NATURALMENTE, QUANDO DICO CHE NON VOGLIO VEDERE COMMENTI OFFENSIVI O INSULTANTI, MI RIFERISCO ALLE FRASI OSCENE E VOLGARI CHE UN CAFONE IN PARTICOLARE, DELLA STIRPE QUASI ESTINTA (MA NON DEL TUTTO EVIDENTEMENTE) DEI TROGLODITI, HA RILASCIATO SU QUESTO E, PRESUMO, SU ALTRI BLOG.
OVVIAMENTE, OGNI CRITICA O GIUDIZIO POSITIVO, MA ANCHE NEGATIVO, SONO BENE ACCETTI ED ANZI UTILI
LE VOLGARITà, E SOLO LE VOLGARITà, SARANNO OGGETTO DI DENUNCIA IMPLACABILE E COSTANTE!!!
SE, INVECE, VOLETE VISITARE IL BLOG E RILASCIARE ANCHE COMMENTI NEGATIVI, PURCHE’ NON OSCENI, FATELO PURE SENZA PROBLEMI. IO E IL MIO BLOG SIAMO DEMOCRATICI E CI ISPIRIAMO AL PRINCIPIO DELLA PARRHESIA
Nell’antica Grecia le olimpiadi erano una occasione di riappacificazione tra le citta elleniche ,almeno per periodo della durata dei giochi ,e una occasione per riunirsi tutti col solo scopo di gareggiare lealmente.
Certo al giorno d’oggi sarebbe difficile trovare la concordia a livello mondiale per medesimi intenti. Ad agosto iniziano a pechino le olimpiadi 2008 ,una occasione per la Cina per mettersi in mostra a livello mondiale. C’è una regione nell’estremo ovest della cina , il tibet ,dove vive il popolo piu mansueto della terra e che segue la religione piu aperta , tollerante , pacifica del mondo. In questi giorni è in atto una brutale repressione da parte della polizia cinese con centinaia di morti tibetani.Il dalai lama capo morale di questo popolo attua solo resistenza di non violenza .
Se fossi un atleta io mi rifiuterei di andare a gareggiare in cina almeno fino a quando non termina questa persecuzione.Perche l’italia non prende una posizione in merito? Ma gia quando è venuto il dalai lama in italia non lo ha ricevuto ne la farnesina ne il papa. Tutti hanno paura di perdere i loro interessi con la cina e cosi tutti si adeguano all’ipocrisia internazionale. Io no , popolo del tibet io sto con te
non voglio più vedere frasi volgari o insulti sul mio blog, altrimenti chi sarà investito del prolema, potrà facilmente risalire ai responsabili a punirli a norma di legge.
HO APPENA DENUNCIATO UN CAFONE CHE HA PRESO L’ABITUDINE DI RILASCIARE COMMENTI PIU’ STUPIDI E VOLGARI DI LUI SUL GUESTBOOK DEL MIO BLOG. NATURALMENTE, COME PREVEDE ANCHE IL CODICE DI COMPORTAMENTO, HO ELIMINATO IL COMMENTO, MA NON SENZA AVERNE DENUNCIATO L’AUTORE!!
RICORDO CHE, ANCHE IN CASO DI COMMENTI ANONIMI, LE AUTORITA’ POSSONO COMUNQUE RISALIRE ALL’AUTORE DEL MESSAGGIO OFFENSIVO.
D’ORA IN POI OGNI COMMENTO VOLGARE, DUNQUE, SARA’ DENUNCIATO ALLE AUTORITA’ COMPETENTI!!
Il gatto è senza dubbio uno degli animali che ha suscitato grandissima ammirazione, qualche volta anche odio, ma il più delle volte grande interesse per i suoi movimenti e per la sua agilità.
A me piacciono gli animali e soprattutto i cani e i gatti. Questi ultimi sono, a mio avviso, il simbolo della libertà e della agilità!
Posto sul blog delle fotografie di gatti tratte dal web. Dedico questo post a tutti i GATTOFILI!!!
Seconda stella a destra questo è il cammino, e poi dritto fino al mattino poi la strada la trovi da te, porta all’isola che non c’è.
Forse questo ti sembrerà un strano, ma la ragione ti ha un po’ preso la mano. Ed ora sei quasi convinto che non può esistere un’isola che non c’è.
E a pensarci, che pazzia, è una favola, è solo fantasia e chi è saggio, chi è maturo lo sa: non può esistere nella realtà!
Son d’accordo con voi, non esiste una terra dove non ci son santi né eroi e se non ci son ladri, e se non c’è mai la guerra, forse è proprio l’isola che non c’è … che non c’è.
E non è un’invenzione e neanche un gioco di parole se ci credi ti basta perché poi la strada la trovi da te.
Son d’accordo con voi, niente ladri e gendarmi, ma che razza di isola è? Niente odio e violenza, né soldati, né armi, forse è proprio l’isola che non c’è … che non c’è.
