Ma ….

MA

VAI  

A  

FARTI  

UNA  

ZUPPA!!!!

Littérature latine in pillole

Rome s’ hellénise de plus en plus; mais des Grecs déjà latinisent: l’ampleur des succès politiques prépare au latin officiel un avenir de langue universelle!

IL dramma

IL DRAMMA DELLE POPOLAZIONI ALLUVIONATE: FOTOGRAFIA EVIDENTE E REALISTICAMENTE CRUDA SU SERVIZIO PUBBLICO.GOVERNO ASSENTE E DEFICITARIO. MANCANZA DI PROGRAMMAZIONE!

IL TEATRO GRECO: RITO COLLETTIVO ED INSTRUMENTUM REGNI

Il teatro greco: un rito collettivo per lo Stato e dello Stato

Il teatro, nell´Atene del V secolo a.C., assumeva un valore sacrale ed un´importanza notevole, sia sul piano culturale che su quello politico e sociale. I generi teatrali rappresentati erano la tragedia, la commedia e il dramma satiresco.

Quest´ultimo era così definito perché il coro era formato da attori travestiti da satiri, cioè da divinità legate al culto dionisiaco, di aspetto per metà umano e per metà caprino. Le rappresentazioni avvenivano durante le festività delle Lenee (nel periodo di gennaio – febbraio), delle “Grandi Dionisie”, o “Dionisie urbane” (nel periodo di marzo – aprile), e delle “Piccole Dionisie”, o “Dionisie Rurali” (nel mese di dicembre). Notevole era la platea di spettatori: Platone, nel “Simposio”, attesta che nell´anno 416 a.C. più di 30.000 spettatori assistettero alle rappresentazioni andate in scena durante le Grandi Dionisie. La tragedia era caratterizzata da un finale luttuoso e ruotava attorno alle vicende di sovrani che, all´apice della loro gloria, sprofondavano, per la loro arroganza e per le loro colpe, nel baratro della rovina. La materia era tratta generalmente dal mito, eccezion fatta per i “Persiani” di Eschilo, incentrata sulla seconda guerra persiana, che costituisce l´unico dramma di argomento storico che conosciamo e la più antica opera teatrale a noi pervenuta.

La commedia si concludeva con un lieto fine e mirava a suscitare il riso e l´ilarità degli spettatori. I maggiori autori di tragedie e di drammi satireschi furono Eschilo, Sofocle ed Euripide. I più celebri scrittori di commedie furono Aristofane e Menandro.

Contrariamente alla tragedia greca, che cominciò a tramontare già nel V secolo a.C., dopo la morte di Euripide, la commedia preservò la sua vitalità fino alla metà del III secolo a.C.. I commediografi, infatti, seppero adeguarsi ai mutamenti politici e culturali ed alle tipologie del pubblico di riferimento. L´evoluzione del genere comico si articolò in tre fasi: 1) – La Commedia Antica, Ἀρχαία (Archàia) che abbracciò in particolare il V ed il IV secolo a.C.; 2) – La Commedia di mezzo, ο Μέση (Mèse) che si protrasse fino al 323 a.C.; 3) – La Commedia Nuova, ο Νέα (Nea), che percorse l´intera età ellenistica. Nella fase dell´Archàia, Aristofane metteva sulla scena eventi e personaggi legati alla realtà sociale e politica del suo tempo. I contenuti delle commedie erano generalmente politici e fondati sulla satira e sull´attacco personale contro le autorità e le persone più in vista, secondo il principio della parresìa (cioè della piena libertà di parola) e dell’onomastí komodéin (cioè dell´attacco nominale).

La Commedia Antica si sviluppò nel periodo di maggiore splendore della democrazia ateniese, in cui i cittadini erano pienamente coinvolti nelle scelte politiche della loro città. In seguito, però, la sconfitta di Atene nella guerra del Peloponneso, l´imporsi del breve regime dei Trenta Tiranni e, infine, l´instaurazione di una nuova democrazia (che fu tale solo di nome, non più di fatto), allontanarono sempre di più gli Ateniesi dalla politica. Pertanto, anche la Commedia cominciò a diversificarsi e, nella Mèse, i cui maggiori rappresentanti furono Antifane, Anassandride ed Alessi, ci si orientò verso contenuti più “disimpegnati”, attinti dal mito.

