domani

E per domani, vedremo domani…..
 
L’importante è capire la….. lezione!

E così Catania Inter : 0 – 2

Ancora una volta l’Inter riporta la vittoria, battendo in casa il Catania per 2 – 0.
 
I giochi, ormai, sembrano quasi del tutto fatti, in vista dell’assegnazione dello scudetto.
 
 
In totale, per le mie previsioni del calcio, quattro partite su sette azzeccate, almeno per l’esito finale.
 
alla prossima!!

dopo soli tre minuti ancora Inter

Dopo soli tre minuti, l’Inter raddoppia, al 22 del secondo tempo, passando al 2 – 0.
 
Forse il 3 – 1 a favore della squadra interista è ancora possibile….. forse!!

inter

E infatti, contrariamente alle mie previsioni ( a questo punto, previsioni – seccia ), l’Inter, al 19 minuto del secondo tempo, è ancora al risultato dell’ 1 – 0. Tutto può succedere.

PREVISIONI IMPREVEDIBILI

Le previsioni del calcio parte II
 
Non mi illudevo di fare le precisioni del calcio, ma delle semplici previsioni.
 
Solo che peggio di così  non poteva andare, non potevano esserci previsioni più imprevedibili. Al di là del risultato numerico, infatti, ho azzeccato soltanto gli esiti di tre partite su sei. ASPETTO, PERO’, DI VEDERE L’INTER CHE HO DATO PER VINCENTE PER 3 – 1 SUL CATANIA. MA, VISTO CHE HO SBAGLIATO LE PREVISIONI, POTREBBE ACCADERE ANCHE CHE L’INTER PAREGGI   O, ADDIRITTURA, PERDA.
 
PREVISIONI A PARTE, MI CONSOLO CON LA JUVENTUS CHE OGGI HA VINTO PER 2 – 1.
 
AUDAX FORTUNA JUVENTUS
 
LO RIPETO SEMPRE PERCHE’
 
"REPETITA JUVENTUS"
 
 

Lunedì III

Domani giornata "memorabile"…..
 
 
ma forse la sopresa più memorabile consiste nel fatto che potrebbe non esserci nessuna sorpresa  (potrebbe!!!)

pronostici serie A

Previsioni del…calcio
 
 
Posto, così, tanto per perdere tempo, dei pronostici su alcune partite di serie A che stanno per iniziare. Scommettiamo che non ne azzecco nessuno (almeno per il risultato numerico)?
 
Cmq, proviamo (si accettano scommesse e commenti)
 
Sampdoria – Napoli     2- 1          1
Catania – Inter           1- 3          2
Udinese – Juventus     2- 3          2
Milan – Siena              2- 0          1
Cagliari – Parma          1 – 0          1
Empoli – Lazio             1- 1          x
Torino – Palermo         1 – 2         2
 
 
 
 

Clistene e la sua riforma

 
Clistene e la riorganizzazione "decimale" della città
 
Clistene fu, insieme a Solone, anche se per ragioni diverse, il padre della democrazia ateniese. Apparteneva alla famiglia aristocratica degli Alcmeonidi e fu eletto per la prima volta arconte nel 525 – 524. Fu, tuttavia, esiliato nella fase finale della tirannide di Ippia e ritornò ad Atene solo dopo la caduta del figlio di Pisistrato.
 
Il suo successivo impegno politico fu caratterizzato dallo scontro con Isagora, l’esponente della frangia più conservatrice dell’aristocrazia ateniese. Difatti, rieletto arconte per l’anno 508 / 507 a.C., dovette neutralizzare il tentativo di Isagora, spalleggiato dal re spartano Cleomene I, di impossessarsi del potere nella città e, pertanto, potè dare piena attuazione alle sue riforme solo dopo la cacciata di Isagora e dello spartano Cleomene I che si erano asserragliati nell’acropoli.
 
L’impianto della sua riforma fu decisamente innovativo. Egli, infatti, realizzò una suddivisione della popolazione ateniese che prescindeva da ogni forma di distinzione di nascita o di censo.
 
La sua riforma prese le mosse da due aspetti preesistenti:
 
1) la suddivisione della città in demi, piccoli distretti che contrassegnavano la provenienza territoriale dei cittadini;
 
2) la distinzione della popolazione tra pediaci (gli abitanti della pianura e dell’asty, come, ad esempio i grandi proprietari terrieri), diacri (gli abitanti della mesògaia, cioé della parte interna del territorio, come i piccoli proprietari terrieri), paralii, cioè i commercianti, abitanti della costa.
 
La città venne quindi suddivisa in demi, una sorta di piccoli comuni con una propria "assemblea", con dei propri magistrati e con una propria amministrazione. Ogni cittadino aveva il suo nome iscritto sul registro di uno dei demi, con l’indicazione della provenienza "demotica"  che ne attestava lo status di cittadino.
 
