opportuno metterli in evidenza per poter rendere ancora più evidente la mia risposta.
 
Ciò premesso, non è al mio blog che mi riferisco. Anzi, colgo l’occasione per ringraziare i miei visitatori e per invitarli a linkare ancora le mie pagine e a rilasciare commenti, anche se non necessariamente positivi.
Anzi, i commenti critici sono sempre utili e costruttivi e quando li ricevo non provo alcuno fastidio, in quanto lo spirito di un blog, secondo me, è proprio questo: favorire l’incontro anche dialettico di idee su determinati argomenti, arricchendo così l’esperienza e le conoscenze di chi scrive sul suo blog!
 
 
Il problema è un altro. Riguarda, appunto, i commenti offensivi ANONIMI che ho visto, in passato, sul mio blog e, più recentemente, sui blog di altre persone.
 
Questo, amici, non va bene!
 
Un commento oltraggioso o lesivo della dignità di chi scrive è sempre qualcosa di deprecabile, ma lo diventa ancora di più quando viene vigliaccamente rilasciato in forma anonima, quando chi li aggiunge ad un intervento non ha il coraggio (xché di mancanza di coraggio si tratta) di firmarsi.
 
Allora vorrei dire a questi anonimi visitatori: "criticateci, anche aspramente, ma nel merito dei nostri interventi! Criticateci, ma non offendeteci!!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

altra grande vittoria

Un’altra grande vittoria è quella che si sta profilando per la Juventus, impegnata fuori casa contro il Genoa. Finalmente la Vecchia Signora torna a vincere, mostrando tutto il suo smalto!
 
Avanti così
Audax fortuna Juventus!
 
 

Vittoria!!

Grande vittoria della Sinistra in Spagna, alle elezioni politiche, dove il Partito Socialista Spagnolo potrebbe ottenere anche la maggioranza assoluta, e in Francia alle elezioni comunali, in cui la sinistra sta vincendo sulla coalizione di Sarkozy!!
 
Siccome non c’è due senza tre, speriamo in un risultato analogo anche da noi in Italia!!!

Domani test di storia?

Domani faremo così:
 
 
ci sarà la versione in classe di greco, come già stabilito da una settimana.
 
Non ci sarà il test di Storia perché due prove scritte in un giorno non sono facilmente gestibili.
 
Domani stesso, però. deciderò se spiegare o se interrogare in Storia. Se interrogherò, potrei partire dai primissimi argomenti!
 
L’importante è studiare
 
VOBIS  VEHEMENTISSIME STUDENDUM EST!!
 
 
 
 
 
 

domani

Domani
 
Domani inzierà una nuova intensa settimana di lavoro!
 
Buona settimana e in bocca al lupo a tutti!!!
 
 
Quanto a noi, domani ……..

Aedo; Cleobi e Bitone

Aedo: dal greco aoidòs. Veniva indicato con questo nome il "poeta – cantore" che rievocava con i suoi canti le imprese di eroi e divinità.
Con questa parola indichiamo i cantori dell’età omerica e, più in generale, del periodo in cui il sapere era affidato alla tradizione orale. Nei poemi omerici sono ricordati due aedi di eccezione: Demodoco (vedere libro ottavo dell’Odissea) che commuove Ulisse, presso i Feaci, cantando la distruzione di Troia; Femio, un aedo di Itaca che intrattiene con il suo canto i pretendenti di Penelope  (vedere in particolare il primo libro dell’Odissea).
 
Si riteneva che i cantori fossero ispirati dal dio Apollo in persona e dalle Muse.
 
 
Cleobi e Bitone: figli di una sacerdotessa argiva di Era. Il mito narra che un giorno essi trainarono, al posto dei buoi, il carro su cui veniva la madre doveva essere condotta fino al tempio di Era che distava circa 45 stadi (uno stadio corrispondeva a circa 185 metri). La sacerdotessa, poi, pregò Era di concedere ai suoi due figli ciò che di meglio potesse esserci per i mortali. Nella stessa notte i due fratelli morirono nel sonno
 

Erodoto,  nelle Storie, racconta:

"Essi, che erano di Argo di stirpe, avevano una vita che dava loro soddisfazione ed inoltre una discreta forza fisica; erano entrambi ugualmente vincitori di gare e si racconta appunto questa storia: mentre era in corso una festa solenne in onore di Era, gli argivi avevano assolutamente bisogno che la loro madre venisse portata al tempio con un cocchio, ma i loro buoi non giungevano in tempo dal campo; essendo dunque impediti dal tempo, i due giovani, infilatisi essi stessi sotto il collare trascinavano il carro, e sopra il carro veniva trasportata la madre; dunque, dopo averla trasportata per 45 stadi, giunsero al tempio. 

