Scrivo sul blog le traduzioni delle due versioni svolte stamattina in classe… così chi vorrà sapere prima di martedì come è andato il compito potrà farlo!
La donnola nella bottega del fabbro
Una donnola, desiderosa di cibo ("di preda") trova la porta di una bottega aperta, entra e cerca il cibo all’interno. Mentre esplora tutti i nascondigli della bottega, vede una lima posta su un tavolo e la lecca con la lingua, ma non prova alcun sapore (alcun piacere) e non può saziare la sua fame. Allora la lima deride lo stolto animale (oppure: "si prende gioco dello stolto animale") e dice: "Dimostri una grande stoltezza, o avida donnola: perché, infatti, cerchi il cibo tra le lime in una bottega ed laceri senza motivo la tua lingua (contro) con una lima dura e ruvida? Qui non c’è nessuna abbondanza di cibo e non potrai placare la tua grande fame con le lime".
La volpe e l’uva irraggiungibile
Spesso i nostri desideri sono irrealizzabili, come racconta la favola del poeta greco Esopo sulla volpe e l’uva. Una piccola volpe guardava da lontano dell’uva bianca (pallida) sulla vigna e desiderava afferrare e divorare i grossi acini. Si avvicina cautamente e silenziosamente alla vigna e cerca di prendere i grappoli più vicini. Ma salta invano, infatti la vigna è alta e i grappoli pendono dai rami più alti. La povera volpe cerca di arrampicarsi più volte, ma non raggiunge l’uva da lei tanto desiderata (letteralmente: "desiderio della sua gola"). Allora, triste, si allontana dal luogo ed esclama: "L’uva non è ancora matura, non voglio coglierla (o "mangiarla") acerba".