Discussione su totò, i due colonnelli – carta bianca

La Retra di Licurgo e la prima guerra persiana. Versioni del 21 gennaio 2010

 
Traduzione delle versioni di stamattina (sulle prime due declinazioni, gli aggettivi di prima classe e l’imperfetto indicativo)
 
 
La Retra di Licurgo
Licurgo era fratello del re di Sparta. Egli voleva conoscere le costituzioni delle altre regioni e viaggiava all’estero. Dapprima, giungendo a Creta, entrava in familiarità con i cittadini illustri, ammirava alcune delle (loro) leggi e le faceva proprie, mentre altre le disprezzava. Quindi, giungeva in Asia ed alcuni dicono che Licurgo andasse anche in Africa (Libia), in Iberia e in India. Quando tornava a Sparta, deliberava di cambiare la costituzione: egli, infatti, era in onore presso il popolo e i cittadini confidavano nella saggezza e nella virtù di Licurgo. Licurgo voleva rafforzare le nuove leggi con l’approvazione divina, andava a Delfi ed otteneva il responso. Così il popolo (venerava) rispettava come sacra e divina la costituzione di Licurgo. Questa era chiamata "Retra". 
 
 
 
La prima guerra persiana
Dopo la terribile battaglia presso Lade, Dario, il malvagio signore dei Persiani, allestiva un esercito navale e terrestre e sceglieva come condottiero Artaferne. Il grande esercito dei Persiani dapprima conquistava le isole dell’Egeo, dove i violenti soldati bruciavano le case, devastavano i templi degli dei e trafugavano dagli altari i ricchi doni; poi l’esercito avanzava sulla terraferma e giungeva sulla pianura dell’Attica. Gli Ateniesi non temevano i nemici, con coraggio, insieme a pochi alleati, combattevano sulla pianura di Maratona in difesa della libertà e volgevano in fuga i barbari. Gli Ateniesi, allora, riportavano il trionfo della vittoria, mentre i Persiani si ritiravano verso le navi e navigavano verso l’Asia.
 

Discussione su YouTube – Yellow Submarine – When I’m 64

Ulisse e Polifemo – Solone. Versioni del 16/01/2010

Ulisse e Polifemo

Il ciclope Polifemo, pastore dalla straordinaria grandezza del corpo, aveva in fronte un solo occhio; viveva con il suo gregge nelle grandi spelonche della Sicilia ed ogni giorno conduceva le sue pecore ai pascoli. Era selvaggio ed orribile. Il latte delle pecore e delle capre offriva a Polifemo un alimento gradito; non aveva bevuto mai vino. Ulisse giunse con alcuni suoi compagni nella spelonca del pastore, ma il Ciclope violò le sacre leggi dell’ospitalità ed uccise e divorò i compagni di Ulisse con immane crudeltà. Allora Ulisse (concepì una violenta ira) si adirò molto e decise di vendicare la malvagità e la crudeltà del truce mostro. E così, con l’inganno, fece addormentare Polifemo con il vino e (gli) trafisse l’occhio con un palo infuocato. Allora, il misero Polifemo implorò Nettuno, il dio del mare. Infatti, Nettuno era padre del Ciclope ed esaudì la preghiera del figlio.

 

Solone

Solone amministrò Atene con grande moderazione e diede nuove leggi al popolo. Così pose fine alle discordie dei cittadini e riportò la concordia. In seguito lasciò Atene, navigò verso l’Egitto e a Cipro e dopo lunghe peregrinazioni per le città dell’Asia, ritornò in patria. Intanto Pisistrato, cittadino ricco ed astuto e gradito al popolo per le (sue) gloriose azioni, aspirava con l’inganno al comando di Atene. Ma Solone, per il grande amore della libertà della patria, mise in guardia il popolo sui piani occulti di Pisistrato, ma invano. Gli Ateniesi, infatti, immemori dei consigli di Solone, acconsentirono alle richieste ed alle istanze di Pisistrato. Così Pisistrato, con pochi compagni, occupò la rocca ed instaurò la tirannide ad Atene. Fu tuttavia un buon governante: abbellì Atene con magnifici edifici e fece costruire molti templi di marmo.