Dopo aver compiuto tale impresa ed essere stati osservati da tutti i partecipanti alla festa, ebbero la migliore fine della vita, ed il dio mostrò attraverso loro che per un uomo è meglio essere morto che vivere. Gli argivi, infatti, fattisi intorno, si congratulavano con i giovani per la loro forza, e le argive con la loro madre, che figli splendidi avesse avuto in sorte. Allora la madre, enormemente contenta dell’impresa e della fama, postasi davanti alla statua pregava che il dio concedesse a Cleobis e Bitone, i suoi figli, che l’avevano incredibilmente onorata, ciò che per un uomo di meglio fosse possibile da ottenere in sorte. Dopo questa preghiera, appena compirono i sacrifici e banchettarono, i due giovani, addormentatisi nel tempio stesso, non si risvegliarono più, ma morirono così. Gli argivi, allora, fabbricate delle statue che li raffiguravano, le consacrarono a Delfi, agli uomini migliori mai vissuti".

 

Questo è il contesto narrativo nel quale Erodoto  racconta la vicenda dei due ragazzi argivi:

Nel I libro delle Storie, ,dedicato alle rivolte della Ionia, Erodoto narra l’incontro tra Creso, potente re della Lidia, e Solone, legislatore ateniese.
Creso chiede a Solone chi  ritenga essere il più felice tra gli uomini,.Solone  identifica l’uomo più felice con l’ateniese Tello  e dà la seguente motivazione:

“Tello in un periodo di prosperità per la sua patria ebbe dei figli sani e intelligenti e tutti questi figli gli diedero dei nipoti che crebbero tutti; lui stesso poi, secondo il nostro giudizio già così fortunato in vita, ha avuto la fine più splendida: durante una battaglia combattuta a Eleusi dagli Ateniesi contro una città confinante, accorso in aiuto, mise in fuga i nemici e morì gloriosamente; e gli Ateniesi gli celebrarono un funerale di stato nel punto esatto in cui era caduto e gli resero grandissimi onori”.

Viene così ripresa la concezione di gloria tipica del mondo greco.Non solo è sopravvissuto ai suoi figli(la poesia lirica e gli epigrammi ci descrivono la sciagura di vedere un figlio morto,perdita della stirpe e del sostegno che si avrà da anziani)ma è anche morto combattendo per la polis,la quale ha concesso l’onore dei funerali pubblici(cosa non così facile da ottenere).


Creso vuole allora sapere chi Solone ritenga almeno degno del secondo posto e Solone risponde: “Cleobi e Bitone, entrambi di Argo, i quali ebbero sempre di che vivere e oltre a ciò una notevole forza fisica, sicché tutti e due riportarono vittorie nelle gare atletiche; di loro tra l’altro si racconta il seguente episodio: ad Argo c’era una festa dedicata a Era e i due dovevano assolutamente portare la madre al tempio con un carro, ma i buoi non giungevano in tempo dai campi; allora, per non arrivare in ritardo, i due giovani sistemarono i gioghi sulle proprie spalle, tirarono il carro, sul quale viaggiava la madre, e arrivarono fino al tempio dopo un tragitto di 45 stadi. Al loro gesto, ammirato da tutta la popolazione riunita per la festa, seguì una fine nobilissima: con loro il dio volle mostrare quanto, per un uomo, essere morto sia meglio che vivere. Intorno ai due giovani gli uomini di Argo ne lodavano la forza, mentre le donne si complimentavano con la madre che aveva avuto due figli come quelli; e la madre, oltremodo felice dell’impresa e della grande reputazione derivatane, si fermò in piedi di fronte all’immagine della dea e la pregò di concedere a Cleobi e a Bitone, i suoi due figli che l’avevano tanto onorata, la sorte migliore che possa toccare a un essere umano. Dopo questa preghiera i giovani celebrarono i sacrifici e il banchetto e poi si fermarono a dormire lì nel tempio; e l’indomani non si svegliarono più: furono colti così dalla morte. Gli Argivi li ritrassero in due statue che consacrarono a Delfi, come si fa con gli uomini più illustri".

