GABRIELE SANDRI: UNA MORTE ASSURDA!!

 
 
GABRIELE  SANDRI: una morte assurda
 
 
    Questa di domenica 11 novembre 2007 è stata una pessima giornata per il nostro calcio, per l’ordine pubblico e  per il nostro Paese.
 
Stamattina, intorno alle nove, è rimasto ucciso, in modo drammatico e secondo una dinamica che speriamo sia accertata il prima possibile, il tifoso laziale Gabriele Sandri.
 
Il rammarico e lo sdegno per questa vita stroncata sono forti, anche perché quello che sembra essere stato "un tragico errore", stando alle prime ricostruzioni trasmesse sui media, non solo ha provocato la morte di un giovane, ma ha anche determinato le scene di guerriglia scatenate da persone che si sono sentite "legittimate"  a compiere atti di violenza o a provocare incidenti e tafferugli che certamente il tifoso ucciso (descritto concordemente da tutti i suoi amici e conoscenti come una persona assolutamente tranquilla e non violenta) non avrebbe voluto e a cui non avrebbe partecipato.  
 
Il calcio (e tutto ciò che vi ruota intorno) in un Paese forse troppo malato come il nostro, dovrebbe essere qualcosa di ben diverso!  Sarebbe probabilmente una folle utopia sperare che esso possa riunire gli Italiani attorno ad una sana passione comune, anche se da tifoserie opposte, ma certamente non dovrebbe produrre ciò che oggi ha prodotto. E’ assurdo danneggiare strade, auto e negozi, ma è ancora più assurdo morire di calcio a 28 anni!!
 
Tutti dovremmo meditare su quanto è successo oggi e più di qualcuno dovrebbe darsi una regolata!!
 

OGGI GIORNATA MEMORABILE

 
 
UN SALUTO COMMOSSO AD ENZO BIAGI
 
 
 
All’età di 87 anni si è spento, stamani, il grande giornalista Enzo Biagi, testimone del Novecento e voce libera, tra le poche, nel panorama del giornalismo italiano.
 
E’ stato per tutti un modello ideale, una figura esemplare di giornalista che non ha mai contraffatto la verità ed ha anzi lottato contro chi la verità ha qualche volta cercato di travisarla.
 
La prepotenza del potere politico, la hubris di chi ha governato qualche anno fa, lo ha costretto ad un lungo periodo di silenzio e di assenza dagli schermi televisivi. Attraverso il famigerato "editto" bulgaro di Sofia, un piccolo uomo ha cercato di offuscare un grande uomo. 
 
Con Biagi, giustamente definito dal Presidente della Repubblica Napolitano una "voce libera", scompare un MAESTRO DI GIORNALISMO, un "uomo di genuina ispirazione socialista e cristiana", che per il suo "profondo attaccamento, sempre orgogliosamente rivendicato, alla tradizione dell’antifascismo e della Resistenza", si era sempre schierato "in ogni momento in difesa dei principi e dei valori della Costituzione repubblicana", pagando personalmente quando si è trattato di opporsi alle censure del potere politico ed all’attacco di quest’ultimo alle libertà ed ai principi democratici.
 
Biagi è morto, ma sarà sempre vivo nei cuori dei sinceri democratici e di coloro che amano la verità e la coerenza!!!
 
             COGITOERGOSUM 

radio story

Inserisco sul blog un mio vecchio articolo scritto su Spiffero (la buon’anima) di quest’anno che è

   è incentrato sulla storia della radio

 

