Archivio dell'autore: CARLO MANZIONE cogitoergosum1969
Quadri esami di stato: riflessioni personali
Gli Ebolitani e la cultura!
Purtroppo si tratta di Federica!
Un racconto veritiero e attuale
Oggi una nuova settimana di impegno e di caldo, poi vacanze sì, ma con giudizio!
Attenzione
L’isola che non c’è
L’isola che non c’è
Edoardo Bennato
E. Bennato
Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
poi la strada la trovi da te,
porta all’isola che non c’è.
Forse questo ti sembrerà un strano,
ma la ragione ti ha un po’ preso la mano.
Ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un’isola che non c’è.
E a pensarci, che pazzia,
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa:
non può esistere nella realtà!
Son d’accordo con voi,
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri,
e se non c’è mai la guerra,
forse è proprio l’isola che non c’è
… che non c’è.
E non è un’invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te.
Son d’accordo con voi,
niente ladri e gendarmi,
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza,
né soldati, né armi,
forse è proprio l’isola che non c’è
… che non c’è.
Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
non ti puoi sbagliare perché
quella è l’isola che non c’è!
E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!
Qui si mette bene!
Il raduno della squadra bianconera
La Juve ricomincia dalla Juve
«Scudetto? Non è più un tabù»
Ranieri: «Soddisfatto della campagna acquisti». In arrivo un centrocampista: Alonso o Poulsen
TORINO – La Juventus ricomincia dalla Juventus. Dopo la stagione in B, dopo il ritorno in A con l’obiettivo, centrato, di rientrare tra le grandi da Champions League, i bianconeri cominciano la stagione delle attese e delle responsabilità che competono alla Juve per tradizione e aspettative dei tifosi. Dunque quest’anno la Juventus può e deve mirare alto. Parola di Ranieri, al raduno della Juventus che si ripresenta senza i nazionali e con il solo Amauri nuovo acquisto. Sono molto soddisfatto della campagna acquisti – dice l’allenatore bianconero – e so che dobbiamo migliorare rispetto allo scorso anno, ma lo scudetto non è un tabù. Dobbiamo essere ambiziosi a cominciare dal turno preliminare di Champions League che vogliamo assolutamente superare». Così Claudio Ranieri sulla prossima stagione, al raduno della Juventus che si ripresenta senza i nazionali e con il solo Amauri nuovo acquisto.
PRELIMINARI – Proprio la Champions, da conquistare attraverso il preliminare, obbliga la Juve ad anticipare i tempi. Con non pochi problemi, perchè i giovani come Marchisio, Giovinco e De Ceglie partiranno quasi subito per l’Olimpiade e i giocatori impegnati nell’Europeo cominceranno tardi la preparazione. «La Champions League è una competizione alla quale teniamo molto, per questo dobbiamo passare subito il turno preliminare» dice Ranieri. «Non sappiamo ancora chi affronteremo, nell’urna ci saranno avversari abbordabili e altri meno. La priorità è quella di crescere per arrivare a questa doppia sfida in buone condizioni». Ma se la Champions segna il ritorno della Juve al ruolo che le spetta, l’obiettivo più concreto resta il campionato. «La Serie A sarà molto competitiva quest’anno – dice il tecnico -. Mi aspetto un Milan all’altezza della situazione e sicuramente miglioreranno la Fiorentina e le altre formazioni che sono entrate in Coppa Uefa. Quanto a noi, un anno fa dovevamo partire da zero. Ora io conosco i ragazzi e loro conoscono me. Questo approccio almeno è stato superato. Dovremo cercare solo di portare i nuovi arrivati allo stesso punto degli altri».
CENTROCAMPISTA DUTTILE – Interrogato sui nomi dei nuovi acquisti, spalleggiato dall’amministratore delegato Jean-Claude Blanc, Ranieri ha parlato di altri due innesti: «Quelli che sono già arrivati, così come quelli che arriveranno, hanno qualità morali, tecniche e di combattività. I nomi che stiamo valutando per il centrocampo sono più di due. Sceglieremo quello che darà maggiori opportunità di migliorare ancora questa squadra. A me piace variare lo schema, quindi arriverà certamente un calciatore duttili». Sui giovani di ritorno, poi, l’allenatore bianconero spende buone parole. «Abbiamo deciso di far tornare De Ceglie, Marchisio e Giovinco perché si sono comportati bene al loro debutto in A e li riteniamo idonei a rinforzare la nostra rosa. Io ho una rosa a disposizione, per questo non guardo l’età e o il guadagno dei giocatori. Il calcio è quello che si vive giorno dopo giorno sul campo. Giovinco è un talento che sa dribblare, aprire le difesa, fare gol. Deve continuare a farlo con tranquillità e allegria». Sulla caccia al centrocampista, che Blanc ha confermato, l’ad bianconero ha precisato: «Quello per Xabi Alonso è un investimento di 30 milioni e quindi bisogna prendere il tempo giusto per valutarlo». Ranieri ha poi precisato che si aspetta l’arrivo di un centrocampista nuovo entro il 18 luglio: «Sceglieremo chi mi permette di variare il sistema di gioco e di migliorare la squadra». Il nome nuovo di questi giorni è Poulsen.
