Archivio dell'autore: CARLO MANZIONE cogitoergosum1969
Rocambolesca super nonna giapponese
Stando alla ricostruzione dell’operatore ferroviario, la signora è inciampata sui binari, rimanendo a terra, mentre stava per sopraggiungere il treno: il macchinista si è accorto della presenza della donna e ha immediatamente effettuato una frenata d’emergenza, che tuttavia non è servita a fermare in tempo il convoglio. Quando tutti i presenti pensavano ormai al peggio, la signora é stata invece trovata ancora in vita, per di più senza un graffio, grazie all’accortezza di essere rimasta immobile nel mezzo dei binari, senza alzare la testa, sfruttando i soli 30 centimetri di altezza che separano le rotaie dalla parte più bassa del treno.
vandali a scuola
Baby vandali distruggono una scuola
e si filmano con i telefoni cellulari
I giovanissimi vandali sono stati sorpresi all’interno della scuola elementare di largo Appio Chieregatti mentre stavano distruggendo tutto ciò gli si presentava di fronte.
La loro furia ha investito lavandini, servizi igienici, computer e armadi. Si sono accaniti mandando in frantumi i vetri delle finestre, allagando le aule del primo piano e scardinando alcune porte, il tutto sotto la lente degli immancabili telefoni cellulari con cui hanno ripreso le loro bravate. I danni ammonterebbero a 250 mila euro
I militari, attirati dai rumori provenienti dalle aule, sono entrati riuscendo a bloccarli. Affidati ai rispettivi genitori, i minori rimarranno in attesa delle decisioni del magistrato. I Carabinieri stanno eseguendo ulteriori accertamenti per verificare se ci siano o no delle responsabilità da parte dei denunciati per un analogo episodio avvenuto la settimana scorsa nella stessa scuola.
Il lato oscuro della luna – The dark side of the moon
Lo Yeti esiste davvero? Forse….
abominevole uomo delle nevi
Yeti, peli di una creatura misteriosa
trovati nella giungla indiana
I test dimostrano che il materiale appartiene a una specie sconosciuta. Ora si attende l’esame del Dna
DAL NOSTRO INVIATO
LONDRA – Finora era una di quelle leggende alimentate da continui avvistamenti ma mai sostenute da uno straccio di prova. Invece ora gli scienziati pensano che l’abominevole uomo delle nevi sia esistito o addirittura esista davvero. Lo dimostrerebbero due peli trovati in una giungla indiana dove le popolazioni locali giurano di aver visto più volte la terribile creatura.
ENTUSIAMO – I test, condotti dalla Oxford Brookes University, dimostrano che il materiale non appartiene a nessuna specie conosciuta e che ha «un’incredibile somiglianza» con i peli trovati da Edmund Hillary sull’Himalaya mezzo secolo fa. «E’ la prova più evidente – ha detto all’Independent on Sunday Ian Redmond, esperto di scimmie antropomorfe – che lo yeti possa esistere. Siamo entusiasti dei primi risultati, anche se ci sono ancora molti test da fare». I due peli, rispettivamente di 33 e 44 millimetri, sono stati trovati sulle colline Garo, nel nord est dell’India, circa cinque anni fa. Lì la gigantesca creatura, chiamata dagli indigeni "mande barung" (ovvero "uomo della foresta"), era stata avvistata per tre giorni di seguito mentre devastava alberi e piante. Il materiale è poi stato spedito in Gran Bretagna dove è passato all’esame degli esperti.
PROFILO GENETICO – «Eravamo sicuri che appartenesse a una specie conosciuta – ha detto ancora Redmond -. Invece no». I peli saranno ora ingraditi da un potentissimo microscopio e spediti in due diversi laboratori per estrarne il Dna. Sarà quella la prova del fuoco. Se il profilo genetico non corrisponderà a nessuna creatura vivente, allora si potrà affermare con sicurezza che lo yeti, o qualcosa di molto simile a lui, esiste davvero. Come sostengono da anni tante popolazioni locali sparse nel mondo, dal Canada al Nepal e all’Indonesia.
Monica Ricci Sargentini
27 luglio 2008
Una domanda scherzosa per concludere: e se, anziché di uno Yeti, si trattasse di un Ufo?
Se questi peli misteriosi appartenenti ad "una specie sconosciuta" fossero di un ufo?
O, meglio, se lo Yeti, di cui si sarebbero trovate le tracce, cioé i peli, fosse esso stesso un ufo?
Avremmo preso due piccioni con una fava (o anche con due peli!).
Ma l’argomento è troppo serio per affrontarlo a quest’ora. Se qualcuno mi aiuterà con un commento o un’opinione, potremmo riparlarne già domani!
Buona notte!
cogitoergosum
Ultimissime dal calcio mercato: Lampard resta al Chelsea
Galliani non cede. La Roma ora guarda al Monaco: Menez e Nené gli obiettivi
Lampard, ponti d’oro per restare
e ora il Chelsea ci prova con Kakà
di ALESSANDRO DI MARIA
ROMA – Sono stati tra i sogni di quest’estate di Inter e Milan. Più volte ad un passo dall’indossare le maglie delle due squadre milanesi. Adesso sembrano molto vicini a rinnovare il contratto con i rispettivi club: sono le storie di Frank Lampard del Chelsea ed Emmanuel Adebayor dell’Arsenal.
