numeri

18+15+2-10
 
27+3-2+1
 
35×0+12
 
12+15-10
 
24
 
32-6+4

UNA POSS!IBILITA’ C’è

C’è UNA POSSIBILITA’ DI CONCILIAZIONE PER DOMANI: DOMANI STESSO RIPULITE TEMPESTIVAMENTE I BANCHI TOGLIENDO LE SCRITTE!! PRIMA CHE IO ENTRI IN CLASSE!

ECCO CHI SARA’ INTERROGATO DOMANI

BUONASERA A TUTTI
 
DOPO TANTE ORE TRASCORSE A SCUOLA, FINALMENTE SIAMO TORNATI A CASA.
 
E DOMANI UN’ALTRA GIORNATA DI LAVORO E DI INTERROGAZIONI.
 
CHI SARA’ INTERROGATO?
 
IN PRIMO LUOGO COLORO CHE HANNO LASCIATO LE SCRITTE SUI BANCHI.
 
POTREBBERO NON ESSERE INTERROGATI QUELLI I CUI BANCHI SONO PULITI!
 
GLI "SCRITTORI" SONO AVVISATI!!!
 
GLI ALUNNI CHE OGGI SUI BANCHI HANNO FATTO LO SCRITTO, DOMANI ALLA CATTEDRA FARANNO L’ORALE!!!

chi vincerà lo scudetto? secondo me la Roma

Sondaggio da fine campionato
 
 
Secondo voi chi vincerà lo scudetto?
 
La Roma o l’Inter?
 
 
E se lo vincesse la Roma?
 
esprimete i vostri pronostici!!

così è la vita…

Così è la vita… per i più sfortunati
 
Nota di geografia
 
 
 
Le coste del Mediterraneo si dividono in due,
di partenza e di arrivo, però senza pareggio:
più spiagge e più notti d’imbarco, di quelle di sbarco,
toccano Italia meno vite, di quante salirono a bordo.
A sparpagliare il conto la sventura, e noi, parte di essa.
Eppure Italia è una parola aperta, piena d’aria.
 
(Erri De Luca)

ci sono tutti!!

Quello che segue è l’elenco degli imperatori romani. Per ciascuno si riportano il nome con cui sono più comunemente conosciuti, il nome ufficiale, le date di regno (in cui ricevono il titolo di "Augusto"). Sono citati gli usurpatori (a volte la distinzione è dubbia, e in generale si segue la tradizione storica consolidata), gli imperatori che regnano insieme, le date di eventuale associazioni al trono con il titolo di Cesare.

Giulio Cesare non ebbe mai il titolo di "principe del senato" o di "augusto" come Ottaviano: tuttavia fu dittatore dal 49 a.C. al 44 a.C., cosa mai successa in precedenza, ma soprattutto il titolo di "imperatore", nel suo significato moderno, corrisponde al titolo di Cesare nella storia di Roma, almeno fino all’inizio della tetrarchia. Svetonio infatti, nella sua opera dedicata alle Vite dei dodici Cesari, parte proprio da Giulio Cesare.

 

Imperatore

Nome e titolo

Date
(nascita, periodo di regno)

Note

Dinastia giulio-claudia

Augusto

Gaio Ottavio Turino
Gaio Giulio Cesare Ottaviano
Imperator Caesar Augustus

Nato nel 63 a.C., regnò dal 16 gennaio 27 a.C. al 19 agosto 14.

Considerato primo imperatore romano, figlio adottivo di Gaio Giulio Cesare.

Tiberio

Tiberio Claudio Nerone

Nato nel 42 a.C., regnò dal 19 agosto 14 al 16 marzo 37.

Figlio adottivo di Augusto, negli ultimi anni regnò da Capri.

Caligola

Gaio Giulio Cesare Germanico

Nato nel 12, regnò dal 18 marzo 37 al 24 gennaio 41.

Venne assassinato.

Claudio

Tiberio Claudio Druso Nerone

Nato nel 10 a.C., regnò dal 24 gennaio 41 al 13 ottobre 54.

Zio di Caligola, morto forse avvelenato.