 La radio in Italia compie 83 anni, ma non li dimostra
 
Guglielmo Marconi, lo storico inventore della radio, effettuò i suoi primi esperimenti nel 1895, trasmettendo segnali telegrafici attraverso onde elettromagnetiche. Dovettero passare, però, circa trent’anni prima che la radio prendesse piede nel nostro Paese. Ciò accadde nel 1924, in epoca fascista, quando in Italia sorse l’ U.R.I., o Unione Radiofonica Italiana (promossa direttamente dal ministro per le comunicazioni del tempo Costanzo Ciano), divenuto poi E.I.,A.R (Ente Italiano Audizioni radiofoniche) nel 1927. Il primo programma radiofonico andò in onda il 6 ottobre del 1924, durò due ore e fu annunciato da Maria Luisa Boncompagni, madre di Gianni Boncompagni. Nel giro di pochi anni, e soprattutto negli anni Trenta, la radio raggiunse le case di moltissimi italiani che intratteneva con programmi di musica, cronache sportive e, soprattutto, con quello che, all’inizio veniva definito il “giornale parlato”, cioè il giornale radio. A partire dal 1933, il governo fascista fece della radio il principale mezzo di propaganda e di trasmissione dei messaggi e delle idee, spesso farneticanti, del regime. Accanto a tutto ciò, non mancarono programmi di intrattenimento per bambini e per famiglie, come, ad esempio, il radioromanzo comico e parodistico I quattro moschettieri, grazie al cui straordinario successo, nel 1937, il numero di abbonati alla radio superò le 700 mila unità. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, la radio divenne, insieme ai cinegiornali, che precedevano, nelle sale cinematografiche, le proiezioni dei film, la principale fonte di informazione e di notizie, spesso tendenziose  (come ad esempio quelle diramate dalle emittenti ufficiali del regime in Italia e in Germania), spesso, invece, un po’ più attendibili (come nel caso delle informazioni, il più delle volte in codice, divulgate da radio clandestine come Radio Praga, Radio Mosca e, soprattutto, dal 1938, Radio Londra). Nel secondo dopoguerra, l’Eiar mutò la sua denominazione in R.A,I. (Radio Audizioni Italiane) e la radio, dal 1954, dovette affrontare la forte concorrenza della televisione, che, proprio grazie alle immagini, in diretta o in differita, appariva più immediata e moderna. Fu così che la radio ancora una volta ripensò i suoi palinsesti e si rinnovò in modo profondo. Nel periodo compreso tra gli anni ’60 e ’70, infatti, le emittenti radiofoniche ai tradizionali notiziari e programmi culturali, affiancarono trasmissioni sportive e musicali che cercarono, spesso con buoni risultati, di andare incontro ai gusti del pubblico e di quello giovanile in particolare. Uno spazio sempre maggiore, infatti fu riservato alla musica e a programmi che ad essa più o meno direttamente si ricollegavano, tra i quali il mitico “Bandiera gialla” che cominciò ad andare in onda nel 1965. Un anno cruciale per la radio fu, in Italia, il 1975: esso, infatti, segnò la nascita e l’affermazione delle principali radio private, come Radio Parma, cui sarebbero seguite, negli anni, Radio Milano International, Radio Popolare, Radio Alice e Radio Radicale. Nel corso degli ultimi decenni proprio questa straordinaria versatilità e capacità di rinnovarsi ha consentito alla radio di resistere alle televisione e di svolgere un ruolo ancora importante nel settore delle telecomunicazioni. 

  Ecco qui di seguito alcuni modelli di apparechi radio che hanno fatto la storia

Il penultimo modello, relativo a Radio Phonola con giradischi è molto simile, (ma un po’ più recente) ad un apparecchio che ho anche io. L’ultima foto si riferisce alla UNDA RADIO, modello 531, del 1938 – 1939 ed è proprio quello che ho io in casa. Ha la bellezza di 69 anni, ma è tuttora funzionante. In genere, è un piacere ascoltare la musica trasmessa dalle radio a valvole. Non è un caso, d’altronde, che il collezionismo di questi apparecchi sia tuttora molto seguito.

Spesso si preferisce comprare amplificatori a valvole, anziché a transistor, per un impianto hifi proprio perché il suono prodotto dalle valvole è più caldo. 

Presto inserirò altre mie foto.

            

 

Che succede?

 
 
Buonasera a tutti,
 
stavolta scrivo per chiedere un parere "tecnico".
 
 
Da qualche giorno, quando cerco di collegarmi al link  Home page di Spaces , dove dovrebbero
 
comparire le informazioni relative al mio blog, le statistiche dei visitatori
 
e gli aggiornamenti degli altri blog da me segnalati tra gli "amici",
 
non riesco ad accedere alla pagina richiesta e compare sempre questa dicitura:
 
 

L’home page del tuo Windows Live Spaces non è al momento disponibile.

Prova a inviare nuovamente la richiesta, e, se il problema persiste, consulta la Guida per ulteriori suggerimenti su come risolverlo.

Nell’attesa puoi:

Qualcuno sa darmi un suggerimento su come risolvere questo problema?

Non so se è un problema generale o se riguarda solo il mio blog.

Ogni suggerimento sarà molto gradito.

ipse dixit

 
 
 
 
 
Citazioni letterarie
 
 
 
dal  "Carme in morte di Carlo Imbonati" di Alessandro Manzoni
 
 
 

Sentir , riprese , e meditar: di poco

esser contento: da la meta mai

non torcer gli occhi, conservar la mano

pura e la mente: de le umane cose

tanto sperimentar, quanto ti basti

per non curarle: non ti far mai servo:

non far tregua coi vili: il santo Vero

mai non tradir: né proferir mai verbo,
che plauda al vizio, o la virtù derida.
 

