Serie A: previsioni

 
Pronostici: Udinese Atalanta: 1; Livorno – Catania: 2; Juve – Fiorentina: X; Cagliari – Genoa: 2; Napoli – Inter: 2; Reggina – Palermo: 2; Empoli – Siena: X; Sampdoria – Torino: 2
 
 
Udinese – Atalanta:        2 – 1
 
Livorno – Catania           0 – 1
 
Juventus – Fiorentina     1 – 1  (se c’è un "Donda…" bis la Juve perderà)
 
 
Cagliari – Genoa             1 -3
 
 
Napoli  – Inter                1 – 2
 
Reggina – Palermo          0 – 2
 
Empoli  –  Siena              1 – 1
 
Sampdoria – Torino         2 – 3
 

Festival di Sanremo

 
Questi i vincitori di Sanremo:
 
 
primi classificati:          Giò Di Tonno – Lola Ponce
 
 
Seconda classificata:    Anna Tatangelo
 
 
Terzo classificato:         Fabrizio  Moro
 
 
Siete d’accordo con questi risultati?
 
Io in parte lo sono, anche se avrei preferito qualcosa in più per Eugenio Bennato e per Tricarico che ha vinto anche il premio della critica. 
 

Settimana difficile

 
Settimana difficile e per questo faticosa!
 
Quella che inizierà lunedì sarà una settimana difficile e, probabilmente, con qualche disagio dovuto a cause di forza maggiore.
 
Cercheremo di affrontarla nel migliore e più produttivo dei modi, per recuperare l’eventuale tempo perduto!!
 
Alla prossima!!
 
 
 
 

Grande Napoli

Omaggio a Napoli e al Napoli
 
"Vedi Napoli e poi muori", si diceva una volta. Ed è così: non si può fare a meno di visitare e di ammirare Napoli almeno una volta nella vita.
 
Chi abita vicino a questa grande città può farlo spesso.
 
Chi l’ha visitata in queste settimane ha provato una sensazione di grande amarezza nel vedere una città così magica e bella sommersa ed afflitta da problemi tanto grandi, le cui cause non sono soltanto politiche.
 
Tuttavia, chi conosce anche solo un po’ i Napoletani sa che anche questa volta riusciranno a risollevarsi, gradualmente, ma ce la faranno.
 
Oggi, allora, vogliamo rivolgere un pensiero ed un omaggio a questa grande città, ai suoi abitanti e alla sua squadra (sono juventino, ma quello che è giusto è giusto) con dei video musicali, con un’intervista al grande Massimo Troisi e con un piccolo ricordo di due turisti, ammiratori di Napoli, molto speciali.
 
Forza Napoli e forza Napoletani!!
 
 
Napule è (Pino Daniele, con immagini
di Napoli)
 
        
 
 
‘A città ‘e Pulecenella (Fausto Cigliano)
 
   
 
 
 
 ‘A città  ‘e Pulecenella (versione più recente 
con clip di Napoli)
 
              
 
 
 
La stessa canzone in una versione speciale!!
 
  
 
 
 
Due turisti particolari: Tom e Jerry a Napoli,
con canzoni in napoletano cantate dai personaggi
                      
 
 
 
1986 / 1987: Napoli campione d’Italia
 
  
 
 
Intervista al grande Massimo Troisi
          
 
 
 
 

Fatti non foste…: il grande Ulisse dantesco

 
 
Il grande Ulisse dantesco  (Inferno, canto XXVI, vv. 85 – 142)
 
 

Lo maggior corno de la fiamma antica

cominciò a crollarsi mormorando,

pur come quella cui vento affatica;

indi la cima qua e là menando,

come fosse la lingua che parlasse,

gittò voce di fuori, e disse: "Quando

mi diparti’ da Circe, che sottrasse

me più d’un anno là presso a Gaeta,

prima che sì Enëa la nomasse,

né dolcezza di figlio, né la pieta

del vecchio padre, né ’l debito amore

lo qual dovea Penelopè far lieta,

vincer potero dentro a me l’ardore

ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto

e de li vizi umani e del valore;

ma misi me per l’alto mare aperto

sol con un legno e con quella compagna

picciola da la qual non fui diserto.

L’un lito e l’altro vidi infin la Spagna,

fin nel Morrocco, e l’isola d’i Sardi,

e l’altre che quel mare intorno bagna.

Io e ’ compagni eravam vecchi e tardi

quando venimmo a quella foce stretta

dov’Ercule segnò li suoi riguardi

acciò che l’uom più oltre non si metta;

da la man destra mi lasciai Sibilia,

da l’altra già m’avea lasciata Setta.