Nerone

Lucio Domizio Enobarbo,
Tiberio Claudio Nerone Domiziano

Nato nel 37, regnò dall’ottobre 54 al 11 giugno 68.

Suicida.

Anno dei quattro imperatori

Galba

Servio Sulpicio Galba

Nato nel 3, regnò dall’8 giugno 68 al 15 gennaio 69.

Assassinato dal successore Otone.
Lucio Clodio Macro usurpatore in Africa.

Otone

Marco Salvio Otone

Nato nel 32, regnò dal 15 gennaio 69 al 16 aprile 69.

Suicida.

Vitellio

Aulo Vitellio

Nato nel 15, regnò dal 17 aprile 69 al 20 dicembre 69.

Assassinato nel Foro Romano.

Dinastia flavia

Vespasiano

Tito Flavio Vespasiano

Nato nel 9, regnò dal 1 luglio 69 al 24 giugno 79.

Fondatore della Dinastia Flavia.

Tito

Tito Flavio Vespasiano

Nato nel 39, regnò dal 24 giugno 79 al 13 settembre 81.

Noto con l’appellativo di "delizia del genere umano".

Domiziano

Tito Flavio Domiziano

Nato nel 51, regnò dal 14 settembre 81 al 18 settembre 96.

Assassinato.
Lucio Antonio Saturnino usurpatore in Germania nel 89.

Dinastia degli Antonini

Nerva

Marco Cocceio Nerva

Nato nel 22 o 32 o 35, regnò dal 18 settembre 96 al 27 gennaio 98.

Ultimo imperatore italiano sia di nascita che di famiglia.

Traiano

Marco Ulpio Traiano
Marco Ulpio Nerva Traiano

Nato nel 53, regnò dal 27 gennaio 98 al 7 agosto 117.

Definito "Optimus Princeps". Portò l’Impero alla massima espansione.

Adriano

Publio Elio Adriano
Publio Elio Traiano Adriano

Nato nel 76, regnò dal 11 agosto 117 al 10 luglio 138.

Antonino Pio

Tito Aurelio Fulvio Bononio Arrio Antonino Pio
Tito Elio Adriano Antonino Pio

Nato nell’86, regnò dal 10 luglio 138 al 7 marzo 161.

Marco Aurelio

Marco Annio Catilio Severo
Marco Annio Varo
Marco Aurelio Antonino

Nato nel 121, regnò dal 7 marzo 161 al 17 marzo 180

Regna assieme a Lucio Vero sino al 169, e con il proprio figlio Commodo a partire dal 177
Gaio Avidio Cassio, usurpatore in Siria nel 175.

Lucio Vero

Lucio Ceionio Commodo Vero

Nato nel 130, regnò dal 7 marzo 161 al marzo 169

Regna assieme a Marco Aurelio fino alla propria morte.

Commodo

Marco Aurelio Commodo Antonino

Nato nel 161, regnò dal 177 al 31 dicembre 192.

Regna assieme al padre Marco Aurelio fino al 17 marzo 180.

….

Pertinace

Publio Elio Pertinace

Nato nel 126, regnò dal 192 al 193.

Assassinato dai Pretoriani

Didio Giuliano

Marco Didio Severo Giuliano

Nato nel 133, regnò nel 193.

Dinastia dei Severi

Settimio Severo

Lucio Settimio Severo

Nato nel 146, regnò dal 193, al 211.

Conquista il potere in lotta con Caio Pescennio Nigro (193-194) e con Decimo Clodio Albino (193-197), quest’ultimo inizialmente associato al potere come cesare.

Associati al trono i figli Caracalla (dal 198) e Geta (dal 209).

Caracalla

Marco Aurelio Severo Antonino

(Lucio Severo Bassiano)

Nato nel 186, regnò dal 211 al 217.

Caracalla e Geta inizialmente regnarono insieme;

precedentemente erano stati associati al trono, rispettivamente dal 198 e dal 209; Geta viene fatto uccidere dal fratello Caracalla.

Geta

Lucio Severo Geta

Nato nel 189, regnò dal 211 al 212.

Macrino

Marco Opellio Macrino

Nato nel 164, regnò dal 217 al 218.

