Anzi, è molto grave quello che è successo e di cui sto per parlare.
Il fatto è avvenuto in India, a Patna, un villaggio nell’area orientale del Paese, nello stato del Bihar, giovedì scorso.
Il quindicenne Manish stava per recarsi a scuola. Ma, prima che potesse giungervi, è stato picchiato, condotto per il villaggio con la testa rasata, infine, sotto gli occhi della madre che chiedeva inutilmente pietà, è stato gettato sotto un treno.
Il motivo di tanta ferocia?
Manish Kumar aveva osato scrivere una lettera d’amore ad una ragazza e per questo è stato così selvaggiamente punito.
Il povero Manish, infatti, aveva scritto la sua lettera ad una ragazza che apparteneva ad una casta diversa dalla propria. Lui era un Intoccabile: apparteneva alla casta dei Ravidas, una "sottodivisione" del grande gruppo dei Dalit, termine indiano impiegato per indicare i Paria (che Gandhi, affettuosamente definiva Harijans, cioé figli di Dio).
I Ravidas storicamente erano dediti al lavoro di conciatori, occupazione considerata impura in India. La ragazza della quale Manish si era innamorato appartiene al gruppo dei Dhobi, una casta i cui membri erano storicamente dediti a lavori di tintoria, un gruppo socialmente superiore a quello di Manish.
Uno sgarbo intollerabile, quello del povero Manish, per la mentalità gretta e malata di ignoranza dei parenti della ragazza. Un’onta da lavare col sangue in un Paese che, pur essendo "la più grande democrazia del mondo", continua a mantenere, sia pur senza valore giuridico, questo iniquo ed antistorico sistema delle caste.
Un sistema che vede la popolazione indù ancora suddivisa in quattro gruppi principali:
1) Bramini, o sacerdoti; 2) Kshatriya o guerrieri; 3) Vaishya, cioé mercanti e contadini; 4) Sudra, o artigiani (in passato, però, questa casta era costituita dai servi).
Al di fuori di queste quattro caste principali, suddivise a loro volta in sottocaste, si trovano i Dalit. Ancora oggi, nonostante la leggi ufficiali, le discriminazioni non sono cessate e vige un rigido sistema di apartheid anche nei luoghi pubblici. Discriminazioni che sono spesso foriere di eventi luttuosi e incredibili come quello che ha ucciso un ragazzo "colpevole" di essersi innamorato di una ragazza.
E questo è il mondo ke il nostro/vostro Dio ci ha regalato.
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Le religioni creano divisioni, le divisioni creano odio, l\’odio crea violenza.
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Infatti, al di là della visione che si può avere di Dio o del divino, sono gli uomini ch spesso rovinano le religioni, facendone strumento di guerra o di discriminazione.
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