I demi vennero raggruppati in dieci phylai, o tribù, che non erano di carattere "gentilizio", ma territoriale. Per evitare corporativismi regionali e territoriali, Clistene si avvalse delle circoscrizioni  dell’asty (gli abitanti della città), della mesogaia e della paralia. Assegnò a ciascuna delle dieci tribù, per sorteggio, quindi in modo del tutto casuale,  un’unità dell’asty, una della mesogaia, una della paralia . In tal modo, le  tribù si trovarono ad essere suddivise al loro interno in tre unità o trittie (una della città, una della mesogaia, una della paralia), non contigue territorialmente, in modo che una tribù non potesse rappresentare interessi economici di una singola zona.
 
In totale, essendoci tre trittie per ogni tribù, la popolazione ateniese fu raggruppata in trenta trittie.
 
Clistene istituì anche la Boulè, o Consiglio dei Cinquecento. Essa era costituita da 500 membri, scelti in numero di 50 per ciascuna delle dieci tribù. A sua volta, la Boulè fu suddivisa in dieci sezioni, corrispondenti alle dieci tribù, definite pritanie. Ogni pritania guidava l’organizzazione e la sessione dei lavori della Boulè per una decima parte dell’anno, cioé per circa 35 – 36 giorni, di modo che ogni tribù potesse, una volta all’anno, governare l’Assemblea dei Cinquecento.
 
Inoltre, ai nove arconti fu aggiunto un segretario scelto dalla pritania di turno, di modo che tutte le tribù potessero, a turno, essere rappresentate anche in questo collegio.
 
Anche l’esercito fu suddiviso in dieci reggimenti, definiti phylai, guidati da un filarca.
 
Questa suddivisione globale del popolo ateniese in base al criterio "decimale", e secondo un assetto geometrico senza precedenti nel mondo greco, non fu mai stata messa in discussione negli anni successivi, a testimonianza dell’effettiva sua validità e rispondenza a reali criteri di rappresentatività democratica. Inoltre, fu "importata" in molte poleis greche "convertitesi" dall’oligarchia alla democrazia.
 
Al fine di scongiurare ogni possibilità di ritorno alla tirannide, Clistene introdusse anche il sistema dell’ostracismo, con cui si poteva votare su un ostrakon, l’espulsione di un cittadino qualora si fosse rivelato pericoloso per la democrazia.

GIORNATA MEMORABILE

Forse lunedì……..
 
 
…………………………
 
 
…………………………
 
…………………………
 
 
forse ve lo dico più tardi!!!
 
oppure provate a indovinare!!!!
 
 
si accettano scommesse!!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Archiloco

Archiloco fu uno dei più famosi poeti della letteratura greca arcaica.
Visse nel VII secolo a.C. ed è oggi considerato l’iniziatore della poesia  giambica.
Nativo di Paro, isola delle Cicladi, sull’Egeo, si trasferì con il padre Telesicle a Taso, a sud della costa tracia, per prendere parte alla fondazione di una nuova colonia. Qui dovette adattarsi a vivere in condizioni disagiate e, spinto sia da motivazioni economiche, legate allo stesso suo sostentamento, sia dalla necessità di difendere la colonia dagli attacchi di alcune popolazioni della Tracia, intraprese la dura professione del soldato mercenario. La sua vita fu molto segnata dalla storia d’amore con Neobule promessa in sposa al poeta dal padre di lei Licambe, che poi, però, venne meno alla parola data. Questa vicenda trova uno spazio non irrilevante nella produzione poetica archilochea e viene rappresentata con toni polemici tanto accesi, nei confronti di Licambe e della sua famiglia, da spingere lo stesso Licambe e la figlia al suicidio. E, in effetti, il suo carattere fu piuttosto impetuoso ed indomito. Questo aspetto della sua personalità traspare con chiarezza nei suoi versi (la produzione archilochea giunta fino a noi consta di 140 frammenti di varia estensione), improntati al biasimo (ψόγoς), all’invettiva mordace (la iambikè idéa) ed all’ enipé (ingiuria). Tra i temi trattati spicca l’individualità del poeta, posta in chiave centrale nei suoi componimenti, come attestano questi versi: (Archiloco, fr. 128 W.)
 
    Animo, animo mio, sconvolto da sventure senza rimedio
     sorgi, opponi il petto ai nemici e difenditi;
     non indietreggiare di fronte alle loro insidie.
     E, se vinci, non inorgoglirti in pubblico,
     se sei vinto, non piangere prostrato in casa.
     Godi delle gioie, ma non troppo, e nel dolore per le sventura
     non perdere il senso della misura.
     Riconosci quale ritmo domina gli uomini.
 