Ultimatum alla terra!

Ultimatum alla Terra!
 
Buongiorno al nuovo giorno che è iniziato esattamente da due ore e dodici minuti!!
 
Buongiorno ad una nuova ennesima giornata, quella del mercoledì dell’Epifania del 2009 che si spera sia diversa e più speciale delle altre! E di una "epifania" particolare vorrei riparlarvi, giacché l’ho già fatto in un post del 12 luglio del 2009!
Un apparizione contenuta in uno dei più bei film di fantascienza del passato.
 
Riporto qui una recensione presa dal sito: http://filmedvd.dvd.it/fantascienza/ultimatum-alla-terra-1951/
 
A seguire, riporto, in giallo, le riflessioni da me già scritte nel post del 12 luglio, ma con qualche piccola modifica di carattere puramente linguistico!
 
 
Titolo originale
The Day the Earth Stood Still
Genere
Fantascienza
Nazione
U.S.A
Anno di produzione
1951
Durata
92 Minuti
Regia
Robert Wise

Interpreti
Michael Rennie
Patricia Neal
Billy Gray
Hugh Marlowe
 
Washington. Un disco volante atterra in un parco della città e la popolazione, anche se spaventata, si accalca intorno ai militari per assistere all’avvenimento. Dal disco volante esce Klaatu, un extraterrestre, che si avvicina ai militari portando un piccolo dono; un soldato, tratto in inganno dal panico, spara senza pensarci. Subito dal disco volante esce un gigantesco robot, Gort, in soccorso del compagno ferito, facendo sparire con il suo raggio laser tutte le armi nelle vicinanze…

“Klaatu, Barada, Nikto!”. Queste tre parole si possono ritrovare nei modi più svariati in diversi romanzi, videogiochi e film, ma la prima volta che furono pronunciate è in questo “Ultimatum alla terra”, cult della fantascienza anni ’50 tratto dal libro “Addio al padrone” di Harry Bates del 1940. Diretto da Robert Wise ed interpretato da Michael Rennie, il film non riscosse un grande successo commerciale alla sua uscita, nonostante gli spettacolari effetti speciali (ovviamente per quel tempo), e contrariò Bates per alcune differenze con il suo romanzo. Il valore dell’opera si è affermato però con gli anni, tanto da meritarsi un remake multimilionario nel 2008.

A rimanere in particolare immune dal tempo è il messaggio del racconto, un invito a superare ogni conflitto e a vivere in pace, che rimane purtroppo sempre valido. L’avventura terrestre dell’alieno Klaatu e del suo automa Gort ha alla fine poco di fantascientifico, rivelandosi principalmente una ruvida fotografia super partes della nostra “civiltà” al tempo della Guerra Fredda. Civiltà incapace di riunire i propri rappresentanti in un unico luogo, che accoglie un ospite extraterrestre ad armi spianate finendo anche per sparargli, e che vede il potere mediatico creatore e fruitore di paure irrazionali. Una civiltà insomma quasi senza speranza, unitaria solo sotto la minaccia di un potere più grande, ma che Klaatu sceglie comunque di salvare per dare una ulteriore possibilità alla parte “buona”, rappresentata da un famoso scienziato ed una donna con il suo bambino.

I contenuti dunque non mancano, così come una bella colonna sonora, composta da Bernard Herrmann, ed alcune efficaci invenzioni (vedi l’astronave o Gort, che altro non è che un usciere dalla statura gigantesca del cinema Grauman’s di Hollywood). C’è qualche ingenuità e, sul piano narrativo, la parte finale non convince come il resto, un po’ ridondante e senza l’opportuno pathos; difetti comunque perdonabili ad un film del genere, ancora interessante.

Scritta da Manuel Celentano domenica 04 gennaio 2009, letta 2528 volte
 
Il tempo passa e sembra aspirare e portare ogni cosa con sé, come un grande rullo compressore!
  