Prefetto del pretorio, non fa parte della famiglia dei Severi;

associato al trono Marco Opellio Antonino Diadumeniano (nel 218).

Dinastia dei Severi (ripresa)

Eliogabalo

Marco Aurelio Antonino

(Sestio Vario Avito Bassiano)

Nato nel 204, regnò dal 218 al 222.

Assassinato a Roma insieme alla madre Giulia Semia.

Alessandro Severo

Marco Aurelio Severo Alessandro

(Marco Giulio Alessiano Bassiano)

Nato nel 208, regnò dal 222 al 235.

Assassinato a Magonza insieme alla madre Giulia Mamea.

La crisi del III secolo

Massimino Trace

Gaio Giulio Vero Massimino

Nato nel 173(?), regnò dal 235 al 238

Gordiano I

Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano

Nato nel 159 (?), regnò nel 238.

Gordiano I e Gordiano II, padre e figlio, regnarono insieme.

Gordiano II

Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano

Nato nel 192 (?), regnò nel 238.

Pupieno

Marco Clodio Pupieno Massimo

Nato nel 178, regnò nel 238.

Pupieno e Balbino regnarono insieme.

Balbino

Decimo Celio Calvino Balbino

Nato nel 165, regnò nel 238

Gordiano III

Marco Antonio Gordiano Pio

Nato nel 225, regnò dal 238 al 244.

Filippo l’Arabo

Marco Giulio Filippo

Nato nel 204 (?), regnò dal 244 al 248.

Nel 247 associa al trono il figlio Marco Giulio Severo Filippo, nato nel 238.

Celebrazioni dei mille anni dalla fondazione di Roma nel 248.
Marco Silbannaco usurpatore in Germania nel 248.
Tiberio Claudio Marino Pacaziano usurpatore in Mesia e Pannonia nel 248-249.
Marco Fulvio Rufo Iotapiano usurpatore in Siria nel 249.

Decio

Gaio Messio Quinto Traiano Decio

Nato nel 201 (?), regnò dal 249 al 251.

Associati al trono i figli Quinto Erennio Etrusco Messio Decio e Gaio Ostiliano Messio Quinto dal 251.

Tito Giulio Prisco usurpatore in Macedonia nel 250
Giulio Valente Liciniano usurpatore a Roma nel 250.

Treboniano Gallo

Gaio Vibio Treboniano Gallo

Nato nel 205 (?), regnò dal 251 al 253.

Associato al trono il figlio Gaio Vibio Volusiano.

Lucio Giulio Sulpicio Uranio Antonino, usurpatore in Siria nel 253-254.

Emiliano

Marco Emilio Emiliano

Nato nel 208 (?), regnò nel 253.

Valeriano

Publio Licinio Valeriano

Nato nel 190 (?), regnò dal 253 al 260.

Inizialmente Valeriano e Gallieno regnarono insieme.

Valeriano non muore nel 260, ma viene fatto prigioniero dal re sasanide Sapore I.
Associati al potere come cesari Publio Licinio Cornelio Valeriano (256-258) e Publio Licinio Cornelio Salonino (258-260).
Nominato correctior totius Orientis Settimio Odenato di Palmira (260-267).
Usurpatori:

in Pannonia

Decimo Lelio Ingenuo

(258-260)

Publio Gaio Regaliano

(263)

in Egitto

Lucio Mussio Emiliano

(258-259)

in Siria

Tito Fulvio Macriano

(260-261)

Tito Fulvio Giunio Macriano II

Tito Fulvio Giunio Quieto

in Rezia

Marco Aureolo Acilio

(268)

nelle Gallie
(
Impero delle Gallie)

Marco Cassiano Latinio Postumo

(259-268)

Gaio Ulpio Cornelio Leliano (o Lolliano)

(268)

Marco Aurelio Mario

(268)

Marco Piavonio Vittorino

(268-271)
Gallieno

Publio Licinio Egnazio Gallieno

Nato nel 218, regnò dal 253 al 268.

Claudio il Gotico

Marco Aurelio Claudio

Nato nel 214, regnò dal 268 al 270.

Usurpatori:

nelle Gallie
(
Impero delle Gallie)

Marco Piavonio Vittorino

(268-271)
Quintillo

Marco Aurelio Claudio Quintillo

Nato nel ?, regnò nel 270.