 

 

Una DEMOCRATICA rivoluzione d’ottobre

 
 
LA NOSTRA GRANDE    DEMOCRATICA E PACIFICA  RIVOLUZIONE D’OTTOBRE
 
 
 
 
QUELLA DI DOMENICA 14 OTTOBRE PUO’ ESSERE SENZ’ALTRO DEFINITA LA NOSTRA DEMOCRATICA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE: SIAMO ANDATI IN PIU’ DI TRE MILIONI A VOTARE PER IL SEGRETARIO DI UN NUOVO PARTITO, RENDENDOCI PROTAGONISTI DI UN CAMBIAMENTO EPOCALE CHE HA CONSENTITO PER LA PRIMA VOLTA IN ASSOLUTO L’ELEZIONE DIRETTA DEL LEADER DI QUELLA CHE SARA’ LA MAGGIORE FORZA POLITICA ITALIANA.
 
AUSPICHIAMO CHE IL NUOVO SEGRETARIO WALTER VELTRONI SAPPIA DARE VOCE CONCRETA ALLE SPERANZE DI RINNOVAMENTO DEI TANTI CITTADINI, DEI TANTI GIOVANI E DEI NUMEROSI IMMIGRATI REGOLARI CHE, ANDANDO IN MASSA ALLE URNE, HANNO CONTRIBUITO  ALLA SUA VITTORIA ED AL SUCCESSO DI QUESTA GRANDE FESTA DELLA DEMOCRAZIA NEL NOSTRO PAESE, DANDO  LA PIU’ EFFICACE RISPOSTA A CHI  VORREBBE SGUAZZARE NELLE ACQUE PALUDOSE E STAGNANTI DELLA COSIDDETTA ANTIPOLITICA.
 
ITALIA  FORZA !!!!
 
 
 

A volte ritornano….. gli esami di riparazione

 
 
«Chi ha saldato andrà avanti, chi ha bisogno di più tempo si fermerà».
 
Con queste parole il Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, ha annunciato il ripristino degli esami di riparazione a settembre ed ha presentato il nuovo decreto che ne prevede l’applicazione.
 
 Cito quasi integralmente, con qualche mia aggiunta chiarificatrice, direttamente dal sito del Ministero)
 

  • le scuole dovranno organizzare, subito dopo gli scrutini di primo quadrimestre, interventi didattico-educativi di recupero per gli studenti che abbiano presentato insufficienze.

 

  • I Consigli di classe decideranno le modalità dei corsi di recupero, che potranno essere tenuti dagli insegnanti della scuola o con la collaborazione di soggetti esterni.

 

  • Dopo i corsi di recupero, che si terranno nel corso dell’anno scolastico, gli studenti dovranno sostenere delle verifiche intermedie per dimostrare di aver superato il debito.

 

  • Alla fine dell’anno scolastico, il Consiglio di classe avviserà le famiglie degli studenti che prenderanno voti insufficienti in una o più materie, e rimanderà la decisione di promuoverli a dopo il 31 agosto, quando ci sarà la verifica finale del superamento dei debiti. Questo praticamente significa esame a settembre

 

  • Dopo lo scrutinio finale la scuola organizzerà ulteriori corsi di recupero, che si terranno durante l’estate, per gli studenti che non hanno ottenuto la sufficienza in una o più discipline. Quindi, chi sarà stato "rimandato" dovrà venire a scuola in estate per sostenere i corsi di recupero. Potrebbero evitare di venire se dichiarassero di provvedere al recupero mediante lezioni private a casa. Ma le lezioni private si pagano, le lezioni di recupero a scuola sono gratis, quindi conviene venire a scuola.

 

  • Entro il 31 agosto di ogni anno si dovranno concludere le iniziative di recupero e subito dopo, ma non oltre la data di inizio delle lezioni dell’anno successivo, si effettueranno le verifiche finali (esami scritti e orali) sulla base delle quali si conclude lo scrutinio con il giudizio definitivo: promozione o bocciatura. All’inizio delle lezioni tutti entreranno in classe senza debiti e i docenti potranno sviluppare il programma dell’anno regolarmente.

 

  • I genitori potranno decidere se far seguire ai propri figli i corsi di recupero, sia quelli intermedi che quelli estivi, oppure se avvalersi di altre modalità di recupero comunicandolo sempre alla scuola. Anche in quest’ultimo caso i docenti della classe mantengono la responsabilità didattica nell’individuare la natura delle carenze, nell’indicare gli obiettivi del recupero e nel verificare l’esito. L’importante è che alla fine i ragazzi passino le verifiche e dimostrino quindi di aver superato il debito (art.3).