SECONDO PORTIERE – «Abbiamo ancora due scelte da fare, l’obiettivo è quello di cercare un secondo portiere e un uomo a centrocampo. Per il centrocampo non abbiamo mai fatto un nome preciso, è una valutazione da fare attentamente prendendo in considerazione sia il nostro bilancio che la scelta tecnica» dice Blanc. «Stiamo prendendo tempo per valutare al meglio i giocatori, tenendo in conto anche il costo d’acquisto e di stipendio. Un investimento tra i dieci e i trenta milioni di euro. Valuteremo bene con Claudio Ranieri e il suo staff». Riguardo agli obiettivi Blanc taglia corto: la Juventus deve puntare «al massimo» cercando «di migliorare su tutti i fronti tenendo i piedi per terra. Vogliamo lottare in tutte le tre competizioni, ricordando che il ritorno in Europa è molto importante non solo per noi ma anche per tutti i nostri tifosi».
Fin qui l’articolo!
Ricordo la validità, in tale contesto, di una favola di Esopo (quella del contadino e dei figli, citata precedentemente nel blog) e, soprattutto, della morale di questa favola: niente è dovuto, ma i buoni risultati si possono conseguire con umiltà e con impegno.
Così sarà anche per la Juve, se riuscirà a dimostrare un buon gioco e a farlo con serietà, ma anche con umiltà, senza boria!
Intelligenti pauca!!
Ecco alcune foto, tratte dal sito www.corriere.it, della squadra che spero sarà la vincitrice dello scudetto 2008 / 2009!!
Ungaretti, in memoria
GIUSEPPE UNGARETTI
In memoria
Si chiamava
Moammed Sceab
Discendente
di emiri di nomadi
suicida
perché non aveva più
Patria
Amò la Francia
e mutò nome
Fu Marcel
ma non era Francese
e non sapeva più
vivere
nella tenda dei suoi
dove si ascolta la cantilena
del Corano
gustando un caffè
E non sapeva
sciogliere
il canto
del suo abbandono
L’ho accompagnato
insieme alla padrona
dell’albergo
dove abitavamo
a Parigi
dal numero 5 della rue
des Carmes
appassito vicolo in discesa
Riposa
nel camposanto d’Ivry
sobborgo che pare
sempre
in una giornata
di una
decomposta fiera
E forse io solo
so ancora
che visse
Locvizza il 30 settembre 1916
Giuseppe Ungaretti (1888-1970), italiano, ma nato ad Alessandria di Egitto, dove era vissuto fino al 1912, soggiornò anche a Parigi. Con lui lasciò l’Egitto un amico arabo, Moammed Sceab, innamorato della Francia, il quale però si tolse la vita. Poco dopo Ungaretti tornò in Italia e partecipò, arruolatosi volontario, alla prima Guerra Mondiale: mentre era in trincea (a Locvizza, il 30 settembre 1916) rievocò in questa poesia, In memoria, la breve e triste vicenda del giovane amico.
Una scheda non esaustiva su Giuseppe Ungaretti
Sulla poetica di Ungaretti influirono molto le vicende biografiche e storiche.
Nato ad Alessandria d’Egitto da genitori lucchesi nel 1888, subì a soli due anni la perdita del padre, morto sul lavoro nel corso di alcuni scavi presso il canale di Suez che era stato inaugurato nel 1869. Compì gli studi in un collegio ad Alessandria e in queste circostanze conobbe Moammed Sceab, che lo avrebbe poi avvicinato alla poesia di Baudelaire. Nel 1912 partì per Parigi e qui strinse amicizia con il Marinetti, udì le lezioni del filosofo francese Bergson e conobbe scrittori del calibro di Apollinaire e di André Breton, nonché i pittori Picasso, De Chirico e Umberto Boccioni.