"O frati", dissi, "che per cento milia

perigli siete giunti a l’occidente,

a questa tanto picciola vigilia

d’i nostri sensi ch’è del rimanente

non vogliate negar l’esperïenza,

di retro al sol, del mondo sanza gente.

Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza".

Li miei compagni fec’io sì aguti,

con questa orazion picciola, al cammino,

che a pena poscia li avrei ritenuti;

e volta nostra poppa nel mattino,

de’ remi facemmo ali al folle volo,

sempre acquistando dal lato mancino.

Tutte le stelle già de l’altro polo

vedea la notte, e ’l nostro tanto basso,

che non surgëa fuor del marin suolo.

Cinque volte racceso e tante casso

lo lume era di sotto da la luna,

poi che ’ntrati eravam ne l’alto passo,

quando n’apparve una montagna, bruna

per la distanza, e parvemi alta tanto

quanto veduta non avëa alcuna.

Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto;

ché de la nova terra un turbo nacque

e percosse del legno il primo canto.

Tre volte il fé girar con tutte l’acque;

a la quarta levar la poppa in suso

e la prora ire in giù, com’altrui piacque,

infin che ’l mar fu sovra noi richiuso".

 

Dante e Virgilio si trovano nell’ottavo cerchio, nel luogo in cui vengono castigati, tra gli altri, i consiglieri fraudolenti. Costoro, secondo la legge del contrappasso, sono avvolti in una lingua di fuoco, proprio perché nella vita terrena ricorsero alla lingua e alla parola per tramare inganni. In questo girone sono collocati anche Ulisse e Diomede che avevano aiutato i Greci a sconfiggere Troia con l’inganno.

 

L’Ulisse dantesco è il simbolo della sete di conoscenza che travalica i limiti imposti da Dio al sapere umano. 

Ulisse è condannato non soltanto per l’inganno del cavallo di Troia, ma soprattutto per il suo "folle volo" , cioè per il suo tentativo di esplorare il mondo sconosciuto, al di là delle colonne d’Ercole. Il "viaggio di Ulisse" rappresenta, contrariamente a quello di Dante, un percorso di conoscenza non voluto e non approvato da Dio.

 

Egli, dunque, non è più l’omerico eroe valoroso in battaglia, bensì la personificazione del desiderio degli uomini di scoprire tutto ciò che non può essere compreso dalla mente umana.

 

Dante, impegnato in un viaggio della conoscenza voluto e guidato da Dio, non può evitare di condannare Ulisse per la sua presunzione di poter superare i limiti imposti allo scibile umano, ma, nello stesso tempo, non può fare a meno di mettere in risalto, ed implicitamente di elogiarlo, il suo "ardore …. a divenir del mondo esperto…".

 

Così, l’ultimo viaggio di Ulisse assume una duplice connotazione: 1) diventa metafora del folle volo dal noto all’ignoto, dal conoscibile a ciò che non DEVE essere conosciuto, dall’essere al non essere; 2) diventa anche metafora del viaggio verso un nuovo mondo da esplorare, caratterizzandosi sempre di più come un’icona della scienza e dell’esperienza. Per questo sarà rivalutato nell’età umanistico – rinascimentale.

 

Emblema, nell’età ellenistico – romana, della sapienza e della virtù, Ulisse diventa di volta in volta (anche nel Werther) il simbolo di ansia e di ricerca affannosa, l’emblema dell’uomo che aspira a trovare un "ubi consistam", l’immagine di un uomo proteso verso la vana ricerca di una verità superiore, oppure, come possiamo vedere in Joyce, l’esempio dell’"eroe viaggiatore" alla vana ricerca  di  un senso da dare alla vita.

 

Omero ha esaltato Ulisse, ma Dante lo ha reso grande ed immortale con questa sua memorabile terzine di cui tutti dovremmo tener conto: 

 

"Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza"

 

 

 

 

 

 
 

la spedizione in Sicilia

 
 
 
 
Se volete, rispondete a questo quesito (chi si scoccia faccia finta di non aver visto questo post):
 
Per quali ragioni Alcibiade convinse gli Ateniesi ad approvare la spedizione in Sicilia? Come si concluse e quale fu il ruolo effettivamente svolto da Alcibiade?

Domanda su Diocleziano: soluzione

Parzialmente corretta la risposta di e@y: Diocleziano, infatti,  ottenne effettivamente l’impero proprio nell’estate del 285, trovandosi solo al potere.
Tuttavia, era stato acclamato Augusto, cioé imperatore, dai suoi soldati il 20 novembre del 284.
Però solo dopo essersi sbarazzato del suo avversario Carino nel 285, presso il fiume Margus, corrispondente a quel fiume Morava che si trova nei Balcani, diventò ufficialmente imperatore.
Carino era il figlio maggiore di Marco Aurelio Caro ed era il fratello di Numeriano. Carino aveva governato, con l’imperatore Caro, nel 283. Nel 284 aveva governato con il fratello Numeriano. Nel 285 si scontrò con Diocleziano da cui fu sconfitto e ucciso.
 