Seconda stella a destra questo è il cammino, e poi dritto fino al mattino non ti puoi sbagliare perché quella è l’isola che non c’è! E ti prendono in giro se continui a cercarla, ma non darti per vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te!
Non è proprio la giornata climaticamente adatta, ma immaginate di trovarvi su un’isola assolata, alle prese con uno splendido mare, in mezzo ad una vegetazione ridente, tra palme e…..
contro le porcherie che stanno accadendo in questi giorni in Tibet, a conferma del fatto che tutte le dittature sono schifose!!!
El pueblo unido jamás será vencido (Il popolo unito non sarà mai vinto) è una delle più note canzoni legate alla movimento Unidad Popular ed alla presidenza del Cile da parte di Salvador Allende, morto nel tragico golpe cileno del 1973.
La canzone venne composta nel 1970 da Sergio Ortega, musicista cileno facente parte del gruppo musicale Quilapayun.
Famosa in Cile durante i tre anni della presidenza Allende, divenne – dopo il golpe cileno che portò al potere i militari guidati da Augusto Pinochet – un simbolo della lotta per il ritorno alla democrazia tanto in Cile quanto nel resto del mondo.
Oltre al gruppo dei Quilapayun, esule in Francia negli anni della dittatura, la canzone venne cantata e incisa anche dagli Inti-Illimani, altro gruppo storico della Nueva Canción Chilena, che aveva ottenuto asilo politico in Italia e che portò il brano alla completa notorietà.
Numerose sono state successivamente le traduzioni in altre lingue e gli arrangiamenti compiuti sul brano. In Iran la melodia è stata usata per una canzone rivoluzionaria in lingua persiana cantata nel 1979 durante la rivoluzione contro la monarchia dagli attivisti iraniani della sinistra ed intitolata "Barpakhiz" (traducibile con Stai su, o Resisti).
Quattro anni prima, nel 1975 il musicista Frederic Rzewski aveva composto trentasei variazioni per pianoforte del brano intitolate The People United Will Never Be Defeated!.
Molti gruppi fra cui gli Ska-p, La Banda Bassotti, i 99 Posse, Claudio Baglioni e gli Anti-Flag hanno eseguito una propria interpretazione del brano.
I versi della canzone sottoriportati sono quelli della versione originale. In alcune versioni di gruppi militari la frase El pueblo unido jamas sera vencido è sostituita, nell’ultimo verso, con El pueblo armado jamás será aplastado (Il popolo armato non sarà mai fermato).
El pueblo unido jamás será vencido,
¡el pueblo unido jamás será vencido!
De pie, cantad, que vamos a triunfar.
Avanzan ya banderas de unidad,
y tú vendrás marchando junto a mí
y así verás tu canto y tu bandera florecer.
La luz de un rojo amanecer
anuncia ya la vida que vendrá.
De pie, luchad,
el pueblo va a triunfar.
Será mejor la vida que vendrá
a conquistar nuestra felicidad,
y en un clamor mil voces de combate
se alzarán, dirán,
canción de libertad,
con decisión la patria vencerá.
Y ahora el pueblo que se alza en la lucha
con voz de gigante gritando: ¡Adelante!
El pueblo unido jamás será vencido,
¡el pueblo unido jamás será vencido!
La patria está forjando la unidad.
De norte a sur se movilizará,
desde el Salar ardiente y mineral
al Bosque Austral,
unidos en la lucha y el trabajo irán
la patria cubrirán.
Su paso ya anuncia el porvenir.
De pie, cantad que el pueblo va a triunfar
millones ya imponen la verdad.
De acero son ardiente batallón.
Sus manos van llevando la justicia
y la razón, mujer,
con fuego y con valor,
ya estás aquí junto al trabajador.
Y ahora el pueblo que se alza en la lucha
con voz de gigante gritando: ¡Adelante!
El pueblo unido jamás será vencido,
¡El pueblo unido jamás será vencido! La la la la la la la…
Diventa sempre più drammatica la situazione in Tibet, dove è in atto una rivolta dei monaci tibetani e della popolazione contro la repressione e le brutalità delle autorità cinesi. La situazione è diventata ancora più preoccupante in seguito allo scadere dell’ultimatum lanciato da Pechino agli insorti della regione. Le ambasciate cinesi nel mondo sono state oggetto di dure contestazioni e proteste per il rispetto dei diritti umani in questa regione. Anche in Italia, partiti e movimenti sindacali hanno organizzato dei sit – in.
Ormai, a dispetto di quanto lascia trapelare la rigida censura cinese, le vittime in questa regione sono centinaia. La comunità internazionale ha il compito di fermare questo grave massacro perpetrato dalla dittatura cinese e giustamente il Presidente Napolitano chiede che l’Unione Europea affronti con celerità e fermezza questo grave problema.
Tutti noi che siamo per la difesa dei diritti umani oggi possiamo dire una sola cosa: SIAMO TUTTI TIBETANI!!!