Il racconto di Erodoto esprime una particolare concezione della vita, vista come luogo di pericolo, solo per le insidie umane ma anche per ciò che possono portare gli dei,non certo visti come benevoli,ma come invidiosi, come viene ben spiegato da Solone, cui parole sono migliori di ogni commento:

"Creso tu interroghi sulla condizione umana un uomo che sa quanto l’atteggiamento divino sia pieno di invidia e pronto a sconvolgere ogni cosa. In un lungo arco di tempo si ha occasione di vedere molte cose che nessuno desidera e molte bisogna subirle. Supponiamo che la vita di un uomo duri settanta anni; settanta anni da soli, senza considerare il mese intercalare, fanno 25.200 giorni; se poi vuoi che un anno ogni due si allunghi di un mese per evitare che le stagioni risultino sfasate, visto che in settanta anni i mesi intercalari sono 35, i giorni da aggiungere risultano 1050. Ebbene, di tutti i giorni che formano quei settanta anni, cioè di ben 26.250 giorni, non uno solo vede lo stesso evento di un altro. E così, Creso, tutto per l’uomo è provvisorio. Vedo bene che tu sei ricchissimo e re di molte genti, ma ciò che mi hai chiesto io non posso attribuirlo a te prima di aver saputo se hai concluso felicemente la tua vita. Chi è molto ricco non è affatto più felice di chi vive alla giornata, se il suo destino non lo accompagna a morire serenamente ancora nella sua prosperità. Infatti molti uomini, pur essendo straricchi, non sono felici, molti invece, che vivono una vita modesta, possono dirsi davvero fortunati. Chi è molto ricco ma infelice è superiore soltanto in due cose a chi è fortunato, ma quest’ultimo rispetto a chi è ricco è superiore da molti punti di vista. Il primo può realizzare un proprio desiderio e sopportare una grave sciagura più facilmente, ma il secondo gli è superiore perché, anche se non è in grado come lui di sopportare sciagure e soddisfare desideri, da questi però la sua buona sorte lo tiene lontano; e non ha imperfezioni fisiche, non ha malattie e non subisce disgrazie, ha bei figli e un aspetto sempre sereno. E se oltre a tutto questo avrà anche una buona morte, allora è proprio lui quello che tu cerchi, quello degno di essere chiamato felice. Ma prima che sia morto bisogna sempre evitare di dirlo felice, soltanto "fortunato". Certo, che un uomo riunisca tutte le suddette fortune, non è possibile, così come nessun paese provvede da solo a tutti i suoi fabbisogni: se qualcosa produce, di altro è carente, cosicché migliore è il paese che produce più beni. Allo stesso modo non c’è essere umano che sia sufficiente a se stesso: possiede qualcosa ma altro gli manca; chi viva, continuamente avendo più beni, e poi concluda la sua vita dolcemente, ecco, signore, per me costui ha diritto di portare quel nome. Di ogni cosa bisogna indagare la fine. A molti il dio ha fatto intravedere la felicità e poi ne ha capovolto i destini, radicalmente".

Ovviamente a Creso non piacque questo discorso e considerò Solone un ignorante sprezzante dei beni materiali e che esortava solo a vedere la fine di ogni cosa.

 

 

 

Via Umberto Nobile, perché?

Eboli, via Umberto Nobile, le ragioni di un nome
 
 
Fu il primo e grande esploratore del Polo Nord, ma soprattutto fu un personaggio importanza, nato a Lauro (Av) da genitori ebolitani.
Nell’articolo seguente parliamo più dettagliatamente del personaggio!
 

PERSONAGGIO STORICO ITALIANO

GENERALE UMBERTO NOBILE

 

 

 

Del Generale dell’ Aeronautica Ing. Umberto Nobile è famosa la spedizione polare sul Polo Nord avvenuta circa ottanta anni fa, e per la precisione il 24 maggio 1928.

Nato a Lauro, in provincia di Avellino, il 21 gennaio 1885, da Vincenzo Nobile e da Maria La Torraca, di Eboli, Umberto Nobile si laurea in Ingegneria industriale meccanica col massimo dei voti, all’ Università di Napoli, nel 1908. Sempre nello stesso anno consegue la specializzazione in elettrotecnica.

Tre anni più tardi, vincitore di un concorso, è ammesso a frequentare un corso di costruzioni aeronautiche, presso il battaglione del genio militare, a Roma. Nel 1915, durante il periodo bellico, viene assegnato allo stabilimento militare di costruzioni aeronautiche, e un anno dopo progetta un nuovo dirigibile, denominato O, utilizzato per esplorazioni marine. Dal 1919 al 1927 è direttore dello stabilimento in cui presta servizio. E’ proprio nel 1927 che egli perfezionerà la progettazione dei dirigibili semirigidi.

