Vado a prepararvi un posto: Omelia per la V Domenica di Pasqua
Carissimi fratelli e sorelle, in questa quinta domenica di Pasqua la Chiesa ci riporta alle parole pronunciate da Gesù nel Cenacolo prima della sua passione, nell’ambito dei cosiddetti “discorsi dell’addio”.
Tra i discepoli si respira un clima di grande amarezza e inquietudine: nei versetti precedenti Gesù aveva annunciato il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro e la sua imminente partenza. I discepoli sono, dunque, profondamente rattristati e turbati al solo pensiero di essere abbandonati dal Signore. Ma Gesù risponde con un “imperativo rassicurante”: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me».
Gesù chiede ai discepoli, ma anche a tutti noi, di avere fede in Dio e, nello stesso tempo, di avere fede in lui stesso, in quanto il Padre e il Figlio sono una sola cosa e la fiducia in Cristo coincide perfettamente nella fiducia in Dio.
È sicuramente rassicurante la promessa che egli fa subito dopo: «nella casa del Padre mio vi sono molte dimore… vado a prepararvi un posto». Ma, attenzione, qui non si parla di edifici o di “appartamenti” in paradiso. Non c’è alcun riferimento a un tempio di pietra. Al contrario, le dimore che Gesù promette anche a tutti noi risiedono nei nostri cuori. Ciascuno di noi, in quanto battezzato, è tempio e dimora dello Spirito Santo. Se accogliamo nel nostro cuore la Parola divina, allora il Padre e il Figlio dimoreranno in noi. Chi accoglierà nel suo cuore, testimoniandolo con la sua vita, l’amore di Dio, diventerà, a tutti gli effetti, “santuario visibile di un Dio invisibile” e si collocherà in una straordinaria relazione intima, stabile e vivificante con Dio, già in questa vita, attraverso Cristo, unica via verso Dio.
Siamo noi oggi, come Chiesa, la visibilità del Cristo Risorto, il suo “santuario”. Cristo è diventato la “pietra angolare” ed è sceso per abbracciare tutte le “vite di scarto” e i poveri. In questo cammino la nostra testimonianza deve nascere dalla preghiera, ma deve anche tradursi nella carità quotidiana.
Il Signore ci chiama a fare della nostra esistenza un “culto gradito a Dio”.
Allora, non lasciamoci turbare: Cristo opera dentro di noi, ci offre una dimora eterna già oggi, e ci invita ad essere portatori di vita e di speranza in un mondo che ha un disperato bisogno di “operatori di pace”.
Immagine tratta dal sito https://cantalavita.com/2026/05/01/questione-di-fiducia-buona-domenica-v-domenica-di-pasqua-anno-a/