In questo componimento, presentato nella traduzione di G. Tarditi, il poeta sembra colloquiare con se stesso. Impiegando diverse metafore, ispirate al linguaggio militare (cfr. versi sottolineati), egli incoraggia il suo animo a "combattere" contro gli ostacoli e gli imprevisti della vita. Il testo, poi, si chiude con un invito a ricercare una forma di equilibrio e a  non travalicare i confini della moderazione e della misura. E’ la filosofia dell’antichissimo precetto delfico "medén àgan", del "niente di troppo" e del "gnoti sautòn", cioé del "conosci te stesso". 
 
 
Altri temi affrontati da Archiloco sono: a) il ripudio, anticonfomista, della gloria, della ricchezza e del potere; b) il rovesciamento dell’ideale della kalokagathia, dell’eroe prestante e generoso, tipicamente omerico (fr. 114 W); c) il senso della realtà che lo spinge, nel corso della guerra, ormai data per persa, contro i Sai (popolazione della Tracia) ad abbondonare lo scudo vicino ad un cespuglio (fr. 5 W.), come testimoniano i seguenti esempi:
 
a) Non mi interessa una vita come quella del ricchissimo Gige
      e mai ne ho provato invidia: non aspiro
      ad azioni divine, né desidero un grande potere:
      queste cose son lontane dai miei occhi
                                                                                  (Archiloco, fr. 19 W.)
 
 
b) Non mi piace un comandante d’alta statura, né piantato a gambe larghe,
      né fiero dei suoi riccioli o ben rasato:
      me ne andrebbe bene uno piccolo, con le gambe
      storte a vedersi: però ben saldo sui piedi, pieno di cuore.
                                                                                               
                                                                                   (Archiloco, fr.114 W)
 
 
c) Qualcuno dei Sai si fa bello del mio scudo, che accanto a un cespuglio,
      arma senza difetto, ho dovuto abbandonare. 
      Però ho salvato me stesso: che m’importa di quello scudo?
      Al diavolo! Me ne procurerò uno non peggiore
 
                                                                                    (Archiloco, fr. 5 W).
 
Altri temi importanti sono la riflessione sui disagi dell’esistenza umana e l’amore. Non mancano  "favole", o racconti paradigmatici, che mirano a fornire degli esempi morali di vita.
 
Dal punto di vista stilistico, Archiloco, si ispira alla tradizione poetica, anche omerica, ma ne varia i moduli espressivi e linguistici. Archiloco, però, resta famoso soprattutto per l’uso del giambo e di un tipo di poesia fortemente polemica ed aggressiva che, alcuni secoli dopo, il poeta latino Orazio imiterà negli Epodi.                   
 
 
 
 
 
 

ITALIA PORTOGALLO: 3 – 1

ITALIA – PORTOGALLO RISULTATO FINALE
 
 
UNA BELLA NAZIONALE QUELLA CHE STASERA HA BATTUTO IL PORTOGALLO!!
 
TONI, PIRLO E QUAGLIARELLA HANNO SIGLATO I TRE GOL AZZURRI CHE CI HANNO FATTO VINCERE LA GARA.
 
L’UNICO GOL PORTOGHESE è STATO SEGNATO, IN QUESTO MERCOLEDì DI QUARESIMA,  DAL CALCIATORE QUARESMA E, D’ALTRA PARTE, NON POTEVA ESSERE CHE COSI’, LE RICORRENZE VANNO RISPETTATE.
 
 
SEMPRE PIU’, DUNQUE, ITALIA  FORZA!!!!
 
 

Italia – Portogallo (fine primo tempo)

Al 46^ del primo tempo, l’Italia segna il gol dell’ 1 – 0 contro il Portogallo grazie a Luca Toni.
 
Allora, ITALIA   FORZA!!!! (Non scrivo i due termini in ordine opposto per ovvie ragioni politiche)   ITALIA  FORZA!!!!!

Super tuesday e campagna elettorale in Italia

 
      Super tuesday in U.S.A.  e prossima tornata elettorale in Italia
 
Il supermartedì elettorale delle primarie americane non risolve la questione dei rapporti di forza, in casa democratica tra Hillary Clinton e Barak Obama.
 
Obama, infatti ha vinto in più Stati, ma la Clinton si è accaparrata quelli  con più delegati.
 