Nel 1923 progetta e realizza il nuovo dirigibile N1, modello negli anni a seguire utilizzato nella prima trasvolata sul Polo.

Nel 1925 stabilisce i primi contatti col famoso esploratore norvegese, suo compagno di avventura nella trasvolata del 1926, Roald Amundsen.

Ma veniamo alla prima spedizione polare. Come dicevamo prima, a bordo del dirigibile N1, chiamato Norge, proprio in onore di Amundsen, l’ 11 maggio del 1926 parte da Roma, volando sopra il Polo ed atterrando in Alaska due giorni dopo, compiendo una traversata di ben 5300 km. Di volo ininterrotto.

In questo viaggio sorgono disappunti tra il generale Nobile ed Amundsen, sul merito e credito della iniziativa al punto di doversi accontentare quest’ ultimo, per tutta la durata del viaggio, del ruolo di un malcontento passeggero. Poi vedremo come la stima per il generale Nobile ed il suo grande senso di solidarietà porterà quest’ultimo, in occasione delle operazioni  di soccorso e di salvataggio dei superstiti della seconda spedizione, a bordo di un aeroplano, a recarsi sui ghiacci nel tentativo di salvarlo.

Ma veniamo, a questo punto, alla seconda trasvolata sui ghiacci del Polo Nord.

Nobile ritorna al Polo Nord come comandante del dirigibile ITALIA. Questa nuova spedizione, dal carattere marcatamente scientifico, ha inizio il 15 aprile 1928, da Milano. Alla spedizione partecipa anche un gruppo di alpini al comando del capitano Gennaro Sora, che avrebbe poi preso parte alle operazioni di soccorso conseguenti il disastro del dirigibile.

Dopo aver attraversato le Alpi, l’ Austria, la Cecoslovacchia, la Germania e la Svezia, l’ ITALIA raggiunge Kingsbay (un borgo di minatori e base militare della spedizione), nelle isole Svalbard. Dopo aver effettuato un primo viaggio di esplorazione a oriente delle Svalbard l’ ITALIA parte per il Polo il 23 maggio del 1928. L’obiettivo geografico viene raggiunto il 24 maggio alle ore 00:24. All’arrivo vengono lanciate una croce, benedetta da Papa Pio XI, ed una bandiera italiana. Il dirigibile, a questo punto, dovrebbe effettuare un atterraggio per effettuare dei rilievi, ma non può farlo a causa delle avverse condizioni atmosferiche. Dopo circa due ore di volo sopra il Polo la spedizione è costretta a rientrare alla base. Durante la fase di rientro, quando erano oramai poco distanti dalle Svalbard, l’ITALIA è protagonista di un terribile schianto sul pack, durante la violenta tempesta. Del gruppo dieci uomini (il generale Nobile, il capitano Zappi, Mariano, Viglieri, il radiotelegrafista Biagi, Behounek, il meteorologo Malmgren, Cecioni, Troiani e Pomella, poi deceduto nell’impatto, nonché la celeberrima cagnetta del generale Titina) vengono sbalzati dall’urto sul ghiaccio, mentre il dirigibile riprendeva quota portando con se gli altri membri dell’equipaggio, di cui non si è saputo più nulla (Pontremoli, Arduino, Ciocca, Lago, Alessandrini e Caratti).

 

I superstiti, fortunatamente, si trovano circondati di materiale caduto dall’aeronave, tra cui cibo, una tenda da campo (la famosa Tenda Rossa che in origine era di colore grigio chiaro e che poi venne pitturata di rosso con l’anilina utilizzata per le rilevazioni altimetriche), e la benedetta radio trasmittente che usata sapientemente da Biagi consente i sopravvissuti di lanciare gli SOS che li porteranno, dopo sette settimane, alla salvezza.

La radio, dopo essere stata riparata a causa della rottura di un condensatore, viene messa subito in funzione da Giuseppe Biagi, che lancia immediatamente i primi SOS. Ma inizialmente, trovandosi la tenda rossa in una zona d’ombra (poi vedremo come il fenomeno della deriva dei ghiacci porterà il gruppo ad un naturale graduale spostamento dal punto iniziale in cui si trovavano) i messaggi non vengono recepiti dalla Città di Milano, la nave appoggio della marina militare, in pianta stabile a Kingsbay, e comandata dal capitano Romagna. Un SOS viene captato da un radioamatore russo che, comunicatone il contenuto alle autorità militari, determinerà il primo viaggio della nave rompighiaccio denominata Krassin.