 
 Un’immagine del film del 1951
   
Nel 2008 è stato realizzato un remake del film del ’51
 
l’ "Ultimatum alla Terra" del 1951: un invito ad unirsi agli alieni per salvare le sorti del pianeta.
L’ "Ultimatum alla Terra" del 2008: un nuovo messaggio di speranza!

 
 
Il remake del film del 1951 ha messo in luce le differenze notevoli in campo tecnologico ed  informatico che gli "ultimi" 50 – 60 anni ci hanno regalato! E la sensazione è stata impressionante.
 
Proprio il confronto tra le due versioni cinematografiche (tratte dal racconto Addio al padrone (Farewell to the Master, 1940) di Harry Bates) mi hanno ispirato la frase sul tempo!
 
 
Se non l’avete fatto ancora, provate a vedere l’edizione del film del 1951 e, solo in seguito, quella del 2008.
 
 
In entrambe le versioni assistiamo alla "discesa" di un alieno sulla Terra per informare i Terrestri del rischio di una imminente catastrofe finale del Pianeta che deriva dal comportamento umano e dall’uso spregiudicato delle risorse e delle armi. Un po’ diverso lo sviluppo della trama nel remake del 2008, in cui alcuni personaggi, come la scienziata Helen Benson, assumono un maggior rilievo ed una maggiore importanza.
 
Entrambe le versioni del film, tuttavia, ci spingono a riflettere sulle sorti del "nostro" Pianeta (ma chi ci dà il diritto di definirlo "nostro"?), sui rischi legati all’impiego delle armi, alle emissioni nocive di gas e ad altre diavolerie distruttive!
 
In entrambi i casi, si può scorgere un ULTIMATUM ALLA TERRA, anzi ai Terrestri affinché si allontanino dal baratro in cui stanno cadendo, prima che sia troppo tardi.
 
Nella seconda versione, quella del 2008, sembra esserci un messaggio di speranza, dettato dalla riflessione che gli uomini possono cambiare in modo determinante proprio quando, trovandosi ad un passo dal baratro, si accorgono del pericolo!
 
Speriamo che sia così!

2010… SPERIAMO IN TE!

 
 
 
AUGURI  A  TUTTI 
 
PER  UN 
 
2010  STRAORDINARIO!!!!!
 
2010 …. SPERIAMO IN TE!!!!
 
 
 

Discussione su YouTube – John Lennon – Happy Christmas/War Is Over

Buon Natale a tutto il mondo

BUON  NATALE  A  TUTTO  IL  MONDO! 

 

 