Nel 1913 morì suicida l’amico Sceab. L’anno successivo Ungaretti si trasferì a Milano dove, nel 1915, aderì alla linea interventista sostenuta da Gabriele D’Annunzio e da Benito Mussolini. In quello stesso anno si arruolò come volontario e partì per il Carso, in trincea.
Già colpito da vicende dolorose, la guerra, alla quale egli pure aveva aderito in modo volontario, aprì nel suo animo nuove ferite e nuove esperienze di dolore che lo indussero a comporre versi che sarebbero entrati a far parte della prima raccolta poetica, del 1916, intitolata Il porto sepolto, poi confluita nella seconda raccolta poetica Allegria di naufragi.
Il titolo della prima raccolta scaturisce dal ricordo di un antico porto sommerso presso Alessandria d’Egitto. Con l’espressione porto sepolto l’autore, in piena consonanza con il simbolismo francese, indicava, però, anche il “porto” sepolto, sommerso, dell’ interiorità del poeta. È, in pratica, la condizione di chi si immerge nelle profondità alla ricerca di tesori sepolti e nascosti e poi, tornando alla luce con il “canto della sua poesia”.
Il titolo della seconda raccolta poetica, Allegria di naufragi è chiarito, invece, dalla omonima lirica: E subito riprende / il viaggio / come / dopo il naufragio / un superstite / lupo di mare. L’ “allegria” per lo scampato pericolo è sempre passeggera: subito, infatti, incombono il timore della morte e la sensazione della precarietà umana.
Al 1933 risale la raccolta poetica Sentimento del tempo, il cui titolo deriva dal rapporto tra ciò che è transitorio e fugace e ciò che è eterno. Questa raccolta è la più vicina alla tendenza ermetica.
Nel 1939 la vita del poeta è segnata dalla morte del figlio Antonietto, avuto con la moglie Jeanne Dupoix.
Al 1947 risale la raccolta poetica Il Dolore e al 1950 la raccolta La terra promessa. In queste due raccolte il poeta affronta il tema della sofferenza umana.
Evoluzione della poetica di Ungaretti
Ungaretti, pur considerato un poeta ermetico, in realtà non può essere collocato in modo univoco all’interno di una corrente letteraria.
Ungaretti è alla ricerca di una poesia innovativa, soprattutto sul piano formale.
L’approccio alla poesia francese e, soprattutto, a quella di Mallarmé, induce l’autore all’impiego dei simboli, delle metafore e degli spazi bianchi.
I primi componimenti poetici, quelli inclusi nella raccolta del 1916, poi confluiti in Allegria di naufragi, sono influenzati dalle vicende dolorose del primo conflitto mondiale e costituiscono quasi una sorta di diario dell’anima di colui che si definisce spesso uomo di pena. La poesia M’illumino d’immenso indica, per un verso, l’immensità che sembra illuminare il paesaggio che circonda il poeta, per l’altro, invece, una illuminazione interiore.
Alla fine degli anni Venti, intorno al 1928, il poeta abbraccia la fede cristiana. Una prima manifestazione della poesia cristiana di Ungaretti è la lirica Preghiera, in cui l’autore fa riferimento alla rinascita del proprio io alla luce della ritrovata fede in Dio.
Questo componimento funge da tramite al passaggio alla successiva raccolta poetica, del 1933, Sentimento del tempo. Con questa raccolta entriamo nella fase più propriamente ermetica del poeta.
Questa fase della poetica di Ungaretti è segnata dall’esperienza del suo soggiorno a Roma e dalla percezione della rovina e della decadenza che sembra accostare questo autore al Leopardi. La raccolta è ispirata anche al recupero della mitologia. La sezione centrale riguarda, ad esempio, poesie in cui campeggia Crono, come simbolo del tempo e dell’eternità, di fronte alla quale l’uomo non è che un piccolo punto. L’uomo si affanna inutilmente a percorrere l’eternità.
Nel 1947 viene pubblicata la raccolta Il dolore, che risente della sofferenza del poeta per la perdita del figlio, avvenuta nel 1939.
In queste e nella altre sue raccolte, Ungaretti afferma, come motivo centrale della sua poetica, il valore della parola, affermando che occorre reinventare la parola e vedere in essa un mezzo per attingere alla profondità dell’animo.
Scrive in una delle sue prime composizioni: Quando trovo / in questo mio silenzio / una parola / scavata è / nella mia vita / come un abisso.