La trasformazione si completò nell´età ellenistica, una fase in cui i centri del potere non erano più le assemblee, ma i palazzi dei sovrani. Venne meno quella stessa ragion d´essere del πολίτης (polìtes) che aveva caratterizzato in modo originale la polis greca, e quella ateniese in particolare, rispetto alle città-stato mesopotamiche ed orientali. I commediografi si trovarono di fronte ad un nuovo pubblico di riferimento, composto non più da cittadini, ma da sudditi. Nella fase della Commedia Nuova, il cui maggior rappresentante fu Menandro, i contenuti si adeguarono alla nuova realtà e le vicende rappresentate riguardarono esclusivamente la sfera individuale e sentimentale degli uomini. Gli sviluppi della Commedia furono tali soprattutto perché il teatro greco agì sempre da vera e propria cassa di risonanza della vita politica, sociale e culturale del tempo. Ciò si verificò non solo per la commedia, ma anche per la tragedia. Se è vero, infatti, che questo genere teatrale si ispirava fondamentalmente al mito, è, d´altra parte, innegabile che le vicende rappresentate costituivano una vera e propria metafora dei problemi e della situazione dell´Atene del V secolo. Gli atti e le empietà dei protagonisti delle tragedie erano identificabili con i comportamenti più turpi ed abietti di cui qualunque uomo, in ogni epoca ed in ogni circostanza, quindi anche nell’Atene del V secolo, avrebbe potuto macchiarsi. Per questo motivo, il pubblico si immedesimava nelle vicende dei personaggi e, attraverso la visione del dolore e delle sciagure dei protagonisti, capiva l´importanza di evitare determinate azioni. Ne scaturiva un processo educativo che Aristotele definiva “catarsi”, o “purificazione”, che si realizzava attraverso il principio del πάθει μάθος (pàthei màthos), cioé (“apprendimento attraverso il dolore”).

Le sofferenze e le pene patite dai protagonisti delle tragedie convincevano, inoltre, i cittadini dell´esistenza di un ordine divino superiore, compiuto e immutabile, a garanzia del quale vi erano le leggi dello Stato e le autorità costituite. Destabilizzare lo status quo significava, dunque, sovvertire quello stesso ordine superiore e, quindi, incorrere nella tremenda punizione divina. Sotto questo aspetto, è facile notare come il teatro greco avesse non soltanto una valenza culturale ed educativa, ma, soprattutto, una funzione politica normalizzatrice e di controllo che lo caratterizzava anche come “instrumentum regni”, ovvero, strumento di potere.

E’ impossibile che Numa Pompilio sia stato allievo di Pitagora

È impossibile che Numa Pompilio sia stato allievo di Pitagora

Sono molti, infatti, quelli che hanno scritto che Numa è stato discepolo di Pitagora e che nel momento in cui fu proclamato re dalla città dei Romani si occupasse di filosofia a Crotone; ma il periodo della vita di Pitagora contrasta con la notizia. Sappiamo, infatti, che Pitagora è vissuto non pochi anni, ma quattro intere generazioni dopo Numa, come abbiamo appreso dalle storie. Dunque, Numa non avrebbe potuto sapere chi fosse Pitagora. Inoltre, tutti sanno che, nel momento in cui Numa veniva chiamato a governare, la città di Crotone non c’era ancora. È impossibile, quindi, che Numa si sia occupato di filosofia  insieme a Pitagora, a Crotone, quando i Romani lo chiamavano al regno. A meno che qualcuno non ipotizzerà che sia esistito prima (del filosofo) di Samo un altro Pitagora, maestro di filosofia, con il quale Numa sarebbe vissuto: ma non so come qualcuno potrebbe dimostrare ciò, giacché né un Romano né un Greco (ci) hanno lasciato alcuna testimonianza degna di nota.

Another brick in the wall – Revolution

Cari alunni di IV: vi posto nel mio blog i due video ed i testi delle canzoni di cui parleremo domani.

We don’t need no education.
We don’t need no thought control.
No dark sarcasm in the classroom.
Teacher, leave those kids alone.
Hey, Teacher, leave those kids alone!
All in all it’s just another brick in the wall.
All in all you’re just another brick in the wall.
We don’t need no education.
We don’t need no thought control.
No dark sarcasm in the classroom.
Teachers, leave those kids alone.
Hey, Teacher, leave those kids alone!
All in all you’re just another brick in the wall.
All in all you’re just another brick in the wall

Ed ecco la traduzione in italiano.


Non abbiamo bisogno di educazione
Non abbiamo bisogno di essere sorvegliati
né di oscuro sarcasmo in aula
Professore, lascia in pace i ragazzi
Hey, professore, lascia in pace i ragazzi!
Tutto sommato, è solo un altro mattone nel muro
Tutto sommato, siete solo un altro mattone nel muro

Non abbiamo bisogno di educazione
non abbiamo bisogno di essere sorvegliati
né di oscuro sarcasmo in classe
Professori, lasciate in pace i ragazzi!
Ehi, professore, lascia in pace i ragazzi!
Tutto sommato, siete solo un altro mattone nel muro
Tutto sommato, siete solo un altro mattone nel muro.