Afrikaans: Gesëende Kersfees 
Albanese: Gezur Krislinjden 
Arabo: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah 
Armeno: Shenoraavor Nor Dari yev Pari Gaghand 
Azerbaijan: Tezze Iliniz Yahsi Olsun 
Bahasa (Malesia): Selamat Hari Natal 
Basco: Zorionak eta Urte Berri On! 
Bengali: Shuvo Naba Barsha 
Boemo: Vesele Vanoce 
Bretone: Nedeleg laouen na bloavezh mat 
Bulgaro: Tchestita Koleda; Tchestito Rojdestvo Hristovo 
Catalano: Bon Nadal i un Bon Any Nou! 
Ceco: Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok 
Choctaw (Nativi americani, Oklahoma): Yukpa, Nitak Hollo Chito 
Cinese (Cantonese): Gun Tso Sun Tan’Gung Haw Sun 
Cinese (Mandarino): Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan 
Cingalese: Subha nath thalak Vewa. Subha Aluth Awrudhak Vewa 
Coreano: Sung Tan Chuk Ha 
Croato: Sretan Bozic 
Danese: Glædelig Jul 
Dutch (Pennsylvania): En frehlicher Grischtdaag un en hallich Nei Yaahr! 
Eschimese (inupik). Jutdlime pivdluarit ukiortame pivdluaritlo! 
Esperanto: Gajan Kristnaskon 
Estone: Ruumsaid juulup|hi 
Farsi: Cristmas-e-shoma mobarak bashad 
Fiammingo: Zalig Kerstfeest en Gelukkig nieuw jaar 
Filippino: Maligayan Pasko! 
Finlandese: Hyvaa joulua 
Francese: Joyeux Noël 
Frisone: Noflike Krystdagen en in protte Lok en Seine yn it Nije Jier! 
Gaelico: (Scozia) Nollaig chridheil huibh 
Gaelico: Nollaig chridheil agus Bliadhna mhath ùr! 
Gallese: Nadolig Llawen 
Giapponese: Shinnen omedeto. Kurisumasu Omedeto 
Greco: Kala Christouyenna! Hamish 
Hausa: Barka da Kirsimatikuma Barka da Sabuwar Shekara! 
Hawaaiano: Mele Kalikimaka 
Hindi: Shub Naya Baras 
Indonesiano: Selamat Hari Natal 
Inglese: Merry Christmas and Happy New Year 
Iracheno: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah 
Irochese: Ojenyunyat Sungwiyadeson honungradon nagwutut. Ojenyunyat osrasay 
Islandese: Gledileg Jol Isola di Man: Nollick ghennal as blein vie noa 
Latino: Natale hilare et Annum Faustum! 
Latviano: Prieci’gus Ziemsve’tkus un Laimi’gu Jauno Gadu! 
Lituano: Linksmu Kaledu 
Macedone: Sreken Bozhik 
Maltese: LL Milied Lt-tajjeb 
Maori: Meri Kirihimete 
Navajo: Merry Keshmish 
Norvegese: God Jul oppure Gledelig Jul 
Occitano: Pulit nadal e bona annado 
Olandese: Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar! oppure Zalig Kerstfeast 
Papua Nuova Guinea: Bikpela hamamas blong dispela Krismas na Nupela yia i go long yu 
Polacco: Wesolych Swiat Bozego Narodzenia or Boze Narodzenie 
Portoghese (Brasile): Boas Festas e Feliz Ano Novo 
Portoghese: Feliz Natal 
Rapa-Nui (Isola di Pasqua): Mata-Ki-Te-Rangi. Te-Pito-O-Te-Henua 
Rumeno: Sarbatori vesele 
Russo: Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom 
Samoa: La Maunia Le Kilisimasi Ma Le Tausaga Fou 
Serbo: Hristos se rodi 
Slovacco: Sretan Bozic oppure Vesele vianoce 
Sloveno: Vesele Bozicne. Screcno Novo Leto 
Spagnolo: Feliz Navidad 
Svedese: God Jul and (Och) Ett Gott Nytt År 
Tailandese: Sawadee Pee Mai 
Tedesco: Fröhliche Weihnachten 
Turco: Noeliniz Ve Yeni Yiliniz Kutlu Olsun 
Ucraino: Srozhdestvom Kristovym 
Ungherese: Kellemes Karacsonyi unnepeket 
Urdu: Naya Saal Mubarak Ho 
Vietnamita: Chung Mung Giang Sinh 

i CONTADINI E LA VITA DEGLI UOMINI

I  contadini

Gli dei amano i contadini: infatti, i contadini raccolgono (i) frutti dai campi e li offrono agli dei. Il contadino brucia i frutti sull’altare, volge lo sguardo verso il cielo e dice agli dei: “O dei, la vita del contadino è difficile se non è protetta dagli dei”. Il contadino ordina al figlio di piantare gli alberi e gli alberi sono piantati dal figlio nel campo.

 

La giornata degli uomini

Quando il sole sorge nel cielo, i contadini vanno nei campi spingendo avanti i buoi, gli operai nell’officina affrontano lavori per tutta la giornata. Quando, però, (il sole) tramonta (si immerge) nel mare, (quando) giunge la sera e (il riposo discende sulle attività degli uomini) cala il silenzio sulle attività degli uomini, allora tutti si astengono dalle fatiche e ritornano verso le case. Così gli uomini trascorrono la vita.

