“Tendi la tua mano”

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Alzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

«È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Centrale è questo interrogativo che Gesù pone ai farisei. Ritenete che, pur essendo sabato, si possa salvare la vita di una persona o pensate che questa persona debba essere abbandonata al suo destino?

Nella pagina odierna del Vangelo, Gesù si sofferma ancora sulle prescrizioni e sulle norme che caratterizzavano la legge mosaica, soprattutto in merito al sabato. Lo Shabbat era un po’ come per noi la domenica: il giorno del Signore, il giorno del riposo, il momento in cui ci si doveva astenere dalle attività lavorative per pregare e per lodare il Signore. E, pertanto, secondo l’interpretazione eccessivamente rigida dei contemporanei di Gesù, di sabato non doveva essere considerato lecito neppure guarire una persona, in quanto ciò rientrava nelle attività lavorative.

Gesù pone questa domanda ai farisei, ma, con sua grande delusione, non può fare altro che constatare la loro ottusa durezza dei cuori. Ma il Figlio dell’uomo, sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchisedek, è venuto tra gli uomini proprio per rinnovare i cuori degli uomini, portando a compimento e umanizzando la legge mosaica. Pertanto, di sabato, nella sinagoga, non esita a guarire la mano paralizzata di una persona.

Alla durezza dei cuori dei farisei si contrappone la dolcezza e la mitezza con cui Gesù si rivolge alla persona malata: “tendi la mano” e, da quel momento, “la sua mano fu guarita“.

Anche oggi, il Signore vuol ricordare a tutti noi che al centro di tutto, alla base di ogni norma e di ogni legge, devono esserci sempre il benessere e la felicità degli uomini, quegli uomini che Dio ha tanto amato da donare il suo Figlio unigenito (GV 3,16). Norme e precetti devono spingerci a compiere il bene, ad agire per gli altri, ad andare, sempre e comunque, in aiuto agli altri, secondo le nostre possibilità.

Anche a noi Gesù, ogni giorno, dice “Tendi la mano” e, a sua volta, ci porge la sua mano. Ogni giorno Egli ci invita ad aprirci al Vangelo e, attraverso il Vangelo, ad aprirci agli altri, al nostro prossimo.

Il Signore è sempre pronto a guarirci, a liberarci dalle nostre paure e dalle nostre paralisi e lo fa anche chiamandoci continuamente a stare sempre dalla parte delle persone, soprattutto, di quelle più bisognose. Nei loro occhi, nelle loro parole, nei loro gesti e nelle loro sofferenze noi possiamo incontrare Gesù che è sempre in mezzo a noi; possiamo vedere il Signore che ci dice ancora “tendi la mano” per essere guarito, ma anche, a tua volta, per guarire gli altri!

Apriamoci, dunque, a Cristo, spalanchiamo a lui le porte del nostro cuore, facendoci, attraverso di lui, messaggeri di pace, in un mondo sconvolto da tante guerre, e testimoni di gioia, di conforto, di amore e solidarietà, in un tempo, quello in cui viviamo, macchiato e contaminato da egoismi, povertà, tristezza e solitudine.

Gesù, con le sue parole e le sue azioni, “provoca” non solo i farisei del suo tempo, ma anche tutti noi oggi, chiedendoci di scegliere da che parte stare e indicandoci la via giusta.

Forse, ciò che possiamo fare per gli altri, può sembrare insufficiente, eppure il poco diventa molto nelle mani di Dio.

Ciascuno di noi, illuminato e guidato dalla Parola di Gesù, può diventare una “piccola goccia” dell’immenso Oceano dell’amore di Dio, un piccolo porto di quiete, una piccola ancora di salvezza nel mare tempestoso di chi soffre e di chi è in pericolo!

Un pensiero su ““Tendi la tua mano”

  1. «Alzati, vieni qui in mezzo!»
    Gesù pone gli emarginati, come il personaggio del Vangelo di oggi con la mano rattrappita, al centro del suo sguardo e del suo interesse.

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