Il futuro è nostro e il governo non può decidere di tagliarlo eliminando 87.000 docenti e di 44.500 assistenti ausiliari – tecnico – amministrativi.(confrontare le tabelle riassuntive dello "schema di Piano Programmatico del Ministero dell’Istruzione e dell’Università!).
Dietro a questi numeri ci sono più di 130.000 famiglie che si troveranno in mezzo ad una strada per colpa della strana coppia Gelmini – Tremonti!
Dietro a questi numeri ci sono classi di 33 – 35 alunni!
Dietro questi numeri ci sono docenti ora di ruolo destinati a diventare precari!
Dietro a questi numeri c’è la politica dissennata di un governo che lancia un durissimo attacco alla scuola pubblica.
Dietro a questi numeri c’è la vergogna di un Paese che non investe sulla Scuola, sull’Istruzione, sull’Università e sulla Ricerca.
Dietro a questi numeri c’è il vuoto assoluto che coincide con un evidente rischio di "descolarizzazione della società!!!".
I ragazzi, gli insegnanti, i dirigenti e le famiglie che stanno protestando non sono dei facinorosi, ma sono delle persone preoccupate GIUSTAMENTE per il futuro di questo Paese.
Questo non è più tempo di sudditi e di sottomessi.
Credo che sia opportuno e consigliabile ascoltare il disagio di chi protesta!
Ragionevolezza e buon senso sono imperativi categorici!!!
In ogni parte d\’Italia la protesta è alta e rumorosa, peccato che i destinatari abbiano il cerume nelle orecchie
….. beh, almeno non si dica che gli studenti non si son fatti sentire.
La cosa grave è che l\’Italia è passata dal ruolo di Repubblica delle Banane a quello di Dittatura del Cetriolo (…. e ti lascio indovinare dove ci colpisce il cetriolo) !!!!!
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Professore avete completamente ragione, madonna cosa stanno combinando :@almeno ci conceda l\’autogestione, meritiamo di dover protestare, in qualsiasi modo.e, esclusa la violenta ed illegale occupazione, optiamo almeno per l\’autogestione, noi studenti siamo il futuro e dobbiamo farci sentire!!!
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Occupiamo il Peritooooooooooooooo!Facciamo capire che ci siamo anche noi!!!!!!!!!!
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Manifestare e protestare è legittimo e giusto. Però, parole come "occupazione" o "autogestione" non sono e non possono essere contemplate nell\’ordinamento scolastico italiano e le azioni ad esse collegate non possono essere ufficialmente autorizzate dalla Scuola.
Dico questo, pur ribadendo che protestare pacificamente per qualcosa che non si condivide ed esprimere il proprio parere è legittimo. Io, infatti, mi sto già pregustando la mia partecipazione alla manifestazione del 30 ottobre a Roma!
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