…. MODERATA SODDISFAZIONE ….

Moderata soddisfazione ….
 
Esprimo una moderata soddisfazione (scusatemi il linguaggio ermeticamente politichese che qui adopero)….
 
Esprimo una moderata soddisfazione per ….
 
…. la giornata di ieri mattina, di ieri pomeriggio e di oggi…..
 
Una moderata soddisfazione determinata da uno spiraglio di luce che sembra intravvedersi all’orizzonte.
 
Certo, è solo un tenue spiraglio di luce, una fiammella che potrebbe essere spazzata via da un improvviso colpo di vento.
 
Molto si dovrà ancora fare per rendere questa luce più forte e possibilmente fulgente, ma forse si esce dal tunnel…. forse!!!
 
Per questo, nonostante la Juve, esprimo moderata soddisfazione!!
 
A proposito di Juve, è proprio il caso di dire che "se Atene piange, Sparta non ride"!!
 
Infatti, se la Juve è stata sconfitta sonoramente dal Bari, dimostrando di essere in piena crisi, è anche vero che l’Inter oggi NON ha vinto, dimostrando di  non essere in piena forma! 
 
Le distanze sono meno lunghe di quanto potesse prospettarsi ieri sera.
 
Anche per questo, ma non solo per questo, esprimo una moderata soddisfazione!!!!

La donnola nella bottega del fabbro e l’uva irraggiungibile

Scrivo sul blog le traduzioni delle due versioni svolte stamattina in classe… così chi vorrà sapere prima di martedì come è andato il compito potrà farlo!
 
La donnola nella bottega del fabbro
 
Una donnola, desiderosa di cibo ("di preda") trova la porta di una bottega aperta, entra e cerca il cibo all’interno. Mentre esplora tutti i nascondigli della bottega, vede una lima posta su un tavolo e la lecca con la lingua, ma non prova alcun sapore (alcun piacere) e non può saziare la sua fame. Allora la lima deride lo stolto animale (oppure: "si prende gioco dello stolto animale") e dice: "Dimostri una grande stoltezza, o avida donnola: perché, infatti, cerchi il cibo tra le lime in una bottega ed laceri senza motivo la tua lingua (contro) con una lima dura e ruvida? Qui non c’è nessuna abbondanza di cibo e non potrai placare la tua grande fame con le lime".   
 
 
 
La volpe e l’uva irraggiungibile
 
 
Spesso i nostri desideri sono irrealizzabili, come racconta la favola del poeta greco Esopo sulla volpe e l’uva. Una piccola volpe guardava da lontano dell’uva bianca (pallida) sulla vigna e desiderava afferrare e divorare i grossi acini. Si avvicina  cautamente e silenziosamente alla vigna e cerca di prendere i grappoli più vicini. Ma salta invano, infatti la vigna è alta  e i grappoli pendono  dai rami più alti. La povera volpe cerca di arrampicarsi più volte, ma non raggiunge l’uva da lei tanto desiderata (letteralmente: "desiderio della sua gola"). Allora, triste, si allontana dal luogo ed esclama: "L’uva non è ancora matura, non voglio coglierla (o "mangiarla") acerba".

digitale terrestre: una nuova era anche ad Eboli

Digitale terrestre: una nuova era anche ad Eboli
 
4/12/2009….
 
Ieri è partita anche ad Eboli (Sa) l’era del digitale terrestre che ha mandato in soffitta la vecchia ricezione analogica dei canali.
 
Gia nella primissima mattinata non erano più visibili sullo schermo i vecchi canali analogici, sostituiti dai canali ricevuti attraverso il digitale terrestre.
 
Non sono mancate difficoltà, a livello di stabilità del segnale di alcune emittenti, ma si può senz’altro dire che la ricezione del digitale terrestre ad Eboli è partita alla grande, con una serie di canali in più che si sono aggiunti ai sei canali RAI e MEDIASET, tutti visibili con qualità nettamente superiore rispetto al passato.
 