 

  • Per i candidati all’esame di maturità per quest’anno si continuano ad applicare le disposizioni vigenti.

 

  • Alla fine del terzultimo e del penultimo anno di corso agli studenti che supereranno la verifica finale saranno attribuiti crediti scolastici.

Dunque, c’è un giro di vite molto forte ( e, secondo me, giusto) sulla questione dei debiti.

Credo che sia giunto il momento per i "nulla facenti" di rimboccarsi le maniche e di lavorare, perché la vita per loro si fa dura!!!

MYANMAR (BIRMANIA) LIBERO

Insisto su questo tema della Birmania perché lì la situazione è davvero tragica. Noi blogger possiamo, nel nostro piccolo, fare qualcosa di importante per favorire la protesta online contro le uccisioni di migliaia (ormai è così) di monaci, studenti, cittadini e contro la caccia ai reporter stranieri.
 
Possibile che ci sia tanta indifferenza verso temi di questo genere? protestare per una Birmania libera significa battersi in generale per un mondo più libero e giusto. Significa battersi affinché la libertà di opinione sia ovunque rispettata e garantita.
 
In passato è successo anche al nostro Paese. Potrebbe accadere di nuovo se non ci scrolliamo di dosso questa inerzia così avvilente.
 
Allora, accogliete anche voi, copiandone il post sul vostro blog, questo appello per il Myanmar (ex Birmania) libero. Collaboriamo tutti, nel nostro piccolo, ad una battaglia di giustizia e di libertà!!
 
 
 
Sep 28

Nota: questo è un nuovo tipo di protesta on-line che usa i blog per diffondere una petizione a livello globale. Per partecipare, aggiungi il tuo blog seguendo le istruzioni che troverai in questo post.Questa non è una questione di partiti politici, questo è un problema di diritti umani basilari e democrazia.Per piacere aiutate a prevenire una tragedia nella Birmania/Myanmar aggiungendo il vostro blog e chiedendo ad altri di fare lo stesso. Facendo circolare questo meme attraverso la blogosfera probabilmente potremmo portare più sensibilità sul problema ed evitare una seria tragedia. Come cittadini del mondo, questo è qualcosa che i blogger possono fare per aiutare.

Come partecipare.

1. Copiare questo intero post nel tuo blog, compreso questo numero: 1081081081234;

2. Dopo alcuni giorni puoi cercare con Google il numero 1081081081234 per trovare tutti i blog che partecipano a questa protesta e petizione.Nota: Google indicizza i blog a differenti livelli, per cui è possibile che ci voglia più tempo perché il tuo blog appaia tra i risultati. Indipendentemente dalla traduzione il numero rimane identico e perciò valido.

La situazione nella Birmania/Myanmar ci riguarda tutti. Non c’è libertà di stampa nella Birmania/Myanmar e il governo ha incominciato a bloccare Internet e altri mezzi di comunicazione, per cui è difficile ottenere le notizie dall’esterno. Singole persone sul campo stanno mandando i loro comunicati alla BBC e sono sconcertanti. Vi incoraggio a leggere questi resoconti per vedere da voi quello che sta succedendo nella Birmania/Myanmar (in inglese). Qui, invece, le notizie raccolte da Google in italiano sulla Birmania.

La situazione nella Birmania/Myanmar è sempre più pericolosa. Centinaia di migliaia di protestanti pacifici e disarmati, compresi monaci e monache, stanno rischiando le loro vite marciando per la democrazia contro una dittatura impopolare, ma ben armata che non si fermerà pur di continuare il suo dominio repressivo. Mentre i generali al potere e le loro famiglie sono letteralmente grondanti di oro e diamanti, la popolazione della Birmania/Myanmar è impoverita, privata dei diritti umani basilari, tagliata fuori dal resto del mondo e sempre più sotto la minaccia della violenza.

Questa settimana la popolazione della Birmania/Myanmar si è sollevata collettivamente nella più grande dimostrazione pubblica contro la dittatura militare dominante da decenni. È una dimostrazione di coraggio, decoro e democrazia attiva sorprendente. Ma nonostante queste proteste siano pacifiche, i despoti militari stanno incominciando a reprimerle con la violenza. Ci sono già state almeno alcune morti confermate, e centinaia di feriti gravi causati dagli scontri tra soldati e cittadini disarmati.In numero attuale di vittime e feriti è probabilmente di gran lunga peggiore, ma le uniche notizie che abbiamo vengono da singole persone che riescono a far passare i loro resoconti attraverso il cordone imposto dalle autorità. Sfortunatamente sembra che presto potrà esserci un bagno di sangue su larga scala, e le vittime saranno per lo più donne, bambini, gli anziani e i monaci e monache disarmate.

