“Cari ragazzi, nella vita non c’è bisogno di essere eroi. Occorre solo trovare il coraggio di non aver paura, di fare delle scelte e di denunciare quando si subiscono delle ingiustizie, perché oggi non è più tempo di tacere: oggi dobbiamo liberare il nostro futuro!”
(Don Giuseppe Diana ).
Buongiorno al nuovo giorno che è iniziato esattamente da un’ora e cinquantotto minuti!!
Buongiorno ad una nuova ennesima domenica che si spera sia uguale, ma allo stesso tempo diversa e più speciale delle altre!
Il tempo passa e sembra aspirare e portare ogni cosa con sé, come un grande rullo compressore!
Non ci fate caso: ho appena finito di vedere il film "Ultimatum alla Terra", remake dell’omonimo del 1951.
Un’immagine del film del 1951
l’Ultimatum alla Terra del 1951: un invito ad unirsi agli alieni per salvare le sorti del pianeta.
Il trailer del film del 2008
Ed è, forse, proprio la visione di questa nuova versione del film che mi ha ispirato quella frase sul tempo. Il remake del film del 1951 ha messo in luce le differenze notevoli in campo tecnologico ed informatico che questi "ultimi" 58 anni ci hanno regalato! E la sensazione è stata impressionante. Se non l’avete fatto ancora, provate a vedere l’edizione del film del 1951 e quella del 2008.
In entrambe le versioni assistiamo alla "discesa" di un alieno sulla Terra per informare i Terrestri del rischio di una imminente catastrofe finale del Pianeta che deriva dal comportamento umano e dall’uso spregiudicato delle risorse e delle armi. Un po’ diverso lo sviluppo della trama nel remake del 2008, in cui alcuni personaggi, come la scienziata Helen Benson, assumono un maggior rilievo ed una maggiore importanza.
Entrambe le versioni del film, tuttavia, ci spingono a riflettere sulle sorti del "nostro" Pianeta (ma chi ci dà il diritto di definirlo "nostro"?), sui rischi legati all’impiego delle armi, alle emissioni nocive di gas e ad altre diavolerie distruttive!
In entrambi i casi, si può scorgere un ULTIMATUM ALLA TERRA, anzi ai terrestri affinché si allontanino dal baratro in cui stanno cadendo, prima che sia troppo tardi.
Nella seconda versione, quella del 2008, sembra esserci un messaggio di speranza, dettato dalla riflessione che gli uomini possono cambiare in modo determinante proprio quando, trovandosi ad un passo dal baratro, si accorgono del pericolo!
Giove ci ha imposto due bisacce: ha collocato quella piena dei propri difetti dietro la schiena. Ha appeso davanti al nostro petto quella carica dei difetti altrui. Perciò non possiamo vedere i nostri mali, ma appena gli altri sbagliano, subito siamo pronti a criticarli. (Fedro, 4 10)….
Lingue classiche, non lingue morte, ma lingue storicamente compiute che, però, ancora oggi vivono attraverso le tantissime parole ed espressioni che usiamo quotidianamente nella nostra lingua.
Su questo link, strumenti informatici per lo studio delle lingue classiche