Così accade che il "pupillo" di Mourinho non solo non arriverà all’Inter quest’estate, ma nemmeno la prossima. Stando al "Sunday Mirror", il centrocampista inglese avrebbe vinto il suo braccio di ferro con il Chelsea ottenendo il rinnovo che chiedeva: cinque anni per 150 mila sterline a settimana, 10 milioni di euro a stagione. Tanti, tantissimi soldi. Su per giù sta accadendo lo stesso ad Adebayor, molto vicino al Milan quando ancora non era stato acquistato Ronaldinho. Poi è arrivato il campione brasiliano e tutto è rimasto lì. Senza Milan e pure senza Barcellona, altra squadra che si era interessata a lui. Ecco allora che Adebayor rimarrà all’Arsenal anche la prossima stagione. Arsene Wenger sta cercando dei rinforzi dopo le partenze di Gilberto Silva, Flamini e Hleb e non vuole certo perdere anche l’attaccante togolese. Per lui, dunque, sarebbe pronto un nuovo contratto per le prossime quattro stagioni da circa 5 milioni di euro a stagione.
Dopo l’offerta clamorosa al Milan da 100 milioni di euro, presa in considerazione meno di zero da Galliani, il Chelsea sembra non aver ancora rinunciato all’idea di arrivare a Kakà e secondo l’"Observer" Abramovich sarebbe pronto ad offrire al giocatore un milione di sterline al mese, oltre 15 milioni di euro a stagione. Cifre pazzesche. Intanto Andrea Pirlo dichiara amore eterno al Milan: "Ho un contratto ancora lungo e credo che non ci sia una squadra migliore di questa, è una tra le squadre più forti. Spero di chiudere la mia carriera qui, ho ancora due anni di contratto e spero di rinnovarlo per altri anni ancora".
La Roma sta cercando il sostituto di Mancini. Podolski rimane uno dei primi nomi, insieme a lui Silva (c’è da battere la concorrenza del Barcellona pronto ad offrire 20 milioni), Julio Baptista, Van der Vaart e Iaquinta, e dalla Francia rimbalza la voce di un interessamento per il traquartista del Monaco Jeremy Menez, giocatore seguito anche da Inter, Milan e Lazio. Inoltre i giallorossi stanno seguendo anche il brasiliano Nenè, sempre del Monaco.
La Fiorentina non è la sola squadra interessata a Nicolas Burdisso, difensore centrale dell’Inter. Nelle ultime ore si è fatto sotto il Newcastle, pronto a versare 5 milioni di euro all’Inter. C’è da dire che al momento l’offerta presentata dalla società viola è migliore: gli stessi 5 milioni di euro, a cui va però aggiunto il cartellino del giovane Da Costa. Il Newcastle prova a mettere in difficoltà la Fiorentina, lo stesso fa l’Arsenal con la squadra inglese. Così sulle tracce del centrocampista dell’Udinese, Gokhan Inler, oltre al Newcastle si è messa proprio la formazione allenata da Arsene Wenger. Il Torino ha acquistato dall’Empoli il difensore centrale Francesco Pratali. Costo dell’operazione: circa 3 milioni di euro.
Giorni decisivi per il futuro di Didier Drogba: "La prossima settimana sarà decisiva, ci sono grandi club europei che mi vogliono ma non dipende da me, ma dai dirigenti del Chelsea. Ho un contratto, però i miei procuratori si incontreranno con la società a Londra per fare un punto una volta per tutte". Real Madrid e Manchester United sempre più antagoniste. Oltre alla corte serrata nei confronti di Cristiano Ronaldo, gli spagnoli, stando al "Daily Star Sunday", starebbero provando a soffiare allo United anche Carlos Tevez. E visto che proprio l’affare Cristiano Ronaldo va per le lunghe, il Real sta pensando a due alternative: Van der Vaart e Villa. Intanto Calderon deve rinunciare ad uno dei suoi obiettivi principali, Cesc Fabregas: "Il Real? Non è il momento" ha detto il centrocampista dell’Arsenal.
Anche se un paio di settimane fa Alex Ferguson si diceva ottimista sul buon esito dell’operazione, difficilmente Dimitar Berbatov andrà a Manchester. Secondo la stampa inglese, è pronta un’offerta da circa 30 milioni di euro, proposta però ben lontana dalla richiesta del Tottenham: 48 milioni. Le alternative di Ferguson sono Samuel Eto’o del Barcellona, Roque Santa Cruz del Blackburn, David Villa del Valencia e Karim Benzema del Lione.
E a proposito di Eto’o e Benzema, aggiornamento sulla clamorosa trattativa tra Barcellona e Lione. Ai francesi il giocatore del Camerun piace molto. Ma la proposta di uno scambio alla pari non convince il numero uno del club francese, Jean-Michel Aulas. Ma se oltre al cartellino di Eto’o, i catalani mettessero anche 10 milioni di euro, ecco allora che la possibilità di vedere Benzema a Barcellona diventerebbe concreta.