Contrariamente a quello che i governi birmano, cinese e russo hanno affermato, questo non è solo un problema di politica interna, è un problema di importanza globale e colpisce la comunità globale. Come cittadini interessati non possiamo permettere che qualunque governo, in nessun luogo al mondo, usi la sua forza militare per attaccare e uccidere cittadini disarmati che stanno dimostrando pacificamente.In questi tempi moderni, la violenza contro civili disarmati non è accettabile e se è permesso che accada, senza serie conseguenze per i suoi perpetratori, questo crea un precedente perché succeda ancora da qualche altra parte. Se vogliamo un mondo pacifico, spetta ad ognuno di noi opporre resistenza personalmente contro questi problemi fondamentali, dovunque essi si presentino.

Per piacere unitevi a me nel chiedere al governo birmano di negoziare pacificamente con i suoi cittadini, e alla Cina di intervenire per prevenire ulteriore violenza. E per piacere, aiutate a sollevare l’attenzione degli sviluppi della Birmania/Myanmar così che sia possibile evitare un disastro umano su larga scala.

BIRMANIA: NONOSTANTE LE PRIME CREPE, LA REPRESSIONE CONTINUA!!

 
 
 
INONDIAMO L’AMBASCIATA DEL MYANMAR (EX BIRMANIA) IN ITALIA DI PROTESTE E DI SDEGNO PER LA REPRESSIONE DI MONACI BUDDISTI, CITTADINI, STUDENTI E GIORNALISTI STRANIERI!!!
 
L’INDIRIZZO EMAIL DELL’AMBASCIATA BIRMANA IN ITALIA E’ QUESTO
 
 
 
 
 
PRIME  CREPE  NEL REGIME  MILITARE  BIRMANO E NELL’ESERCITO.
 
 
MOLTI SOLDATI NON  SOLO  RIFIUTANO DI  SPARARE  SULLA  FOLLA, MA SI STANNO COALIZZANDO CON I MANIFESTANTI.
 
 
DA  NOTIZIE DI ORGANI DI STAMPA  SI  APPRENDE CHE ALCUNI ESPONENTI DELLA GIUNTA MILITARE AL POTERE SIANO IN  NETTO DISACCORDO CON IL NUMERO UNO DEL REGIME, TANG SHWE, SULLA REPRESSIONE E SULLA VOLONTA’ MANIFESTATA DAL FOLLE TANG SHWE DI SPARARE SULLA FOLLA.
 
IL NUMERO DUE DEL REGIME, ANZI, PROPONE DI INCONTRARE LA LEADER DELL’OPPOSIZIONE Aung San Suu Kyi, DA QUASI VENTI  ANNI AGLI ARRESTI DOMICILIARI SOLO PER MOTIVI POLITICI, VINCITRICE DI ELEZIONI POLITICHE POI INVALIDATE DALLA GIUNTA MILITARE.
 
 
INTANTO, SUL FRONTE DELLE NOTIZIE, IL NUMERO DELLE VITTIME DELLA REPRESSIONE MILITARE SAREBBE DI PARECCHIO SUPERIORE ALLE CIFRE UFFICIALI CHE PARLAVANO DI DIECI MORTI.
 
DURANTE UN RAID DEI MILITARI IN UNA SCUOLA TRECENTO STUDENTI SONO STATI BRUTALMENTE PICCHIATI E ARRESTATI.
 
 
I  MILITARI FEDELI AL REGIME NON HANNO ESITATO A SPARARE SU MOLTI BAMBINI DELLA SCUOLA ELEMENTARE CHE ERA OSPITATA NEL MEDESIMO EDIFICIO, COLPENDO SIA I PICCOLI ALUNNI, SIA I GENITORI CHE ERANO ANDATI A PRENDERLI.
 
 
UNA SCUOLA E’ STATA, INOLTRE, ADIBITA A CENTRO DI DETENZIONE PER I MANIFESTANTI ARRESTATI; DI MOLTI DI LORO NON SI HANNO PIU’ NOTIZIE.
 
IL GIAPPONE HA PROTESTATO UFFICIALMENTE PER L’UCCISIONE, DA PARTE DI MILITARI ANTISOMMOSSA, DI UN REPORTER GIAPPONESE, "COLPEVOLE" DI AVER FATTO IL SUO LAVORO, DOCUMENTANDO QUANTO STAVA ACCADENDO.
 