Occorrerà effettuare ulteriori risintonizzazioni anche nei prossimi giorni, in quanto mancano all’appello ancora alcune emittenti. Entro il 15 dicembre, però, il prospetto delle emittenti ricevibili dovrebbe essere completo!

vergogne italiane

Vergogne italiane!
L’Italia come le dittature fasciste e / o comuniste?

Quello che è successo a Stefano Cucchi succede nelle prigioni delle dittature fasciste e / o comuniste!

Questa è la vera riforma della giustizia da realizzare, non le leggi di cui siamo costretti ad occuparci in questi giorni!!!

 
 
 
 
 

Traduzione delle versioni

La gloria dell’antica Grecia (14 / 11/ 2009)
 
La Grecia è una piccola regione dell’Europa, ma la fama ha percorso tutto il mondo e noi siamo realmente figli della Grecia. L’operosità era un grandissimo vanto dei Greci e, poiché non avevano terra fertile, praticavano soprattutto i traffici marittimi ed erano dediti al commercio. Corinto, città della Grecia, posta sull’Istmo, era nota per il grande numero di navi e di marinai. I marinai greci solcavano con coraggio il mare e non temevano le insidie o i pericoli delle tempeste, ma navigavano fino alle terre più lontane. Tra i Greci, gli Spartani prediligevano soprattutto le armi, i combattimenti, le guerre, invece gli abitanti di Atene veneravano soprattutto le Muse. La dimora degli dei era l’Olimpo. Ancora oggi in Grecia è possibile visitare antichi monumenti e reliquie (famose)  importanti.
 
 
 
La Campania
 
La Campania è una regione bella e ridente: ha un clima gradevole e la terra offre frutti due volte all’anno. Presso le coste marittime vi sono città famose e floride: Gaeta, Miseno, Baia, Lucrino dove i marinai stanchi trovano riposo e non si preoccupano dei pirati e delle tempeste. I pendii montani offrono bei grappoli d’uva e gli abitanti producono il Falerno ed il Massico, vini pregiati. In Campania vivevano i Sanniti. In passato (letteralmente: "un tempo") il popolo romano portò (letteralmente:"porta") guerra contro i Sanniti, poiché desideravano il dominio della Campania. I Sanniti erano uomini (selvaggi) bellicosi e ricchi, avevano armi d’oro e d’argento. In battaglia procurano grandi danni (sciagure) ai Romani e fanno passare i Romani sotto il giogo presso le Forche Caudine. Ma i Romani non trascurano la guerra poiché non temono le insidie dei Sanniti: combattono coraggiosamente e puniscono l’arroganza dei nemici. Papirio, infine, vendica l’offesa, conquista la Campania con le armi e sottomette i Sanniti (letteralmente:"fanno passare i Sanniti sotto il giogo").
 
 
L’amicizia
 
La vita con gli amici è serena e piacevole, senza amici, invece, è dolorosa e piena di affanni. Gli amici si rallegrano della felicità degli amici, si addolorano per la (loro) tristezza, condividono gioie ed affanni; inoltre offrono conforto nelle malattie, consiglio e aiuto nelle afflizioni; perciò giustamente riteniamo l’amicizia un presidio della vita. Dovete scegliere, o fanciulli, con prudenza gli amici, (dovete) distinguere le amicizie giuste da quelle cattive, ma, dopo averne fatto la prova, onorate gli amici ed amateli come le vostre anime. Offrite aiuto agli amici, lodate ed apprezzate i consigli degli amici. L’invidia è il veleno dell’amicizia, la rovina dell’affetto, perciò frequentate gli amici senza invidia se desiderate mantenere amicizie durature. L’amicizia è più necessaria dell’acqua e dell’aria, le vere amicizie, poi, non finiscono mai, ma sono eterne; inoltre, i poeti ritengono le amicizie un dono degli dei. Giustamente, dunque, il proverbio dice: "chi trova un amico trova un tesoro".
 

Discussione su YouTube – Franco Franchi Ciccio Ingrassia – Al Ristorante chi paga?