Alessandro Fasoli: è toccato anche a lui!

L’Italia che lavora
 
Aggiungo questa nuova categoria alle altre già presenti sul blog.
 
La utilizzerò per parlare dell’ Italia che lavora ed anche,  come nel post che mi accingo a scrivere, per ricordare coloro che sul lavoro "ci restano", cioé le vittime delle cosiddette morti bianche.
 
Credo che sia giusto raccontarne, anche se su questo sito sarà perfettamente inefficace ed ininfluente.
 
 
Dunque, la notizia di cui ci occuperemo riguarda Alessandro Fasoli.
 
Chi è o, meglio, chi era Alessandro Fasoli?
 
Era un ragazzo di diciotto anni. Lo era fino ad oggi.
 
Abitava a Sona, in provincia di Verona.
 
E’ morto sul lavoro nella giornata di oggi, al parco – giochi di Gardaland.
 
Sulla dinamica dei fatti sono in corso le indagini, ma sembra che il giovane, nel tentativo di togliere una carta o un oggetto lungo il percorso di un trenino, sia rimasto schiacciato tra due convogli del treno medesimo.
 
Essendo il treno ancora vuoto (in quanto il punto di raccolta e di salita dei "passeggeri" era altrove), non ci sono testimoni. 
 
Resta il sacrificio di un giovane lavoratore stagionale che, forse, voleva evitare un guasto al percorso del trenino e, così, aveva pensato di togliere dai binari quell’oggetto (o quella carta) che avrebbe potuto comprometterne il normale funzionamento ed il consueto tragitto.
 
Ma l’altra cosa che indigna è che il parco – giochi non sia stato subito chiuso, almeno nei minuti successivi all’incidente, e che alcuni "passeggeri", pur essendo venuti a conoscenza della morte del ragazzo, abbiano anche chiesto il rimborso del biglietto per il blocco del treno.
 
 
Alla vergogna dell’insicurezza sul lavoro si aggiunge, dunque, la vergogna dell’avidità della gente che non si placa neppure di fronte a tragedie come queste, neppure di fronte alla perdita di una vita umana.
 
Ci chiediamo:
 
1) perché i responsabili del parco giochi non hanno sospeso almeno per un po’ di tempo giostre ed attrazioni?
 
2) perché i turisti, pur informati del grave incidente, hanno chiesto il rimborso del biglietto, come se questo fosse prioritario rispetto alla morte di una persona?
 
Ce lo chiediamo, ma forse abbiamo già la risposta.
 
Questa risposta la troviamo nella avidità di persone per le quali conta solo il divertimento oppure l’interesse del guadagno e del capitale
 

D’altra parte, si sa, la vita continua,

 
 
THE SHOW MUST MUST GO ON
 
ED IL GUADAGNO ANCHE.
 
 
Quanto al resto, quanto al fatto che un ragazzo è morto, chi se ne frega?
 
Quello che veramente conta è divertirsi e guadagnare!!
 
E’ una storia della nostra PICCOLA e meschina ITALIA!!
 

 

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