Aureliano

Lucio Domizio Aureliano

Nato nel 214, regnò dal 270 al 275.

Usurpatori:

nelle Gallie
(
Impero delle Gallie)

Marco Piavonio Vittorino

(268-271)

Domiziano II

(271 ?)

Gaio Pio Esuvio Tetrico

(271-274)

Gaio Pio Esuvio Tetrico II

(271-274),

Faustino

(273-274),

in Dalmazia

Settimio

(271-272)

in Siria e in Oriente

Giulio Aurelio Settimio Vaballato Atenodoro, figlio di Zenobia di Palmira

(271-274)
Tacito

Marco Claudio Tacito

Nato nel 205, regnò dal 275 al 276.

Floriano

Marco Annio Floriano

Nato nel ?, regnò nel 276.

Probo

Marco Aurelio Probo

Nato nel 232, regnò dal 276 al 282.

Usurpatori in Gallia: Tito Ilio Proculo (280) e Gaio Quinto Bonoso (280);
Usurpatore in Asia: Gaio Giulio Saturnino (280).

Caro

Marco Aurelio Caro

Nato nel 223, regnò dal 282 al 283.

Carino

Marco Aurelio Carino

Nato nel 257, regnò dal 283 al 285.

Inizialmente Numeriano e Carino regnarono insieme, il primo sull’Oriente e il secondo sull’Occidente.
Giuliano usurpatore in Pannonia (284/285)

Numeriano

Marco Aurelio Numerio Numeriano

Nato nel 254 circa, regnò nel 284.

 

DOMANI

PER CAUSE DI FORZA MAGGIORE
DOMANI SI PORTA
LATINO GRAMMATICA
POI SI SPIEGHERA’ IN STORIA E LATINO CLASSICO
 
E GLI INTERESSATI VEDRANNO LE VERSIONI!!

Faccio una denuncia

DENUNCIA!!
 
 
AD EBOLI STA PRENDENDO PIEDE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E LE STRADE DELLA CITTA’ SONO EFFETTIVAMENTE PULITE.
 
NEL COMPLESSO, DUNQUE, LA RISPOSTA E LA SENSIBILITA’ DEI CITTADINI SONO STATE DAVVERO ALL’ALTEZZA DELLA SITUAZIONE.
 
TUTTAVIA, NON MANCANO GLI INCIVILI.
 
E COSI’, ALL’INGRESSO DELLA SALITA DI VIA SAN CATALDO, ACCANTO AL PRIMO CONTENITORE (QUELLO GIALLO) DEI RIFIUTI, GIACCIONO BUSTE DI SPAZZATURA "NON DIFFERENZIATA", COLME DI RIFIUTI MESCOLATI ALLA RINFUSA, ALL’INSEGNA DELLA PEGGIORE INCIVILTA’.
 
 
FATTA LA LEGGE, TROVATO L’INGANNO?
 
NON E’ DETTO, ANCHE PERCHE’, NEL COMPLESSO, LA RACCOLTA DIFFERENZIATA STA ANDANDO BENE QUI AD EBOLI, FORSE ANCHE MEGLIO CHE ALTROVE!
 
PERO’ SONO NECESSARI CONTROLLI  A  TAPPETO SUL TERRITORIO, ALTRIMENTI, CON IL BREVE VOLGERE DEL TEMPO, LA FETIDA INCIVILTA’ DI ALCUNI FINIRA’ CON IL PREVALERE!!

IN RELAZIONE A

IN RELAZIONE ALL’ARGOMENTO TRATTATO NEL POST QUI SOTTO RIPORTATO, MI VIENE IN MENTE UNA FRASE MOLTO ELOQUENTE:
 
IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI!!
 
RAGAZZI, NON FACCIAMO DORMIRE LA NOSTRA COSCIENZA SU QUESTE COSE. SIAMO TUTTI VIGILI AFFINCHE’, NEL NOSTRO PICCOLO, POSSIAMO CONTRIBUIRE ALLA PROGRESSIVA MARGINALIZZAZIONE DI QUESTA TRAGICA PIEGA CHE STA ASSUMENDO LA SOCIETA’.
 
