I MINOICI

“Cari ragazzi. …” Don Giuseppe Diana

“Cari ragazzi,  nella vita non c’è bisogno di essere eroi. Occorre solo trovare il coraggio di non aver paura, di fare delle scelte e di denunciare quando si subiscono delle ingiustizie, perché oggi non è più tempo di tacere: oggi dobbiamo liberare il nostro futuro!”
(Don Giuseppe Diana ).

Vedere per capire e … riflettere. Ultimatum alla Terra   Robert Wise

Un film di alcuni decenni fa, ma sempre molto attuale.

Ad oggi, infatti, i comportamenti degli esseri umani non sono affatto migliorati!

Ultimatum alla Terra!

 
Ultimatum alla Terra!
 
Buongiorno al nuovo giorno che è iniziato esattamente da un’ora e cinquantotto minuti!!
 
Buongiorno ad una nuova ennesima domenica che si spera sia uguale, ma allo stesso tempo diversa e più speciale delle altre!
 
Il tempo passa e sembra aspirare e portare ogni cosa con sé, come un grande rullo compressore!
 
Non ci fate caso: ho appena finito di vedere il film "Ultimatum alla Terra", remake dell’omonimo del 1951.
 
 
 Un’immagine del film del 1951
 
 
 

     l’Ultimatum alla Terra del 1951: un invito ad unirsi agli alieni per salvare le sorti del pianeta.
 

   Il trailer del film del 2008

 
 
Ed è, forse, proprio la visione di questa nuova versione del film che mi ha ispirato quella frase sul tempo. Il remake del film del 1951 ha messo in luce le differenze notevoli in campo tecnologico ed  informatico che questi "ultimi" 58 anni ci hanno regalato! E la sensazione è stata impressionante. Se non l’avete fatto ancora, provate a vedere l’edizione del film del 1951 e quella del 2008.
 
 
In entrambe le versioni assistiamo alla "discesa" di un alieno sulla Terra per informare i Terrestri del rischio di una imminente catastrofe finale del Pianeta che deriva dal comportamento umano e dall’uso spregiudicato delle risorse e delle armi. Un po’ diverso lo sviluppo della trama nel remake del 2008, in cui alcuni personaggi, come la scienziata Helen Benson, assumono un maggior rilievo ed una maggiore importanza.
 
Entrambe le versioni del film, tuttavia, ci spingono a riflettere sulle sorti del "nostro" Pianeta (ma chi ci dà il diritto di definirlo "nostro"?), sui rischi legati all’impiego delle armi, alle emissioni nocive di gas e ad altre diavolerie distruttive!
 
In entrambi i casi, si può scorgere un ULTIMATUM ALLA TERRA, anzi ai terrestri affinché si allontanino dal baratro in cui stanno cadendo, prima che sia troppo tardi.
 
Nella seconda versione, quella del 2008, sembra esserci un messaggio di speranza, dettato dalla riflessione che gli uomini possono cambiare in modo determinante proprio quando, trovandosi ad un passo dal baratro, si accorgono del pericolo!
 
Speriamo che sia così!

Le due bisacce dei difetti umani

 

 

I nostri e gli altrui difetti… Le due bisacce

Giove ci ha imposto due bisacce: ha collocato quella piena dei propri difetti dietro la schiena. Ha appeso davanti al nostro petto quella carica dei difetti altrui. Perciò non possiamo vedere i nostri mali, ma appena gli altri sbagliano, subito siamo pronti a criticarli.
(Fedro, 4 10)….

 

 

La lirica greca

La lirica greca tra VII e V secolo a.C.

http://www.carlomanzione.net/index.php?option=com_content&view=article&id=62:la-lirica&catid=36:news

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Lingue classiche

Lingue classiche, non lingue morte, ma lingue storicamente compiute che, però, ancora oggi vivono attraverso le tantissime parole ed espressioni che usiamo quotidianamente nella nostra lingua.

