Non io, ma Dio

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Lunedì 12 ottobre – XXVIII Settimana T.O. Anno II
Gal 4,22-27.31-5,1; Sal 112; Lc 11,29-32

Sia lodato Gesù Cristo.

“Questa generazione cerca un segno”. Quante volte lo cerchiamo anche noi? Vogliamo che Dio si adegui ai nostri schemi, che faccia un miracolo come lo vogliamo noi per poter credere senza rischiare.

Ma Gesù è chiaro: il vero Segno è già qui. È Lui stesso. È il segno di Giona: la sua Passione, Morte e Risurrezione. Non cerca sensazionalismo, chiede conversione.

Ce lo ricordano la Regina del Sud e gli abitanti di Ninive: questi hanno fatto di tutto per ascoltare una parola di sapienza e convertirsi. E noi che abbiamo di fronte uno molto di più grande di Salomone e di Giona – cioè il Figlio di Dio – restiamo indifferenti?

Sforziamoci di essere, come ci esorta san Paolo, figli della donna libera e non della schiava.

Essere schiavi oggi significa vivere per i “like”, per l’approvazione degli altri, per le mode. Ma è molto pericoloso, perché significa morire come fotocopie, come affermava San Carlo Acutis, un ragazzo del nostro tempo, libero davvero, che ha fatto del mondo dell’ informatica e del web un grande strumento di evangelizzazione. Carlo aveva capito tutto: il miracolo più grande, il segno più straordinario è l’Eucaristia, che lui definiva la sua “autostrada per il cielo”.

Il suo monito ci scuote ancora oggi: “Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie”.

Il segno che salva è ogni giorno, sull’altare.

Chiediamo a San Carlo la grazia di una fede originale, libera e coraggiosa.

Sia lodato Gesù Cristo.

#VangeloDelGiorno #Omelia #SanCarloAcutis #Libertà #Eucaristia