Questi, nel complesso, i risultati:
 
La Clinton conquista otto stati: California, Arkansas, New York, New Jersey, Arizona, Oklahoma, Tennessee e Massachussets. Barack se ne aggiudica tredici: Alabama, Alaska, Minnesota, North Dakota, Colorado, Delaware, Missouri, Illinois, Idaho, Kansas, Utah, Connecticut e Georgia. In casa repubblicana, McCain vince in nove: California, Arizona, Illinois, New Jersey, Delaware, Oklahoma, New York, Missouri e Connecticut. Huckabee trionfa in cinque: Arkansas, Georgia, Tennessee, Alabama e West Virginia, Romney in sei Stati: il Massachusetts, Utah, North Dakota, Minnesota, Colorado e Montana.
 
Ci vorrà ancora del tempo per sapere chi, tra la Clinton ed Obama, sarà candidato dai Democratici per le elezioni presidenziali del novembre 2008.
 
In ogni caso, ci sarà una grande novità: qualora dovesse spuntarla la moglie dell’ex Presidente Clinton, infatti, avremmo per la prima volta una donna alla guida della prima superpotenza del mondo. Se, invece, dovesse spuntarla Obama, avremmo per la prima volta un uomo di colore come Presidente degli Stati Uniti. Un uomo di colore alla guida di un Paese nel quale, in passato, le persone di colore hanno dovuto pagare sulla loro pelle gli effetti delle follie fobiche e razziste del KU KLUX CLAN.
 
In ogni caso, quindi, ci sarebbe un forte cambiamento rispetto al passato.
 
……. E, in Italia?
 
Da noi sembra ormai scontato che lo scioglimento delle Camere ed il ricorso anticipato alle urne siano lo sbocco della crisi di Governo innescata da qualcuno per "motivi di famiglia".
 
Una novità sembra esserci anche da noi: il Partito Democratico di Veltroni probabilmente correrà da solo, senza ammucchiate elefantiache, per evitare, in caso di vittoria, di doversi ritrovare nella stessa situazione in cui si è trovato Prodi.
 
Sicuramente una scelta coraggiosa, anche se rischiosa, una scelta della quale anche Berlusconi e la CDL dovranno tenere conto e che, forse, l’elettorato apprezzerà, giudicandola un atto di chiarezza e di onestà politica.
 
Ma questo si vedrà con lo spoglio elettorale. In ogni caso, l’esito di queste elezioni non può dirsi scontato.

Cancro sconfitto da due gemelline ancora non nate

Questa è una notizia che ha dell’incredibile:
 
La mamma, Michelle Stepney, una donna londinese di 35 anni, prima scopre di essere in attesa di due bambine, poi scopre di avere un cancro. Per salvare la vita alle due gemelline che porta in grembo rifiuta un intervento chirurgico e la stessa chemioterapia, di cui usufruisce, ma in forma assai più leggera e blanda. Ma a far guarire la donna ci pensano le stesse gemelline che lei ha in grembo: si sa,  in due nel grembo materno si sta stretti, ma se poi si aggiunge anche un terzo sgradito incomodo, come una massa tumorale, non c’è proprio più spazio. Allora, secondo quanto riferito dai medici del Royal Mardsen Hospital, le gemelline, nel grembo materno, hanno letteralmente preso a calci questa massa tumorale, l’hanno spostata ed hanno, così, impedito che potesse espandersi e creare danni seri alla loro madre. "SENTIVO LE MIE FIGLIE SCALCIARE", ha riferito la donna dopo il parto e dopo la scoperta di quanto accaduto, "MA NON POTEVO CERTO IMMAGINARE CHE AVREBBERO SPOSTATO IL TUMORE". A distanza, poi, di quattro settimane dal parto, la donna si è sottoposta ad un intervento di isterectomia e le è stato completamente asportato il tumore, già preso a calci dalle due gemelline nel grembo materno.
 
Sicuramente una bella notizia, soprattutto in considerazione che sia la mamma sia le gemelline "calciatrici" stanno bene ed in gran forma.
 
 

Scioglimento Camere

"Ai sensi dell’articolo 88 della Costituzione, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, riceverà questa sera, al Palazzo del Quirinale, il Presidente del Senato della Repubblica senatore Franco Marini, alle ore 18.00 e il Presidente della Camera dei Deputati, onorevole Fausto Bertinotti, alle ore 19.00". E’ quanto viene reso noto da un comunicato del Quirinale.
 
Probabilmente il Presidente della Repubblica comunicherà ai Presidenti delle Camere il provvedimento di scioglimento delle Camere con le conseguenti elezioni anticipate.
 
Andremo così a votare con una legge elettorale che non piace a nessuno, ma che nessuno ha voluto cambiare, che non permetterà a noi cittadini di esprimere un voto. Saremo costretti ad esprimerci su liste bloccate, frutto delle operazioni oligarchiche dei segretari di partito. Un qualcosa che ricorda la legge elettorale vigente ai tempi del regime fascista degli anni Venti.