 
 
 
QUESTO E’ L’INDIRIZZO DELLA NOSTRA AMBASCIATA ITALIANA IN BIRMANIA.
 
 
CHIEDIAMO  UNA PIU’ EFFICACE AZIONE PER FERMARE I MASSACRI IN QUESTO PAESE!!!

 

 
 

blog

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STOP ALLA REPRESSIONE IN BIRMANIA

IN QUESTE ORE IN BIRMANIA LA GIUNTA MILITARE, CHE DA MOLTI ANNI REGGE IL POTERE IN  MODO DISPOTICO E TIRANNICO, STA ATTUANDO UNA SPIETATA REPRESSIONE CONTRO LE FOLLE SEMPRE PIU’ NUMEROSE DI CITTADINI, MONACI BUDDISTI E GIOVANI STUDENTI CHE PROTESTANO PER AVERE LA LIBERTA’ DA MOLTI ANNI NEGATA E MIGLIORI CONDIZIONI DI VITA!!
 
 
IL REGIME HA GIA’ FATTO SPARARE SUI MANIFESTANTI, PROVOCANDO LA MORTE DI ALCUNI DI LORO, TRA CUI MONACI BUDDISTI  E STUDENTI.
 
ORA SI E’  AGGIUNTA ANCHE LA CACCIA AI GIORNALISTI STRANIERI CHE SI TROVANO LI’  PER INFORMARE LA COMUNITA’  INTERNAZIONALE DELLE NEFANDEZZE DELLA POLITICA REPRESSIVA DELLA GIUNTA MILITARE BIRMANA.
 
TRA I REPORTER STRANIERI NE SAREBBE STATO UCCISO, SECONDO LE AGENZIE DI STAMPA, UNO DI NAZIONALITA’ GIAPPONESE ED UN ALTRO GIORNALISTA STRANIERO SAREBBE STATO GRAVEMENTE FERITO!
 
 
FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE, ANCHE AL NOSTRO GOVERNO, AFFINCHE’ LA COMUNITA’ INTERNAZIONALE SI IMPEGNI A PRENDERE PROVVEDIMENTI EFFICACI CONTRO LA GIUNTA MILITARE BIRMANA CHE DA ANNI TIENE AGLI ARRESTI I PRINCIPALI ESPONENTI POLITICI DELL’OPPOSIZIONE.
 
LA BIRMANIA, FORSE, NON SARA’ L’IRAK, CON GLI INTRINSECI INTERESSI ECONOMICI DI QUESTO PAESE MEDIO – ORIENTALE, PERO’ NON PER QUESTO LA SUA POPOLAZIONE DEVE ESSERE ABBANDONATA AL SUO DESTINO!!!! 

la strada dei matti

 
 
LA  STRADA  DEI  MATTI
 
 
Tranquilli, questo non è il titolo di un noioso racconto o quant’altro…. E’ qualcosa di peggio!!!
 
Il titolo di questo post sintetizza le mie impressioni in merito a quanto ho visto in questi giorni e, in generale, negli ultimi mesi.
 
Ebbene è proprio così: le strade e le autostrade italiane diventano sempre più spesso luogo di gare e di "battibecchi" on the road.
1) C’è traffico sulla strada, quando al pomeriggio si ritorna dal mare? Ecco allora come si ragiona: "perché restarsene disciplinati nelle propria corsia di marcia? Solo i fessi lo fanno. Meglio fare i furbi e camminare a zig zag (sarebbe meglio dire come una gimcana) passando, a seconda della convenienza ora sul bordo della propria corsia, ora, invece, sulla corsia di sinistra. E chi se ne frega se lì arriva una macchina che sta viaggiando sul proprio senso di marcia: io devo arrivare a casa cinque millesimi di secondo prima"
 
2) "L’automobile che sta davanti a me va troppo piano: va solo a 100 km all’ora su una strada statale su cui c’è il limite massimo di  velocità di 50 – 60 km all’ora. Dunque, se il limite va superato, perché limitarsi ad andare a 100 km /h? Le cose o si fanno bene o è meglio non farle: allora, andiamo pure a 120 – 130 km /h, tanto chi se ne frega! Solo così diranno che sappiamo guidare"
 
3)"L’automobile che sta davanti a me si ferma al semaforo rosso? Il conducente è un idiota e io glielo faccio sapere suonando ripetutamente con il clacson. Fermarsi al semaforo non è di moda, è segno di arretratezza. Le macchine sono fatte per correre, per scattare e, quindi, per far vedere quanto sono bravo nella guida automobilistica del III millennio."
 