Contemporaneamente altre operazioni di soccorso partono da Kingsbay: aerei svedesi, inglesi, italiani, norvegesi, con uomini coraggiosi tutti uniti dallo stesso obiettivo, salvare i sopravvissuti e porre fine a questa tragedia.

Tra  gli eroi, a questo punto, è doveroso ricordare proprio Roald Amundsen, che fattosi convincere – come si vede nel film – dalla fidanzata di Malmgren, parte alla volta del Polo per salvare Nobile e i suoi uomini. Ma, sfortunatamente, rimane vittima di un incidente, in quanto l’aeroplano a causa delle cattive condizioni climatiche precipita. Nel film si nota che egli non muore nell’impatto, ne esce illeso, ma rimanendo solo sui ghiacci non sopravvive a lungo al freddo ed alla fame e lì finirà poco dopo i suoi giorni.

Intanto la tenda rossa viene raggiunta dal pilota svedese Ljundborg. Nobile non vuole essere salvato per primo e chiede di portare prioritariamente altre persone che versano in precarie condizioni di salute, tra cui Cecioni con una gamba ferita. Il pilota svedese a questa richiesta si rifiuta e minaccia di ritornare da solo alla base. A questo punto il generale, anche esortato dagli altri, parte verso la Città di Milano, dove lo attendeva un bel bagno caldo – così nel film, in un dialogo virtuale con Amundsen, frutto dell’immaginazione di Nobile, durante le sue frequenti pause riflessive, dove Amundsen dice al generale che a Kingsbay lo attendeva, tra le autorità militari e politiche, la stampa, le accuse, e quant’altro, un bel bagno caldo e rilassante.

E’ solo dopo sette settimane, e precisamente il 12 luglio 1928 che il Krassin raggiunge i superstiti e li trae in salvo.

 

 

Il Generale Nobile fu accusato di aver abbandonato i suoi uomini e fu costretto a dimettersi. Il governo fascista dell’epoca non fece nulla per riabilitare la figura di Nobile, abbandonandolo al suo destino. Solo dopo la fine della seconda Guerra Mondiale il giudizio della commissione di inchiesta fu sovvertito e Nobile venne riabilitato col grado di Generale.

Ricordiamo ai lettori che di questa meravigliosa ed allo stesso tempo tragica impresa fu dedicato un film intitolato “La Tenda Rossa”, una produzione italo-russa.. Prodotto nel 1971 da Franco Cristalli, e diretto dal regista russo Kalatozov, il film è interpretato da attori del calibro di Sean Connery, nel ruolo Di Amundsen, Peter Finch, nel ruolo del generale Nobile, e così via. Nel cast è presente anche una figura femminile, l’infermiera dell’ospedale di Kingsbay, Valeria, innamorata dello scienziato Malmgren, interpretata da una giovane Claudia Cardinale.

 

Restituito alla storia come un grande eroe ed un uomo di grande personalità ed umanità, Umberto Nobile viene eletto deputato alla Costituente nelle fila del Partito Comunista Italiano, come indipendente. E’ docente universitario e successivamente preside della Facoltà di Ingegneria  Aeronautica dell’ Università di Napoli.

 

Tra le sue opere ricordiamo “L’Italia al Polo Nord”, “La Tenda Rossa. Memorie di neve e di fuoco”, “Ali sul Polo”.

Muore  a Roma il 30 luglio del 1978.

Berlusconi: vergogna e tristezza

 
Berlusconi straccia il programma del PD: puerilità e tristezza!
 
 
Atto tristo e triste del cavalier Berlusconi oggi al "comizio" di Milano:
il candidato premier del PDL, infatti, ha stracciato in diretta il programma del PD di Veltroni.
 
Quando si arriva a questo, vuol dire che non ci sono idee valide da propagandare, ma solo puerilità e infantilità.
 
Le idee e i programmi non si stracciano, al massimo si contestano con le proprie idee e i propri programmi.
 
Non è neanche il caso di dire "VERGOGNA!!!".
 
Le cadute di stile così plateali non vanno neppure commentate!
 

ed è subito… lunedì (parte seconda)

 
Lunedì arriverà presto!
 
E se ci fosse una versione con annesso pluridisciplinare test multiplo? In quattro
 
ore si può fare e si farà molto!! Potrebbe essere una buona soluzione: una
 
sola prova scritta, una e trina!!
 
Forse sarà così!
 