Ecco perché molti testi fanno coincidere l’inizio dell’impero di Diocleziano con il 284 ed altri testi con il 285 d.C. .
Alcuni, in pratica, prendono come riferimento l’anno dell’acclamazione ad imperatore e ad Augusto (20 novembre 284). Altri, forse più giustamente, prendono come punto di riferimento l’anno in cui Diocleziano, sbarazzatosi del rivale, diventò ufficialmente imperatore, vale a dire nel 285. Il suo impero durò fino al 305.

Domanda sulla battaglia delle Arginuse

Corretta la risposta di Arag: la battaglia della Arginuse fu combattuta nel 406 a.C., nella fase finale del peloponneso, e fu vinta dagli Ateniesi. Tuttavia, sei strateghi furono giustiziati perchè condannati per non aver dato soccorso ai naufraghi. In tal modo, Atene, come ricorda anche Aristofane nella commedia "Le Rane" si privò di generali abilissimi che le avevano consentito di ottenere un importante trionfo militare.

Un’altra domanda facile facile

Quando fu combattuta e da chi fu vinta la battaglia delle Arginuse?

Il “dilemma” di Diocleziano

La domanda del giorno, a cui può rispondere chiunque lo voglia, anche facendo una semplice ricerca su internet, riguarda l’imperatore Diocleziano. 
 
Io confermerò la risposta in serata.
 
La domanda è questa:
 
Quando fu acclamato "Augusto" Diocleziano e quando, invece, ottenne effettivamente l’impero?
 
Come aiuto, posso dire che l’acclamazione di "Augusto" e l’ascesa al trono non avvennero nello stesso momento.
 
Forza, datevi da fare!!
 
 

Inter Roma: ancora 4 minuti per vincere

Inter – Roma 1-1
ancora qualche minuto per vincere contro la Roma!

INTER: CHE CAVOLO FAI?

Proprio oggi che gioca con la Roma l’Inter deve perdere?
 
Per motivi prettamente opportunistici, in quanto juventino, dico che l’Inter DEVE vincere, contribuendo a sfaldare la posizione della Roma al secondo posto della classifica. Anche perché se perde mi toccherà fare le condoglianze a tante persone!
 
"Inter: che cavolo fai?"

 
(adattamento di una canzone di Zucchero)

 
Nelle tue mani, anzi nei tuoi piedi, sono le risposte le speranze dei tifosi interisti e non solo.
 
 
 

Post su Sparta, leggenda nei secoli

Riporto qui il post su Sparta: chi può lo scarichi!
 
Comunque, costituirà oggetto di riflessione
 
Domani:     se non ci saranno SORPRESE, greco (interrogazione integrale) e latino con esercitazione
                  geografia (interrogazione, come già detto in classe)
 
Mercoledì:  full immersion nelle interrogazioni
 
 
 
Sparta, un mito sopravvissuto nei secoli (post dell’11 febbraio) 

 Sparta, per il suo modello di educazione e di organizzazione politico – militare, ha sempre suscitato l’interesse e la curiosità di intellettuali e di uomini politici. Lo storico ateniese Senofonte (430 a.c. – 354 a.C.) ed il grande filosofo Platone (427 – 347 a.C.), ne avevano decantato le lodi. Ai loro occhi Sparta appariva esattamente l’opposto della Atene ricca, democratica e colta e il suo modello politico ed organizzativo veniva nostalgicamente rievocato come testimonianza del periodo dello splendore e della forza delle poleis. Di Sparta aveva colpito anche il fatto che, unica tra le "grandi" città greche, rifiutò l’uso della moneta che, anzi, provvide a rendere illegale.

Possiamo, dunque, dire che essa appariva come un porto, come un’ ancora di salvezza per gli aristocratici,  ateniesi, che si sentivano minacciati dal progresso e dagli sviluppi politici del tempo? Sembra proprio di sì. Lo storico Senofonte esaltò nelle "ELLENICHE" questa scelta adottata dalla città peloponnesiaca, soprattutto sul piano etico e morale. Platone, invece, vagheggiando uno Stato ideale, fondato sulla giustizia e sul buon governo, lo identificò, per diversi aspetti,  con Sparta, con la polis, cioé, che aveva abolito la proprietà privata e in cui l’intera comunità viveva secondo regole ferree, volte a radicare la virtù ed il coraggio nei suoi abitanti.  L’eroismo e la virtù degli spartani, ma soprattutto delle spartane, vennero esaltate anche dallo storico Plutarco, vissuto tra il 46 d.C ed il 120 d.C.