REVOLUTION (THE BEATLES)

You say you want a revolution
Well, you know
We all want to change the world.
Tou tell me that it’s evolution,
Well, you know
We all want to change the world.
But when you talk about destruction,
Don’t you know that you can count me out.
Don’t you know it’s going to be alright,
Alright, alright.
You say you got a real solution
Well, you know
We’d all love to see the plan.
You ask me for a contribution,
Well, you know
We’re doing what we can.
Ut if you want money for people with minds that hate,
All I can tell you is brother you have to wait.
Don’t you know it’s going to be alright,
Alright, alright.
You say you’ll change a constitution
Well, you know
We all want ot change your head.
You tell me it’s the institution,
Well, you know
You better free your mind instead.
But if you go carrying pictures of chairman Mao,
You ain’t gonna make it with anyone anyhow.
Don’t you know it’s going to be alright,
Alright, alright

Dici che vuoi fare la rivoluzione
Bè, sai
Tutti noi vogliamo cambiare il mondo
Mi dici che è evoluzione
Bè, sai
Tutti noi vogliamo cambiare il mondo
Ma quando parli di distruzione
Non sai che non devi contare su di me
Non sai che andrà tutto bene [quindi non c’è bisogno della rivoluzione]
Non sai che andrà tutto bene
Non sai che andrà tutto bene

Dici che hai trovato una versa soluzione
Bè, sai
Non ci va di sapere il piano
Mi chiedi di contribuire [con soldi]
Bè, sai
Facciamo quel che possiamo
Ma se vuoi finanziare persone che nutrono odio
Fratello, tutto ciò che posso dirti è di aspettare
Non sai che andrà tutto bene
Non sai che andrà tutto bene
Non sai che andrà tutto bene

Dici che cambierai la costituzione
Bè, sai
Vorremo tanto farti cambiare idea
Mi dici che è l’istituzione
Bè, sai
Faresti meglio a mettere la testa a posto
Ma continui a portare foto del Presidente Mao
Non la farai [la rivoluzione] con nessuno, in nessun modo
Non sai che andrà tutto bene
Non sai che andrà tutto bene
Non sai che andrà tutto bene

O, o, o, o, o, o, o, o, o, o
Tutto bene, tutto bene, tutto bene, tutto bene, tutto bene
Tutto bene, tutto bene, tutto bene, tutto bene, tutto bene
O, o, o, o, o, o,
Tutto bene, tutto bene, tutto bene
Tutto bene
Tutto bene

Italia Germania 1982

Italia – Germania 1982… Dopo il fallito rigore di Cabrini

…il sogno dei tre goal contro la Germania.

Quella partita, alla fine, si concluse con il risultato di 3-1 per l’Italia. Grande Italia e grande Pertini (il presidente della Repubblica che abbiamo visto esultare nel video)… Momenti unici e irripetibili…

Alle volte

Anche se con il destino non si scherza mai, “il destino alle volte è scherzoso” e si prende gioco di tanti di noi, tanti di voi, tanti di loro!!!!

Osama Bin Laden

Osama Bin Laden è morto, ucciso nel corso di un’operazione americana in Pakistan.

Ma non sarebbe stato meglio imprigionarlo e processarlo per poi condannarlo a morte? Così sembra tutto troppo affrettato e mediatico.

Comunque, “giustizia è fatta”, ha detto trionfante Obama.

Potremmo dire, usando una (macabra) metafora sportiva, “Obama vs Osama = 1 – o”.

Sarà realmente così? Una cosa è certa: la lotta al terrorismo, ora più che mai, non può finire, non si può abbassare la guardia,

a che servirebbe?

Un tempo avrei usato questo blog per sfogarmi… Un tempo! Ora mi scoccio anche di fare questo!

Poi … a che servirebbe?…

Tanto!!

L’astronomo (Ἀστρολόγος) – Esopo –

Chi vuol cimentarsi? La storia è divertente e quanto mai attuale!!