 
 

Inter Reggina

Inter
 
Il centenario dell’Inter, almeno per ora, non potrebbe essere festeggiato in modo migliore: al momento, 2 – 0 dell’Inter contro la Reggina.
 
Buon secolo alla squadra interista!! 

pronostici serie A

Questi i miei "pronostici".

Fate i vostri, se vi fa piacere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

pronostici serie A 27^ giornata

Inter

Reggina

1

Palermo

Udinese

X

Catania

Cagliari

2

Empoli

Millan

2

Lazio

Livorno

1

Napoli

Roma

x

Parma

Sampdoria

2

Siena

Fiorentina

2

Torino

Atalanta

1

Genoa

Juventus

2

8 marzo

La festa dell’ 8 marzo ha radici antiche, come spiega bene questo piccolo articolo preso dal sito della sezione toscana di un’ importante organizzazione sindacale:
 

Perché l’8 marzo?

Probabilmente la scelta di questa data risale all’8 marzo 1848, quando le lavoratrici dell’industria dell’abbigliamento di New York proclamarono uno sciopero cui parteciparono trentamila donne, la più gigantesca manifestazione femminile che si fosse mai avuta negli Stati Uniti. Ma sulla scelta della data vennero fuori leggende dal sapore tragico:
Il 7 marzo 1952 il settimanale bolognese La Lotta scrive che l’8 marzo vuol ricordare l’episodio dell’incendio scoppiato quel giorno in una fabbrica tessile di New York in cui morirono, chiuse dentro dall’interno per volere del padrone, perché minacciavano di scioperare, 129 giovani operaie.
Il Secolo XIX di Genova nel 1978 riporta l’episodio come avvenuto a Chicago in una filanda. La Repubblica nel 1980 parla di un incendio a Boston, datato 1898. Stampa Sera nel 1981 situa l’incendio ai primi del ‘900, in un luogo imprecisato degli Stati Uniti. Lo stesso anno L’Avvenire parla di 19 operaie morte. Noi Donne nel 1982 parla di Boston e di 19 operaie morte; anno 1908, stesso anno e stesso numero di vittime nel sito SpazioDonna, la città è però Cotton.
Sul sito Internet della Città di Bari viene descritto un incendio scoppiato il 25 marzo 1911 negli ultimi tre piani dell’Asch Building a Manhattan, dove delle operaie confezionavano camicette. Quando il tragico rogo fu domato si contarono 146 vittime, di cui la stragrande maggioranza donne, quasi tutte di nazionalità italiana o di origine ebraica. New York rimase sconvolta da quella tragedia e proclamò un’adunata generale dei lavoratori per seguire il corteo funebre di sette vittime non identificate.
Sulla stampa statunitense fino al 1908 nessuna Verità storica della misteriosa origine dell’8 marzo: l’incendio risulta mai accaduto. Alla stessa conclusione giungono Tilde Capomazza e Marisa Ombra nel loro 8 marzo – Storie, miti e riti della Giornata Internazionale della Donna, frutto di meticolose e appassionate ricerche.

 

Colgo l’occasione per fare gli auguri a tutte le donne.

 

(p.s.: ma ci sarà una festa anche per noi uomini?)

 
 

Test di Storia

Test di Storia:
 
tutto è stato predisposto.
 
Se si farà il test lunedì, sarà sul programma che va dalla preistoria a Filippo il Macedone compreso…
 
Se si farà….!
 
Si potrebbe non fare, però potrebbe anche essere fatto!!
 
Sicura, invece, la versione di greco.
 
Ci aggiorniamo!

ore 1.43: è finita per oggi

 
E’ finita…. per oggi!
 
Sono quasi le due di notte di sabato 8 marzo. La giornata, iniziata ieri mattina, venerdì 7 marzo alle 6.30, si conclude, dopo un congruo numero di ore passate al computer per la programmazione di attività scolastiche extracurricolari.
 
Alcune volte penso: "ma chi mi ha cecato?", "chi me l’ha fatto fare?".
 
Poi, però, a lavoro almeno in parte ultimato, c’è la soddisfazione di aver già sbrigato  una piccola parte delle incombenze e…. ciò potrebbe anche essere sufficiente ad iniettare un po’ di entusiasmo in più per il tanto che ancora resta da fare già da domani!
 
D’altra parte, una vecchia concezione della scuola e della figura del docente va superata, in favore di una scuola aperta ed attenta alle esigenze del territorio, delle famiglie e degli alunni.
 
E’ faticoso acquisire questa nuova visione della scuola, ma forse è doveroso!
 
Buona notte a tutti
cogitoergosum