Ne scaturisce un lavoro di sperimentazione e di ricerca anche di tipo linguistico che approda alla essenzialità dei testi racchiusi in Allegria di naufragi.
Sul piano formale, l’autore realizza una vera e propria rivoluzione: la pagina sulla quale egli scrive è quasi del tutto bianca, il verso è breve, composto spesso di una sola parola, la sintassi e la punteggiatura sono abolite. La pagina bianca consente alla parola di esprimersi, libera da impacci, in tutto il suo significato ed in tutta la sua potenza evocativa.
Ungaretti come uomo di pena, concepisce la vita come viaggio nel dolore e la poesia come poesia della pena di vivere.
L’essenzialità della parola è messa al servizio di una poesia che assume spesso dei tratti diaristici e che è spesso autobiografica.
Mi dispiace, ma non è colpa mia se…
Una grande notizia!!
Una sorta di presentimento
A tutti i maturandi, leggere con urgenza!!
Un decreto in vigore per la prima volta. E si prevede l’assalto alle segreterie
Maturità, il voto è top secret
"Non si pubblica per la privacy"
Voto della maturità top secret. Gli esami di stato 2008 sono ormai agli sgoccioli: alcune commissioni hanno già terminato gli esami orali e parecchie sono alle battute finali: due tre giorni e inizia l’estate. Ma per studenti e genitori c’è un’altra sorpresa: il voto della maturità non verrà pubblicato nel tabellone finale come accade da sempre. Per la prima volta la privacy entra anche nel punteggio conclusivo dell’esame e chi vorrà sapere com’è andata a finire dovrà sobbarcarsi l’ennesima fila in segreteria per fare richiesta e ottenere il fatidico "numero".
Non si tratta dell’iniziativa di qualche "capo commissione" particolarmente solerte ma di una direttiva che dovrà essere rispettata dai presidenti di tutte le 12 mila commissioni operanti sul territorio nazionale. Tutto quello che ragazzi e genitori potranno leggere sul tabellone il giorno della pubblicazione dei risultati sarà "Esito positivo" o "Esito negativo".
Lo ha ricordato con una nota dello scorso 20 giugno il direttore generale per gli Ordinamenti, Mario Dutto. "L’esito degli esami – si legge nella nota – è pubblicato, per tutti i candidati, nell’albo dell’istituto sede della commissione, con la sola indicazione della dizione ESITO POSITIVO in caso di risultato positivo ed ESITO NEGATIVO nel caso di risultato negativo". Solo i superbravi potranno avere lumi. "Qualora venga attribuita la lode, deve esserne fatta menzione. Il punteggio finale deve essere riportato, a cura della Commissione, sulla scheda di ciascun candidato e sui registri d’esame".
E’ facile prevedere, nei prossimi giorni, un assalto alle segreterie scolastiche da parte di studenti o genitori per conoscere l’esito della maturità. Situazione che, in parte, si è già verificata al momento dell’ammissione agli esami, in occasione della quale i voti delle singole materie sono stati secretati: è stato pubblicato l’esito finale (ammesso, non ammesso) e il credito scolastico. Ma questa volta la questione è ovviamente più spinosa, anche perché 95 ragazzi su 100 sanno di essere stati promossi ma "quello che conta è con quale voto".
Ma perché tanta cautela? E’ stato l’ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, a introdurre la novità. L’ordinanza ministeriale numero 90 relativa sulle "Istruzioni operative" per lo svolgimento degli esami di stato, dello scorso 10 marzo, a proposito della "pubblicazione dei risultati" prevedeva che fosse pubblicato soltanto l’esito finale: DIPLOMATO (con eventuale lode) o NON DIPLOMATO. Il suo successore, Mariastella Gelmini, ha modificato soltanto la dicitura ma non la sostanza: ESITO POSITIVO o ESITO NEGATIVO.
(2 luglio 2008)
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cogito__ergosum
02 luglio 18.51 Comunque, concordo con Ilaria quando dice che è assurdo che non si facciano vedere i voti della maturità.
Con Pellegrinon sono d’accordo in parte: condivido quando dice che la privacy sta diventando una cosa esagerata.
Quanto alle possibilità di imbrogli, non credo che sia così: gli alunni potranno sempre sapere il loro voto rivolgendosi in segreteria!
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cogito__ergosum
02 luglio 18.48 ragazzi, è strano, ma non riesco a visualizzare i due commenti
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