                                                              Ἀστρολόγος

᾿Αστρολόγος ἐξιὼν ἑκάστοτε ἑσπέρας ἔθος τοὺς ἀστέρας ἐπισκοπῆσαι. Καὶ δή ποτε περιιὼν εἰς τὸ προάστειον καὶ τὸν νοῦν ὅλον ἔχον πρὸς τὸν οὐρανὸν ἔλαθε καταπεσὼν εἰς φρέαρ. ᾿Οδυρομένου δὲ αὐτοῦ καὶ βοῶντος, παριών τις, ὡς ἤκουσε τῶν στενάγμων, προσελθὼν καὶ μαθὼν τὰ συμβεβηκότα, ἔφη πρὸς αὐτὸν· “ ῏Ω οὗτος, σὺ τὰ ἐν οὐρανῷ βλέπειν πειρώμενος τὰ ἐπὶ τῆς γῆς οὐκ ὁρᾷς;” .

Τούτῳ τῷ λόγῳ χρήσαιτο ἄν τις ἐπ᾿ ἐκείνων τῶν ἀνθρώπων οἳ παραδόξως ἀλαζονεύονται, μηδὲ τὰ τοῖς ἀνθρώποις ἐπιτελεῖν δυνάμενοι

Libia: Odissea all’alba… seconda puntata… Dall’ “Odissea” all’ “Iliade”? Speriamo di no!!

 

Odissea all’alba… seconda puntata… Dall’ “Odissea” all’ “Iliade”? Speriamo di no!!

Libia: non siamo in guerra, ma il nostro intervento si inserisce nel quadro della risoluzione 1973 dell’ONU.  La Carta dell’ONU autorizza a compiere operazioni militari internazionali nei casi in cui la pace e la sicurezza dei cittadini siano gravemente compromesse. E Gheddafi, bombardando i suoi stessi concittadini che chiedevano democrazia, ha effettivamente compromesso la pace e la sicurezza della sua stessa popolazine. Ma, intanto, il fronte diplomatico internazionale comincia a scricchiolare, con le dichiarazioni di condanna della Russia, della Cina, della Turchia e di quella stessa Lega Araba che ieri aveva dato il suo appoggio.

La situazione è in continua evoluzione. Il rais di Tripoli ha annunciato, poco fa, il “cessate il fuoco”, ma il Pentagono definisce “poco credibile” questo annuncio.Infatti, una notizia di tre minuti fa (delle 22.19), lanciata da Al Jazeera, informa che a Bengasi si sono sentite nuove esplosioni e nuovi colpi.

Gheddafi, la cui la difesa antiaerea di Gheddafi sarebbe stata “seriamente compromessa”, secondo le dichiarazioni ufficiali del Pentagono, minaccia tutto l’Occidente, Italia compresa.

L’operazione “Odissea all’alba” è nel suo pieno svolgimento. Speriamo solo che da “Odissea” non si trasformi in “Iliade”!!!

 

 

Libia: siamo alla svolta?

Libia

Libia … siamo alla svolta?

E’ sicuramente presto per dirlo, ma non più di dieci minuti fa (sono le 23.43 quando comincio a scrivere questo post) il Consiglio di Sicurezza dell’O.N.U. ha approvato la risoluzione 1973 sulla “no – fly zone”. Tale risoluzione autorizza la Comunità internazionale e la NATO a mettere in atto bombardamenti aerei in Libia in caso di violazione della “no – fly zone da parte di Gheddafi e dei suoi scherani.

Parigi e Londra, peraltro, vogliono un attacco immediato per impedire il massacro ulteriore dei civili libici che protestano e combattono contro un tiranno che è al potere dal 1969. Francia e Gran Bretagna, dunque, si dichiarano pronte ad attaccare anche stanotte.

Vedremo ciò che succederà e se le minacce di ritorsione da parte di Gheddafi bloccheranno oppure no un eventuale attacco aereo della NATO.

Per la cronaca, la risoluzione ONU esclude una “forza occupante”, cioé una invasione di terra. Ma ogni altra opzione, anche quella militare del bombardamento aereo, è ammessa. La popolazione di Bengasi esulta festante nelle piazze della città.

La mozione è passata con il voto favorevole di 10 Paesi: Francia, Gran Bretagna, Usa, Bosnia, Gabon, Nigeria, Sudafrica, Portogallo, Colombia e Libano e con l’astensione di Russia, Cina, Germania, Brasile e India.

Siamo ad un punto di svolta? E, in tal caso, che tipo di svolta sarebbe?

L’unica cosa certa è che, alla fine, la Comunità internazionale si è svegliata, seppur tardivamente e ha cominciato a reagire!

Ora si dovranno attendere gli esiti di tale reazione!!

L’Italia ha garantito la disponibilità ad offrire le proprie basi militari.

Caro ministro, cosa risponde a questo precario?

Caro ministro, cosa risponde a questo precario?

Buon compleanno, Italia

TANTI AUGURI     ITALIA

I ITALIA