4) "Nel comune in cui sto guidando c’è troppo silenzio, in fondo sono solo le due di notte, un po’ di musica e un po’ di baldoria non guasta. Allora fermiamo la macchina vicino ad un gruppo di case, accendiamo la musica ad alto volume, affinché tutti possano sentire e possano dare gioia alle proprie orecchie. Chi se ne frega se dormono e domani devono alzarsi presto per andarte al lavoro. Noi siamo svegli e dobbiamo divertirci!! Beviamo e, soprattutto, rompiamo le bottiglie, lasciandone i cocci per terra. I bidoni della spazzatura sono a pochi metri da me? E che cosa me ne importa, ma veramente posso fare tutto questo sforzo, allungare il braccio, sollevare la mia vuota, ma non per questa meno pesante, bottiglia di birra e buttarla nel bidone? Roba vecchia. Siamo nel Duemila. C’è la strada a mia disposizione, c’è il cortile della casa di fronte, perché allora sforzarsi di arrivare fino al bidone della spazzatura? Oltretutto, buttando le bottiglie per strada o nel cortile della casa di fronte, io faccio anche pubblicità alla mia birra preferita!!"…..  E mi fermo qui, anche se potrei continuare con tanti altri esempi!!
 
Una cosa è certa: più passa il tempo e più i matti aumentano sulle nostre strade italiane e con loro il degrado della nostre strade e dei nostri quartieri: che almeno ci avvertano quando stanno per entrare in azione, così cercheremo di correre ai ripari!!!
 
 
Chi vuol dire la sua, sarei ben felice se lo facesse anche su questo blog! 

strategia antitasse

 
 
"Non  vuoi  pagare  le tasse?  Prendi il fucile e spara!!!" Questo potrebbe pensare qualcuno dopo quanto dichiarato dal leader della Lega, Umberto Bossi, nella giornata di ieri, domenica 26 agosto.
 
Egli ha infatti proclamato: "A Roma pensano: al Nord sono un po’ pirla, parlano, ma poi pagano. Finora gli è andata bene e non abbiamo mai tirato il fucile, ma c’è sempre una prima volta".
 
Una vera e propria dichiarazione di fuoco!!  (non c’è ironia in quello che scrivo). Un parlamentare della nostra Repubblica arriva a minacciare, sia pur, crediamo, solo verbalmente,  scenari apocalittici di  scontri (non voglio usare parole grosse)  contro chi vuol far pagare a tutti le tasse, in modo da farne pagare di meno.
 
Per carità, il Senatur è un rappresentante dell’opposizione politica ad un governo che, da un lato sta ottenendo dei buoni risultati in campo economico, ma, dall’altro, è caratterizzato  da una eccessiva litigiosità interna ai partiti che lo sostengono.
 
In quanto esponente dell’opposizione, il leader della Lega ha il diritto – dovere di esprimere le sue opinioni e di manifestare il proprio dissenso rispetto al governo in carica. Questo rientra nel "mestiere dell’opposizione"  e fa parte delle regole della democrazia e guai se non fosse così. Ma su un punto restiamo molto perplessi e dubbiosi: può un leader di partito  minacciare l’uso delle armi contro la politica fiscale di un governo, qualunque esso sia?
 
E’ indice di responsabilità politica ed istituzionale fare affermazioni che, magari sono destinate a rimanere solo parole al vento, ma possono essere "prese sul serio"  da qualcuno?  E’ lecito inasprire i toni dello scontro  politico  fino a lanciare tali minacce?  E’ inoltre davvero opportuno che la coalizione della quale questo leader politico fa parte  minimizzi  queste parole  per evitare dissapori con un alleato così battagliero? 
Infine,  stando così le cose, è possibile dire che viviamo in un Paese normale?
 
 

La libertà

La libertà
Giorgio Gaber
(1972)
 
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
 
Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.
 
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
 
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
 

La libertà non è star sopra un albero,

non è neanche avere un’opinione,

la libertà non è uno spazio libero,

libertà è partecipazione. 

 

La libertà non è star sopra un albero,

non è neanche il volo di un moscone,

la libertà non è uno spazio libero,

libertà è partecipazione.

 

 

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
 

La libertà non è star sopra un albero,

non è neanche avere un’opinione,

la libertà non è uno spazio libero,

libertà è partecipazione.

 

La libertà non è star sopra un albero,

non è neanche il volo di un moscone,

la libertà non è uno spazio libero,

libertà è partecipazione.