IN QUESTI CASI, A CHI "VUOL STARE SVEGLIO", NESSUNO OSI DIRE: "VAI A DORMIRE!!!".

Ben più grave!!

Ben più grave, molto più grave!!
 
Ricordate la vicenda del ragazzino di 14 anni a cui dei coetanei avevano cercato di incendiare i capelli?
 
Per quanto odiosa e brutta, sembrava una vicenda classificabile come bullismo, terribile e spietato, ma pur sempre un atto di bullismo!
 
 
SEMBRAVA!!
 
MA, IN REALTA’, DIETRO QUELLA VICENDA CI SAREBBE BEN ALTRO!
 
NEL PC E NEL CELLULARE DI UNO DEI RESPONSABILI SONO STATI RINVENUTI FILMATI ED IMMAGINI RELATIVI A SCENE INNEGGIANTI AL NEO FASCISMO, A MARCE MILITARI, A SIMBOLI NAZISTI.
 
ALLA VITTIMA, INOLTRE, SAREBBE STATA DISEGNATA ANCHE UNA SVASTICA SULLA FRONTE.
 
QUESTE ED ALTRE ANGHERIE PERPETRATE AI DANNI DEL PIU’ DEBOLE COSTITUIVANO UN RITUALE DI INIZIAZIONE AD UN GRUPPO DI ESTREMA DESTRA E COLPIVANO CHI NON ERA DEL "BRANCO".
 
 
STUPISCE DI PIU’ CHE QUESTI ATTI VENGANO COMPIUTI DA ADOLESCENTI DI 14 ANNI E, PARE, ANCHE DA RAGAZZE!
 
E’ IL SEGNO PIU’ GRAVE DELLA BARBARIE A CUI LA SOCIETA’ RISCHIA DI ARRIVARE. UNA SOCIETA’ NELLA QUALE IL VALORE DELLA VITA E DELLA CONVIVENZA CIVILE RISCHIA DI ESSERE MESSO SOTTO I PIEDI E TRAGICAMENTE CANCELLATO DA PERSONE FANATICHE E VIOLENTE!
 
C’ERA BEN ALTRO DIETRO QUEGLI ATTI DI BULLISMO A VITERBO.
 
C’ERA UNA PRECISA ORGANIZZAZIONE VIOLENTA LEGATA AD UN PASSATO CHE LA STORIA HA GIUSTAMENTE CONDANNATO, MA DEL QUALE CONTINUANO A MANIFESTARSI I PIU’ TERRIBILI ED ESTREMI RIGURGITI!!
 
 

test sì, ma con sorpresa!!

Ah, dimenticavo: domani test, dunque, ma con… sorpresa!!
 
Sto quasi pensando di ideare qualcosa anche per la quinta!!
 
 

domani ci sarà….

vobis vehementer studendum est!!
 
Come già anticipato, infatti, domani nelle prime due ore ci sarà il test di latino e la versione di recupero sul primo quadrimestre, per chi deve recuperare.
 
All’ultima ora, invece, storia e classico congiuntamente!
 
 
Si conferma, dunque, quanto già detto stamattina.
 
 
estote parati!
 
 
p.s. bella la giornata trascorsa alla biblioteca comunale! Siete d’accordo?
 
Bravi anche i nostri "accompagnatori", quello rosso e quello più chiaro che, all’occorrenza, si sono dimostrati abili gestori del traffico!!
 
A più tardi per ulteriori chiarimenti!!

Ecce canis

 
 
Signori,
 
ecco a voi Maia
 
il siberian husky di famiglia.
 
 
 
 
 

il rischio

Il rischio
 
Ed ora il rischio è forte!!
 
C’è il rischio, infatti, che le vicende legate allo scontro tra Schifani e Travaglio costituiscano l’occasione per il PDL di azzerare i vertici RAI e di rimpiazzarli con persone tutte di centrodestra.
 
ED ORA IL CENTRO DESTRA VUOLE "MARCIARE" SULLA RAI!!!