(27 luglio 2008)
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“sei un mito!!!”
mitologia 2
appello urgente, urgentissimo!
emergenza…
Vorrei….
Auguri a tutte quelle che si chiamano Anna
Lodo Alfano: referendum
“maledetti professori”
Maledetti professori
di ILVO DIAMANTI
IL "PROFESSORE", ormai, primeggia solo fra le professioni in declino. Che insegni alle medie o alle superiori ma anche all’università: non importa. La sua reputazione non è più quella di un tempo. Anzitutto nel suo ambiente. Nella scuola, nella stessa classe in cui insegna. Gli studenti guardano i professori senza deferenza particolare. E senza timore. In fondo, hanno stipendi da operai specializzati (ma forse nemmeno) e un’immagine sociale senza luce. Non possono essere presi a "modello" dai giovani, nel progettare la carriera futura. Molti genitori hanno redditi e posizione professionale superiori. E poi, la cultura e la conoscenza, oggi, non vanno di moda. E’ almeno da vent’anni che tira un’aria sfavorevole per le professioni intellettuali.
Competenze apprese "fuori" da scuola. Così i professori sono scivolati lungo la scala della mobilità sociale. Ai margini del mercato del lavoro. Figure laterali di un sistema – la suola pubblica – divenuto, a sua volta, laterale. Poco rispettati dagli studenti, ma anche dai genitori. I quali li criticano perché non sanno trasmettere certezze e autorità; perché non premiano il merito. Presumendo che i loro figli siano sempre meritevoli.
Va detto che i professori hanno contribuito ad alimentare questo clima. Attraverso i loro sindacati, che hanno ostacolato provvedimenti e riforme volti a promuovere percorsi di verifica e valutazione. A premiare i più presenti, i più attivi, i più aggiornati, i più qualificati. Così è sopravvissuto questo sistema, che penalizza – e scoraggia – i docenti preparati, motivati, capaci, appassionati. Peraltro, molti, moltissimi. La maggioranza. In tanti hanno preferito, piuttosto, investire in altre attività professionali, per integrare il reddito. O per ottenere le soddisfazioni che l’insegnamento, ridotto a routine, non è più in grado di offrire. Sono (siamo) diventati una categoria triste.
Negli ultimi tempi, tuttavia, il declino dei professori è divenuto più rapido. Non solo per inerzia, ma per "progetto" – dichiarato, senza infingimenti e senza giri di parole. Basta valutare le risorse destinate alla scuola e ai docenti dalle finanziarie. Basta ascoltare gli echi dei programmi di governo. Che prevedono riduzioni consistenti (di personale, ma anche di reddito): alle medie, alle superiori, all’università. Meno insegnanti, quindi. Mentre i fondi pubblici destinati alla ricerca e all’insegnamento calano di continuo. Dovrebbe subentrare il privato. Che, però, in generale se ne guarda bene. Ad eccezione delle Fondazioni bancarie. Che tanto private non sono. D’altra parte, chissenefrega. I professori, come tutti gli statali, sono una banda di fannulloni. O almeno: una categoria da tenere sotto controllo, perché spesso disamorati e impreparati. Maledetti professori. Soprattutto del Sud. Soprattutto della scuola pubblica. E – si sa – gran parte dei professori sono statali e meridionali.
Maledetti professori. Responsabili di questa generazione senza qualità e senza cultura. Senza valori. Senza regole. Senza disciplina. Mentre i genitori, le famiglie, i predicatori, i media, gli imprenditori. Loro sì che il buon esempio lo danno quotidianamente. Partecipi e protagonisti di questa società (in)civile. Ordinata, integrata, ispirata da buoni principi e tolleranza reciproca. Per non parlare del ceto politico. Pronto a supplire alle inadempienze e ai limiti della scuola. Guardate la nuova ministra: appena arrivata, ha già deciso di attribuire un ruolo determinante al voto in condotta. Con successo di pubblico e di critica.
Maledetti professori. Pretendono di insegnare in una società dove nessuno – o quasi – ritiene di aver qualcosa da imparare. Pretendono di educare in una società dove ogni categoria, ogni gruppo, ogni cellula, ogni molecola ritiene di avere il monopolio dei diritti e dei valori. Pretendono di trasmettere cultura in una società dove più della cultura conta il culturismo. Più delle conoscenze: i muscoli. Più dell’informazione critica: le veline. Una società in cui conti – anzi: esisti – solo se vai in tivù. Dove puoi dire la tua, diventare "opinionista" anche (soprattutto?) se non sai nulla. Se sei una "pupa ignorante", un tronista o un "amico" palestrato, che legge solo i titoli della stampa gossip. Una società dove nessuno ritiene di aver qualcosa da imparare. E non sopporta chi pretende – per professione – di aver qualcosa da insegnare agli altri. Dunque, una società senza "studenti". Perché dovrebbe aver bisogno di docenti?
Maledetti professori. Non servono più a nulla. Meglio abolirli per legge. E mandarli, finalmente, a lavorare.
(25 luglio 2008)