Su questo link, strumenti informatici per lo studio delle lingue classiche

http://www.cisi.unito.it/arachne/num1/lana.html

L’età di Pericle e la guerra del Peloponneso

Proverbi e aforismi …

1) Non essere troppo dolce per non essere mangiato, non essere troppo amaro per non essere vomitato (proverbio ebraico)

2) Se giudichi le persone non avrai tempo per amarle (Madre Teresa di Calcutta).

3) Il male mette le radici quando un uomo comincia a pensare di essere migliore degli altri (Madre Teresa di Calcutta).

4) Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’Oceano, ma, se non lo facessimo, l’Oceano avrebbe una goccia in meno (Madre Teresa di Calcutta).


5) Che cosa puoi fare per promuovere la pace nel mondo? Vai a casa e ama la tua famiglia (Madre Teresa di Calcutta).


6) Io posso fare cose che tu non puoi, tu puoi fare cose che io non posso. Insieme possiamo fare grandi cose (Madre Teresa di Calcutta).

“Mi chiamo Liceo Classico”

https://www.facebook.com/groups/www.societaeditricedantealighieri.it/permalink/10160595682224820/

“ @Ciao lettore,
mi chiamo liceo classico.

Non ho conservato nel mio nome neppure le iniziali maiuscole, perchè ormai molti mi disprezzano e mi temono.
E allora dirai che se mi temono, dovrebbero di conseguenza rispettarmi. Sarebbe bello fosse così. Invece no, mi disprezzano e provano un irriverente timore nei miei confronti.
Chi è mio allievo è sottoposto a grandi sfide, non lo nego, ma non maggiori di quelle a cui sono sottoposti gli altri che non sono miei studenti.
Mi temono perchè ho grande potere: faccio sudare, sfiancare, deprimere e dubitare gli alunni ma poi proprio per questo loro mi amano e mi sono riconoscenti. Crescere non è facile e io certo non posso mentir loro, perché li sto educando alla vita.
È difficile capire l’odio che hanno per me. Prima molti mi deridono, però se poi finiscono il percorso come miei allievi si vantano di me, come dicessero: «Guarda, sono sopravvissuto a qualcosa di difficile.».
E io ti risponderò, caro lettore, che qui sta il bello. Quanta soddisfazione può darti una vita facile? Certo non come il difficile. I miei colleghi, ovvero Liceo Scientifico, Istituto Tecnico ecc, fanno esattamente come me. Ci siamo messi d’accordo: abbiamo capito che è proprio il mostrare la vita come è realmente che rende persone capaci di vivere. Mostrare una vita senza fronzoli, ecco cosa ci vuole.
Io sono convinto che i voti che assegnamo siano l’aspetto meno reale tra tutti quelli con cui vogliamo istruire i ragazzi alla vita, perché sono semplicemente numeri, però la nostra mamma, Istituzione Scolastica, ce lo ha imposto, e i suoi consiglieri statali continuano a sostenere la votazione numerica.
Con le lacrime agli occhi sono costretto a vedere ragazzi vergognarsi di un 60/100 e altri gloriarsi per un 100/100. Di cosa vi vergognate esattamente? E di cosa voi altri vi gloriate?
La scuola è la palestra per la vita, caro lettore, non una lotteria.
E se penso così, vengo disprezzato.
Chi mi vorrà ancora? Quel che insegno io è troppo antico o è troppo inutile per fare un po’ di fatica.
Salvami, lettore, salvami dai pregiudizi, dalle critiche, dalle derisioni.
Non sono migliore di nessuno, non sono inutile, non sono antiquato.
Almeno tu, lettore mio, ritrova la fiducia in me, e io prometto di renderti per sempre un cittadino del mondo.”

Solidarietà

https://www.facebook.com/reel/1660385007868097?fs=e&s=cl&mibextid=rS40aB7S9Ucbxw6v

La bella musica di un tempo

L’Apostolo delle genti

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Caro Gesù (TV2000) Conosci Gesù: inizia l’Avvento