Paolo e Francesca (Inf. canto V)

La Divina Commedia – Inferno: Canto V
Dante Alighieri

 

 

 Così discesi del cerchio primaio
giù nel secondo, che men loco cinghia
e tanto più dolor, che punge a guaio.

Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia:
essamina le colpe ne l’intrata;
giudica e manda secondo ch’avvinghia.

Dico che quando l’anima mal nata
li vien dinanzi, tutta si confessa;
e quel conoscitor de le peccata

vede qual loco d’inferno è da essa;
cignesi con la coda tante volte
quantunque gradi vuol che giù sia messa.

Sempre dinanzi a lui ne stanno molte:
vanno a vicenda ciascuna al giudizio,
dicono e odono e poi son giù volte.

«O tu che vieni al doloroso ospizio»,
disse Minòs a me quando mi vide,
lasciando l’atto di cotanto offizio,

«guarda com’ entri e di cui tu ti fide;
non t’inganni l’ampiezza de l’intrare!».
E ‘l duca mio a lui: «Perché pur gride?

Non impedir lo suo fatale andare:
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare».

Or incomincian le dolenti note
a farmisi sentire; or son venuto
là dove molto pianto mi percuote.

Io venni in loco d’ogne luce muto,
che mugghia come fa mar per tempesta,
se da contrari venti è combattuto.

La bufera infernal, che mai non resta,
mena li spirti con la sua rapina;
voltando e percotendo li molesta.

Quando giungon davanti a la ruina,
quivi le strida, il compianto, il lamento;
bestemmian quivi la virtù divina.

Intesi ch’a così fatto tormento
enno dannati i peccator carnali,
che la ragion sommettono al talento.

E come li stornei ne portan l’ali
nel freddo tempo, a schiera larga e piena,
così quel fiato li spiriti mali

di qua, di là, di giù, di sù li mena;
nulla speranza li conforta mai,
non che di posa, ma di minor pena.

E come i gru van cantando lor lai,
faccendo in aere di sé lunga riga,
così vid’ io venir, traendo guai,

ombre portate da la detta briga;
per ch’i’ dissi: «Maestro, chi son quelle
genti che l’aura nera sì gastiga?».

«La prima di color di cui novelle
tu vuo’ saper», mi disse quelli allotta,
«fu imperadrice di molte favelle.

A vizio di lussuria fu sì rotta,
che libito fé licito in sua legge,
per tòrre il biasmo in che era condotta.

Ell’ è Semiramìs, di cui si legge
che succedette a Nino e fu sua sposa:
tenne la terra che ‘l Soldan corregge.

L’altra è colei che s’ancise amorosa,
e ruppe fede al cener di Sicheo;
poi è Cleopatràs lussurïosa.

Elena vedi, per cui tanto reo
tempo si volse, e vedi ‘l grande Achille,
che con amore al fine combatteo.

Vedi Parìs, Tristano»; e più di mille
ombre mostrommi e nominommi a dito,
ch’amor di nostra vita dipartille.

Poscia ch’io ebbi ‘l mio dottore udito
nomar le donne antiche e ‘ cavalieri,
pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.

I’ cominciai: «Poeta, volontieri
parlerei a quei due che ‘nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggieri».

Ed elli a me: «Vedrai quando saranno
più presso a noi; e tu allor li priega
per quello amor che i mena, ed ei verranno».

Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: «O anime affannate,
venite a noi parlar, s’altri nol niega!».

Quali colombe dal disio chiamate
con l’ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l’aere, dal voler portate;

cotali uscir de la schiera ov’ è Dido,
a noi venendo per l’aere maligno,
sì forte fu l’affettüoso grido.

«O animal grazïoso e benigno
che visitando vai per l’aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

se fosse amico il re de l’universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c’hai pietà del nostro mal perverso.

Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che ‘l vento, come fa, ci tace.

Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ‘l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.

Quand’ io intesi quell’ anime offense,
china’ il viso, e tanto il tenni basso,
fin che ‘l poeta mi disse: «Che pense?».

Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!».

Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.

Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,
a che e come concedette amore
che conosceste i dubbiosi disiri?».

E quella a me: «Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa ‘l tuo dottore.

Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante».

Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangëa; sì che di pietade
io venni men così com’ io morisse.

E caddi come corpo morto cade.