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Una domanda per chi vuole rispondere
Oggi: chi non ha compreso, comprenderà!!
speranze perdute
Donadoni non molla!
All’indomani dell’eliminazione dall’Europeo, l’allenatore vira tutti i ragionamenti sul lato umano dell’avventura conclusa prematuramente. E vista sotto questa ottica l’esperienza, dice, "è stata straordinaria". "Quanto hanno fatto i ragazzi – aggiunge – mi rimarrà sempre dentro, devo ringraziarli". "Ho visto le lacrime di qualcuno, ho visto i loro volti dopo la sconfitta. Mi ha fatto capire di non aver sbagliato la scelta degli uomini e questo – prosegue – sotto il profilo umano è stata un’enorme gratificazione".
Rimane il fallimento segnato da un’uscita di scena dopo appena quattro partite e senza aver mai disputato una gara convincente fino in fondo. Ma non è questo, spiega il tecnico, il metro di giudizio su cui valutare gli avvenimenti. "Non ho mai pensato alle dimissioni – prosegue – non capisco cosa significhi parlarne, l’idea non mi è mai passata per l’anticamera del cervello". E il ragionamento, insiste Donadoni, sarebbe stato lo stesso anche con risultati diversi. "Se fossi arrivato in finale, ma con lo spirito del gruppo sbagliato, con un rapporto diverso con tutto il contesto, ne avrei tratto le conseguenze – sottolinea – non sarebbe certo bastata la conquista della finale a farmi cambiare idea".
I rapporti umani innanzitutto, insomma. E da questo punto di vista il commissario tecnico si dice tranquillo anche per quanto riguarda la relazione con la Federcalcio. Non è vero, spiega, che la Figc lo ha lasciato solo, senza mai difenderlo veramente, lasciando sempre la porta aperta a un cambio in corsa ad appena pochi giorni dalla firma del rinnovo contrattuale per un secondo biennio. "Il presidente Abete è una persona che mi piace, come qualità umane e carattere mi rivedo in lui – dice l’allenatore – Nella sua come nella mia natura ci sta il fatto di sottolineare le cose che non vanno e di dare per scontate quelle che vanno". L’essere poi uscito di scena ai rigori non fa che rafforzare le convinzioni di Donadoni. "Non possono essere due tiri sbagliati da De Rossi e De Natale a farmi cambiare il giudizio su quanto fatto sin qui – aggiunge il ct – altrimenti in questo modo il mio esistenzialismo andrebbe ramengo". Ma chissà se anche Abete è un esitimatore di Sartre.
(23 giugno 2008)
Domani inizio corsi di recupero
allarme serio da parte ….
"Entro l’estate Polo senza ghiaccio"
di ANTONIO CIANCIULLO
Ormai per il completo scioglimento estivo del Polo Nord è scattato il conto alla rovescia. Il problema è che non sappiamo come funziona l%u2019orologio che scandisce il battito del tempo che porta all%u2019estinzione dell%u2019orso polare e del suo mondo. Stando alle stime ufficiali dell%u2019Intergovernamental Panel on Climate Change servirebbero ancora una ventina di anni. Ma ormai è una rincorsa tra calcoli sempre più pessimisti.
L%u2019ultima, allarmata valutazione è del National Geographic che sta seguendo, con un gruppo di ricercatori canadesi a bordo di un rompighiaccio, una missione scientifica in Artide. Secondo le valutazioni di questi ricercatori, i ghiacci che si trovano nelle immediate vicinanze del Polo Nord sarebbero molto giovani e dunque meno resistenti allo scioglimento: già al culmine di questa estate potremmo avere un Polo Nord libero dai ghiacci.
La previsione disegna lo scenario di un%u2019accelerazione molto drastica e contrasta con la maggior parte delle analisi finora accreditate. Tuttavia il trend è ormai netto e indiscutibile. Dal 1979 il Polo Nord perde quasi l%u20191 per cento dei ghiacci estivi all%u2019anno e il ritmo di fusione sta accelerando. Anche nella parte occidentale dell%u2019Antartide lo strato di ghiaccio si sta assottigliando di 3-4 metri ogni anno. E la Groenlandia perde 220 chilometri cubi di ghiaccio l%u2019anno. Nel 1996 il valore misurato era pari a 90 chilometri cubici per anno. Nel 2000 era salito a 140. Ora è arrivato a 220.
In sostanza è aumentato di due volte e mezzo in dieci anni. Il dato, come sempre accade nei santuari dell’estremo freddo, ha un valore di sintesi: ci sono aree in cui i ghiacciai continuano a crescere e altre in cui collassano. Ma quello che conta è l’effetto complessivo e questo effetto è ormai chiaro-
In sostanza l%u2019eccezione che aveva meravigliato il mondo nel 2000, diventerà la regola. Nell%u2019agosto di otto anni fa il rompighiaccio russo Yamal arrivò al Polo Nord e non trovò il ghiaccio. Il mitico passaggio di Nord Ovest era libero. Da allora, ogni estate il ritiro dei ghiacci è stato sempre più veloce. Per la scomparsa totale durante l%u2019estate è solo questione di tempo. Forse molto poco tempo.
Un fenomeno che, come ormai è stato detto con chiarezza nell%u2019ultimo rapporto Ipcc, va messo in relazione soprattutto con l%u2019uso dei combustibili fossili che hanno alterato la composizione dell%u2019atmosfera. Il metano in poco più di due secoli è passato da una concentrazione di 715 parti per miliardo a 1774. L%u2019anidride carbonica nell%u2019era preindustriale si misurava in 270-280 parti per milione: oggi sono già 385.
Arrivare al raddoppio dell%u2019anidride carbonica, cioè a quota 550, comporterebbe un aumento della temperatura valutabile in 3 gradi. E%u2019 un traguardo disastroso per l%u2019equilibrio degli ecosistemi su cui si basa la stabilità delle nostre società. E purtroppo è un traguardo vicino.(23-06-2008)