 

(Da "Dialogo tra un impegnato e un non so")

 

 

 E’  il  testo di un grande cantautore italiano: Giorgio Gaber, scomparso nel gennaio del 2003, inventore del cosiddetto "teatro – canzone".

 

E’ una canzone molto significativa scritta da colui che è stato definito il cantaute libero per eccellenza. 

Essa chiarisce quello che dovrebbe essere davvero il concetto di libertà.

Non c’è libertà se non c’è partecipazione, non c’è spazio libero se non c’è impegno diretto nel cambiare le cose che non vanno.

 

Quello di Gaber è un messaggio importante soprattutto in un’epoca come la nostra in cui davvero si avverte una forte crisi sul piano della partecipazione e dell’impegno diretto, in particolare, ma non solo, dei giovani, nella politica e nella gestione dei problemi della nostra società.

 

 

 

 

Olocausto e memoria storica”. Uno spunto di riflessione per la prossima Giornata della Memoria!


Nel 2008, come ho già scritto, ho fatto un viaggio in Polonia, dal 4 all’ 11 agosto, e ho avuto modo di ammirare una nazione che mi è sembrata assai più bella di quanto pensassi. (Alcune fotografie sono visibili su questo blog).
Le visite ai luoghi sacri ed ai castelli (specie quello di Malbork), nonché la visita alla più grande miniera di sale europea, a Wieliczka, mi hanno fatto riflettere su quelle che sono state le vicissitudini storiche di questo popolo. Assai più di quello italiano, il popolo polacco ha subito le dominazioni straniere.
Più pesanti di tutte, credo, sono state le tirannie che hanno caratterizzato la vita dei Polacchi in tutto il secolo XX. Quella comunista, dal secondo dopoguerra fino al 1989, e quella nazista durante la seconda guerra mondiale.
Non ci sono differenze tra dittature e dittature: possono essere bianche, nere o rosse, di stampo fascista o comunista, di tipo militare o civile, ma sono tutte egualmente fondate sulla negazione dei diritti umani e, quindi, sull’annullamento dell’essere umano in quanto tale.
In questo post, però, vorrei soffermarmi sul periodo storico che per la Polonia coincise con l’invasione tedesca, per fare delle riflessioni anche di carattere generale. La visita ai campi di sterminio di Auschwitz non lascia adito a dubbi. In quel periodo, dal 1939 al 1945, l’ordine mondiale concepito da colui che sicuramente può essere definito come il più folle di tutti i tempi, cioè Hitler, prevedeva l’annientamento di tutti gli Ebrei d’Europa e l’asservimento di tutte le nazioni ritenute inferiori o suddite.

La concezione dei campi di concentramento, soprattutto di Birkenau, trovava i suoi tragici fondamenti in quella che è stata definita l’industria della morte, attraverso una lunga serie di umiliazioni psicologiche, di maltrattamenti e di costrizioni fisiche che portavano lentamente, ma inesorabilmente all’annientamento fisico del detenuto e, quindi, al suo decesso, spesso durante le selezioni e nelle camere a gas, spesso, però, anche a seguito di punizioni o per altre circostanze.
L’esperienza della visita ad Auschwitz, soprattutto nel luogo delle baracche, dove dormivano i detenuti, è stata emblematica e dovrebbe, pertanto, essere consigliata a tutti coloro che ancora oggi negano quanto è successo lì dentro, come in altri luoghi simili.
Ma perché ricordare sempre queste cose? Sono in tanti, soprattutto tra i giovani, a porsi queste domande.
Eppure, in Europa, nel corso degli anni, si sono allargati a macchia d’olio l’antisemitismo e la xenofobia. Sono sentimenti legati al razzismo ad alla paura o all’intolleranza, in generale, per l’altro.
Alcuni movimenti cavalcano, nel nostro continente, ma non solo, questi sentimenti, facendone un anacronistico, ma non per questo meno pericoloso, cavallo di battaglia

Queste sono senza dubbio delle valide ragioni per ravvivare sempre di più il ricordo di ciò che è accaduto tanti anni fa. Allo stesso modo, è giusto fare memoria anche di tante altre campagne di sterminio e stragi che hanno insanguinato il XX secolo. Penso anche al massacro delle Foibe, di cui si celebra il ricordo il 10 febbraio.

Allora, è sempre importante ricordare e, soprattutto, far ricordare. Il negazionismo si combatte attraverso il ricordo e la memoria storica.

Fino a quando ci sarà anche un solo imbecille che tenterà di negare quanto è successo,o, peggio, che continuerà ad inneggiare a determinati personaggi del passato, varrà sempre la pena di brandire contro costui l’arma pacifica, efficace, della memoria storica!!!