«Date adesso! (δότε – dote») L’Urgenza del Dono alla Mensa della gratuitàLa Parola di Dio che risuona oggi è un invito solenne a entrare nella “Mensa” della gratuità di Dio. Le letture rivelano che l’amore del Padre non è un “mercato”, non mette voti e non si compra con il denaro dei nostri meriti. Risultano intimamente legate tra loro la prima lettura, in cui Isaia invita il popolo stanco a ricevere cibo e acqua gratis, senza spendere denaro, e il Salmo responsoriale, in cui si esalta la fedeltà di Dio che apre la sua mano per saziare ogni vivente. Il sogno profetico di questo banchetto gratuito si concretizza, poi, in maniera visibile e tangibile nel Vangelo con il miracolo dei pani e dei pesci: davanti alla folla sfinita, Gesù prova una compassione viscerale (esplanchnìste – ἐσπλαγχνίσθη, recita il testo greco) e rompe la logica del calcolo e del rinvio dei discepoli per proporre la logica del dono, ordinando con l’urgenza tipica dell’imperativo aoristo «δότε – date adesso!». In questo comando si inserisce il “poco” della nostra vita quotidiana, incarnato nel dovere e nel sacrificio che ogni giorno, nelle classi, negli ospedali, nelle case, negli uffici, nelle fabbriche o nei negozi, viene offerto dal lavoro di insegnanti, medici, genitori, impiegati, operai, commercianti o artigiani. Guardando proprio a queste realtà, nei cuori di tutti vediamo una fame immensa che va oltre il cibo: è fame di ascolto, di stabilità lavorativa, di salute nella malattia, di rispetto per la propria dignità, di tranquillità per il domani e di pace nel mondo e nei nostri cuori. Questo “poco” quotidiano, se consegnato con fiducia nelle mani di Dio, viene elevato, benedetto e moltiplicato continuamente dalla sua grazia, trovando il suo culmine nell’Eucaristia che stiamo celebrando su questo altare. Qui si inserisce la seconda lettura, in cui San Paolo ci assicura che nessuna di queste fatiche e sofferenze, nemmeno la fame o l’angoscia, potrà mai separarci dall’abbraccio e dall’amore incrollabile di Cristo. Saziati dal Pane della Vita, siamo chiamati a scegliere la logica della presenza, anziché del possesso, per consolare chi è solo o preoccupato, rendendoci “Eucaristia vivente” e “pane spezzato”, pronti a donare tempo e vita a chiunque abbia fame di speranza e di amore. Amen.Il poco dell’uomo diventa molto nelle mani di Dio! Affidandoci a lui, ciascuno di noi potrà essere strumento del suo disegno di salvezza!Immagine tratta dal sito https://www.tusciatimes.eu/il-vangelo-della-domenica-xxviii-del-tempo-ordinario-2/

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