Il caso emblematico di Sparta suscitò, poi, un largo interesse nel Rinascimento e nel periodo della Rivoluzione francese. In particolare, gli esponenti della Rivoluzione celebravano in Sparta e in Atene la mirabile fusione di operosità ed eroismo, che erano stati i tratti distintivi del mondo greco.

Ma Sparta, soprattutto nel primo Novecento, costituì, per altri aspetti, anche un modello  negativo. Ciò accadde soprattutto in Germania, ai tempi dell’ascesa del nazismo al potere. La polis "leader" della lega pelopennesiaca, infatti, veniva additata come modello di purezza razziale e di ordine politico – costituzionale, per la presenza di una forte aristocrazia militare in grado di assoggettare le comunità conquistate (si veda, in proposito il rapporto tra Spartiati ed Iloti), per le leggi sui matrimoni che sembravano scaturire da idee legate  alla purezza della razza, ma soprattutto per la rigida educazione militarista, tanto ammirata dai nazisti del Terzo Reich, non solo per il rifiuto netto della democrazia, ma anche per la soppressione dei bambini nati con deformazioni o con malattie congenite. Un atto deprecabile ed orrendo, ma che, evidentemente, gli spietati nazisti del III Reich apprezzavano ed imitavano alla perfezione. Ecco che cosa scrisse, nel 1937, lo storico Helmut Berve nell’opera intitolata "SPARTA": <<Educazione della gioventù, spirito di corpo, militarizzazione della vita, giusto posto assegnato all’individuo dopo prove che rasentano l’eroismo, doveri e valori per i quali noi lottiamo ancora oggi, tutto questo sembra aver trovato nell’antica Sparta una realizzazione eccezionale: l’ostinazione con cui un’aristocrazia piena della sua dignità si chiude, per la salvezza del suo alto ideale, ad un mondo dedito ad un prestigio esteriore, commercializzato, democratizzato, è profondamente commovente… Con l’aiuto del Fürher noi progettiamo di costruire un grande impero. L’esempio di Sparta ci deve ispirare>>. Naturalmente, queste affermazioni del Berve, soprattutto nella parte finale della citazione, risultano deliranti ed improntate a fanatismo, però costituiscono una ulteriore dimostrazione del mito e del fascino di questa città. Occorre, peraltro, affermare che i nazisti ammiratori della città peloponnesiaca, nel porre l’accento sul supposto razzismo spartano, commisero uno strumentale errore di valutazione, dal momento che il predominio degli spartiati sugli iloti, non può essere tout court ricollegato a motivazioni di purezza razziale. Quella degli Spartiati, infatti, più che una razza, era una classe sociale, un gruppo che aveva acquisito una posizione dominante nella città per ragioni militari.

Bob Marley: the legend

Non aggiungo parole, solo due video musicali del grande Bob Marley, peraltro su due temi molto attuali!!
 
        

serie A

 

Risultati e classifiche della giornata odierna della serie A

 

Stasera si chiude con Milan – Palermo

 

Intanto, al momento, questa è la situazione, dopo la partita di ieri sera inficiata dagli errori arbitrali anti juventus: 

 

 

Torino – Parma 4-4

Reggina – Juventus 2-1

Atalanta – Siena 2-2

Cagliari – Lazio 1-0

Empoli – Catania 2-0

Livorno – Napoli 1-2

Roma – Fiorentina 1-0

Sampdoria – Inter 1-1

Udinese – Genoa 3-5

Milan – Palermo

 

 

Classifica

Inter 60

Roma 51

Juventus 47

Fiorentina 41

Milan 38

Udinese 36

Sampdoria 35

Genoa 32

Atalanta 31

Palermo 31

 Napoli 30

Torino 26

Lazio 26

Empoli 25

Catania 23

Livorno 23

Siena 22

Parma 22

Reggina 21

Cagliari 18

 

L’Inter, costretto a rinunciare a due giocatori eccellenti, soffre contro la Sampdoria, ma riesce poi ad agguantare il pareggio. La Roma conquista altri punti, consolidando il secondo posto, con il suo gioco, ma anche grazie al signor Dondarini, restando, però, ancora staccata nettamente dall’Inter.

 

Goleada del Genoa a Udine: risultato 3 – 5 per il Genoa.

 

Calaiò porta il Napoli alla vittoria, contro il Livorno.

 

Restano da ricordare la formidabile rimonta del Torino, ieri sera, contro il Parma e la vittoria, oggi, dell’Empoli sul Catania per 2-0.

 

In merito a Reggina – Juventus, stendiamo per il momento un velo  pietoso.